Lettera al Corriere del Mezzogiorno di Sandro Ruotolo
Caro direttore, poteva mai mancare, in questa campagna elettorale, il condono edilizio? Non perdono il vizio. Stavolta la proposta arriva da Fratelli d'Italia, ma la politica è sempre quella: dai tempi di Berlusconi, quando la destra cerca voti tira fuori un condono. Gli elettori, però, non sono stupidi. Non possono continuare a trattarli come ai tempi di Lauro: una scarpa prima del voto e una dopo. Il condono edilizio è devastante perché manda un messaggio preciso: costruisci pure contro le leggi, prima o poi qualcuno ti sana tutto. Così si incoraggiano i predatori del territorio a continuare. E chi ha rispettato le regole? Chi ha rinunciato a costruire dove non si poteva? Che cosa gli diciamo? Che ha sbagliato a essere onesto? Il nostro è un no chiaro, un no di giustizia. Non si può devastare un territorio e poi cavarsela pagando una cifra irrisoria rispetto al danno provocato. Vale per il condono edilizio come per quello fiscale: si premia chi infrange le regole e si mortifica chi le rispetta. In Campania, secondo le stime Istat-Cresme riferite al 2022, per ogni cento nuove abitazioni regolari se ne costruiscono cinquanta abusive: oltre tre volte la media nazionale. E nei 110 Comuni monitorati da Legambiente è stato eseguito appena il 13 per cento delle ordinanze di demolizione emesse tra il 2004 e il 2022. Di fronte a questi numeri, la risposta della destra è promettere un altro condono.La Campania è una terra esposta al rischio sismico, al dissesto idrogeologico. Conosciamo le alluvioni, le frane, le conseguenze dei cambiamenti climatici. Dobbiamo mettere in sicurezza il territorio, combattere l'abusivismo, difendere il suolo. Abbiamo bisogno di verde, di respirare, di prenderci cura della nostra terra. E loro promettono un altro condono. Bene fanno Roberto Fico e Gaetano Manfredi a opporsi. Questa battaglia deve essere di tutti noi.
Il condono è nemico del Mezzogiorno, come lo è l'autonomia differenziata. Da una parte si incoraggia il consumo di un territorio fragile, dall'altra si vuole dividere il Paese e lasciare il Sud ancora più solo. Alle elezioni europee del 2024, nel Mezzogiorno, un segnale glielo abbiamo già dato: il Pd primo partito, la coalizione progressista prima coalizione. E alle politiche andremo a testa alta, contro un governo che promette sanatorie mentre le famiglie fanno i conti con il carovita. Dopo l'onda blu americana, lavoriamo perché arrivi un'onda progressista anche nel nostro Paese. Vadano avanti con il condono: noi li combatteremo e ci batteremo per sconfiggerli alle urne. La nostra terra e la nostra dignità non sono in vendita.
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