Ha patteggiato la pena il proprietario della villa a Conca dei Marini con annessa la terrazza abusiva in legno, crollata l’estate dello scorso anno, provocando la morte di Antonio Rocco e il ferimento di Eugenia Bellini, Lorenzo Paolo Di Chiara, Claudio Iodice, Maurizio Tudisco. Antonietta Oro, Anna Russo, Emanuela Rocco e Lucia Rocco. Ieri alla prima udienza dibattimentale dinanzi al giudice Giuseppe Riccardi Luigi Coppola ha optato per il patteggiamento con il consenso del pubblico ministero Angelo Frattini ed è stata pronunciata la sentenza di condanna a un anno e mezzo di reclusione. Nella determinazione della pena si è partiti da una pena di tre anni, poi applicando le generiche e la riduzione di un terzo, connessa alla scelta del rito alternativo si è giunti alla pena finale di un anno e sei mesi. Coppola è stato condannato anche al pagamento delle spese per le costituite parti civili per complessivi 22mila euro. Tutti i feriti erano già stati ammessi alla costituzione di parte civile già nel corso dell’udienza preliminare, mentre ieri hanno chiesto di potersi costituire anche i genitori di Eugenia Bellini e il giudice Riccardi dopo una lunga camera di consiglio, ha ammesso con ordinanza la costituzione di parte civile anche per i genitori della ragazza. I capi d’imputazione vanno dall’omicidio colposo, al crollo e alle violazioni paesaggistiche e ambientali per quella terrazza di circa 15 metri quadrati, posta su pali di legno, costruita senza alcun permesso. Intanto è in corso in sede civile una causa per la quantificazione del danno. Ha scelto invece di essere giudicata con rito ordinario la moglie di Coppola, Rosalia Iacomino, comproprietaria della villa. Per lei il dibattimento inizierà il prossimo 22 giugno. La tragedia si è consumata il 18 agosto dello scorso anno, quando nel primo pomeriggio la famiglia, che aveva preso in affitto la villa ubicata a Conca dei marini, in via Smeraldo n. 63, dopo aver pranzato su quella terrazza, ha visto precipitare la piattaforma a strapiombo sul mare. (Antonella Barone il Mattino)
mercoledì 8 aprile 2009
Crollo in Costiera un anno e mezzo al proprietario della villa
Ha patteggiato la pena il proprietario della villa a Conca dei Marini con annessa la terrazza abusiva in legno, crollata l’estate dello scorso anno, provocando la morte di Antonio Rocco e il ferimento di Eugenia Bellini, Lorenzo Paolo Di Chiara, Claudio Iodice, Maurizio Tudisco. Antonietta Oro, Anna Russo, Emanuela Rocco e Lucia Rocco. Ieri alla prima udienza dibattimentale dinanzi al giudice Giuseppe Riccardi Luigi Coppola ha optato per il patteggiamento con il consenso del pubblico ministero Angelo Frattini ed è stata pronunciata la sentenza di condanna a un anno e mezzo di reclusione. Nella determinazione della pena si è partiti da una pena di tre anni, poi applicando le generiche e la riduzione di un terzo, connessa alla scelta del rito alternativo si è giunti alla pena finale di un anno e sei mesi. Coppola è stato condannato anche al pagamento delle spese per le costituite parti civili per complessivi 22mila euro. Tutti i feriti erano già stati ammessi alla costituzione di parte civile già nel corso dell’udienza preliminare, mentre ieri hanno chiesto di potersi costituire anche i genitori di Eugenia Bellini e il giudice Riccardi dopo una lunga camera di consiglio, ha ammesso con ordinanza la costituzione di parte civile anche per i genitori della ragazza. I capi d’imputazione vanno dall’omicidio colposo, al crollo e alle violazioni paesaggistiche e ambientali per quella terrazza di circa 15 metri quadrati, posta su pali di legno, costruita senza alcun permesso. Intanto è in corso in sede civile una causa per la quantificazione del danno. Ha scelto invece di essere giudicata con rito ordinario la moglie di Coppola, Rosalia Iacomino, comproprietaria della villa. Per lei il dibattimento inizierà il prossimo 22 giugno. La tragedia si è consumata il 18 agosto dello scorso anno, quando nel primo pomeriggio la famiglia, che aveva preso in affitto la villa ubicata a Conca dei marini, in via Smeraldo n. 63, dopo aver pranzato su quella terrazza, ha visto precipitare la piattaforma a strapiombo sul mare. (Antonella Barone il Mattino)
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