mercoledì 8 aprile 2009

Terremoto: dalla tragedia una lezione di solidarietà

Il terremoto ci ha fatto accantonare per qualche momento la crisi economica che incombe sull'economia mondiale. Ma ancora non è finita la conta dei morti sotto le macerie che i dati sulla cassa integrazione e sui sussidi alla disoccupazione sempre in fortissimo incremento hanno riportato l'attenzione sulle crescenti difficoltà del mondo del lavoro e delle famiglie. Tuttavia, il cataclisma, insieme ai lutti e alla distruzione, sta alimentando un'ondata di solidarietà inaspettata da parte di tutto il nostro sistema, sia economico che politico. Una lezione di solidarietà che e' riuscita a travalicare ogni tipo di diversità. Tanto da stupire anche i più pungenti critici, facendoli ammettere di trovarsi di fronte a un ''paese normale''. Ora non c'e' che da augurarsi che il nuovo stile di relazioni nato dal dolore e dalla tragedia continui e si estenda anche alla crisi economica , che magari non ha un impatto dirompente come il terremoto, ma che nel tempo rischia di minacciare profondamente la vita di tutto il pianeta con l'estendersi della fame, della povertà e della criminalità. Infatti la crisi, che oggi si fa riconoscere coi crolli dei templi della finanza, la depressione delle Borse e la chiusura di molte aziende, domani potrebbe riflettersi sulla strenua difesa dei privilegi di chi ha ancora qualcosa da perdere opponendosi alla necessità di reperire ad ogni costo i bisogni primari da parte di chi ha già perso tutto o mai avuto niente. In fondo un modello di società che non può piacere a nessuno: fa soffrire sia i ricchi sia i poveri. Ma che la crisi, a differenza di un terremoto, non riesce purtroppo ancora ad unire. (Asca)

Ore 19,49, fortissima scossa in Abruzzo
Ritrovati morti i quattro studenti
uno è napoletano. 228 le vittime

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