di Antonino Siniscalchi da Il Mattino
IL PERSONAGGIO
Sorrento - La storia di un imprenditore che ha percorso quasi un secolo di vita nel solco di un impegno costante e significativo nel settore dei trasporti. Un uomo che è partito dal carretto trainato da cavalli ed è approdato alla realizzazione di una azienda con una flotta di una sessantina di veicoli che percorrono le strade di ogni parte d'Europa. Il racconto caratterizza un libro che si apre alla storia di Sorrento e della Penisola sorrentina. È la storia di Antonino Stinga, la sua biografia raccolta in un volume di immagini e memorie, una carrellata sul filo dei ricordi, dal titolo «Vi racconto la mia vita», curato da Giovanni Petagna, con l'Antica Stamperia Grafica sorrentina. Il libro, con la presentazione dello storico e giornalista Marco Mantegna, si sviluppa in 351 pagine, articolate in una successione cronologica di flash narrativi: sapidi aneddoti, lucidi ricordi, eventi gioiosi e luttuosi. Un'epopea che copre un arco temporale di 91 anni, dalla nascita del protagonista, il 10 febbraio 1931, ad oggi. La saga di un self made-man, il quale ha contribuito, come tanti altri personaggi d'impresa, operanti nel settore turistico-alberghiero e della ristorazione, alla storia dell'imprenditoria sorrentina, famosa non solo a livello nazionale.
LE FOTOGRAFIE
L'opera è impreziosita da una straordinaria galleria fotografica che racconta, per immagini, insieme al secolo di vita dell'imprenditore, spaccati della cittadina, nella sua evoluzione, sociale e urbana, dal primo al secondo dopoguerra, dalla ricostruzione al miracolo economico, dall'esplosione turistica alla dimensione urbanistica attuale. Il volume è stato presentato, l'altra sera nel locale storico ‘O Parrucchiano-La Favorita, tempio dell'enogastronomia sorrentina, fondato nel 1860, ospiti del patron Enzo Manniello. Con i saluti istituzionali del sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, e dell'onorevole Annarita Patriarca, segretario dell'ufficio di presidenza della Camera, gli interventi di Marco Mantegna e di don Carmine Giudici, parroco della Cattedrale di Sorrento. Le conclusioni affidate a Raffaele Lauro, segretario generale di Unimpresa, già prefetto e senatore, nonché, negli anni Ottanta del secolo scorso, assessore alla Cultura e vicesindaco di Sorrento, con Antonino Stinga assessore al Corso pubblico. «Ci vorrebbe un'enciclopedia per trattare a fondo di tutti gli "amori" e di tutte le "passioni", umane, troppo umane, umanissime, ma limpide, di don Antonino Stinga», ha sottolineato Raffaele Lauro: «Nel discernere in questa giungla, non posso trascurare, tuttavia, quelle che mi hanno visto testimone diretto. A partire dal suo esibito orgoglio di essere nato cittadino di Sorrento. L'amore per la sua città è stata una costante del suo agire». Lucido, appassionato, umile, ma concreto, infine, il saluto conclusivo di Antonino Stinga, che ha raccolto una autentica standing ovation di quanti hanno voluto testimoniare stima, affetto e riconoscenza a un imprenditore illuminato che ha saputo consolidare una azienda che si è rinnovata nel rispetto delle tradizioni, passando dal carretto ai moderni tir.

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