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"Aspettiamo il ministro
Zaia alla prova dei fatti, aspettiamo cioè che la Camera possa cambiare la norma che prevede la possibilità di commercializzare bibite con colore e aroma d'arancia prive del vero succo d' agrumi". Così il senatore
Nello Di Nardo, capogruppo dell'Idv in commissione Agricoltura a Palazzo Madama, commenta la norma introdotta al Senato sull'abrogazione del limite del 12 per cento di arance nelle aranciate. "L'impressione purtroppo resta la stessa: predica bene e razzola male: dice di voler valorizzare il 'made in Italy', che fa proprio della qualità il suo fiore all'occhiello, ma nei fatti affossa il settore agrumicolo. Siamo alla deriva dell'omologazione del gusto e delle produzioni per favorire qualche lobby - dice Di Nardo - vini senza uva, formaggi senza latte e ora aranciate senza arance". Abolire la percentuale minima di vero succo di arance, "oltre che colpire pesantemente i produttori-aggiunge- significa anche arrecare notevoli danni nutrizionali e alla salute dei cittadini consumatori". L'Italia dei Valori "si batte da tempo per una legge sull'etichettatura estesa a tutti i prodotti alimentari con l'indicazione del luogo d'origine e provenienza delle materie prime. Non accetteremo mai- conclude Di Nardo - la legalizzazione di una frode alimentare".
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