Massa Lubrense - Bollette consegnate sotto sotto la scadenza e anche qualche giorno dopo, oltre alla mancata ricezione della posta ordinaria. Unico servizio garantito: la distribuzione di raccomandate e assicurate. A lamentarsi dei disservizi nella consegna della corrispondenza sono i residenti di alcune zone di Massa Lubrense, in particolare nella periferia. «Sono due mesi che la mia buca delle lettere è inesorabilmente vuota - spiega uno degli abitanti di via IV Novembre - non ricevo neanche le bollette. È una situazione vergognosa». Alle lamentele inoltrate ai funzionari dell’ufficio postale nel centro di Massa Lubrense alcuni residenti si sono sentiti rispondere che «il problema è legato alla carenza di personale in quanto la direzione non provvede a sostituire di chi va in pensione, meno che mai i postini in ferie o in malattia». A confermare i disagi è proprio la direzione delle Poste. «Dalle verifiche effettuate - spiegano dall'ufficio comunicazione di Poste Italiane - in ben sette zone esistono problemi causati dall’assenza del portalettere per malattia». Le Poste però annunciano anche rapide soluzioni: «Da domani il recapito nella zona di via IV Novembre sarà assicurato da un operatore». Sui problemi nella frazione di Montechiaro a Vico Equense le Poste precisano che «qualche difficoltà si è registrata nel mese di maggio, causata dalla scarsa conoscenza della zona da parte del nuovo portalettere». Ma ora, pare, dovrebbe essere tutto sotto controllo. (Massimiliano D’Esposito il Mattino)
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martedì 24 giugno 2008
Il postino non bussa più: è malato proteste a Vico e Massa Lubrense
Massa Lubrense - Bollette consegnate sotto sotto la scadenza e anche qualche giorno dopo, oltre alla mancata ricezione della posta ordinaria. Unico servizio garantito: la distribuzione di raccomandate e assicurate. A lamentarsi dei disservizi nella consegna della corrispondenza sono i residenti di alcune zone di Massa Lubrense, in particolare nella periferia. «Sono due mesi che la mia buca delle lettere è inesorabilmente vuota - spiega uno degli abitanti di via IV Novembre - non ricevo neanche le bollette. È una situazione vergognosa». Alle lamentele inoltrate ai funzionari dell’ufficio postale nel centro di Massa Lubrense alcuni residenti si sono sentiti rispondere che «il problema è legato alla carenza di personale in quanto la direzione non provvede a sostituire di chi va in pensione, meno che mai i postini in ferie o in malattia». A confermare i disagi è proprio la direzione delle Poste. «Dalle verifiche effettuate - spiegano dall'ufficio comunicazione di Poste Italiane - in ben sette zone esistono problemi causati dall’assenza del portalettere per malattia». Le Poste però annunciano anche rapide soluzioni: «Da domani il recapito nella zona di via IV Novembre sarà assicurato da un operatore». Sui problemi nella frazione di Montechiaro a Vico Equense le Poste precisano che «qualche difficoltà si è registrata nel mese di maggio, causata dalla scarsa conoscenza della zona da parte del nuovo portalettere». Ma ora, pare, dovrebbe essere tutto sotto controllo. (Massimiliano D’Esposito il Mattino)
mercoledì 2 aprile 2008
«Pesce d’aprile»: la posta non apre
Vico Equense - «Pesce di Aprile» da parte delle Poste a centinaia di utenti della città equana. La riapertura dell’ufficio del centro urbano, chiuso da oltre venti giorni per consentire i lavori di adeguamento e messa in sicurezza, è slittata dal primo al sette aprile causando notevoli disagi a pensionati ed ad altre categorie di cittadini. In un avviso affisso sulle vetrine della sede in corso di ristrutturazione si avverte l’utenza che le pensioni Inps e i bonifici domiciliati per «venire incontro all’utenza» sono incassabili nell’ufficio di Meta, ubicato a cinque chilometri dal centro di Vico. Si è, quindi, moltiplicata notevolmente l’attività dell’ufficio di Seiano che resta aperto solo di mattina. Una sede dove in questi giorni, in meno di dieci metri quadrati, si accalcano decine di cittadini e turisti per effettuare le varie operazioni. Per cercare di ovviare agli inevitabili disagi all’inizio di marzo furono pagate in anticipo circa mille pensioni accreditate nell’ufficio di via San Ciro. Ora per centinaia di utenti l’operazione dovrà essere effettuata a Meta, mentre in molti si chiedono perché per fronteggiare l’emergenza non è stato predisposto l’arrivo di un ufficio mobile che poteva essere facilmente parcheggiato nel vicino piazzale di San Ciro o nei giardini di piazza Marconi. «Ci scusiamo con l’utenza per il ritardo – comunicano le Poste Italiane tramite l’ufficio stampa – ma tra qualche giorno troverà un ufficio più accogliente. La sede di Meta è stata scelta per il pagamento delle pensioni perché più ampia delle altri operanti a Vico». (Umberto Celentano il Mattino)
venerdì 14 marzo 2008
Poste chiuse per un mese
Vico Equense – All’inizio del mese di ottobre circa cento cittadini inoltrarono al direttore dell’ufficio postale, all’amministratore delegato di Poste italiane, e al sindaco Gennaro Cinque e al prefetto, una petizione in cui si denunciava l’insufficienza strutturale e i pericoli per l’utenza dell’ufficio di via San Ciro. Una struttura da tempo inadeguata a fronteggiare le esigenze di oltre 20mila residenti che gravitano sulla sede che serve da centro di smistamento per la nutrita corrispondenza destinata agli uffici delle frazioni. Nella petizione si sottolineava l’inadeguatezza dei locali. «Le poste di Vico - si leggeva nel documento - pur avendo a disposizione una superficie di un centinaio di metri quadrati, soltanto una ventina sono destinati al pubblico. Questo provoca lunghe file che si allungano fino allo stretto marciapiede esterno, con il rischio da parte di numerosi pensionati di essere investiti anche da auto o moto di passaggio sulla strada». Si stima che i soli correntisti superino i mille e che a tale cifra si avvicina il volume delle operazioni giornaliere. L’ufficio postale ha sede in via San Ciro da oltre quarant’anni, e sembra ormai tramontata la possibilità di fittare nuovi e più adeguati locali. Lunedì scorso sono iniziati i lavori di ristrutturazione che dureranno circa un mese. I disagi per la cittadinanza sono elevatissimi, perché per poter usufruire dei servizi postali, devono spostarsi nelle frazioni di Seiano, Arola, Massaquano e Moiano.
domenica 9 dicembre 2007
C’è posta per te …
Vico Equense - Quante volte vi è capitato di non veder arrivare un pacco che aspettavate? Quante volte un pacco che voi avete spedito non è arrivato a destinazione? Vi è mai capitato di ricevere un pacco manomesso, dal quale mancava una parte del contenuto? Avete mai ricevuto lettere o cartoline con mesi di ritardo? Ho spedito una raccomandata a Roma (con cartolina di ritorno 3,40 €) il 24 settembre tuttora attendo il “ritorno” della ricevuta. Il nostro territorio, ed in special modo le frazioni, sono le più penalizzate, l’anno scorso è capitato il caso di Moiano ed i cittadini vennero giù sul piede di guerra per denunciare il grave disservizio postale di cui erano vittime. Attualmente, si registrano, in particolare, gravi ritardi nella consegna della corrispondenza ordinaria. A che cosa sono dovuti questi ritardi? Problemi contingenti ai quali comunque le Poste Italiane Spa dovrebbero fare fronte in tempi rapidissimi, o, ancora più grave, dipendono da una carenza di organico strutturale, conseguenza di scelte aziendali che privilegiano esclusivamente aspetti economici a discapito della qualità del servizio e degli interessi legittimi degli utenti?Dal sito del Corriere del Mezzogiorno
Poste nel caos: non consegnate 40 mila raccomandate e migliaia di pacchi
domenica 2 dicembre 2007
Poste Italiane: in Campania una situazione catastrofica
Ritardi nella consegna della posta, file infinite agli sportelli con sempre meno addetti. E' questa un pò dappertutto la situazione che si vive negli uffici postali. “A distanza di mesi dall'implementazione del progetto 'nuova organizzazione del recapito' le conseguenze sul servizio in Campania sono catastrofiche. La condizione è di assoluta paralisi con ricadute pesantissime sui lavoratori e sulla clientela che da tempo non riceve più la corrispondenza in tempi accettabili". Lo afferma in una nota il segretario regionale della Sailp Confsal, Bernardo Gaudino. "La responsabilità delle tensioni generate fra la popolazione dal pessimo servizio offerto - secondo Gaudino - è da imputare esclusivamente all'incapacità gestionale della dirigenza regionale. La dirigenza campana delle Poste non ha saputo utilizzare al meglio la disponibilità e la collaborazione offerta dalle organizzazioni sindacali e dai lavoratori per quanto riguarda la realizzazione dei processi di riorganizzazione del servizio di recapito, previsto nell'accordo stipulato il 15 settembre 2006”. Intanto in molti comuni, soprattutto di piccole dimensioni, si parla di tagli agli uffici, con conseguenti ulteriori disagi per gli utenti. Le poste di Vico Equense, pur avendo a disposizione una superficie di un centinaio di metri quadrati, soltanto una ventina sono destinati al pubblico. Questo provoca lunghe file che si allungano fino allo stretto marciapiede esterno, con il rischio da parte di numerosi pensionati di essere investiti anche da auto o moto di passaggio sulla strada. È praticamente impossibile eseguire operazioni come aprire conti correnti o chiudere crediti, effettuare prelievi o versamenti senza che sia palesemente e quotidianamente violata la privacy degli utenti agli sportelli. Si stima che i soli correntisti superino i mille e che a tale cifra si avvicina il volume delle operazioni giornaliere. Il sovraffollamento e la carenza di spazi non penalizza solo l’utenza ma anche il personale, una ventina tra impiegati e postini che si impegnano a garantire la funzionalità del servizio nonostante le carenze strutturali.
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