
Il filosofo francese Henri Lefebvre scriveva già nel 1968 che l’automobile a benzina era un mezzo ormai tecnologicamente superato ma ancora imposto al pubblico per volontà delle potenti lobby dei settori automobilistico e petrolifero. Anche la gestione dei rifiuti ha le sue tecnologie, genericamente divise in due: quella industriale, basata su discariche e inceneritori, e quella ecologica, basata sulla raccolta differenziata, che dal 1997 dovrebbe essere gradualmente favorita per adeguarci alle normative europee. Il ciclo industriale, consolidato in Campania dalle scelte degli ultimi 15 anni delle autorità pubbliche, ha i suoi gruppi di interesse che fino all’anno scorso hanno lucrato sulle condizioni emergenziali che prevedevano fondi straordinari e procedure prioritarie. Finora, a Napoli, le autorità non avevano mai osato mettere in discussione questo ciclo industriale per non ledere gli interessi relativi a forze politiche in campo. Poi, alle ultime comunali, ha vinto un candidato che aveva tra le sue parole d’ordine la fine del ciclo industriale, e qui è cominciato il suo scontro con le gangs of Naples.