sabato 7 novembre 2026

Vico Equense. Quattro giorni dopo: la cabina del disonore all'ombra del Municipio

Vico Equense - Sono passati quattro giorni dal nostro primo post. Novantasei ore. Quattro notti in cui il termometro è sceso, la città ha spento le sue luci, i negozi hanno abbassato le serrande e il portone del Comune di Vico Equense si è chiuso. Eppure, dietro quel vetro illuminato al neon, nulla è cambiato. Quella cabina per fototessere, a pochissimi metri dalle stanze dove si pianifica il futuro del paese, continua a essere l'improvvisato, indegno dormitorio di un essere umano. Il primo testo voleva essere una riflessione, un invito garbato a interrogarci sul senso di comunità. Oggi, a quattro giorni di distanza, la poesia cede il passo a una cruda e dolorosa realtà: l’indifferenza sta diventando abitudine. Il rischio più grande quando si accendono i riflettori su una tragedia della strada è l’assuefazione. Il primo giorno ci si indigna, il secondo si prova compassione, il terzo si comincia a tollerare, il quarto la presenza di un senzatetto in un metro quadrato diventa parte dell’arredo urbano. Un elemento invisibile del panorama quotidiano. Non è più il tempo della curiosità morbosa o delle giustificazioni procedurali. Sapere che una persona è ancora lì significa certificare un fallimento collettivo che si consuma in tempo reale. Le dinamiche dei servizi sociali sono complesse, è vero, e nessuno possiede formule magiche. Ma la burocrazia ha tempi che la carne e le ossa esposte al freddo della notte non possono permettersi. Quella cabina non è una periferia dimenticata. È il centro esatto delle nostre responsabilità. Vederla ancora occupata, notte dopo notte, trasforma quel presidio di cittadinanza in uno specchio deformante. Se non siamo capaci di tendere una mano efficace a chi dorme letteralmente sui gradini della casa comunale, che tipo di comunità stiamo costruendo? La speranza, quattro giorni fa, era che quella cabina tornasse presto a fare solo il suo lavoro. Oggi quella speranza comincia a somigliare a una denuncia silenziosa. Vico Equense non può girarsi dall'altra parte. Chi è rimasto indietro è ancora lì, fermo allo stesso scatto. E il tempo per intervenire è adesso.

Nessun commento: