martedì 10 maggio 2022

Vico Equense. Rendiconto di gestione: l’opposizione vota contro

Lotta all’evasione “L’Amministrazione garantisca maggiore equità tributaria e sociale” Anche l’organo di revisione contabile segnala all’Ente di rendere più incisive le attività di verifica e controllo 

Vico Equense - Dopo il voto contrario al bilancio di previsione, arriva un netto no da parte dell’opposizione anche al rendiconto per la gestione dell’esercizio 2021 del Comune di Vico Equense, manifestando così il proprio dissenso verso il modo di amministrare della maggioranza. La rendicontazione di fine anno è un'attività tecnica fatta di numeri percentuali, saldi, indici ed è stata discussa oggi in consiglio comunale. Lo strumento contabile ha ricevuto il parere favorevole del collegio dei revisori. Ci sono, però, anche alcuni rilievi. Il collegio contabile ha ritenuto di segnalare all’Ente la necessità di completare la verifica dei crediti e debiti reciproci con le proprie partecipate e, ove occorra, adottare, senza indugio, i provvedimenti necessari per addivenire alla conciliazione di tali debiti e crediti. Segnala, poi, di porre in essere tutte le iniziative necessarie per ridurre al minimo, con la relativa riscossione, la massa dei residui attivi esistenti, in particolare, per quanto riguarda l’IMU, la TARI e i proventi da contravvenzioni al Codice della Strada. Sottolinea anche di organizzarsi meglio per il tempestivo pagamento delle somme relative a forniture e appalti. Inoltre suggerisce di rendere più incisive le attività di verifica e controllo ai fini della lotta all’evasione e al recupero del non riscosso per le entrate di propria competenza. Proprio su questo punto, Giuseppe Alvino a margine del Consiglio ci ricorda che la capacità di riscossione dell’Ente si attesta intorno al 47%. Il rappresentante della minoranza ha rilevato che “in futuro il peso delle imposte e della tassazione ricadrà in maniera sempre più forte su quel 47 per cento”. Alvino ha chiesto all’amministrazione di intraprendere delle iniziative che invertano questo trend, assicurando una maggiore equità tributaria e sociale. Altro punto sottoposto alla lente d’ingrandimento della minoranza riguarda i residui attivi: cioè quelle somme accertate, ma non riscosse entro la fine dell'anno da parte dell’ente pubblico.


“Molti dei residui attivi, allegati alla delibera di Giunta, risalgono a più di 15 anni fa” - è stato sottolineato -, come ad esempio Ici per 50 mila euro del 2007, Tarsu di 300 mila euro del 2009, 183 mila euro del 2011, 400 mila del 2012, 245 mila del 2013 e tanto altro per un totale di residui attivi di circa 25 milioni di euro. Saranno mai riscossi? L’opposizione è scettica. “Così facendo l’amministrazione e questo consiglio si assume la responsabilità di approvare bilanci che presentano un pareggio formale tra le entrate, gonfiate con crediti inesigibili, e spese che di fatto celano uno squilibrio economico e finanziario”. L’opposizione chiederà una verifica delle circostanze che giustificano il permanere in bilancio di una enormità di crediti “che riteniamo, a dir poco, di dubbia esigibilità. I revisori, comunque, nel loro parere contabile ritengono che questi crediti risultano esigibili. Noi siamo scettici” e ha ricordato alla maggioranza che l’articolo 189 del Tuel afferma: “Sono mantenuti tra i residui dell’esercizio esclusivamente le entrate accertate per le quali esiste un titolo giuridico che costituisca l’Ente locale creditore della correlativa entrata esigibile nell’esercizio”.

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