Nonostante l’approvazione tempestiva del Bilancio di Previsione 2026, a Vico Equense si avverte un divario crescente tra il rigore dei numeri e la percezione del cambiamento
Vico Equense - L'amministrazione vicana ha recentemente celebrato l'approvazione del bilancio con largo anticipo rispetto ai termini di legge. Si tratta di un successo tecnico ineccepibile, ma che rischia di restare un "parametro interno" degli addetti ai lavori. Per un cittadino di Moiano, Massaquano o Seiano, il successo della politica non si misura in capitoli di spesa approvati a dicembre, ma nella risoluzione dei problemi cronici: la viabilità, la pulizia della città e la vivibilità generale. Se la comunicazione resta ancorata ai traguardi burocratici, la percezione del cittadino sarà inevitabilmente quella di un'amministrazione distante. Celebrare la normale manutenzione o gli eventi stagionali come l' "Incanto del Natale" è il dovere minimo di un comune a forte vocazione turistica. La vera sfida per Vico Equense nel 2026 non è gestire l'ordinario, ma attuare una strategia di lungo respiro che vada oltre la "città cartolina". Serve una visione che risponda concretamente alla crisi del commercio locale e che sappia trasformare i fondi PNRR in opere che cambino realmente la qualità della vita, non solo in interventi edilizi isolati. Le recenti analisi critiche sulla comunicazione istituzionale a Vico hanno evidenziato un "silenzio che non è d’oro". Quando una Giunta si chiude nelle stanze del municipio, affidandosi esclusivamente a figure politiche, perde il contatto con il malumore reale che serpeggia nei quartieri periferici e tra le attività produttive.
La mancanza di una narrazione trasparente e di un coinvolgimento diretto della società civile trasforma la gestione della cosa pubblica in una pratica privata tra addetti ai lavori. Il rischio, in questo contesto, è che la ricerca del consenso interno prevalga sulla strategia per il bene comune. Ogni compromesso al ribasso, volto a non scontentare una specifica corrente politica, è un’occasione persa per imprimere a Vico Equense quel salto di qualità che la sua storia e la sua bellezza meriterebbero. Il futuro di Vico Equense non si scrive nei comunicati stampa che annunciano cittadinanze onorarie o procedure tecniche concluse. Il cambiamento deve essere tangibile, estetico e funzionale. La sfida per la Giunta Aiello nel 2026 è uscire dalla "gestione delle procedure" e tornare a guardare la città con gli occhi del residente che affronta quotidianamente il traffico, la carenza di spazi per i giovani e la lentezza della burocrazia. Perché se la politica diventa invisibile dietro le mura del Palazzo, per il cittadino smette semplicemente di esistere.

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