giovedì 1 gennaio 2026

Vico Equense, il paradosso di Piazzale Siani: se la musica è eccellente, ma la piazza resta vuota

Un concerto di grande qualità ha animato la mattinata della vigilia in Piazzale Siani, ma il silenzio della comunicazione ha tradito il talento degli artisti. Un’occasione persa per la comunità

Vico Equense - C’è un’immagine che, più di ogni altra, sintetizza la vigilia di Capodanno 2026 a Vico Equense: quella di una band talentuosa che suona con passione, energia e professionalità in un Piazzale Giancarlo Siani semideserto. È il paradosso della qualità che non incontra il suo pubblico, non per mancanza di interesse, ma per un’assenza quasi totale di informazione. Il talento sul palco Nel corso della mattinata e del primo pomeriggio del 31 dicembre, chi si è trovato a passare per caso nei pressi della piazza ha potuto assistere a un’esibizione di raro spessore. Musicisti preparati, capaci di coinvolgere e di offrire una performance curata nei minimi dettagli, portando una ventata di vera cultura musicale nel cuore della città. Un regalo inaspettato per i pochi fortunati presenti, ma un’amarezza per chi crede che il talento meriti una cornice adeguata. Il corto circuito della comunicazione Il successo di un evento pubblico si misura su due binari: la riuscita artistica e la partecipazione sociale. Se il primo binario è stato percorso con eccellenza, il secondo è deragliato a causa di una comunicazione deficitaria. Senza una pubblicità adeguata e una diffusione capillare delle informazioni, la musica resta un monologo.

 

Proprio nel giorno della vigilia, con le strade popolate da centinaia di giovani riuniti per i tradizionali brindisi, Piazzale Siani avrebbe potuto essere l'epicentro di una festa condivisa. Invece, la mancanza di coordinamento comunicativo ha trasformato un potenziale momento di aggregazione comunitaria in un evento per "pochi intimi". Come sottolineato con amarezza da Aequa News, organizzare un evento è solo metà del lavoro. La cultura non vive nel vuoto: ha bisogno di essere vista, ascoltata e, soprattutto, condivisa. Vedere risorse e professionalità sprecate in una piazza vuota è un peccato che il territorio non può permettersi. Questo episodio deve servire da lezione per la programmazione dei prossimi eventi nel 2026. Affinché la bellezza non resti un segreto per pochi, è fondamentale che l'amministrazione e gli organizzatori comprendano che comunicare non è un optional, ma l'unico modo per dare vita e senso a un'iniziativa culturale. La qualità c'è, ora serve il pubblico.. 

Nessun commento: