sabato 3 gennaio 2026

Da oggi scattano i saldi in Campania ma aumentano accise, pedaggi e Rc auto

Federconsumatori: shopping in calo del 30% rispetto al 2025. Confesercenti: giro d'affari di 660 milioni di euro 

di Claudio Mazzone - Il Corriere del Mezzogiorno

In Campania neanche la stagione dei saldi, che si aprirà oggi e si chiuderà tra 60 giorni, riuscirà ad invertire il trend negativo dei consumi. In questo 2026, tra rincari, aumenti generalizzati e difficoltà, le famiglie campane saranno costrette a ridimensionare i propri consumi e, nonostante le promozioni, spenderanno un terzo in meno rispetto al 2025. La validità economica dei saldi, da sempre un momento fondamentale per stimolare e riattivare i consumi dopo le vacanze natalizie, rischia, dunque, di vanificarsi. I rincari «In Campania - spiega Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania Aps - ci sarà l'ennesima contrazione di consumi. Dai dati in nostro possesso, il budget di spesa previsto per i saldi è di circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno. Un trend negativo che non cambierà fin quando gli stipendi reali non verranno adeguati a un costo della vita ancora oggi in aumento». Il potere d'acquisto dei campani, già più basso rispetto ad altre aree del Paese, nel 2026 è eroso dai rincari che, se a livello nazionale si fanno sentire, in Campania sono maggiori, a partire da quelli che riguardano i pedaggi autostradali, l'aumento dei carburanti e delle assicurazioni. I pedaggi Con l'arrivo del nuovo anno è aumentato il pedaggio della tangenziale di Napoli. Dal primo gennaio costa un euro e 5 centesimi e non più un euro.

 

Il rincaro ha avuto un immediato impatto negativo sul traffico, con i caselli bloccati dalle lungaggini per le operazioni di pagamento. I video delle code hanno fatto il giro del web e per lunedì è stata annunciata una protesta spontanea degli automobilisti contro rincari e disservizi. Anche i pedaggi autostradali hanno visto un adeguamento all'inflazione, ma sulla A3 Napoli-Salerno-Pompei non ci sarà nessun aumento per auto e motociclette poiché quello previsto verrà assorbito dall'arrotondamento delle tariffe. I mezzi pesanti, a quattro e cinque assi, invece, pagheranno 10 centesimi in più. Carburanti e Rca Per gli automobilisti nel 2026 non è aumentato solo il casello. Codacons ha, infatti, calcolato i rincari dei carburanti, dovuti al riallineamento delle accise. Un pieno di diesel, aumentato di 4 centesimi al litro, costerà, in media, due euro e mezzo in più rispetto al 2025, per una spesa di oltre 60 euro al mese in più per ogni autovettura. A chiudere il cerchio nerissimo di questo inizio 2026 ci sono gli aumenti delle assicurazioni automobilistiche. I dati forniti dall'osservatorio sui prezzi della RC auto di Facile.it mostrano un rincaro medio in Italia di oltre l'1,5% per il nuovo anno. Aumento che in Campania ha dimensioni maggiori, se si valuta che l'assicurazione costa quasi il doppio della media italiana. Il valore del premio a livello nazionale è di 629,24 euro, mentre tra le province campane supera abbondantemente i mille euro con picchi record nella area metropolitana di Napoli (1.125 euro). I saldi In questa girandola di aumenti i saldi potrebbero avere un effetto calmierante. Secondo il centro studi di Confesercenti Campania il giro d'affari regionale sarà comunque di 660 milioni di euro, con un campano su due che si dedicherà allo shopping. La spesa media a persona è stimata sui 200 euro, 15 euro in meno rispetto al 2025, che però verranno rimpiazzati da quelli spesi dai turisti che saranno ancora tanti, sopratutto a Napoli, e che spenderanno 100 euro in media a persona nei settori interessati dai saldi, per un totale di circa 250 milioni. Un giro d'affari che potrebbe essere maggiore, ma che è stato limitato da chi, nonostante sia vietato, ha anticipato le promozioni con i cosiddetti pre-saldi. «Una fase di irregolarità - spiega Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno - che purtroppo persiste, in cui molti esercenti praticano degli sconti non regolamentati. In questo periodo, il 18% dei consumatori campani ha già speso circa 90 milioni di euro e non approfitterà dei saldi, quelli veri». Al centro dei consumi in Campania ci saranno soprattutto prodotti di abbigliamento, con gli acquirenti pronti a compulsare il web alla ricerca delle migliori occasioni. Anche i saldi invernali 2026 confermano, infatti, la tendenza all'acquisto online che in Campania rischia di mettere in crisi i negozi di prossimità e le realtà locali che non potranno mai reggere la sfida con i grandi player dell'eshopping. «Il 59% dei campani vorrebbe acquistare in saldo online - commenta Schiavo -: ciò significa che circa 223 milioni di euro saranno indirizzati all'acquisto sul web. La scelta dell'online influisce moltissimo sul settore dell'abbigliamento campano, già molto vessato e in grande difficoltà da anni. La concorrenza delle piattaforme web in questo specifico comparto è spietata. Pagando circa il 60-70% in meno di tasse rispetto ad altri paesi, fanno una concorrenza sleale alle attività di vicinato del nostro territorio che non riescono a reggere il passo». I dati e le previsioni ci consegnano una Campania dove la spesa media delle famiglie, anche per i saldi, sarà tra le più basse d'Italia, con Napoli a fare da traino della regione, sia per bacino d'utenza di chi utilizzerà i saldi che per giro d'affari. Saranno, infatti, circa 380 i milioni di euro spesi tra la città e la provincia, oltre il 60% dell'intero importo regionale.

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