venerdì 2 gennaio 2026

Il Cencelli di Fico varata la giunta che accontenta tutti

In Campania assessori i fedelissimi di De Luca e Mastella, Bonavitacola e Serluca. Il dem Casillo vicepresidente 

di Antonio Di Costanzo e Alessio Gemma - La Repubblica Napoli

Napoli - Tre assessori al Pd, un tecnico da Roma per la Cultura e spazio ai fedelissimi di Vincenzo De Luca e Clemente Mastella. Nella sua giunta, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha provato a non scontentare nessuna delle otto liste che lo hanno sostenuto. E per evitare guai ha mantenuto per sé, non solo la delega alla Sanità, ma anche quelle a Bilancio, fondi nazionali ed europei. Hanno pesato, tanto, i rapporti problematici tra i dem e il presidente uscente De Luca che ha imposto con forza la nomina di Fulvio Bonavitacola, suo vicepresidente per dieci anni a Palazzo Santa Lucia. Bonavitacola ha ottenuto le deleghe ad Attività produttive e Sviluppo economico. Fico avrebbe preferito che "A testa alta", la lista di De Luca, proponesse l'assessore al Bilancio uscente Ettore Cinque, ma al rifiuto ha deciso di tenere per sé la delega per non far saltare il mosaico. L'area del Pd più legata alla segretaria Elly Schlein, rappresentata dal deputato Marco Sarracino, l'ha spuntata su Enzo Cuomo, sindaco di Portici fino a giovedì. Scelta che apre una ferita nel M5s: «Cuomo si è dimesso da sindaco, c'erano problemi di compatibilità. È noto il conflitto che come sindaco ha avuto con il gruppo territoriale 5 stelle. Roberto ha fatto le sue scelte, vedremo. Certo, è stato uno scossone», sostiene Alessandro Caramiello, deputato M5s di Portici. Con Andrea Morniroli (Politiche sociali e Scuola) -in passato vicino all'ex sindaco Luigi de Magistris, e più iniziative critiche nei confronti di Vincenzo De Luca - l'area Sarracino rivendica un "rafforzamento" della sinistra del partito, certificato anche dall'elezione a presidente del consiglio regionale di Massimiliano Manfredi, fratello del sindaco di Napoli, primo sponsor del campo largo e della candidatura di Fico.

 

Critiche sull'assenza di donne del Pd arrivano da Pina Picierno, vice presidente del parlamento europeo: «La mancanza nella delegazione di assessori dem di una donna è particolarmente dolorosa, ci fa tornare indietro di decenni. La Campania è sempre stata apripista nelle lotte femministe, e vedere il mio partito, il principale della coalizione, non proporre nemmeno il nome di una donna, è inaccettabile. Parafrasando Schlein mi viene da dire che non serve a niente avere una segretaria donna se non si fanno politiche femministe nel partito». È un caso quello della delega alla Cultura. Fico ha deciso di pescare fuori per evitare il campo minato degli interessi che l'assessorato suscita. Deleghe al catanese Ninni Cutaia, che dal 2002 al 2007 ha guidato il teatro Mercadante di Napoli, diventato proprio in quel periodo stabile, per poi ricoprire incarichi al ministero e la direzione del Maggio Fiorentino. Avrà anche Eventi e Personale. Resta la sensazione di una giunta di compromessi dove entra la fedelissima di Clemente Mastella, ex assessora al bilancio a Benevento, Maria Carmela Serluca. Si occuperà di Agricoltura. Mastella aveva spinto per suo figlio Pellegrino, eletto con una marea di voti raccolti nel Beneventano, feudo di famiglia, ma ha dovuto arrendersi davanti allo stop di Fico ai candidati in giunta. Quindi il piano B ha portato a Serluca, moglie di Guerino Gazzella, esponente di Noi di Centro, candidato non eletto. Nella squadra del pentastellato della prima ora, fautore del reddito di cittadinanza, la renziana Angelica Saggese (Lavoro e Formazione), non proprio una fan del vecchio Rdc. Infine, a Claudia Pecoraro - autrice nel recente passato di post al vetriolo contro De Luca - vanno Ambiente, Politiche abitative, Pari opportunità. Al socialista Vincenzo Maraio Turismo, Promozione del territorio, Transizione digitale. Lungo l'elenco di deleghe per la verde Fiorella Zabatta: Politiche giovanili, Sport, Protezione civile, Biodiversità, Politiche di riforestazione, Pesca e acquacoltura. Se proprio non è un manuale Cencelli lo ricorda tanto.

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