Napoli - Il messaggio che arriva dai vertici della Regione Campania è netto e senza precedenti: sulla Circumvesuviana è finita l’era delle giustificazioni. Mario Casillo, vicegovernatore con delega ai Trasporti, Mobilità e Mare, ha tracciato la linea per il 2026, indicando nella risoluzione delle criticità dell'ex ferrovia vesuviana la priorità assoluta dell'agenda di governo regionale.
In un'intervista rilasciata a Il Mattino, Casillo non ha usato giri di parole per descrivere la situazione di quella che, per anni, è stata tristemente nota come la linea peggiore d'Italia. «Intervenire assolutamente sulle criticità della Circumvesuviana e garantire servizi e accessibilità a tutti sono i nostri obiettivi primari», ha dichiarato il vicegovernatore. L'ambizione è chiara: trasformare una linea simbolo di disagi in un modello di mobilità sostenibile, capace di offrire un treno ogni quindici minuti.
Uno dei punti più caldi riguarda il futuro dell’EAV (Ente Autonomo Volturno). Casillo non ha escluso un imminente cambio nella governance della società. Sebbene il vicegovernatore abbia precisato che la crisi non sia riconducibile esclusivamente ai vertici, ma a un complesso problema di organizzazione e investimenti, ha ammesso che «quando qualcosa non funziona, è necessario avere il coraggio di intervenire e cambiare».
Mario Casillo
Nei prossimi giorni è previsto un incontro decisivo con il presidente della Regione per discutere il progetto della società unica regionale per il trasporto su ferro e gomma, un passo fondamentale per razionalizzare le risorse e migliorare la qualità complessiva del servizio. Nonostante le difficoltà, la Regione rivendica i traguardi raggiunti, come l'efficienza delle Linee 1 e 6 della metropolitana e la conferma del trasporto gratuito per gli studenti, una misura introdotta dal PD nell'ultimo decennio a sostegno delle famiglie e dei ceti più deboli. La sfida, tuttavia, resta legata alle risorse economiche. Casillo ha lanciato un monito al governo nazionale: per garantire la frequenza dei treni e il potenziamento dei collegamenti, specialmente nelle aree interne, servono certezze finanziarie. «Diciamo no ai continui tagli nazionali al trasporto pubblico locale», ha ribadito, sottolineando che senza investimenti costanti il diritto fondamentale alla mobilità rischia di essere compromesso.
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