giovedì 15 gennaio 2026

L'intervista Derrick de Kerckhove «Io, sociologo globale innamorato della Costiera. La mia felicità ogni giorno»

Derrick de Kerckhove
di Ilenia De Rosa - Il Mattino

Vico Equense - «Nella casa in cui sono cresciuto, in Canada, i miei genitori avevano una litografia raffigurante il Vesuvio e la costiera sorrentina. Per cui sin da bambino immaginavo di poter vivere in questi posti meravigliosi». Così il massmediologo e sociologo di fama mondiale Derrick de Kerckhove, allievo del celebre Marshall McLuhan, spiega il suo legame con Vico Equense, città dove risiede dal 2007 e dove, martedì scorso, ha ricevuto dal sindaco Giuseppe Aiello la cittadinanza italiana, su decreto del Presidente della Repubblica. Cosa significa per lei essere cittadino italiano? «Si realizza un sogno. Tra i numerosi paesi che ho visitato e in cui ho vissuto posso affermare che l'Italia è il posto più bello. Ho girato molto nella mia vita: per alcuni periodi sono stato in Francia, Spagna, Germania, Brasile oltre ai tanti luoghi dove ho soggiornato per convegni e conferenze. Tra tutti questi l'Italia è il territorio più affascinante e gli italiani sono deliziosi. E poi, in particolare, Vico Equense rappresenta un vero e proprio gioiello». Come mai ha scelto di risiedere a Vico Equense e da quanto tempo è qui? «Sono venuto nel 2007 per un convegno organizzato da una giornalista straordinaria, che poi è diventata carissima amica, Maria Pia Rossignaud. Da allora non sono riuscito più a separarmi né da lei né dal posto, né dalla sua adorabile famiglia. Ho legato moltissimo con suo marito Antonio e con sua madre Luisa che, purtroppo, è venuta a mancare un anno e mezzo fa. Ho preso casa qui e, nonostante gli impegni mi costringano a stare spesso in giro, quasi ogni weekend torno a Vico Equense. Avevo avviato da tempo l'iter per ottenere la cittadinanza italiana: dopo una serie di vicissitudini il tanto atteso traguardo è stato raggiunto». In qualità di padre dell'«Intelligenza connettiva», che tipo di «connessioni» ritiene che esistano in questo territorio. «Una fortissima connessione uomo-ambiente. Qui il sistema relazionale umano si estende all'esterno inglobando la natura in un processo quasi simbiotico. È uno degli aspetti più interessanti di questo luogo».

Quando è qui a cosa si dedica? «Trascorro molto tempo a scrivere i miei saggi, circondato dagli odori e suoni della costiera sorrentina. Inoltre, amo fare lunghe passeggiate. Esistono numerosi percorsi in cui è possibile fare bellissime camminate a contatto diretto con la natura: i boschi di Monte Faito, il percorso della Sperlonga, i sentieri di Santa Maria del Castello ne sono solo alcuni. Per non parlare degli adorabili borghi marinari e delle stradine che li collegano al centro. Aggiungo anche che esiste un mercatino dei fiori e delle piante, che si tiene il sabato, dove è possibile trovare delle orchidee meravigliose e che adoro particolarmente». Il suo rapporto con il cibo e i prodotti del territorio? «C'è un alimento specifico che a Vico Equense è particolarmente buono: il pane. Lo adoro. Infatti mi piace molto preparare bruschette in tanti modi differenti. Quando organizziamo pranzi con Maria Pia e altri amici, io sono l'addetto alle bruschette. Poi ho un debole per la mozzarella di bufala e i carciofi arrostiti». Adesso che è cittadino di Vico Equense, che consiglio darebbe agli amministratori per migliorarlo? «Di investire sulla eco-sostenibilità. È il futuro».

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