giovedì 15 gennaio 2026

L’esercito invisibile: la forza straordinaria di chi resta accanto

Vico Equense - "Essere caregiver non è un ruolo. È una trasformazione". Con queste parole, Susy Di Martino ha dato voce a una realtà che spesso resta confinata tra le mura domestiche, fatta di silenzi, attese e una resilienza che non ha nulla di eroico, ma tutto di profondamente umano. Nel 2026 il cuore della cura resta immutato: è il corpo e la mente del caregiver. Come sottolinea la riflessione della Di Martino, chi assiste un proprio caro non sta semplicemente "svolgendo un compito". Sta cambiando pelle. La propria agenda scompare, sostituita da un cronoprogramma di terapie, burocrazia sanitaria e piccole conquiste che il mondo esterno, veloce e distratto, non è in grado di percepire. Uno degli aspetti più logoranti descritti è lo stato di allerta perenne. Anche nel sonno, il caregiver resta "in ascolto". Questa iper-vigilanza trasforma il sistema nervoso, rendendo ogni rumore più forte e ogni imprevisto una potenziale crisi. È una stanchezza che non si risolve con una notte di riposo, perché è una fatica dell’anima, carica di responsabilità che nessuno ha mai insegnato a gestire. Troppo spesso la società etichetta i caregiver come "eroi". Ma questa definizione, sebbene lusinghiera, nasconde una trappola: l'impossibilità di ammettere la fragilità. Chi cura ha il diritto di sentirsi stanco, arrabbiato o inadeguato senza per questo sentirsi in colpa. Come ricorda l'autrice, ciò di cui si ha bisogno non sono consigli non richiesti o giudizi, ma un sostegno concreto: tempo per sé, spazi dove poter dire "non ce la faccio più" senza essere giudicati.

 

Politiche che tutelino chi dedica la propria vita alla fragilità altrui. Prendersi cura significa perdere pezzi di sé per scoprire risorse inimmaginabili. È un paradosso doloroso e meraviglioso. Il valore di ciò che un caregiver fa ogni giorno è immenso, non solo per la persona assistita, ma per l'intera comunità: sono loro gli ammortizzatori sociali più potenti, quelli che tengono insieme i pezzi quando tutto sembra crollare. Se oggi ti senti invisibile, se la tua fatica ti sembra senza nome, ricorda che la tua presenza è l'atto di resistenza più alto. Perché, citando ancora Di Martino, "prendersi cura cambia la vita", e l'amore che metti in quel gesto quotidiano dice di te molto più di quanto qualsiasi parola o definizione potrà mai fare.

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