di Mariella Parmendola - La Repubblica Napoli
Castellammare di Stabia - Accolto tra gli applausi, Luigi Vicinanza entra in una sala piena. Stringe le mani di chi si alza in piedi per salutare il sindaco di Castellammare di Stabia, che chiarisce subito: «Io resto al mio posto, non mi dimetto. Hanno provato a delegittimarmi e a screditarmi. Non è questo il giorno nel quale andrò via». Dalla platea del teatro Supercinema arrivano urla di sostegno, sventolano bandiere della Uil e della Cisl. Un migliaio di persone risponde alla chiamata di Vicinanza. Ha i colori di associazioni come l'Anpi e Libera, e il peso di nomi di prestigio, in prima fila l'ex procuratore generale Luigi Riello, la risposta al Pd. Il partito che nella primavera del 2024 ha sostenuto la candidatura del giornalista, per voltare pagina dopo lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche dell'amministrazione di centrodestra precedente. E poi ha attaccato la sua esperienza di governo, dopo un'inchiesta della Dda sui rapporti tra clan D'Alessandro e politica, che ha coinvolto due consiglieri comunali di maggioranza. «Questa amministrazione non è un argine alla camorra», aveva detto l'europarlamentare Dem Sandro Ruotolo dimettendosi da consigliere comunale di Castellammare. Uno scontro che ha avuto conseguenze sui rapporti con l'intero Pd, l'ala di sinistra legata a Elly Schlein ha incalzato: «Se il sindaco non lascia noi usciamo dalla maggioranza». E ieri Vicinanza torna sull'incontro di lunedì scorso con il segretario regionale, Piero De Luca.
«Il Pd non ha chiesto le mie dimissioni, se lo farà ne parleremo», sottolinea. Nel frattempo va avanti. E attacca: «L'ho detto da subito che sono il sindaco di tutti, tranne che dei camorristi. Ora ho sentito il bisogno di ribadirlo a chi è stato colpito da improvvida sordità». Un passaggio del suo discorso di una trentina di minuti dal palco, tutto in replica al Pd che non nomina mai. Non serve. «C'è un gruppo di potere che da anni opprime la città, la costringe all'instabilità politica. È un gruppo trasversale, che vede un intreccio tra sinistra e destra», dice diretto. In sala i 4 consiglieri Dem, ma nessun dirigente del partito di Schlein ad ascoltarlo mentre elenca i provvedimenti contro i clan della sua giunta, che siede alle sue spalle sul palco. Assenti anche i 5 Stelle. L'unico riferimento esplicito al Pd arriva quando nomina il vicepresidente della regione Mario Casillo, «si deve a lui se Castellammare ha recuperato il suo mare». Annuisce il casilliano Luca Mascolo, presidente dell'ente idrico campano, che arriva con il sindaco di Agerola Tommaso Naclerio. Vicinanza avverte: «Non devo costruire un'altra carriera politica, non ho alcun seggio da conquistare o patto segreto. Il mio impegno è senza contropartita politica, non credo che altri possano dire la stessa cosa in questa città». Sul futuro Vicinanza parla apertamente della possibilità che a Castellammare torni una commissione di indagine per verificare la presenza di infiltrazioni criminali nel Comune. Proprio ieri mattina si è dimesso Gennaro Oscurato, il consigliere comunale intercettato durante le conversazioni con Michele Abbruzzese, il cassiere del clan D'Alessandro. Entra al suo posto Giusy Porzio, prima dei non eletti in una lista civica. A dicembre, invece, si è dimesso l'ex consigliere Nino Di Maio, il figlio è tra gli indagati della stessa inchiesta che ha portato all'arresto di 11 affiliati. Quindi i due consiglieri al centro dello scontro hanno lasciato l'assemblea comunale. Mercoledì il senatore di Fratelli d'Italia, Sergio Rastrelli, ha chiesto che di Castellammare si occupi la commissione parlamentare Antimafia. Vicinanza non si sottrae: «Siamo animati da spirito collaborativo con chi vuole liberare la città dalla camorra e diamo piena disponibilità alle Procure». Senza paura per il rischio di un nuovo scioglimento del consiglio comunale, «che venga la commissione d'accesso, io non scappo. Nei miei atti amministrativi non c'è nulla da nascondere». Poi evoca l'etica della responsabilità, cita Kant, si commuove e scandisce: «Resto finché la città mi chiede di restare».

Nessun commento:
Posta un commento