venerdì 16 gennaio 2026

Vico Equense: dove la pizza si misura in metri e la tradizione si fa storia

Vico Equense - Se Napoli è la culla della pizza, Vico Equense ne è senza dubbio il laboratorio più audace e originale. Mentre il mondo si prepara a celebrare domani, 17 gennaio 2026, la Giornata Mondiale della Pizza in onore di Sant’Antonio Abate, questa perla della Penisola Sorrentina rivendica il suo ruolo di capitale della convivialità, forte di una tradizione che ha saputo trasformare un’icona globale in un’esperienza unica: la Pizza a Metro. Tutto ebbe inizio negli anni '30 dall'intuizione di Luigi Dell’Amura, conosciuto affettuosamente come "Gigino". In un'epoca in cui la pizza era rigorosamente tonda e individuale, Gigino scardinò le regole, proponendo una pizza che si adattasse al numero di commensali e non viceversa. Nacque così l’Università della Pizza, un luogo dove la misura diventa sinonimo di condivisione. Oggi, quella visione è protetta e celebrata a livello istituzionale: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficialmente iscritto il marchio della famiglia Dell’Amura nel Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale. Un riconoscimento che eleva la pizza di Vico da semplice specialità locale a pezzo pregiato del patrimonio industriale e culturale italiano. Ma Vico Equense non è solo "a metro". La città ha saputo tutelare la propria identità gastronomica istituendo la Denominazione Comunale (De.Co.). La "Pizza di Vico" non è una copia della napoletana: vanta un impasto dalla consistenza differente, frutto di lievitazioni sapienti e dell’impiego di eccellenze locali, come il celebre Provolone del Monaco DOP o i latticini dei Monti Lattari. È un prodotto che parla del suolo su cui nasce, tra la brezza marina del Golfo e i profumi del Monte Faito.

La scelta della data non è casuale. Il 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, era il giorno in cui i fornai spegnevano i forni per accendere i falò di ringraziamento. A Vico Equense, questo legame con il fuoco e con la sacralità del pane è ancora palpabile. Davanti a una pizza, qui, non si indietreggia mai: il profumo del pomodoro che incontra il basilico fresco e l'olio extravergine d'oliva è un richiamo irresistibile che unisce turisti e residenti in un abbraccio lungo... un metro. In questa vigilia di festa, Vico Equense ci ricorda che la pizza non è solo cibo: è una forma d'arte che, tra una misura e l'altra, riesce a rendere ogni cena un momento indimenticabile di gioia collettiva.

Nessun commento: