Vico Equense - Nel vivace dibattito che accompagna l’adozione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), una narrazione sta prendendo piede con forza, ma si scontra frontalmente con la realtà dei documenti ufficiali: l'idea che Vico Equense sia rimasta priva di strumenti urbanistici per oltre mezzo secolo. A un’analisi attenta degli atti, questa tesi si rivela un "falso storico" che rischia di inquinare il confronto pubblico sulla futura gestione del territorio. Contrariamente a quanto sostenuto in alcune recenti uscite propagandistiche, Vico Equense non naviga nell’incertezza normativa dagli anni '70. La città possiede un Piano Regolatore Generale (PRG) pienamente operativo, approvato e pubblicato all'inizio del nuovo millennio. Il percorso di quel piano fu chiaro e documentato: adottato da una Giunta di centro-sinistra, l’iter si concluse con il Decreto n. 1302 del 3 settembre 2003. La definitività dello strumento fu sancita dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC) n. 49 del 20 ottobre 2003. Parlare oggi di "cinquant'anni di attesa" significa ignorare deliberatamente un lavoro amministrativo che, poco più di vent'anni fa, dotò la città di regole certe. Quell'operazione urbanistica non fu solo un atto formale, ma il risultato di una visione politica che intendeva sottrarre il territorio all'arbitrio, fornendo una cornice legale allo sviluppo edilizio e alla tutela del paesaggio.
Sostenere la tesi dei 50 anni di vuoto normativo appare dunque come una forzatura narrativa, utile forse a enfatizzare l'eccezionalità dell'attuale PUC, ma storicamente infondata. La pianificazione di un territorio complesso come quello di Vico Equense richiede onestà intellettuale. Se è vero che ogni strumento urbanistico necessita di aggiornamenti per rispondere alle nuove sfide ambientali e sociali, è altrettanto doveroso riconoscere che la città non è una "terra di nessuno" dal 1976. Ripartire dai fatti - e dal PRG del 2003 - è l'unico modo per affrontare la sfida del nuovo PUC senza cadere in semplificazioni che cancellano la storia amministrativa della città e il merito di chi, vent'anni fa, portò a termine quella sfida.

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