Vico Equense - La questione della nuova palestra nella frazione di Arola accende il dibattito politico e sociale nella Penisola Sorrentina. Non si tratta solo di un cantiere, ma di una visione di futuro che, secondo Rosario Lotito (referente di Europa Verde), rischia di snaturare irrimediabilmente uno dei borghi più suggestivi del territorio. Al centro della polemica non c’è l’utilità dello sport, ma il metodo e la misura. Secondo gli esponenti ambientalisti, il progetto della palestra ad Arola rappresenta un’opera sproporzionata rispetto al contesto urbano del casale. “Una decisione politica assunta senza un reale confronto con la comunità”, denuncia Lotito, sottolineando come l’amministrazione abbia proceduto ignorando le alternative possibili e trattando il paesaggio come un "ostacolo" invece che come un valore da tutelare. Arola, nota per i suoi sentieri e l’eccellenza enogastronomica, si trova oggi davanti a un bivio. Da una parte, l'esigenza di dotare le scuole di strutture moderne; dall'altra, il rischio di un intervento invasivo che cancelli spazi verdi e qualità della vita. “Un’amministrazione responsabile dovrebbe partire dalla fragilità dei luoghi, dalla sicurezza e dalla salubrità degli edifici scolastici esistenti”, si legge nella nota di Europa Verde. Il timore è che si stia seguendo un modello di sviluppo ormai superato, che predilige il consumo di suolo alla rigenerazione urbana rispettosa dell’identità locale. Il richiamo di Lotito è diretto e senza appelli: la responsabilità è tutta in mano a chi firma gli atti. In un momento storico in cui la transizione ecologica e la tutela del paesaggio dovrebbero essere priorità assolute, l’intervento di Arola viene descritto come un "fatto compiuto" messo davanti ai cittadini senza trasparenza.
Difendere Arola significa chiedere un’idea diversa di gestione pubblica: partecipata, trasparente e rispettosa. Le opere pubbliche devono essere al servizio del territorio per migliorarlo, non per snaturarlo. La battaglia di Europa Verde punta a risvegliare la coscienza civica su un principio fondamentale: il territorio non è un bene sacrificabile sull’altare della burocrazia o delle scelte calate dall'alto. Resta ora da vedere se l'amministrazione comunale di Vico Equense, proprio all'indomani dell'approvazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), aprirà uno spiraglio al dialogo con i residenti e le associazioni o se tirerà dritto su un progetto che, per molti, rappresenta una ferita al cuore della collina vicana.

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