di Antonino Siniscalchi
Con "Gli amori impenetrabili" Annamaria Guida firma un esordio letterario che si colloca con naturalezza nella pagina culturale, distinguendosi per misura stilistica, sincerità narrativa e una profondità emotiva che non cerca mai l’effetto, ma conquista il lettore passo dopo passo. Pubblicato da Edizioni La Valle del Tempo, il libro nasce da un percorso personale lungo e stratificato: appunti, piccoli racconti, frammenti di vita che l’autrice – laureata in Biologia ed ex docente di materie scientifiche – ha deciso di riordinare e trasformare in una narrazione organica, intima e appassionata. La scrittura, per Annamaria Guida, non è un approdo improvvisato ma il naturale sbocco di una passione coltivata nel tempo, alimentata soprattutto dalla lettura, radicata nella formazione classica al Liceo. Gli amori impenetrabili si muove sul confine sottile tra memoir e racconto autobiografico, evitando con intelligenza l’autocompiacimento e scegliendo invece il registro dell’autenticità. «È comunque un libro introspettivo – sottolinea l’autrice – di amori difficili da vivere, di rapporti complessi, ma scritto con grande ironia che è sempre stata la nota che mi ha contraddistinto nella quotidianità». Al centro della narrazione c’è una donna che attraversa le stagioni della propria esistenza con uno sguardo capace di tenere insieme ironia e poesia, leggerezza e consapevolezza. In scena scorrono una vita normale, un lavoro, una famiglia, una quotidianità nella quale è facile riconoscersi. Ma è dietro le quinte che si consuma il nucleo più delicato del racconto: il rapporto irrisolto con una madre distante, incapace di mostrare interesse, presenza che pesa proprio perché segnata dall’assenza. Un dolore mai urlato, mai trasformato in rancore, ma attraversato con lucidità e pazienza. La protagonista non fugge, non spezza, non costruisce barriere difensive.
Accetta quella mancanza, prova a comprenderla, a conviverci senza lasciarsi inghiottire. È qui che il libro mostra la sua forza più autentica: la capacità di trasformare una ferita privata in materia narrativa, il disagio in riflessione, senza vittimismo né enfasi. In questo equilibrio fragile irrompe un amore adulto e sorprendente. Un uomo ironico e affascinante, compagno di cene, teatro, conversazioni e risate, con cui condividere attimi di felicità essenziale. Accanto a loro Freddy, il piccolo cane, presenza tenera e simbolica, metafora di una complicità fatta di gesti semplici. Indimenticabile il dettaglio di un bacio sulla mano, gesto di galanteria fuori dal tempo, carico di ironia e ambiguità: «Sto scherzando, ma forse no». Un attimo che racconta più di mille dichiarazioni. Come ogni vita, anche questa non è priva di sorprese. Attraversato da umorismo sottile e malinconia mai invadente, Gli amori impenetrabili è il racconto di una resilienza silenziosa, di una donna capace di trasformare il dolore in coscienza e l’esperienza personale in una narrazione universale. Un esordio maturo, che invita a una lettura lenta, empatica, profondamente umana.

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