Vico Equense - Si accende il dibattito politico in vista della scadenza cruciale di giugno 2026. Al centro della polemica c'è l’approvazione del nuovo strumento urbanistico (PUC), un atto destinato a disegnare il futuro del territorio per i prossimi decenni, ma che secondo le opposizioni starebbe nascendo all'ombra di un pericoloso deficit democratico. Il consigliere di minoranza Giuseppe Ferraro (foto) è tornato a far sentire la propria voce, denunciando con forza quello che definisce un «mancato coinvolgimento di tutte le parti politiche in sede consiliare». Una critica non nuova, ma che assume oggi un peso diverso a pochi mesi dal voto definitivo in aula. Secondo Ferraro, la discussione nelle commissioni e nel consiglio sarebbe stata finora troppo limitata, riducendo il ruolo delle minoranze a meri spettatori di decisioni già prese nelle stanze della maggioranza. «Più volte abbiamo messo in evidenza la carenza di dialogo», ha dichiarato il consigliere, sottolineando come la pianificazione del territorio non possa essere un esercizio di potere di una sola parte, ma debba rappresentare una sintesi delle esigenze di tutta la comunità. Consapevole della complessità della materia, Ferraro ha annunciato un’azione di contro-informazione per rompere il silenzio istituzionale: «Mi impegno a dare maggiori delucidazioni in merito prima dell’approvazione a giugno». L'obiettivo dichiarato è quello di portare a conoscenza della cittadinanza i dettagli tecnici e le possibili ricadute del piano, prima che diventi definitivo e irreversibile. Le preoccupazioni espresse dal consigliere si saldano con i dubbi sollevati da diversi osservatori e articoli di stampa locale. Il timore è che un'approvazione frettolosa o poco partecipata possa generare storture urbanistiche o non rispondere adeguatamente alle sfide ambientali e sociali di Vico Equense. «Il rischio è concreto e la preoccupazione è da me pienamente condivisa», ha concluso Ferraro, lanciando un monito chiaro all'amministrazione comunale. Con l’avvicinarsi del giugno 2026, la tensione politica è destinata a salire. Resta da vedere se l’appello al dialogo verrà accolto o se si arriverà alla resa dei conti in consiglio comunale senza una visione unitaria sul futuro della città.

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