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venerdì 9 maggio 2008

Il Broncio

Uno dei pregi di Berlusconi è che sorride sempre, comunicando ottimismo e buonumore. Anche per questo, credo, piace a molta gente. Lui lo sa, e cerca di mostrarsi sempre “con il sole in tasca”. Eppure ieri aveva una faccia arciserissima durante il passaggio di consegne a palazzo Chigi. Il paradosso era che Prodi – l’uomo che perdeva il potere – aveva un sorriso alla Berlusconi, mentre Berlusconi – che si riprendeva la stanza dei bottoni – aveva un broncio alla Prodi. Pensandoci bene, il Cavaliere era avvolto dalla stessa aria grave e accigliata che lo circondava dopo l’incontro con Veltroni. Forse lui non vuole regalare ai suoi avversari la soddisfazione di poter mostrare la foto ai nipotini, raccontando davanti al caminetto: “Ecco, vedete, un giorno il vostro povero nonno ha stretto la mano al grande Berlusconi”. Non sa che Veltroni quella foto l’ha già infilata nel distruggi-documenti. (Sebastiano Messina La Repubblica)

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lunedì 25 febbraio 2008

Il vecchio e il nuovo

Annunciando ai suoi l’imminente adesione di Ciriaco De Mita, il presidente della Rosa Bianca Savino Pezzotta – ex segretario della Cisl, già organizzatore del Family day – ha rimproverato a Veltroni di aver eluso l’ottantenne De Mita, candidando però il prof. Umberto Veronesi, “che come età non ha nulla da invidiare”. In effetti, Veronesi ha due anni più di De Mita, ma a pezzata sfugge – errore blu per un ex sindacalista – la fondamentale differenza tra vecchiaia e anzianità. Perché un ottantaduenne che si candida per la prima volta al Senato sarà pure un anziano ma è di sicuro meno vecchio (politicamente) di un ottantenne che è stato in parlamento per mezzo secolo. L’età, in politica, non è quella anagrafica: il novantottenne Vittorio Foà, per esempio, è certamente più fresco della Pivetti. Quando si vive nel Palazzo non basta essere giovani, per non essere vecchi. (Sebastiano Messina - La Repubblica)

lunedì 11 febbraio 2008

Partito o cartello?

Quando sembrava che la politica italiana avesse toccato il fondo, la mossa di Walter Veltroni ci ha regalato la soddisfazione impagabile di vedere il pallore che domina le facce di tutti i centristi, da Mastella a Casini, da quando hanno capito che dopo il bipolarismo non ci sarà il ritorno della proporzionale ma forse un sano bipartitismo. Forse. Perché, se la sfida solitaria del Pd è oramai un dato certo, non sappiamo ancora se il Pdl di Berlusconi e Fini sarà un partito vero o solo un cartello elettorale, come il vecchio Ulivo. Certo, il nuovo vuole il suo tempo per nascere, ma abbiamo visto troppe federazioni di cartone, troppi patti di consultazione scritti nell’acqua, troppi gruppi unici con sottogruppi incorporati, per non sospettare – sperando di sbagliarci – che il Pdl un uovo di Pasqua con due sorprese al posto di una. (Sebastiano Messina La Repubblica)

lunedì 28 gennaio 2008

I Quadrumviri

Berlusconi, si sa, quando dice una cosa la fa. E infatti è già tutto pronto, per la marcia su Roma. L’operazione sarà guidata da un quadrumvirato composto da Mra Carfagna, Adriano Galliani, Emilio Fede e Marcello dell’Utri, mentre Michela Vittoria Brambilla preparerà il “Kit del perfetto marciatore su Roma”: sciarpa, distintivo e disintegratore laser di Buzz Lightyear. La capitale verrà presa d’assalto da tre lati. Una colonna di 24 milioni di forzisti valdostani arriverà passando da Civitavecchia (arrivo previsto: novembre). Un’altra, 19 milioni di camice azzurre, partirà da Mentana (la città, non il giornalista). L’ultima, l’Armata della libertà (32 milioni) muoverà da Tivoli facendo tappa all’Ikea per i saldi. Berlusconi partirà in vagone letto da Milano solo all’ultimo momento, e arrivando al Quirinale pronuncerà la sua frase storica: “Maestà, vi porto l’Italia di Colpo Grosso”. (Sebastiano Messina – La Repubblica)

lunedì 21 gennaio 2008

Numero chiuso

Diciamo la verità: ha ragione Mastella, quando afferma che non è solo all’ospedale di Caserta che i posti di primario vengono assegnati in base all’appartenenza partitica. Ma se lui ha ragione, allora questo paese ha il dovere di evitare di far perdere tempo e denaro ai giovani chirurghi che se ne vanno ad Harvard con l’illusione ingenua e demodè che un master a Boston sia più utile che avere un cugino nell’Udeur. Per onestà, bisogna essere subito chiari con i laureati. Offrendo loro, con procedura trasparente, pari opportunità. Esempio concreta: “E’ bandito un concorso pubblico per 7 posti di aspiranti primari in ginecologia, neurochirurgia e ortopedia in quota Udeur. Si richiedono comprovata esperienza nel campo della lottizzazione pubblica e tessera del partito da almeno tre anni (o parentela fino al secondo grado con un dirigente regionale del partito). Gradita laurea. Numero chiuso”. (Sebastiano Messina - La Repubblica)

venerdì 11 gennaio 2008

Diciotto contro uno

Tutti abbiamo avuto un sussulto di indignazione quando Gian Antonio Stella ha raccontato sul Corriere che nel call center napoletano della raccolta dei rifiuti “lavorano” 34 addetti, ciascuno dei quali riceve in media una telefonata ogni sette giorni. Queste cose, abbiamo pensato, succedono solo a Napoli. Non è così. Ieri il cda della RAI ha nominato un nuovo vicedirettore dei servizi parlamentari (con criteri rigorosamente meritocratici, è stato scelto il portavoce del consigliere Petroni). Ora sotto il comando del direttore Del Bufalo, i vicedirettori sono 5, e danno disposizioni ai 5 redattori-capo, i quali sono coadiuvati da 3 vice redatori-capo, che impartiscono ordini a 4 capiservizio. In totale, 18 capi che devono riunirsi, scervellarsi e coordinarsi per decidere cosa far fare all’unico inviato della redazione. Magari un’inchiesta sul call center degli sfaccendati. (Sebastiano Messina la Repubblica)