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giovedì 26 marzo 2009

Parte l’inceneritore

Regione Campania - Oggi si inaugura il primo termovalorizzatore della Campania che, dovrebbe definitivamente allontanare lo spettro della crisi dei rifiuti. Ma non allontanerà le polemiche ancora forti proprio sull'uso e sull'ubicazione dell'impianto.''Con l'inaugurazione di Acerra, il governo Berlusconi non pensi di adottare la soluzione degli inceneritori per affrontare l'emergenza rifiuti in Italia''. Così commenta Legambiente. ''E' assurdo - hanno dichiarato Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente e Michele Buonuomo, presidente di Legambiente Campania (Asca)- pensare di risolvere il problema rifiuti in Campania, programmando di realizzare ben 5 impianti d'incenerimento, ai quali è stato garantito il beneficio del CIP6 in palese infrazione con la normativa europea. Per risolvere quest' emergenza occorre, molto più banalmente applicare il principio della gestione integrata, in cui il recupero energetico dei rifiuti non altrimenti riciclabili è solo l'ultima opzione, prima dello smaltimento in discarica. In una regione notoriamente colpita dalla gestione illegale di rifiuti con gravi conseguenze sull'ambiente e sulla salute dei cittadini chiediamo, pertanto, la massima attenzione nella gestione dell'impianto di Acerra e rigorosi controlli sui rifiuti conferiti, le emissioni in atmosfera e lo smaltimento dei residui dell'incerimento''. (foto di Riccardo Siano da Repubblica.it)


mercoledì 5 marzo 2008

Un termovalorizzatore intercomunale?

Costruire un termovalorizzatore intercomunale: è la richiesta dei Sindaci dei 16 comuni dell’area stabiese, sorrentina e dei Monti Lattari al Commissario Gianni De Gennaro. Un termovalorizzatore che dovrebbe “bruciare” i rifiuti di una popolazione di 218mila abitanti. In attesa che l’autorizzazione del commissario straordinario arrivi i sindaci dei comuni interessati, stanno lavorando ciascuno ad un dossier individuale, in cui dovranno indicare un possibile sito dove collocare l’impianto e i pro e i contro, in termini economici e di impatto ambientale. Le recenti proteste dei cittadini contro la costruzione di un termovalorizzatore vicino ai centri abitati ci riportano ad un tema particolarmente importante per il sistema della gestione dei rifiuti: la termovalorizzazione. Di cosa si tratta esattamente? Perché nessuna comunità di cittadini vuole ospitare sul proprio territorio un termovalorizzatore? Un termovalorizzatore è di fatto un inceneritore di rifiuti in grado di sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti stessi per generare calore, riscaldare acqua ed infine produrre energia elettrica. Si distingue quindi dai vecchi inceneritori che si limitavano alla sola termodistruzione dei rifiuti senza produrre energia. L'impiego dei termovalorizzatori sembra essere una via di uscita dal problema delle discariche ormai stracolme. Pur essendo molto meno inquinanti rispetto ai vecchi inceneritori, i termovalorizzatori non eliminano in ogni caso l'emissione di diossine nei fumi di scarico dispersi nell'atmosfera circostante. Un fatto su cui concordano ormai tutti, costruttori, medici e tecnici.

mercoledì 30 gennaio 2008

Rifiuti si sfila la società francese

Si allontana ancora una possibile soluzione definitiva per la crisi dei rifiuti in Campania. Dalla gara per il termovalorizzatore di Acerra, che dovrebbe completarsi almeno per il 2009 per garantire una efficienza di sistema, si sfila la società francese Veolia, una delle due che aveva presentato una prima manifestazione di interesse per il bando emanato a dicembre dall'allora commissario Alessandro Pansa insieme a Sviluppo Italia; la gara, con criteri molto selettivi, prevedeva uan concessione ventennale per la costruzione di tre termovalorizzatori in Campania e aveva un importo complessivo di 4,5 miliardi di euro. I lavori del termovalorizzatore di Acerra sono già stati completati a circa l'80% delle opere, ma sono fermi dalla fine della scorsa estate e molti imprenditori coinvolti nell'appalto, attraverso l'associazione di categoria territoriale, avevano chiesto e ottenuto un tavolo per le difficoltà economiche. Veolia aveva condizionato la concretizzazione della sua manifestazione di interesse all'esito di una riunione dei suoi vertici a Parigi lo scorso 24 gennaio e, secondo quanto si è appreso, alla scadenza dei termini del bando, lo scorso 28 gennaio, non ha concretizzato il suo interesse. La società francese avrebbe anche inviato una lettera al commissario Gianni De Gennaro esplicitando che la non partecipazione alla gara sarebbe legata alle incertezze sulle discariche nelle quali smaltire 700.000 tonnellate di immondizia secondo le stime non trattabili ogni anno dai termovalorizzatori, ma anche per l'incertezza del clima politico e istituzionale italiano che impedirebbe di prendere in considerazione un investimento di queste dimensioni. Resta da capire cosa abbiano fatto i vertici di Asm Brescia, l'unica altra società del settore multiservizi che aveva, insieme ai francesi, manifestato interesse al bando di gara. Tra i problemi, anche l'incentivo Cip6, un meccanismo varato dallo Stato nel 1992, per incoraggiare gli impianti alimentati da fonti rinnovabili o assimilabili a fonti alternative, incentivo abolito nel 2008 per i rifiuti, che però per il termovalorizzatore di Acerra sarebbe in deroga.