Vico Equense - È uno dei maggiori esperti della conformazione del suolo della costiera. Luigi Starace, geologo da trentuno anni, uno dei soci del Centro di geologia tecnica di Sorrento, analizza il crollo di materiale roccioso che ieri mattina ha investito la spiaggia sottostante l’ex cattedrale della SS.Annunziata. «L’area è un costone di roccia calcarea del Cretaceo, ovvero di cento milioni di anni fa, che si presenta molto fratturata. Il fenomeno dei crolli degli ultimi anni è dovuto soprattutto all’azione di erosione delle onde che ha determinato lo scalzamento del piede della parete rocciosa, provocando la caduta di materiale dovuto al fatto che la roccia non ha più una base di appoggio al suolo». C’è un possibile nesso tra il crollo e i lavori alla galleria e alle condotte del gas? «Assolutamente no. È un processo in atto da innumerevoli anni e che ha determinato anche la presenza delle grotte che alla base del costone sono limitrofe alla spiaggia dove sono caduti i voluminosi sassi». Come ovviare a questa situazione di continuo pericolo? «Realizzando al più presto scogliere che evitino l'impatto di alte onde sul costone. L'azione del mare è molto più devastante di quello delle piogge vista la conformazione geologica della zona». Il caso del costone dell'ex cattedrale è tipico della costiera sorrentina? «Da Meta in poi la costa è formata da una falesia di tufo, frutto dell'arrivo trentacinquemila anni fa della nube di ignimbrite campana proveniente da Torregaveta che colmò tutte le primitive incisioni calcaree costiere e si trasformò in tufo. Rocce molto differenti, ma problematiche spesso simili». (um. ce. il Mattino)
lunedì 19 gennaio 2009
«Effetto dell’erosione, urgente la scogliera»
Vico Equense - È uno dei maggiori esperti della conformazione del suolo della costiera. Luigi Starace, geologo da trentuno anni, uno dei soci del Centro di geologia tecnica di Sorrento, analizza il crollo di materiale roccioso che ieri mattina ha investito la spiaggia sottostante l’ex cattedrale della SS.Annunziata. «L’area è un costone di roccia calcarea del Cretaceo, ovvero di cento milioni di anni fa, che si presenta molto fratturata. Il fenomeno dei crolli degli ultimi anni è dovuto soprattutto all’azione di erosione delle onde che ha determinato lo scalzamento del piede della parete rocciosa, provocando la caduta di materiale dovuto al fatto che la roccia non ha più una base di appoggio al suolo». C’è un possibile nesso tra il crollo e i lavori alla galleria e alle condotte del gas? «Assolutamente no. È un processo in atto da innumerevoli anni e che ha determinato anche la presenza delle grotte che alla base del costone sono limitrofe alla spiaggia dove sono caduti i voluminosi sassi». Come ovviare a questa situazione di continuo pericolo? «Realizzando al più presto scogliere che evitino l'impatto di alte onde sul costone. L'azione del mare è molto più devastante di quello delle piogge vista la conformazione geologica della zona». Il caso del costone dell'ex cattedrale è tipico della costiera sorrentina? «Da Meta in poi la costa è formata da una falesia di tufo, frutto dell'arrivo trentacinquemila anni fa della nube di ignimbrite campana proveniente da Torregaveta che colmò tutte le primitive incisioni calcaree costiere e si trasformò in tufo. Rocce molto differenti, ma problematiche spesso simili». (um. ce. il Mattino)
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