Esiste una giovane classe dirigente? “Si esiste, - dice Nicola Corrado - l’ho incontrata 20 anni fa nei movimenti anti-camorra, per la riforma della scuola, l’ho sentita all’università e nei congressi di partito, l’ho vista in molte campagne elettorali, si è candidata in tanti consigli comunali, amministra tante città, lavora nel mondo delle professioni, nelle scuole, all’università, è impegnata in tante associazioni. L’età da sola non basta, è vero. Ma da un dato anagrafico dobbiamo ripartire e provare a dire che oggi la più grande innovazione consiste nella riforma della politica e dei partiti. La più grande innovazione oggi è nel rispetto della legge che disciplina l’elezione diretta dei Sindaci, dei Presidenti di Provincia e di Regione. L’arretramento e in molti casi la sconfitta delle nostre esperienze di governo è tutta nell’occupazione da parte dei partiti e delle correnti interne ad essi delle Istituzioni, delle società partecipate, delle Asl, delle Università, ecc. ecc. Siamo di fronte al crollo dell’autorevolezza della politica. Il Re è nudo. Il partito democratico – continua ancora il vicesindaco di Castellammare di Stabia - deve chiedere scusa ai cittadini e spiegare perché è successo, cosa è accaduto; occorre cambiare. E non ci possono essere scorciatoie: investiamo su noi stessi. Facciamoci avanti senza paura di perdere riferimenti e padri politici, conquistiamo il nostro diritto a scrivere la svolta necessaria per costruire il Partito Democratico. La Politica deve ripartire dalla politica, da chi, in carne ed ossa, vive in maniera viscerale una passione, un amore sincero per essa. Per proporsi come classe dirigente bisogna dimostrare di esserlo, fino in fondo”.
sabato 17 gennaio 2009
RinnoviamoCI
Esiste una giovane classe dirigente? “Si esiste, - dice Nicola Corrado - l’ho incontrata 20 anni fa nei movimenti anti-camorra, per la riforma della scuola, l’ho sentita all’università e nei congressi di partito, l’ho vista in molte campagne elettorali, si è candidata in tanti consigli comunali, amministra tante città, lavora nel mondo delle professioni, nelle scuole, all’università, è impegnata in tante associazioni. L’età da sola non basta, è vero. Ma da un dato anagrafico dobbiamo ripartire e provare a dire che oggi la più grande innovazione consiste nella riforma della politica e dei partiti. La più grande innovazione oggi è nel rispetto della legge che disciplina l’elezione diretta dei Sindaci, dei Presidenti di Provincia e di Regione. L’arretramento e in molti casi la sconfitta delle nostre esperienze di governo è tutta nell’occupazione da parte dei partiti e delle correnti interne ad essi delle Istituzioni, delle società partecipate, delle Asl, delle Università, ecc. ecc. Siamo di fronte al crollo dell’autorevolezza della politica. Il Re è nudo. Il partito democratico – continua ancora il vicesindaco di Castellammare di Stabia - deve chiedere scusa ai cittadini e spiegare perché è successo, cosa è accaduto; occorre cambiare. E non ci possono essere scorciatoie: investiamo su noi stessi. Facciamoci avanti senza paura di perdere riferimenti e padri politici, conquistiamo il nostro diritto a scrivere la svolta necessaria per costruire il Partito Democratico. La Politica deve ripartire dalla politica, da chi, in carne ed ossa, vive in maniera viscerale una passione, un amore sincero per essa. Per proporsi come classe dirigente bisogna dimostrare di esserlo, fino in fondo”.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento