Il segretario respinge dunque l’invito al dialogo che per conto del Pdl il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna ha rivolto attraverso "Il Mattino" all’Udc. Un invito che la Carfagna rivolge in realtà all’«Udc campana, figlia del percorso politico demitiano più che di Casini». Noi abbiamo una storia lunga — avverte Lorenzo Cesa—, una classe dirigente che da anni lavora qui, facendo opposizione sia alla giunta Bassolino che alla giunta Iervolino. Se il ministro Carfagna vuole farsi qualche passeggiata a Nusco, per prendere un caffè con De Mita, faccia pure, non ci riguarda. Ma vorrei dirle di scegliersi l'interlocutore giusto. Se De Mita stringe alleanze politiche lo fa spendendo se stesso, non a nome dell'Udc. Insomma, il metodo che si sta usando in Campania, di scegliersi l'interlocutore più gradito all'interno dell'Udc, non appartiene alla nostra storia, alla storia della Dc, ma probabilmente al modello Berlusconi, della fiction politica». Massimo Villone a Repubblica Napoli parla dell’intervista fatta al cacicco Bassolino. “Gli antichi maestri dicevano che in politica, alla fine, contano i fatti. E qui il fatto principale è che dopo anni di centrosinistra e di egemonia bassoliniana il disastro è davanti agli occhi di tutti: nelle cifre, nella realtà della cosa pubblica, nell´immagine, nella idea di sé che hanno, e danno, Napoli e la Campania…”A tutelare Bassolino ci pensa dal Corriere del Mezzogiorno Gianfranco Nappi, attuale capo della segreteria del governatore. Le cause della sconfitta? La globalizzazione, le politiche nazionali, la debolezza del Partito democratico, il disimpegno della società civile napoletana, l'assenza di coraggio degli imprenditori locali. In altre parole si è perso perché non si poteva vincere.
domenica 18 gennaio 2009
Politica al centro …
Il segretario respinge dunque l’invito al dialogo che per conto del Pdl il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna ha rivolto attraverso "Il Mattino" all’Udc. Un invito che la Carfagna rivolge in realtà all’«Udc campana, figlia del percorso politico demitiano più che di Casini». Noi abbiamo una storia lunga — avverte Lorenzo Cesa—, una classe dirigente che da anni lavora qui, facendo opposizione sia alla giunta Bassolino che alla giunta Iervolino. Se il ministro Carfagna vuole farsi qualche passeggiata a Nusco, per prendere un caffè con De Mita, faccia pure, non ci riguarda. Ma vorrei dirle di scegliersi l'interlocutore giusto. Se De Mita stringe alleanze politiche lo fa spendendo se stesso, non a nome dell'Udc. Insomma, il metodo che si sta usando in Campania, di scegliersi l'interlocutore più gradito all'interno dell'Udc, non appartiene alla nostra storia, alla storia della Dc, ma probabilmente al modello Berlusconi, della fiction politica». Massimo Villone a Repubblica Napoli parla dell’intervista fatta al cacicco Bassolino. “Gli antichi maestri dicevano che in politica, alla fine, contano i fatti. E qui il fatto principale è che dopo anni di centrosinistra e di egemonia bassoliniana il disastro è davanti agli occhi di tutti: nelle cifre, nella realtà della cosa pubblica, nell´immagine, nella idea di sé che hanno, e danno, Napoli e la Campania…”A tutelare Bassolino ci pensa dal Corriere del Mezzogiorno Gianfranco Nappi, attuale capo della segreteria del governatore. Le cause della sconfitta? La globalizzazione, le politiche nazionali, la debolezza del Partito democratico, il disimpegno della società civile napoletana, l'assenza di coraggio degli imprenditori locali. In altre parole si è perso perché non si poteva vincere.
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