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mercoledì 23 settembre 2009

Ritornano in Giunta Udc e Colline vicane

Vico Equense - Molto probabilmente se ne riparlerà a dicembre. L'attuale esecutivo a cinque dovrebbe passare a sette assessori. Nei giorni scorsi c'è stato un incontro, tra il sindaco e i partiti “ribelli” (Udc e Colline vicane). Stando alle ultime notizie circolate, il faccia a faccia ha prodotto buoni risultati. Carta bianca sui nomi da indicare. Nel marzo scorso, dopo aver ritirato per la seconda volta le dimissioni, Gennaro Cinque nominò la nuova giunta, lasciando a casa Giuseppe Dilengite (UDC), Ferdinando Astarita (FI), Giuseppe Cioffi (FI), Antonio Parlato (Colline Vicane) e Giuseppe Russo (Colline Vicane).

martedì 7 luglio 2009

Provincia, la Giunta non decolla Cesa commissaria l'UDC

L´Udc stoppa la giunta Cesaro e la giunta Cesaro sfascia l´Udc. Ne fa le spese Nunzio Testa, fino a ieri coordinatore provinciale del partito a Napoli, rimosso dall´incarico dopo le trattative per la composizione della prima squadra di governo di centrodestra dopo 15 anni. A solo un mese dalle elezioni, Pdl e alleati sono ai ferri corti. Con una nota diffusa da Roma, l´Udc fa sapere che «il segretario nazionale Lorenzo Cesa, esaminata la situazione dell´Udc di Napoli, con riferimento ai rapporti tra il partito e il gruppo consiliare della Provincia, per rafforzare il partito anche in vista delle prossime elezioni regionali, ha nominato l´onorevole Ciro Alfano commissario provinciale di Napoli». Nunzio Testa è rimosso. Perché? Ha avallato le scelte di Cesaro. In viaggio da Lecce, Testa confessa di non conoscere il "cappello" con cui viene motivato il provvedimento preso a Roma dal segretario Cesa. «Davvero? Per i rapporti col gruppo consiliare? Eh, no. Allora mi astengo. Non voglio creare altre polemiche. Devo parlarne prima con Cesa e con Casini: tra me e il gruppo consiliare non ci sono stati particolari problemi». Non saranno stati problemi, di certo visioni differenti su Cesaro. Testa da un lato, dall´altro i consiglieri eletti. E soprattutto De Mita con loro. L´irritazione a Nusco è altissima da giorni per le decisioni di Cesaro, accusato di aver tradito il patto su ruoli e nomi dovuti all´Udc. Cesaro ha chiamato con sé Gennaro Ferrara (dandogli il ruolo di vice) e Nello Palumbo. L´Udc aveva indicato Palumbo come vice e Alfano assessore. Quando De Mita ha verificato che Testa avallava quelle scelte di Cesaro (anche con dichiarazioni pubbliche) contestate dai 4 consiglieri neoeletti, s´è scatenata la burrasca. Gli effetti? La nomina di Palumbo ad assessore viene considerata sospesa. Lo dice Ciro Alfano, neo commissario del partito che stamattina incontra il gruppo. Biagio Iacolare, capogruppo dei 4 in Consiglio, considera: «Vediamo se Cesaro fa un passo indietro su nomi e deleghe attribuite all´Udc: dovrebbe azzerarle». Dall´entourage di Cesaro non trapela alcuna intenzione di questo tipo. Ciro Alfano ragiona: «Il partito aveva dato delle indicazioni e sono state disattese. Ero parte in causa e dunque da commissario non entro nel merito. Ma il nodo politico resta. Un´ipotesi è che l´Udc non voti la relazione del presidente. La nomina di Palumbo? Sospesa. Lui è una persona seria…». È contrasto aperto invece con Gennaro Ferrara, il rettore della Parthenope che sarà vicepresidente e che ha manifestato «lealtà a Cesaro». Dal canto suo, Cesaro è alle prese con il rebus deleghe: l´assessorato al Lavoro va a Marilù Galdieri, l´ambiente a Giuseppe Caliendo. Antonio Iorio è stato chiamato dal ministero delle Finanze per occuparsi di Bilancio, ma è frenato dalle diverse aree di An e Fi che si contendono il ruolo: scene che per 15 anni erano state rimproverate alla maggioranza di centrosinistra. Muro è in lizza per urbanistica o trasporti, Iervolino per il turismo. Pure nel suo partito, Mpa, c´è un caso: Carlo Farucci (escluso dalla lista degli assessori) s´è dimesso dal comitato federale di Lombardo. Oggi Cesaro presenta la sua prima iniziativa da presidente, il protocollo "Mare sicuro" con la capitaneria di porto. Ma la giunta non è insediata. (Angelo Carotenuto da la Repubblica Napoli)

venerdì 24 aprile 2009

Udc, Testa e Pisacane in lizza per Strasburgo

Anche i deputati campani Michele Pisacane (foto) e Nunzio Testa, quest’ultimo segretario napoletano del partito, correranno per le Europee nella lista dell’Udc della circoscrizione meridionale, capeggiata da Ciriaco De Mita. La decisione è della segreteria nazionale, che in queste ore sta definendo gli ultimi dettagli delle candidature prima di ufficializzare gli elenchi. Il capolista De Mita, a quanto emerge, sarà l’unico candidato dell’avellinese; in lista dovrebbero trovare posto anche Luigi Nocera, ex assessore Udeur, per l’area di Salerno, e inoltre Gennaro Santamaria, segretario provinciale a Benevento. Particolarmente soddisfatto è Nunzio Testa: «Il partito - racconta - ci ha chiamato per questa elezione a rappresentare i moderati e noi da buoni soldati lavoriamo per il partito. È una battaglia che va sostenuta con tutte le forze. Chiamiamo a raccolta gli amici vecchi e nuovi. Abbiamo maggiore visibilità a Napoli e in provincia. E cercheremo di sfruttarla». Testa spiega perché è fiducioso in un buon risultato: «Il centro moderato è la maggiore attrazione e poi alla fusione a freddo fatta a sinistra segue quella del Pdl il cui collante è il potere». (Il Mattino)

Lonardo «riscopre» l’alleato De Mita «Grande mente, spero di incontrarlo»

domenica 18 gennaio 2009

Politica al centro …

Il segretario respinge dunque l’invito al dialogo che per conto del Pdl il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna ha rivolto attraverso "Il Mattino" all’Udc. Un invito che la Carfagna rivolge in realtà all’«Udc campana, figlia del percorso politico demitiano più che di Casini». Noi abbiamo una storia lunga — avverte Lorenzo Cesa—, una classe dirigente che da anni lavora qui, facendo opposizione sia alla giunta Bassolino che alla giunta Iervolino. Se il ministro Carfagna vuole farsi qualche passeggiata a Nusco, per prendere un caffè con De Mita, faccia pure, non ci riguarda. Ma vorrei dirle di scegliersi l'interlocutore giusto. Se De Mita stringe alleanze politiche lo fa spendendo se stesso, non a nome dell'Udc. Insomma, il metodo che si sta usando in Campania, di scegliersi l'interlocutore più gradito all'interno dell'Udc, non appartiene alla nostra storia, alla storia della Dc, ma probabilmente al modello Berlusconi, della fiction politica». Massimo Villone a Repubblica Napoli parla dell’intervista fatta al cacicco Bassolino. “Gli antichi maestri dicevano che in politica, alla fine, contano i fatti. E qui il fatto principale è che dopo anni di centrosinistra e di egemonia bassoliniana il disastro è davanti agli occhi di tutti: nelle cifre, nella realtà della cosa pubblica, nell´immagine, nella idea di sé che hanno, e danno, Napoli e la Campania…”A tutelare Bassolino ci pensa dal Corriere del Mezzogiorno Gianfranco Nappi, attuale capo della segreteria del governatore. Le cause della sconfitta? La globalizzazione, le politiche nazionali, la debolezza del Partito democratico, il disimpegno della società civile napoletana, l'assenza di coraggio degli imprenditori locali. In altre parole si è perso perché non si poteva vincere.

mercoledì 22 ottobre 2008

Preferenze, la campagna Pd e Udc

Gragnano - Ripristino delle preferenze, parte la campagna congiunta delle sezioni cittadine di Pd e Udc. I due circoli di Gragnano si sono impegnati a sottoscrivere un documento comune da inviare agli organismi provinciali, regionali e nazioniali dei due partiti. «Bisogna dare un segnale forte - spiega Giuseppe Abagnale, responsabile dei rapporti politici del Pd di Gragnano - per questa vera e propria battaglia di civiltà che mette l’Italia a serio rischio di dittatura». «Le preferenze - aggiunge Eduardo De Rosa, commissario cittadino dell’Udc - sono l’unico strumento per garantire una presenza istituzionale sul territorio ed evitare la perdita di riferimenti».

È scontro in commissione alla Camera sulla legge elettorale per le europee. La stretta sui tempi delle votazioni, voluta dalla maggioranza, e la bocciatura «a scatola chiusa» delle proposte di modifica presentate dal Pd, dall’Udc e dall’Idv, hanno scatenato la protesta dell’opposizione che ha deciso di abbandonare i lavori. «La maggioranza sta tentando un vergognoso colpo di mano», è la denuncia del vicesegretario democratico Dario Franceschini, che annuncia un’opposizione dura «in aula e in piazza» contro il tentativo di scrivere la legge elettorale per le europee senza l’opposizione. Il punto è che il centrodestra vuole concludere entro giovedì l’esame della legge in commissione per poi trasferire la partita in aula. Per raggiungere l'obiettivo, il Pdl ha deciso di serrare il ritmo delle votazioni sugli emendamenti al testo base, scritto dal parlamentare del Pdl Peppino Calderisi.

lunedì 14 aprile 2008

Udc

Due o tre senatori siciliani. E forse uno in Calabria. E’ questo il magrissimo bottino elettorale che si profila per l’Udc a Palazzo Madama. Secondo le proiezioni più aggiornate infatti il partito di Pier Ferdinando Casini riuscirebbe al massimo a superare (ma non di molto) la fatidica soglia di sbarramento soltanto sulle due sponde dello Stretto di Messina. Niente da fare invece nelle altre tre o quattro regioni in cui sperava di poter eleggere qualche rappresentante a Palazzo Madama.

Partito socialista

Per la prima volta nella storia repubblicana, non ci sarà un partito socialista rappresentato in Parlamento. Un esito che, seppure considerato possibile alla vigilia delle elezioni, viene reso ancor più amaro da una performance che colloca il Ps di Enrico Boselli sotto l’uno per cento, con lo 0,9 per cento alla Camera e lo 0,7 per cento al Senato ed escluderebbe il partito anche dall’assegnazione dei rimborsi elettorali (prevista sopra la soglia del punto percentuale), mettendone a rischio la stessa sopravvivenza. Incontrando i giornalistai nella sede del partito, Boselli ha comunicato di aver tirato le conseguenze del risultato, rassegnando le dimissioni da segretario e convocando un congresso straordinario, prima di lanciare un atto d’accusa contro il segretario del Partito democratico Walter Veltroni: “Queste elezioni – ha dichiarato Boselli - rappresentano un fatto unico nella storia perché Veltroni ha spalancato le porte del governo a Berlusconi, consentendogli di governare forse per i prossimi 10 anni.

Sinistra arcobaleno

Per la Sinistra radicale italiana si sta profilando un vero e proprio disastro elettorale. Se negli exit-poll e nelle prime proiezioni aveva prevalso, assieme alla delusione, una certa prudenza, i dati delle ultime proiezioni per Camera e Senato, che godono di una copertura sui voti reali di oltre il 60 per cento, dicono sostanzialmente che Sa non avrà certamente alcun rappresentante al Senato e probabilmente nessun rappresentante alla Camera. Nelle regioni rosse, infatti, dove Pdci, Prc, Sd e Verdi, assieme, contavano di guadagnare una congrua rappresentanza parlamentare, superando in alcune lo sbarramento dell’otto per cento per il Senato, il dato relativo a Sa raramente supera il cinque per cento, non lasciando speranza non solo per la formazione di un gruppo senatoriale, ma anche per l’elezione di deputati.