«È una grande affermazione che mi carica di responsabilità e di cui anche Bassolino deve essere soddisfatto». In questa competizione elettorale l’assessore regionale Andrea Cozzolino ha conquistato due primati: ha superato tutti i rivali interni del Pd ed è il più votato al Sud dopo Silvio Berlusconi. Complimenti per i 136.859 voti. «Grazie, sono grato a tutte le elettrici e gli elettori che hanno contribuito a questa grande affermazione. Avverto l’enorme responsabilità di dover rappresentare le istanze di tantissime persone». Ma il Pd si conferma in grande difficoltà. «Dobbiamo approfondire insieme il significato del voto amministrativo ed europeo in Campania e nel Mezzogiorno. Dopo i ballottaggi è giusto aprire una discussione impegnativa sui risultati del nostro partito in difficoltà, come bisognava fare - e non abbiamo fatto - un anno fa». Le divisioni non pagano. Una riunificazione del centrosinistra è possibile? «Ora più di prima la considero necessaria e urgente. Occorre un confronto politico che si nutra di una battaglia delle idee più che degli apparati o delle tessere. Dobbiamo comprendere le ragioni delle nostre difficoltà, guardarle in faccia. In queste settimane ho riscontrato che tra la gente esiste una gran voglia di una nuova comunità e tutti siamo chiamati a ricostruire questa rete». Nel suo caso il lavoro di squadra ha funzionato... «Infatti. Considero questo risultato un riconoscimento non solo al mio impegno ma anche a una squadra di amministratori che in questi anni, affrontando difficoltà e problemi seri, ha lavorato per la crescita dei nostri territori in un Mezzogiorno sempre più assente dall’agenda politica romana». È anche il successo di Bassolino... «Credo che il governatore possa essere soddisfatto. La nostra squadra si è sempre misurata nel rapporto diretto con i cittadini, con impegno e senza arroganza, e la gente ci ha dato fiducia. Questo gruppo di amministratori rappresenta ancora oggi una grande risorsa per il Pd e per il Sud. Da qui vogliamo partire per rafforzare il nostro partito e confrontarci con le migliori energie del Mezzogiorno, rappresentandone le istanze in Europa». In che modo? «Vogliamo mobilitare le forze politiche, sociali e culturali che hanno a cuore lo sviluppo del Mezzogiorno per restituire a questa comunità di più di venti milioni di persone il ruolo che le spetta nello sviluppo dell’Italia e dell’area euro-mediterranea». Quando le dimissioni da assessore regionale? «Ne discuteremo nei prossimi giorni. È evidente che quando saranno proclamati gli eletti, per me scatterà l’incompatibilità. I cittadini mi hanno scelto come parlamentare europeo e porterò avanti questo compito per difendere gli interessi del Sud soprattutto sul terreno della battaglia culturale». Tra un anno si vota per la Regione. Lei cosa farà? «Sarò in Parlamento europeo a lavorare per il Meridione. Ho assunto questo impegno e intendo rispettarlo, onorando il voto di migliaia di cittadini che hanno avuto fiducia in me». Il primo impegno? «Riprendere il dialogo con le altre regioni del Sud che non considero comunque interrotto e rappresentare le istanze di tutta la Campania». (ger.aus. il Mattino)
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mercoledì 10 giugno 2009
L’assessore regionale «È un riconoscimento al lavoro della giunta»
«È una grande affermazione che mi carica di responsabilità e di cui anche Bassolino deve essere soddisfatto». In questa competizione elettorale l’assessore regionale Andrea Cozzolino ha conquistato due primati: ha superato tutti i rivali interni del Pd ed è il più votato al Sud dopo Silvio Berlusconi. Complimenti per i 136.859 voti. «Grazie, sono grato a tutte le elettrici e gli elettori che hanno contribuito a questa grande affermazione. Avverto l’enorme responsabilità di dover rappresentare le istanze di tantissime persone». Ma il Pd si conferma in grande difficoltà. «Dobbiamo approfondire insieme il significato del voto amministrativo ed europeo in Campania e nel Mezzogiorno. Dopo i ballottaggi è giusto aprire una discussione impegnativa sui risultati del nostro partito in difficoltà, come bisognava fare - e non abbiamo fatto - un anno fa». Le divisioni non pagano. Una riunificazione del centrosinistra è possibile? «Ora più di prima la considero necessaria e urgente. Occorre un confronto politico che si nutra di una battaglia delle idee più che degli apparati o delle tessere. Dobbiamo comprendere le ragioni delle nostre difficoltà, guardarle in faccia. In queste settimane ho riscontrato che tra la gente esiste una gran voglia di una nuova comunità e tutti siamo chiamati a ricostruire questa rete». Nel suo caso il lavoro di squadra ha funzionato... «Infatti. Considero questo risultato un riconoscimento non solo al mio impegno ma anche a una squadra di amministratori che in questi anni, affrontando difficoltà e problemi seri, ha lavorato per la crescita dei nostri territori in un Mezzogiorno sempre più assente dall’agenda politica romana». È anche il successo di Bassolino... «Credo che il governatore possa essere soddisfatto. La nostra squadra si è sempre misurata nel rapporto diretto con i cittadini, con impegno e senza arroganza, e la gente ci ha dato fiducia. Questo gruppo di amministratori rappresenta ancora oggi una grande risorsa per il Pd e per il Sud. Da qui vogliamo partire per rafforzare il nostro partito e confrontarci con le migliori energie del Mezzogiorno, rappresentandone le istanze in Europa». In che modo? «Vogliamo mobilitare le forze politiche, sociali e culturali che hanno a cuore lo sviluppo del Mezzogiorno per restituire a questa comunità di più di venti milioni di persone il ruolo che le spetta nello sviluppo dell’Italia e dell’area euro-mediterranea». Quando le dimissioni da assessore regionale? «Ne discuteremo nei prossimi giorni. È evidente che quando saranno proclamati gli eletti, per me scatterà l’incompatibilità. I cittadini mi hanno scelto come parlamentare europeo e porterò avanti questo compito per difendere gli interessi del Sud soprattutto sul terreno della battaglia culturale». Tra un anno si vota per la Regione. Lei cosa farà? «Sarò in Parlamento europeo a lavorare per il Meridione. Ho assunto questo impegno e intendo rispettarlo, onorando il voto di migliaia di cittadini che hanno avuto fiducia in me». Il primo impegno? «Riprendere il dialogo con le altre regioni del Sud che non considero comunque interrotto e rappresentare le istanze di tutta la Campania». (ger.aus. il Mattino)
martedì 9 giugno 2009
Sinistra e Libertà, bene Di Lello dopo Nichi Vendola
Vozza, terzo con 19.986 voti Non raggiungono il 4 per cento richiesto a livello nazionale per entrare al Parlamento europeo, ma al Sud sono andati benissimo. Intorno al 5 per cento è, infatti, il bottino di voti ottenuti da Sinistra e Libertà nel collegio meridionale delle elezioni europee. Quando sono praticamente ultimati i conteggi relativi alle preferenze, si registra il successo del coordinatore nazionale del Partito Socialista Marco Di Lello (42.323 preferenze) dopo il capolista di Sl, il governatore pugliese Nichi Vendola che ne ha prese 117.298. Dopo Di Lello, molto distanziato, c'è il sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza, a 19.986 voti seguito dal verde salernitano Michele Ragosta con 16.380 e poi il presidente della Provincia di Napoli uscente, Dino Di Palma, fermo a poco più di 15mila voti. Insomma, per Sl al Sud dopo Vendola e Di Lello, uno scenario tutto da ricostruire in vista dell'assemblea nazionale già convocata per l'11 luglio a Roma per dare forma definitiva ad un partito di sinistra non radicale. (Velino/Velino Campania)
Tutti gli eletti al Parlamento europeo
La delusione della cronista anticamorra: «Il Pd non mi ha sostenuto abbastanza»
«C’è una parte del Paese che crede nella legalità e in una politica pulita e senza clientele. Lo dimostrano le elezioni in Sicilia di Rita Borsellino e Rosario Crocetta. E lo dimostrano anche le mie 73mila preferenze, raccolte nonostante una campagna sgangherata e priva di risorse, con il Pd che non mi ha sostenuto». Così Rosaria Capacchione, la giornalista anticamorra candidata alle elezioni europee nella lista del Pd, circoscrizione Sud, commenta la sua mancata elezione e i dati elettorali appena pubblicati sul sito del ministero dell’Interno. «Fino al 23 maggio - ha detto ancora - ho fatto campagna senza un euro, senza sapere se mai sarebbe arrivato il contributo promesso, poggiando solo sul volontariato gratuito di tanti giovani e amici che mi vogliono bene e credono nei valori che rappresento. Eppure ho raccolto 73mila preferenze, di cui 17 mila in regioni dove non sono mai andata. Sono voti d’opinione, non d’apparato e se il Pd meridionale avesse creduto davvero nei valori della legalità e del rinnovamento, e si fosse impegnato, come invece ha fatto il Pd siciliano, il mio risultato sarebbe stato molto diverso. E anche quello del Pd meridionale nel suo complesso, sarebbe stato migliore. Troppi dati lasciano perplessi. Come, ma solo un esempio, le poche, pochissime decine di voti raccolti a Casal di Principe». «Ho vissuto questa campagna elettorale - ha concluso Capacchione - come un test per mettermi in gioco, per capire se davvero valeva la pena impegnarsi in politica in nome di quei principi che hanno guidato il mio lavoro di cronista. Queste 73mila preferenze mi dicono che sì, ne valeva la pena. Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato, il sito Internet di questa avventura resterà aperto e insieme continueremo a impegnarci per liberare questi territori dalle mafie e dalle clientele». (Corriere del Mezzogiorno)
venerdì 5 giugno 2009
Duelli ...
Il Corriere del Mezzogiorno offre spazio alla sfida tra De Mita e Mastella. Provenienti entrambi dalla Democrazia Cristiana, Ciriaco e Clemente, in tempi lontani maestro e allievo, si sono messi in discussione chiedendo alla platea elettorale, soprattutto a quelle dei loro feudi irpino e sannita, non solo il via libera per l’europarlamento di Strasburgo, quanto la legittimazione a continuare la carriera politica. Anche Tommaso Sodano antagonista per passione, politica e civile, sfida, con una coalizione in cui ci sono i partiti, fatti fuori alle ultime politiche, come Rifondazione e Comunisti italiani, ma anche quella che lui chiama l’intellighentia emarginata, formata da Socialismo 2000 e la civica Diritti@Sinistra nata dall’impegno dei giuristi democratici di Elena Coccia e pezzi della società civile e ambientalista, la destra di Cesaro. Per Repubblica invece scende in campo Giustino Fabrizio (Chi non vota sceglie il male maggiore) per bacchettare Velardi e ri-spiegare come chi non vota sia “colpevole”. Che tradurrei in un più diretto vota Nicolais. Guido D’Agostino invece ci parla del “pericolo” astensione.
giovedì 4 giugno 2009
PD, un voto per l'Europa
Pubblichiamo la lettera di Romano Prodi Care amiche e cari amici, nel momento in cui ribadisco la mia già provata volontà di rimanere al di fuori della politica del nostro Paese, sento il dovere, come semplice cittadino, di sottolineare l’importanza del voto a cui noi italiani siamo chiamati. Anzitutto un voto per l’Europa. In questa linea richiamo la necessità di rafforzare il Partito Democratico ricordando come esso abbia sempre con convinzione sostenuto le grandi scelte europee quali l’euro e l’allargamento che , come si è dimostrato in questa fase di durissima crisi , sono la principale difesa per l’Europa e l’Italia. La seconda ragione nasce dall’intensificarsi di numerosi segnali di allarme e di interrogativi da parte di tanti amici ed osservatori stranieri per la caduta di dignità e per la qualità democratica del nostro paese, segnali che ho colto con sofferenza nella mia attività internazionale. Di fronte a questo il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, è l’unica concreta risposta. Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni. È il momento di dimostrare che l’Italia può essere diversa , che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa. Con amicizia Romano Prodi
martedì 2 giugno 2009
Strasburgo un posto all´umido
È in pieno svolgimento il concorso europeo senza titoli ed esami per 78 posti da 31.748 euro mensili nella lontana città di Strasburgo attraversata da un fiume e afflitta da una umidità pari al 70 per cento. I vincitori saranno chiamati a lavorare 120 giorni l´anno, due mesi di vacanze estive, venti giorni a Natale e altre tre settimane di ferie tra febbraio, maggio e ottobre. Lo stipendio, compresi 10.323 euro di rimborsi e benefit per una vita decorosa lontano dalla patria, non sarà ridotto del 30 per cento come ha chiesto la signora Jana Bobosikova, splendida donna bruna di Praga, stupidamente preoccupata dalla recessione. I vincitori italiani del concorso europeo potranno assentarsi per motivi di famiglia, partite del campionato di calcio, compleanni, scappatelle extraconiugali, varie ed eventuali dal momento che gli assenti hanno sempre ragione. Ignari di ogni idioma continentale che non siano il napoletano, il lombardo-veneto e il tosco-emiliano, potrebbero annoiarsi nelle ore di lavoro, ma Strasburgo offre molte attrazioni, dal Bugatti Bar al Salon de thé Suzel, al vino Riesling prodotto sul posto e alle cicogne del Museo zoologico, l´uccello portafortuna dell´Alsazia di cui Strasburgo è aggraziato capoluogo. Per un posto europeo concorrono a Napoli noti esemplari della fame nel mondo alla ricerca di una sistemazione che risolva i loro problemi di sopravvivenza, lontano da questa valle di lacrime e di buche. Si distinguono per lo sguardo perso nel vuoto, il vuoto delle idee e l´idea di Strasburgo, città dei 31.748 euro al mese che li ripagherà di una vita di mattarellum e porcellum in questo Paese in cui ogni scarrafone di legge elettorale è bello a mamma sua ed è tutto una questione di casta straccia. Turatevi il naso, la storia è sempre la stessa in una nazione consenziente e fessa. (Mimmo Carratelli da la Repubblica Napoli)
sabato 2 maggio 2009
Salvatore Vozza, dopo la Provincia la corsa per l’Europa
Sfida tra sindaci: in campo oltre al primo cittadini di Castellammare anche quello di Agerola Castellammare di Stabia - Al via la sfida tra i sindaci della provincia alle elezioni di giugno per l’europarlamento: alla candidatura del primo cittadino stabiese Salvatore Vozza tra le fila di Sinistra e Libertà si contrappone quella del sindaco di Agerola e deputato Michele Pisacane. Al termine della breve ma intensa campagna elettorale per le primarie della coalizione di centrosinistra, che hanno indicato in Luigi Nicolais il candidato alla presidenza della provincia, il sindaco Vozza si prepara alla tornata di giugno, per il rinnovo dei deputati al parlamento europeo, candidato in Sinistra e Libertà nella circoscrizione Italia Meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria). In lista dopo il governatore della Puglia Nichi Vendola, l’ex assessore regionale Marco Di Lello e il presidente uscente della provincia Dino Di Palma, Vozza rappresenta il primo stabiese candidato all’europarlamento inserito tra i papabili a un seggio a Strasburgo. Una posizione rafforzata dall’annuncio delle scorse settimane del governatore Vendola di rinunciare alla carica in caso di elezione. In questo caso, sul nome di Vozza andrebbero a confluire tutte le preferenze di Sinistra Democratica e degli ex di Rifondazione, mentre Di Lello e Di Palma, gli altri papabili in lizza correranno sostenuti soltanto dai rispettivi partiti, Socialisti e Verdi. Quindi, oltre alla competizione interna, tutti i candidati di Sinistra e Libertà avranno il compito di portare la lista al superamento dello sbarramento del 4 per cento delle preferenze affinché possano avere accesso all’europarlamento. Intanto, in attesa della presentazione ufficiale della sua candidatura, in città i sostenitori del sindaco già si preparano alla competizione elettorale. «Queste elezioni rappresentano un banco di prova per la sinistra – spiega Mariella Parmendola, assessore della giunta Vozza in quota a Sinistra e Libertà – puntando sulle nostre esperienze migliori del territorio. La candidatura del sindaco Vozza alle europee rappresenta un’importante opportunità per il Mezzogiorno, ma soprattutto per i cittadini del comprensorio e della Campania. In Europa si gestiscono i fondi per lo sviluppo delle grandi aree, e la presenza nell’europarlamento di uno stabiese potrebbe certamente sostenere l’attenzione verso il nostro territorio». Dai monti Lattari, invece, a scendere in campo è Michele Pisacane, sindaco di Agerola e deputato tra le fila dell’Udc. «Le elezioni europee sono l’ultimo strumento rimasto che consente ai cittadini di esprimere direttamente la preferenza – sottolinea Pisacane –, lasciando che i territori tornino a riappropriarsi della politica». Il parlamentare agerolese scende in campo con la lista guidata dall’ex premier Ciriaco De Mita e avrà il compito di raccogliere le adesioni dei moderati della provincia. (Ciro Saccardi il Mattino)
Scelgodemocratico
Tempo di candidature e di scelte. Questa volta saranno gli elettori a decidere chi mandare in Europa e questo non sarà sicuramente facile, considerato che molti nomi presenti nelle liste sono scarsamente conosciuti. Per aiutare gli elettori democratici ad orientarsi è nato da pochi giorni il sito http://www.scelgodemocratico.eu/ dove sono elencati – divisi per circoscrizione – tutti i candidati del Partito Democratico. Per ognuno di essi c’è un profilo personale ed una serie di domande alle quali i candidati sono stati invitati a rispondere. Ma la caratteristica dell’iniziativa non è solo conoscitiva, in quanto sul sito si svolgeranno delle vere e proprie “primarie on line” per scegliere, per ogni circoscrizione, un candidato del PD da sostenere da parte del Comitato elettorale “Votiamo in Europa il PD che vogliamo”. Una campagna elettorale “aggiuntiva” per i singoli candidati che vinceranno queste primarie virtuali e che si affiancherà a quella generale per il Partito Democratico.
De Castro spara a zero sul PD
Bossa: “Il capolista De Castro, invece di attaccare Veltroni, presenti le sue idee per il Sud” Paolo De Castro capolista PD - al Sud - per le europee, spara a zero contro Walter Veltroni. A incrinare la già fragile tregua all’interno del Pd è stato proprio Massimo D’Alema, che ha spiegato che le alleanze non devono essere rinviate al 2012, come Dario Franceschini aveva indicato, ma affrontate subito al congresso. Non solo. D’Alema ha detto un no secco all’asse con Antonio Di Pietro. Proprio dall’intesa con l’ex pm parte l’analisi consegnata da De Castro: "Con Di Pietro c'è stata la tecnica che si usava in Vietnam, Veltroni ha eliminato ogni forma di alleanza all'esterno ed inserito il tumore all'interno, il massimo per poter distruggere il partito, eravamo sulla buona strada"."Io ero fra quelli, molti, favorevoli ad un'alleanza con Di Pietro, ma non incorporandolo e sono rimasto di questo parere. Con queste sue uscite violente sempre sopra le righe, che non appartengono ad una forza riformista, moderna e che lavora sui contenuti per risolvere i problemi, vorrebbe fare la campagna elettorale addosso a Berlusconi, ma Berlusconi è abile, non sarà Di Pietro che lo smonterà". Parole che provocano reazioni immediate. Dura Luisa Bossa deputato PD. “Mentre altri erano impegnati in giochi correntizi, Veltroni, con generosità ha raccolto i cocci di un centrosinistra lacerato e, in pochi mesi, ha portato il Pd al 34 %”. “Trovo stupefacente – continua Bossa – che De Castro cominci la sua campagna elettorale attaccando Veltroni. Sarebbe molto più utile che, da capolista del Pd, parlasse delle sue proposte per un Sud dilaniato dalla crisi economica, dalla disoccupazione, dalla criminalità organizzata. Evidentemente il vizio correntizio di dedicarsi più alla lotta interna che alla costruzione delle proposte politiche è duro a morire. A De Castro ricordo che mentre lui era impegnato con la presidenza di Red, Veltroni si dedicava completamente al partito, cercando di costruire sulle macerie di una coalizione litigiosa una proposta politica seria, rigorosa, che desse stabilità e fiducia al Paese, arrivando, con un clima interno tutt’altro che incoraggiante, ad un risultato per il quale oggi molti metterebbero la firma. Mi auguro che a partire da questa campagna elettorale si cominci seriamente a remare tutti nella stessa direzione, lasciando da parte liti e conflitti, dedicandosi seriamente ai problemi del Paese e alla costruzione di un grande partito”.
martedì 28 aprile 2009
Basta euroveline …
Basta con letterine, veline e attricette. "Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi, le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse". Parole come pietre, firmate da Sofia Ventura sul magazine della fondazione FareFuturo vicina al Presidente della Camera. Il giudizio di Farefuturo è duro. Si parla di "una pratica di cooptazione di giovani signore con un background che difficilmente può giustificare la loro presenza in un'assemblea elettiva come la Camera dei deputati o anche in ruoli di maggiore responsabilità". Insomma An non sembra gradire l’ipotesi delle eurocandidate che provengono dal mondo dello spettacolo di cui si è parlato nei giorni scorsi nel Pdl. “Assistiamo” si legge nell’articolo di Farefuturo, “ad una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento. Questo uso strumentale del corpo femminile, al quale naturalmente le protagoniste si prestano con estrema disinvoltura, denota uno scarso rispetto da un lato per quanti, uomini e donne, hanno conquistato uno spazio con le proprie capacità e il proprio lavoro, dall’altro per le istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima”. Il Presidente della Camera con una sua dichiarazione precisa: “Il Web Magazine della Fondazione FareFuturo non ha certo necessità di concordare con me ogni suo quotidiano intervento”. Una mezza bacchettata quella di Fini, che però nel concludere il suo comunicato non scomunica del tutto l’editoriale della sua fondazione parlando di “valutazioni comprensibili, ma eccessive”.Europee, letteronze e la figlia di Bertolaso
domenica 26 aprile 2009
La candidatura di Pomicino spacca il centrodestra
«L´indicazione univoca per la candidatura di Paolo Cirino Pomicino non è permutabile». Con linguaggio fra il matematico e il commerciale, i partiti minori del Pdl dicono chiaramente che non sono soddisfatti di come si stanno mettendo le candidature europee. La rivolta pro-Pomicino viene firmata in primis dal suo partito, la Nuova Dc del ministro Gianfranco Rotondi, ma anche dal Psi di Stefano Caldoro, da Alessandra Mussolini, Mario Baccini e Sergio De Gregorio. È comunque un fine settimana di angoscia per molti, non solo per Pomicino, specie dalle parti di Forza Italia. Dal lato An c´è più tranquillità: tre caselle da coprire, una dalla Campania. Fra gli ex azzurri invece c´è da risolvere il conflitto fra la caccia alle giovani neodeputate, che Berlusconi persegue con tenacia, e le necessità del personale più politico. Nel book berlusconiano figurano ben tre volti televisivi, Barbara Matera, Susanna Petrone e Angela Sozio. Un po´ troppe, visto che la componente Forza Italia dovrebbe esprimere sei indicazioni, Mastella compreso. Quest´ultimo attende, come tutti. Come l´altro uscente Dino Patriciello. Come l´Irpinia, dove a trepidare sono in due, l´uscente Giuseppe Gargani e Antonia Ruggiero, che da tempo attende una candidatura di prestigio. Per la scelta c´è tempo fino al 28 aprile, la prima metà della prossima settimana sarà rovente. (Roberto Fuccillo da la Repubblica Napoli)Mariolina Sattanino: “Qui a Bruxelles serve esperienza, Gargani e Pittella tra i migliori”
sabato 25 aprile 2009
Luigi contro Luigi ...
La Iervolino riflette sull´accordo tra De Mita e Pdl: «Provo un dolore profondo nel vederlo in una compagnia non degna di lui». E Nicolais da Repubblica lancia il suo primo vero attacco a Luigi Cesaro. «Con tanti operai in cassa integrazione e tante persone senza lavoro, spende 4 o 5 milioni di euro per la sua campagna elettorale. Uno sfregio alla povertà. Io mi rifiuto». Nicolais spiega che non spenderà più di 250mila euro. Fa i conti in tasca al rivale. «Per 320 manifesti ho speso 60mila euro. Considerando che per ogni mio manifesto, in giro se ne vedono 50 di Cesaro, fatevi due calcoli. Non terrò cene elettorali. Accetto solo donazioni spontanee. Io sono rimasto uguale a quand´ero docente universitario. Ho gli stessi vestiti d´allora, la stessa macchina d´allora e ogni tanto dico pure qualche parola in dialetto». Sorride e ammicca: «Ogni tanto…». Sul Corriere del Mezzogiorno la senatrice Teresa Armato regista della candidatura di Rosaria Capacchione, la vera novità delle Europee democratiche, non ha granché apprezzato l’uscita della collega Paola Concia che ieri in un articolo del Corsera definisce la giornalista del Mattino «pupilla» del segretario, per questo al secondo posto, mortificando l’uscente Graziella Pagano. Nel momento in cui sono necessarie l’unità e la solidarietà proprio non capisco la polemica vuota e strumentale di Paola Concia — spiega la senatrice —. Mi viene una battuta, ma quest’intervento è finalizzato solo ad un remake del film Eva contro Eva? Che tristezza».
venerdì 24 aprile 2009
Cozzolino dice sì, però ...
I Piddini e i bassoliniani possono tirare un sospiro di sollievo, l´assessore regionale Andrea Cozzolino ha sciolto la riserva sulla sua candidatura: «Le diverse sollecitazioni che mi sono giunte in queste ore mi spingono a dare una risposta positiva alla richiesta fattami dal Pd». Adesso, però, sorge un altro problema. Lascerà Palazzo Santa Lucia anche se non esiste regola, norma o codice etico che lo imponga? Il Corriere del Mezzogiorno si chiede come la metterà il Governatore? Bassolino in passato ha chiesto e ottenuto da D’Amelio, Armato e Di Lello che lasciassero gli incarichi di governo per candidarsi. E quando ha liquidato Montemarano ha detto: «Così togliamo la Sanità dal voto». «C'è da sperare – commenta Marco Demarco - che la notizia sopra pubblicata venga oggi smentita dalle dimissioni di Andrea Cozzolino. In caso contrario, non ci troveremmo di fronte al primo caso di assessore regionale senza portafoglio, bensì all’ennesimo caso di assessore senza pudore.»
Udc, Testa e Pisacane in lizza per Strasburgo
Anche i deputati campani Michele Pisacane (foto) e Nunzio Testa, quest’ultimo segretario napoletano del partito, correranno per le Europee nella lista dell’Udc della circoscrizione meridionale, capeggiata da Ciriaco De Mita. La decisione è della segreteria nazionale, che in queste ore sta definendo gli ultimi dettagli delle candidature prima di ufficializzare gli elenchi. Il capolista De Mita, a quanto emerge, sarà l’unico candidato dell’avellinese; in lista dovrebbero trovare posto anche Luigi Nocera, ex assessore Udeur, per l’area di Salerno, e inoltre Gennaro Santamaria, segretario provinciale a Benevento. Particolarmente soddisfatto è Nunzio Testa: «Il partito - racconta - ci ha chiamato per questa elezione a rappresentare i moderati e noi da buoni soldati lavoriamo per il partito. È una battaglia che va sostenuta con tutte le forze. Chiamiamo a raccolta gli amici vecchi e nuovi. Abbiamo maggiore visibilità a Napoli e in provincia. E cercheremo di sfruttarla». Testa spiega perché è fiducioso in un buon risultato: «Il centro moderato è la maggiore attrazione e poi alla fusione a freddo fatta a sinistra segue quella del Pdl il cui collante è il potere». (Il Mattino)Lonardo «riscopre» l’alleato De Mita «Grande mente, spero di incontrarlo»
giovedì 23 aprile 2009
Sergio Staino candidato con Sinistra e Liberta’
Bobo e Bibi si guardarono negli occhi con un’espressione visibilmente soddisfatta. “Bravo!”, dissero poi all’unisono. Quel “bravo” era rivolto al nuovo segretario del loro partito, Franceschini, che, con grande coraggio, aveva affermato la sua sostanziale non belligeranza nei confronti dell’uso del preservativo. Ma il tutto durò una frazione di secondo, finendo immancabilmente in un lungo e preoccupante silenzio. Toccò a Bobo romperlo: “Ma noi”, disse con tono mestamente retorico, “non eravamo partiti, tanti anni fa, da Wilhelm Reich?” Dalla totale, splendida e utopica libertà sessuale erano giunti, dopo alcuni decenni, a gioire perché il loro partito non seguiva il Pontefice sulla strada della criminalizzazione dei metodi di contraccezione. “C’è qualcosa che non va”, concluse Bibi. Anch’io, come i miei personaggi, penso da tempo che ci sia qualcosa che non va, che quell’idea che abbiamo chiamato Partito Democratico si sia arenata su una strada sempre più confusa e contorta. I motivi probabilmente sono molti, ma quello che oggi mi sembra il più importante è la concreta impossibilità di tener fede a quel presupposto che stava alla base dell’intera proposta: lasciare fuori dall’elaborazione politica del Partito le diverse concezioni filosofiche, marxista e cattolica, che caratterizzavano i gruppi proponenti la fusione, in quell’attitudine politica che abbiamo visto concretizzarsi praticamente una sola volta, nello splendido lavoro fatto da Rosy Bindi e Barbara Pollastrini sui “Dico”, e che poi abbiamo visto dissolversi al vento senza alcuna possibilità di recupero… CONTINUA
Le donne del Presidente
"Alcune di voi saranno candidate": così il premier Silvio Berlusconi si è rivolto alle partecipanti al corso di formazione politica organizzato nella sede del Pdl di via dell'Umiltà per la campagna elettorale delle europee. Tra la trentina di aspiranti eurodeputate anche Angela Sozio (foto), ex concorrente del Grande fratello 3, le attrici Camilla Ferranti, Eleonora Gaggioli e Barbara Matera, annunciatrice televisiva. Ad aspirare a un incarico politico ci sarebbero anche tre napoletane e un'irpina. Prima di tutto Emanuela Romano, presidente di lungo corso dell'associazione «Silvio ci manchi» e da sempre supporter sfegatata del premier, apparsa in diverse occasioni al suo fianco nelle apparizioni pubbliche e convention di Berlusconi. Capelli neri lisci e lunghi, bellezza mediterranea partenopea come quella delle gemelle Eleonora e Imma De Vivo, un passato in televisione all'Isola dei famosi e ammiccanti scatti fotografici per Eva Tremila. A chiudere le fila delle aspiranti campane all'euro-parlamento, l'irpina Antonia Ruggiero, avellinese e unica ad avere nonostante un fascino indiscutibile anche una lunga militanza politica alle spalle, nella Nuova Dc.Assenti illustri e vecchie glorie
mercoledì 22 aprile 2009
Europee, scoppia il caso De Castro al Sud
Mugugni tra i Bassoliniani Il segretario del Pd, Dario Franceschini, ha illustrato alla direzione del partito le liste dei 72 candidati alle elezioni Europee. Paolo De Castro è stato indicato come capolista nel Collegio Sud. La nomination del senatore brindisino sarebbe stata voluta da Michele Emiliano. Il sindaco aveva più volte sottolineato la necessità che la Puglia dovesse essere rappresentata al massimo livello nella competizione per Strasburgo anche e soprattutto perché è l´unica area del Meridione in cui il centrosinistra può vantare successi. De Castro, professore universitario, è considerato molto vicino all´ex premier Romano Prodi, ma anche ad un altro ex premier: Massimo D´Alema. Lo stesso D´Alema avrebbe avuto un ruolo determinante per l´indicazione della testa di serie, dopo la decisione dell´ex ministro degli Esteri di non partecipare come cinque anni fa alla gara. Ma in Campania è subito polemica, con un secco «no» alla candidatura di De Castro come capolista arriva proprio dal Pd provinciale di Avellino. «Il Pd - afferma in una nota il segretario provinciale del Franco Vittoria - è nato per superare le identità e costruire il partito delle nuove generazioni. A tal proposito con tutta la stima che si deve al professor De Castro, credo che in questo momento il Mezzogiorno e le questioni del Mezzogiorno meritino una personalità del Sud e non si capisce francamente dopo la non validità di candidare leader riconosciuti, presenze che oggettivamente pongono una miriade di interrogativi». Secondo l'agenzia Il Velino, in lista dopo De Castro, seguirebbero la giornalista anticamorra Rosaria Capacchione, gli uscenti Gianni Pittella, Graziella Pagano, Andrea Losco, l'assessore regionale calabrese Liliana Frascà e il dalemiano doc pugliese Enzo Lavarra. Dopo questi sette, l'elenco verrà completato in ordine alfabetico. Ciò riguarda quindi Angelo Montemarano, Andrea Cozzolino e Pasquale Sommese (diciassettesimo). Cozzolino, stando a indiscrezioni raccolte in queste ore, starebbe meditando la rinuncia: non ci sarebbero le condizioni per essere eletto.
lunedì 20 aprile 2009
Lite Di Pietro – Franceschini
«Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, candidandosi alle europee nonostante l'incompatibilità, tradisce i suoi elettori»: è questo l'attacco portato oggi dal segretario del Pd, Dario Franceschini, al leader dell'Italia dei valori. «Il Pd - dice Franceschini - deciderà le candidature con criteri di serietà, mandando a Bruxelles soltanto persone che resteranno fino alla fine della legislatura per svolgere il loro lavoro nell'interesse del Paese, e non imbrogliando gli elettori per dimettersi un minuto dopo essere stati eletti. Gli italiani sono stanchi di politici che dicono cose e nei comportamenti fanno l'opposto. Non mi riferisco solo a Berlusconi. Purtroppo mi riferisco anche a Di Pietro, che per i suoi elettori è diventato simbolo di legalità e intransigenza e che in Europa fa la stessa cosa che fa Berlusconi, candidandosi a un posto dove non potrà stare neanche un minuto perché c'è l'incompatibilità. E così facendo, tradisce i suoi elettori».Dal Gabbiano all'Italia dei Malori tutti in corsa per un posto in Europa
domenica 19 aprile 2009
Per le Europee spunta Martusciello
Tanti nomi, pochi posti. Il Pdl è al lavoro senza sosta per mettere a punto la lista dei candidati alle Europee (su cui viene mantenuto il massimo riserbo) e non mancano le difficoltà: accanto al capolista Silvio Berlusconi sono praticamente certi gli impegni del leader dell’Udeur Clemente Mastella e dell’ex ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino. Fuori discussione anche la riconferma degli uscenti tra cui figurano Giuseppe Gargani, Riccardo Ventre, Aldo Patriciello e Salvatore Tatarella, fratello dello scomparso Giuseppe. Restano, dunque, poche caselle da riempire: negli ambienti azzurri si parla di una possibile investitura per Walter Lavitola, direttore ed editore de «L’Avanti», primo dei non eletti alle scorse Europee. Non si esclude, poi, il ritorno di Antonio Martusciello, ex viceministro all’Ambiente rimasto fuori dai giochi alle ultime Politiche. Stesso discorso vale per il notaio Giancarlo Laurini, già deputato nella precedente legislatura. In quota An, invece, il consigliere regionale Enzo Rivellini e il consigliere comunale Luciano Schifone potrebbero contendersi un posto in lista. Un discorso a parte va fatto per le donne: in base alle quote rosa dovranno essere almeno sei e tra queste potrebbe riprovarci Anna La Rana. Altre indicazioni verranno in tutta probabilità dalla società civile e dal mondo imprenditoriale. Grande soddisfazione, intanto, viene espressa dai vertici del Pdl per l’intesa raggiunta con l’Udc. «È un’alleanza strategica non solo per le scadenze elettorali di giugno, ma anche in vista delle prossime Regionali» dice Mario Landolfi, vicecoordinatore del partito di Berlusconi in Campania intervenuto ieri - insieme con il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, il deputato Stefano Caldoro e il senatore Sergio Vetrella - a un convegno sull’innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione. «La scelta dell’Udc - spiega Caldoro - è perfettamente in linea con il percorso intrapreso da Casini in questa regione, da quindici anni all’opposizione». Cesaro, dal canto suo, osserva che «un buon 50 per cento delle amministrazioni comunali della nostra provincia è attualmente governato da giunte formate da Pdl e Udc. L’intesa di questi giorni va nel solco della continuità». Quindi il parlamentare, accogliendo la proposta di Landolfi, annuncia l’intenzione di istituire un assessorato ad hoc da affidare a un tecnico: «Mi impegnerò per ridare alla Provincia una vincente civiltà digitale. Sul fronte dell’innovazione tecnologica registriamo ancora pesanti ritardi». (ger.aus. ha collaborato Enrica Procaccino il Mattino)
Europee, chi sale e chi scende
Nell’Udc sale e scende in poche ore la candidatura di Vittorio Sgarbi per le europee, al fianco delle scelte già note di Gianni Rivera e Magdi Cristiano Allam. Era stato lo stesso ex parlamentare di Fi a lasciare intendere che i giochi fossero fatti, spiegando i motivi di una sua scelta a favore del centro definito il «luogo della maggioranza degli italiani». Ma dal partito di Casini nel pomeriggio arrivava un colpo di freno: «Nulla di deciso», precisa Antonio Poli, portavoce del partito. Sembra invece in dirittura di arrivo la candidatura di Emanuele Filiberto di Savoia che ieri ha incontrato Casini. In Sicilia spunta l’ipotesi di Silvio Cuffaro, fratello di Totò. Nel PD circoscrizione Sud si brancola nel buio. Smentito il nome di Marco Follini, circolato in giornata, sono ancora in campo quelli di Umberto Ranieri e Paolo De Castro (vicino, quest'ultimo a Massimo D'Alema). Ma non convincono per il ruolo di capolista. In queste ore, perciò, c’è chi tenta di nuovo il pressing sul responsabile per il Mezzogiorno del partito, Sergio D'Antoni. Sergio Cofferati per il Nord Ovest e quasi certa la candidatura di Rita Borsellino per le isole. Non è stata ancora individuata la personalità, possibilmente di cultura laica (si era pensato ad esempio a Stefano Rodotà e Umberto Veronesi), per il Nord Est.
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