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sabato 26 settembre 2009

Amato: "A Vico Equense si è superato ogni limite"

Questa mattina, ore 11, la visita con le onorevoli PD Armato e Incostante al presidio di Ticciano, poi un’interrogazione parlamentare sulla vicenda

«Con un sindaco che arriva alle mani con dei genitori che stanno legittimamente protestando per garantire il diritto allo studio dei propri figli si è davvero superato ogni limite. Quanto avvenuto è intollerabile». Lo afferma in una nota il consigliere regionale del PD Antonio Amato, annunciando per oggi (26 settembre 2009) la sua presenza a Vico insieme ad una delegazione di parlamentari del PD composta dalle Onorevoli Teresa Armato e Maria Fortuna Incostante. «Stiamo preparando la documentazione per un’interpellanza parlamentare per chiedere al Ministro Gelmini di chiarire l’episodio in aula. Inoltre si chiederà il pieno rispetto della sentenza del TAR che blocca la chiusura dei plessi scolastici e il conseguente trasferimento degli alunni. Oltre alla piena solidarietà ai genitori che con enormi sacrifici continuano a presidiare le scuole perché non vengano portate via le suppellettili, in tutte le sedi attiveremo gli strumenti necessari per garantire che a quei bambini ed ai loro genitori siano garantiti pieni diritti». «Pur comprendendo tensioni e nervosismo» continua Amato «è assolutamente ingiustificabile che il rappresentante istituzionale di una comunità perda il controllo ed il dovuto rispetto dei suoi cittadini giungendo addirittura ad uno scontro fisico. D’altro canto, la vicenda della chiusura di queste scuole continua ad essere avvolta dal più profondo mistero con una decisione della giunta che sembra volta a tutelare interessi non assimilabili a quelli della propria comunità, senza tener conto delle legittime esigenze di centinaia di bambini e dei loro genitori. «Mi chiedo infine» conclude Amato «se il Presidente della Giunta Provinciale Cesaro, che pure sulla vicenda aveva assunto pubblicamente una posizione apprezzabile, sia intenzionato ed in che modo a dare seguito alle sue parole. Di certo noi saremo concretamente al fianco dei genitori e dei bambini delle scuole di Vico».

venerdì 4 settembre 2009

Amato: finanziamenti per i voti al congresso? Regione chiarisca

Regione Campania - “Mi stanno arrivando denunce di pressioni da parte di vari settori da Santa Lucia in vista del congresso del Pd: mi auguro che ciò non corrisponda al vero, si facci chiarezza al più presto”. A lanciare l’allarme al Velino è Antonio Amato, consigliere regionale Pd di area Franceschini-Impegno. Amato, il clima di queste primarie in Campania sembra avvelenato. “Purtroppo c’è chi utilizza il potere concessogli anche grazie ai nostri voti per fini congressuali e riposizionamenti nel partito, secondo le voci insistenti che mi arrivano dai territori”. A che cosa e soprattutto a chi si riferisce in particolare? “Mi raccontano che da settori di Santa Lucia chiamano sindaci e presidenti di Municipalità per promettere contributi pubblici. Io non ci voglio credere, non ci posso credere. E nomi preferiscono non farne per non personalizzare la vicenda. A questo punto i tre candidati al regionale sanciscano un patto comune di ripudio delle pressioni di vario tipo per affrontare una campagna civile, per allontanare i sospetti e soprattutto per parlare di temi concreti”. Il dibattito è stato incentrato finora su Bassolino sì, Bassolino no. “Il futuro del Partito democratico non si esaurisce nelle scelte del governatore e di chi lo sostiene o lo osteggia. Ora Bassolino ha chiarito che non si candida al Comune, quindi affrontiamo la campagna congressuale sui temi: torniamo a parlare di lavoro, di progetti per lo sviluppo, considerando che la priorità è evitare che i nostri talenti lascino la nostra regione e il Mezzogiorno...”. Ma lei è stato assessore con Bassolino al Comune. “Onorato di esserlo stato, ma mi sono guadagnato tutto da solo e in salita”. Perché vota Franceschini? “Incarna un partito nuovo. Ho scelto il Pd, anche se sono geloso della mia storia. A quelli che dicono Bersani ha una storia, rispondo che allora era meglio restare Ds. Tornare indietro è assurdo. C’è sfiducia nei confronti della politica, non bisogna guardare solo ai diritti degli iscritti ma anche fuori, rivolgersi a tutta la società". De Luca sarebbe un buon candidato alla Regione? “Sarebbe un ottimo candidato, ma non stiamo discutendo di questo. Serve un confronto civile sulla Campania: chi la pensa diversamente non deve essere additato come nemico. Chi vuole continuare la stagione delle guerre fratricide combatte per la sconfitta del Pd, noi abbiamo bisogno di un confronto civile nel rispetto delle differenze. Il Partito democratico nasce con una vocazione di apertura alle istanze territoriali sancite dallo strumento delle primarie. La vera battaglia, per i prossimi congressi, allora, sta nel coinvolgere i cittadini nelle scelte del futuro di questo partito, ben al di là dei singoli dirigenti e degli iscritti, ma sulla valenza delle mozioni politiche presentate per il bene dell’Italia e della Campania. Sostenere Franceschini come segretario nazionale e Impegno in Campania non vuol dire schierarsi contro qualcuno, quanto, piuttosto, lavorare per una nuova fase del Pd, capace di andare al di là dei personalismi, delle distinzioni tra ex Ds e ex Margherita e dell’appiattimento sui rappresentanti istituzionali”. (Carlo Porcaro il Velino Campania)

venerdì 10 ottobre 2008

A far cosa?

Regione Campania - E sul «caso Sanità» l'assessore regionale al Turismo Claudio Velardi, vagamente ironico, scrive sul suo blog. «Ieri sera abbiamo discusso in giunta della Sanità. Molte e positive le decisioni prese. D’Antonio si occuperà dei conti della sanità. Giusto si occuperà dei contenuti della sanità. Valiante e Bassolino delle nomine della Sanità. Montemarano resta assessore». Resta assessore. Ci si chiede: a far cosa? visto che sembra tutto delegato - nomine. contenuti, conti - ai «numi tutelari» D'Antonio, Valiante, Bassolino e Giusto?

La denuncia del Consigliere Regionale Pd Antonio Amato per il diritto alla salute dei lavoratori a rischio amianto

giovedì 24 luglio 2008

Pd, creare un partito e non una federazione

Caro direttore, in questi giorni di fine luglio a Napoli, come anche Repubblica ha riportato, si sono svolti incontri e seminari sul Partito democratico, sul profilo, la natura e la funzione che il partito deve avere e contemporaneamente, dopo il congresso provinciale, il nuovo esecutivo ha aperto il cantiere che porterà a settembre alla nascita dei circoli territoriali e all´adesione di tantissimi iscritti, quelli che, con passione e fiducia, parteciparono alle primarie. È una vivacità che ovviamente fa solo bene al Pd, che testimonia soprattutto quanto non sia vero che nella nostra realtà ci sia stato e ci sia solo uno scontro tra ceti politici e tra oligarchie sulla gestione e conservazione del potere. È questa una lettura che non mi convince e che fa torto a un gruppo dirigente che faticosamente e responsabilmente ha iniziato una severa autocritica, ha ricominciato ad ascoltare le voci dei territori e le richieste di discontinuità con i quindici anni di governo di centrosinistra e con un modo di intendere la politica e i partiti schiacciati sul livello istituzionale e amministrativo. È vero, la sconfitta elettorale ci dice innanzitutto che occorre ricominciare a pensare un progetto politico e culturale alternativo al centrodestra. È su questo terreno, sulla costruzione di un progetto credibile e di un´identità riconoscibile che abbiamo perso le elezioni. Berlusconi, da tempo, riesce a interpretare e rappresentare i cambiamenti della società italiana, offrendo risposte sbagliate ma concrete ai cittadini, anche a chi è più attirato dalle sirene dell´antipolitica, riuscendo in qualche modo pure ad arginare il consenso nei confronti della magistratura. Noi non abbiamo saputo più leggere ciò che accadeva nelle nostre città, abbiamo perso relazioni, rapporti con il territorio. Le nostre sezioni, penso a quelle dei Ds, partito dal quale provengo, hanno smesso di esser punto di riferimento nei quartieri e non hanno svolto più la funzione di rappresentanza dei bisogni e dei diritti dei cittadini. Ora con la costruzione del Pd nelle città abbiamo un´occasione che non possiamo sciupare. Continuare a ragionare in base a vecchi schemi correntizi, senza vedere e interpretare le domande di cambiamento che ci sono nella società napoletana, questo sì sarebbe un errore da oligarchi. C´è bisogno di aprire con coraggio una nuova fase politica nel Pd e fuori del Pd. C´è bisogno di aria nuova, di iniziare una nuova storia, davvero unitaria e plurale nel partito, aperta alle sollecitazioni esterne, dove chi esprime opinioni diverse non venga additato come un nemico o un traditore. Non basta dire torniamo sui territori. Per fare che cosa, su quale progetto, per rappresentare quali interessi? Sono domande ineludibili che rimandano all´esigenza di aprire un grande dibattito nel partito sulla nostra identità, su come vogliamo fare l´opposizione nel paese, su quali scelte programmatiche nette, e quindi con quali alleati, intendiamo ricandidarci al governo della regione. Questo non lo si può fare proponendo un modello di partito dove da una parte ci sono gli ex Ds e dall´altra gli ex Margherita. Per fare ciò bastava la federazione. È necessario, invece, uno sforzo per mescolare sui territori le culture sociali e popolari presenti nel dna di tanti ex militanti cattolici e di sinistra. E occorre declinare e dare sostanza alle parole popolari e di massa. Per fare ciò dobbiamo ripartire dalle periferie, dal basso per costruire il progetto alternativo al berlusconismo.A settembre ci attende la campagna di radicamento del partito. Evitiamo che avvenga nel chiuso delle stanze, con vecchi riti e divisioni di partito. Apriamo una campagna d´ascolto, innanzitutto tra noi, e iniziamo a costruire le fondamenta del nuovo Pd.
(Antonio Amato consigliere regionale Pd da la Repubblica Napoli)

Sommese: «Red non sia una lobby. Quasi un raduno di ex ds»
Napolionline - la citta vista da dentro - giovedì 24 luglio 2008

giovedì 17 luglio 2008

Sena conferma le dimissioni: «Nel Pd tratti di stalinismo»

Regione Campania - Il capogruppo dimissionario del Pd in consiglio regionale, Mario Sena, non ha alcuna intenzione di ripensarci. Sarà Antonio Amato (foto), ex capogruppo dei Ds prima della nascita del Pd, a gestire questa fase di transizione fino all'elezione del nuovo responsabile. «La situazione — ha commentato Sena — è confusa. Il partito è letteralmente frammentato. Il mio rapporto storico con De Mita? Non c'entra nulla. È una situazione che finora mi ha solo procurato sofferenza personale. Ma De Mita non lo vedo da tempo». Insomma, Sena fa intendere che se non si fosse dimesso di sua iniziativa (in maniera insolita, affidando la comunicazione ad un sms, prima di protocollare ufficialmente le dimissioni nelle mani del segretario del gruppo) sarebbe stato travolto dalla polverizzazione delle posizioni politiche nell'ambito del Pd in consiglio regionale. «I partiti minori — aggiunge — votano con il Pdl e gli stessi colleghi del Pd fanno ciò che vogliono. Lo hanno dimostrato votando contro le mie indicazioni. Sì, tanti amici mi hanno manifestato solidarietà. Ma lo stalinismo strisciante che sopravvive a sinistra rende tutto molto difficile. Non c'è la giusta serenità». Secondo Francesco D'Ercole, leader del Pdl, «ad inasprire i rapporti fra i consiglieri Pd ed il loro capogruppo ha contribuito anche la recente vicenda del consiglio provinciale di Avellino, dove gli 8 consiglieri demitiani si sono uniti a quelli del centrodestra e costretto alle dimissioni il presidente Alberta De Simone». Commenta più disinvolto il conmsigliere del Pd, Felice Iossa: «Comprendo — dice— tutta la vicenda umana di Sena, ma il capogruppo del Pd ha un compito di assoluta responsabilità perché o ha l'unanimità dei consensi o non riesce a fare il capogruppo e quindi penso che nella riunione di domani con il segretario regionale Tino Iannuzzi, dobbiamo affrontare con molta serenità la questione perché penso che oltre a definire il nuovo capogruppo dobbiamo fissare le priorità sulle leggi da licenziare in Consiglio». (A. A. da il Corriere del Mezzogiorno)

E Velardi, via blog, ringrazia il Cavaliere
Napolionline - la citta vista da dentro - giovedì 17 luglio 2008

giovedì 15 maggio 2008

«Tutto questo per quattro nomine di...»

Regione Campania - Il presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo ha presentato un pacchetto di dodici nomine per altrettanti enti regionali. Apriti cielo, la bufera per le nomine soffia soprattutto tra le fila del Partito democratico. Tanto che in aula è andato in scena un vivace battibecco tra Sena e il collega di partito Antonio Amato (foto). Quest’ultimo che si è rivolto in modo polemico al suo capogruppo esclamando: «Tutto questo per quattro nomine di...». Altri malumori nel Pd con Anzalone e Iossa che hanno manifestato l’intenzione di abbandonare i lavori. Perciò, seduta sospesa e conferenza dei capigruppo convocata da Sena e presto abbandonata da An per protesta mentre era ancora in corso. «Ho soltanto usato i poteri previsti dalla legge in maniera del tutto corretta. Fare queste nomine - ha replicato Sandra Lonardo - era un atto dovuto dopo che gli stessi enti le avevano più volte sollecitate con documenti scritti. Andavano fatte, inoltre, per garantire il funzionamento di questi enti dopo che il Consiglio più volte non era riuscito a provvedere».

lunedì 7 aprile 2008

Spari all’orizzonte ...

Giuliano Amato, scrive una lettera a Repubblica, per chiarire la questione della scheda elettorale, ma la sostanza nel ragionamento mi pare contenuta nelle righe finali: “le coalizioni sarebbero più visibili se ci fossero meno simboli”. Ovvero, meno partiti. Più che la forma il Ministro invoca riforme … Poi c’è Umberto Bossi, che ri-tira in ballo i fucili, il che costringerà tutti (perfino il Cavaliere, almeno un pochino) a chiudere rapidamente la discussione. Sul versante Campano il filosofo Biagio De Giovanni dal Corriere del Mezzogiorno analizza le strategie del leader del Pd e del presidente della Regione.

mercoledì 2 aprile 2008

Cellulari

Nel seggio elettorale non si potrà entrare con il telefonino che scatta le foto. Lo stabilisce un decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Per chi sgarra è prevista la denuncia all'autorità giudiziaria con conseguenti sanzioni detentive e pecuniarie. La norma vuole combattere il cosiddetto voto di scambio documentato dal clic in cabina elettorale. Per carità, lo capisco che il problema c’è, ma non riesco a credere che, per evitare la foto che prova l’avvenuto scambio del voto, milioni di italiani debbano essere trattati come dei potenziali corrotti, e dunque debbano lasciare al Presidente di seggio il proprio cellulare. Peraltro, come si fa ad attuare il provvedimento? Ci sarà qualcuno, nel seggio, che ispeziona gli elettori? Il ministro dell'Interno Giuliano Amato in una conferenza stampa a Palazzo Chigi ha detto che: «Il reato di voto di scambio si consuma attraverso la prova fornita all'esterno del voto dato, e ciò determina un compenso da parte di qualcuno».

Rinvio elezioni

La riammissione della Dc di Giuseppe Pizza, decisa dal Consiglio di Stato, potrebbe comportare un rinvio della data delle elezioni. A dirlo è stato il ministro dell'Interno Giuliano Amato. Il ministro ha spiegato che, dopo il via libera del Consiglio di Stato, “la decisione finale di merito deve essere ancora espressa dal Tar del Lazio”. L'eventuale rinvio del voto, ha precisato, “spetta a chi ha fissato la data delle elezioni, quindi a Governo e Capo dello Stato”. (Ansa)


martedì 4 marzo 2008

La squadra dei valori ...

A Gaetano Amato, regista, attore, autore di molti testi in materia di cinema teatro televisione, è stata offerta una candidatura nella lista di Di Pietro, ma il popolare attore sta ancora valutando. Nato a Castellammare di Stabia nel 1957 si è diplomato all'Isef e laureato in pedagogia. Lo stabiese Nello Di Nardo, sorrentino di adozione, sarà capolista al Senato, mentre Nello Formisano in Campania 1, Amedeo Porfidia Campania 2. In lista ci sarà sicuramente il Sindaco di Casola Alfredo Rosalba, il carottese Francesco Ciampa e il vicano Alberto Di Capua.

sabato 23 febbraio 2008

Amato, Regione sia parte civile se confermata la corruzione

Regione Campania - ''Se il sistema di corruzione ipotizzato dalla Procura fosse confermato, se tutto ciò che abbiamo letto risulterà vero e si celebrerà il processo, la Regione dovrà costituirsi parte civile per i danni economici e di immagine subiti in questa vicenda''. Lo dichiara il consigliere del Pd Antonio Amato, componente l'Ufficio di presidenza del Parlamentino campano. ''Non solo - aggiunge Amato - Nell'immediato sono certamente evidenti e esistono gli estremi per dichiarare nullo o annullabile il contratto in essere per gli immobili di G5, o, comunque, per procedere alla rescissione. D'altronde, già quando ero capogruppo dei Ds, chiedemmo con una lettera alla Presidente Lonardo di rescindere il contratto degli immobili di G5. Una richiesta, quella del gruppo regionale Ds, che non è mai andata a buon fine per il parere tecnico negativo dell'Avvocatura. Ma, per contrastare i fenomeni di corruzione, oltre alla costituzione in parte civile, occorre continuare con la linea scelta in questa legislatura del rigore, della razionalizzazione della spesa e della separazione tra politica e gestione amministrativa. Ricordo, perchè fu una battaglia innanzitutto dei Ds e del consigliere Ciarlo, che nella prima legge finanziaria regionale di questa legislatura abbiamo approvato la separazione dei compiti e delle funzioni politiche e amministrative in base al principio che gli indirizzi, il controllo spettano alla politica, mentre la gestione compete ai funzionari. Su questa linea ci stiamo muovendo e dobbiamo continuare a farlo, ad esempio con il taglio del 30 % delle spese di rappresentanza e con il Bilancio del Consiglio che nei prossimi giorni sarà varato dall'Ufficio di presidenza, per imboccare definitivamente la strada della riduzione della spesa, dei tagli degli sprechi e garantendo qualità e un utilizzo più razionale del personale''.

Conte: «Nel Pd mi accusano ma hanno la coscienza sporca»
Napolionline - la citta vista da dentro - sabato 23 febbraio 2008

domenica 3 febbraio 2008

Comunali 2008: Pronto un decreto

Il ministro dell'Interno Giuliano Amato, se si andrà a elezioni anticipate, è pronto a varare un provvedimento - analogo a quello fatto nel 2005 - per commissariare per un anno oltre 150 comuni al di sopra dei 20 mila abitanti e alcune province i cui sindaci e presidenti - come sarebbe il caso di Walter Veltroni - hanno espresso l'intenzione di candidarsi per il Parlamento. Il provvedimento del 2005 fu emanato per l'accorpamento delle elezioni regionali e amministrative. Al comma due dell'art. 1 del decreto si legge che le dimissioni del sindaco e del presidente di provincia, presentate al consiglio nei due giorni successivi all'entrata in vigore del decreto, sono «irrevocabili e immediatamente efficaci». Il che vuol dire che non bisogna attendere i venti giorni previsti dall'attuale legge prima che le dimissioni siano pienamente effettive con lo scioglimento dei consigli. È probabile che il governo pensi a un provvedimento analogo, che consentirebbe quindi ai sindaci e ai presidenti di dimettersi dopo la data del 4 febbraio, senza che lo scioglimento effettivo dei consigli intervenga dopo il 24 febbraio, che è la data ultima prevista dalla legge perché si possa andare al voto nel Comuni entro giugno. In questo modo si eviterebbe lo slittamento delle elezioni comunali al prossimo anno, con il conseguente lungo commissariamento delle amministrazioni. Il provvedimento d'urgenza che si prospetta oggi all'orizzonte qualora Marini fallisse il suo mandato, potrebbe dunque essere un altro decreto legge o una norma da inserire in Parlamento nel decreto “milleproroghe”. Il Messaggero

giovedì 10 gennaio 2008

Arriva la P(u)lizia

Napoli - Gli atti criminali di questi giorni sono caratterizzati prevalentemente dall'azione di bande teppistiche, che colpiscono in modo non pianificato e senza una strategia complessiva. E' quanto è emerso nel corso del vertice sulla sicurezza convocato al Viminale dal ministro Giuliano Amato. Per contrastare queste azioni sarà quindi intensificata l'attività di squadre di intervento rapido dotate di mezzi agili e in grado di veloci spostamenti". Il ministro Amato ha chiesto di rafforzare al massimo anche l'attività investigativa e di intelligence per individuare i responsabili degli scontri dei giorni scorsi e soprattutto di ieri a Napoli e consegnarli all'autorità giudiziaria. Nel corso del vertice è stato inoltre espresso "pieno sostegno all'attività del commissario straordinario ai rifiuti" Gianni De Gennaro, "evidenziando l'importanza di una stretta sinergia al fine di garantire al meglio la tutela dell'ordine pubblico".

sabato 24 novembre 2007

Coppie, niente di fatto …

Regione Campania - Lo scontro sulle coppie di fatto blocca lo Statuto. A nulla sono valsi i tentativi di mediazione intercorsi nella maggioranza dopo le divisioni emerse la scorsa settimana: l’Udeur non molla e ha ribadito la propria posizione contraria. Un’ipotesi di mediazione è stata individuata rinviando la disciplina a quanto previsto in tema di tutela dei diritti individuali dagli articoli 3, 29 e 30 della Costituzione ma in aula non si è dato seguito all’accordo. Il dato di fatto è che in sei sedute sono stati approvati solo 8 dei 73 articoli dello Statuto. La seduta, convocata per le 12, è slittata alle 16. All’avvio dei lavori, Antonio Amato (Pd) ha proposto l’accantonamento dell’articolo sulle unioni familiari ma An ha chiesto con D’Ercole il ricorso all’appello nominale che, viste le assenze in aula, avrebbe significato la fine anticipata dei lavori. Dinanzi allo stallo, Fernando Errico (Udeur) ha chiesto una pausa di riflessione, una linea emersa già nel corso della riunione del gruppo che ha presentato un proprio subemendamento per abolire le unioni familiari dal testo. Sullo sfondo, ci sarebbero le manovre legate alla scadenza delle nomine che riguardano l’ufficio di presidenza (si va in aula il 28 novembre) anche se Errico tiene a precisare che non c’è alcun collegamento tra la posizione dell’Udeur e l’appuntamento con il rinnovo della carica occupata dal presidente del Consiglio Sandra Lonardo.

mercoledì 14 novembre 2007

Chi è?

Il Consigliere regionale bassoliniano doc, Tonino Amato, ci spiega che: «Per l'elezione del coordinatore provinciale occorre una figura capace di aprire una nuova fase, fuori dagli schemi precostuiti, non riconducibile direttamente alle esperienze di direzione del passato perché non tutti gli uomini e le donne sono adatte per tutte le fasi politiche e perché va dato un segnale di cambiamento vero». Lascia di stucco. E cita tre questioni inderogabili: «Ripartire dal territorio e investire su di esso, selezionando così i dirigenti del partito. Non schiacciare più la politica sulla gestione e soprattutto non ridurre la costruzione del consenso a mera tecnica di gestione del potere. Aprire ai giovani rendendoli protagonisti nella costruzione e direzione del partito». Da qui l'identikit del futuro coordinatore provinciale: non riconducibile direttamente alle esperienze di direzione del passato. E in un colpo solo esclude tra i papabili uomini del calibro dell'assessore regionale Andrea Cozzolino. Ma perché? E soprattutto a chi corrisponde quell'identikit?

«Nel nuovo partito è ora che sbaglino i giovani». Rosita Galdiero chiede spazio ai vecchi leader
Napolionline - la citta vista da dentro - mercoledì 14 novembre 2007

martedì 6 novembre 2007

Nomine in Regione

Problemi in casa ex-Ds, che all’inizio della legislatura contava dieci consiglieri e che ora fa i conti con alcune importanti defezioni: Angelo Brancaccio è approdato all’Udeur; Angelo Giusto ha contribuito a fondare Sinistra Democratica e Ugo Carpinelli più volte si è dichiarato autonomo dal gruppo. Gli incarichi più rilevanti di pertinenza Ds sono stati: il capogruppo (Antonio Amato), l’ufficio di presidenza (Angelo Brancaccio) e le presidenze della commissione Sanità (Angelo Giusto), della commissione Cultura (Luisa Bossa) e dei Revisori dei conti (Michele Caiazzo). Tranne quella del capogruppo, è su queste posizioni che andrà attuata la rotazione prevista ad inizio consiliatura. I consiglieri Ds che finora non hanno coperto incarichi di rilievo sono tre: Pietro Ciarlo (eletto nel listino) e, in ordine di preferenze ottenute alle elezioni, Giuseppe Sarnataro e Giuseppe Russo diventato consigliere dopo la nomina di Andrea Cozzolino ad assessore. Se il consenso elettorale è un parametro per l’assegnazione degli incarichi è possibile fare qualche ipotesi: non è un mistero che Caiazzo aspiri alla presidenza della Commissione Sanità. E a Sarnataro potrebbe andare l’incarico nell’ufficio di presidenza. Resterebbero fuori così Amato e Bossa, per la quale però si parla di una candidatura alla segreteria provinciale del Pd.

martedì 30 ottobre 2007

Pd Campania e l'altra metà del cielo

Veltroni restituisce al Pd l´altra metà del cielo. Il segretario del Partito democratico interviene sul caso delle sette donne elette nell´assemblea nazionale e dimissionarie in Campania (le hanno sostituite altrettanti uomini), e sancisce che a donna debba succedere donna. Un parere, trasmesso al collegio dei garanti e all´Utan, l’ufficio nazionale che si occupa del voto campano, diretto peraltro da un diessino vicino a Veltroni, Nico Stumpo. E che viene dopo un consulto anche con gli estensori del regolamento, primo fra tutti il punto di riferimento del segretario in materia, Stefano Ceccanti. «La norma va intesa facendo le sostituzioni con il primo dei non eletti dello stesso genere del rinunciante»: questa la formula finale con la quale Veltroni sancisce che un uomo non può usufruire del ritiro di una donna che lo precedeva in lista. Pertanto fuori, Antonio Amato, Giuseppe Gambale e Nino Bocchetti.



Intervista

domenica 28 ottobre 2007

La donna che ha lasciato per Amato: «Dovevo lavorare»

Ha riacceso il cellulare nel pomeriggio, appena rientrata a Napoli da Sorrento dove, dirige l'Istituto d'Arte «Grandi». Se non avesse rinunciato in favore del trombato illustre Antonio Amato, capogruppo regionale dei Ds, Clotilde Paisio, responsabile delle donne della Margherita di Napoli avrebbe dovuto partecipare all'assemblea costituente del Pd. «Ma per andarci — spiega — avrei dovuto assentarmi a scuola. E questo non sarebbe stato serio ». È stato serio accettare la candidatura e poi rinunciare?
«Io la candidatura l'ho accettata con piacere anche se ero già relativamente impegnata. Poi, per ragioni di lavoro ho già dovuto saltare alcuni appuntamenti elettorali. E per questo sono stata anche rimproverata»… continua

sabato 27 ottobre 2007

Partito Democratico:sette donne in meno

La truppa campana che sbarca oggi a Milano per l’assemblea nazionale del Pd sarà un pò meno rosa del previsto. Dal quadro degli eletti sono infatti scomparse sette donne, tutte dimissionarie, tutte per far posto a un altro uomo, che ovviamente le seguiva in lista secondo il principio dell’alternanza. Il caso più eclatante è quello di Clotilde Paisio. Rappresentante del movimento femminile della Margherita in città, la Paisio era stata candidata nel collegio di Fuorigrotta, dove però è avvenuto il fattaccio. La lista di "Campania democratica", guidata da Antonio Bassolino, ha ottenuto solo due seggi, che sono andati per l’appunto a Bassolino e Paisio. Era rimasto fuori Tonino Amato, capogruppo regionale dei Ds e in realtà gran portatore di voti in quel collegio. Ieri il caso è scoppiato: sul sito nazionale del Pd, che evidenzia in rosso i nominativi degli eletti, il colore è passato da Paisio a Amato, ovviamente in ragione delle dimissioni della prima. La quale ha addotto motivi professionali (è da poco dirigente scolastica a Sorrento) ma anche politici, rendendo espressamente omaggio al lavoro sul territorio di Amato.

martedì 16 ottobre 2007

La Signora Caccavale batte Bassolino. Fuori Amato, Ranieri, Mosella

Sai l´invidia di Emiddio Novi e Alessandra Mussolini, Antonio Rastrelli e Italo Bocchino. In una sola giornata d´ottobre succede da sinistra quello che per 14 anni non è successo da destra. Alle primarie del Pd arriva una signora di nome Fortuna Caccavale e batte Antonio Bassolino, con 1.750 voti raccolti nelle urne di diciassette seggi a Bagnoli e Fuorigrotta: un paio di sedi Ds, una della Uil, una Fillea, un teatro, un mercatino, un dopolavoro ferroviario e una palestra. E lo chiamavano pure collegio blindato. Uno dei due in tutta la città a non essere mai finito nelle mani del centrodestra, neppure ai tempi di Berlusconi premier. La roccaforte in cui l´Ulivo candidò senza patemi la Iervolino, allora Ppi. Il collegio più ambito pure stavolta, lasciato all´ultima maratona del governatore. Bassolino va sì all´assemblea di Roma, ma come secondo del collegio. La differenza è di 50 voti. Trecento glieli ha portati via Rosy Bindi, con cui s´è schierata sua moglie, la senatrice Annamaria Carloni. Altre 120 schede sono contestate. Ma la donna che ha battuto la lista del governatore, non vuole etichette. «Non conosco Antonio di persona. So che è stato un ottimo sindaco - dice Fortuna Caccavale - una colonna della nostra storia. Tante battaglie del passato le abbiamo fatte insieme, speriamo anche quelle future». Santa Lucia riferisce di un Bassolino soddisfatto per i 2 delegati a testa. Ma il terzo che resta fuori si chiama Antonio Amato, capogruppo Ds in Regione, 24mila preferenze nel 2005. Per festeggiare - la versione ufficiale - il governatore sta a cena coi suoi assessori tra stasera e domani... continua clicca sul titolo

giovedì 6 settembre 2007

Flop per la mobilitazione contro il Paser


A fare la catena umana erano circa 200 persone, parecchi esponenti del centrodestra, nessuno del centrosinistra.
Alla manifestazione hanno, aderito 91 associazioni civiche, ed è stata organizzata contro la politica degli sprechi e per chiedere la sospensione del bando consulenze collegato al piano di sviluppo economico e regionale approntato nel 2007. "E' giusto che i cittadini si riapproprino del monitoraggio delle attività delle istituzioni", ha detto Rossella Paliotto di ' Napoli Punto e a capo ', l'associazione che ha promosso l'iniziativa. Critiche all´ iniziativa, invece, dalla maggioranza. Michele Caiazzo (foto), consigliere regionale ds, bassoliniano, parla di «goffa mobilitazione» e di «flop». Stessi toni dal capogruppo ds, Amato. Per l´assessore regionale Andrea Abbamonte si è trattato di una «manifestazione non riuscita e sbagliata nei contenuti. Si contesta il metodo del bando pubblico e cioè un atto dell´amministrazione volto a selezionare in modo trasparente le competenze».
Un giudizio «sostanzialmente positivo» sul Paser arriva da Confindustria Campania, che lo definisce «un´occasione importante, con all´interno meccanismi che favoriscono la competitività». Questa valutazione, avvertono però gli industriali, «non può esimerci dal continuare a manifestare perplessità rispetto alla più complessiva situazione operativa della Regione».