Sorrento - Paurosa discesa senza precedenti nella movimentazione turistica con impressionanti cali che hanno colpito arrivi e presenze nelle strutture alberghiere sorrentine. Diagramma negativo anche per i complessi extralberghieri con ripercussioni sfavorevoli soprattutto per l´indotto della ristorazione e del commercio. L´analisi del mese di marzo è terrificante con un ordine degli arrivi, solo 16.550, che ha raggiunto quota -97% rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente, ancora peggio il raffronto con il 2007 con l´ago della percentuale che scende addirittura a -161,66% registrando la costante assenza dei visitatori del Regno Unito e degli Stati Uniti d´America. Numeri impietosi anche sul fronte delle presenze, appena 98.501 a marzo, con un indice del -15,69% rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente e del -107,32% se raffrontato con il 2007. Insomma il turismo in penisola sorrentina soffre di una grave malattia derivante da incertezza economica, eccesso dei prezzi, scarsa organizzazione e carenze infrastrutturali che oltre a colpire i flussi turistici stranieri incidono fortemente anche sulla movimentazione dei connazionali. Solo 6.872 infatti gli italiani che a Marzo hanno scelto le strutture alberghiere sorrentine per vacanze e fine settimana con un indice di presenza fermo a 40.502, poco meglio gli stranieri con 9.103 arrivi per 55.827 presenze. Kappaò le strutture extralberghiere che hanno ospitato tra italiani e stranieri appena 575 visitatori. Nella classifica per nazioni restano sempre primi gli ospiti del Regno Unito seguiti dagli statunitensi, a ruota tedeschi, irlandesi e francesi, tutti però con numeri davvero scoraggianti rispetto al glorioso passato turistico di Sorrento e dintorni. Nello sconforto la costiera sorrentina si interroga davanti a bilanci di previsione alle prese con cambiamenti radicali per fronteggiare l´emergenza del comparto turistico. Nel mirino degli operatori del settore ci sono accoglienza, professionalità, qualità nel chiaro obiettivo di sfruttare il passaparola di ritorno. Stranieri o italiani che siano, oggi la gente se deve spendere vuole spendere bene, senza contare su rivoluzioni che dovrebbero interessare un settore che ha fatto la storia e la ricchezza della penisola sorrentina. Sotto questo profilo le maggiori difficoltà colpiscono il comparto del commercio con decine di aziende che ultimamente cercano di organizzarsi per arginare una crisi difficilmente risolvibile anche con l´arrivo dell´alta stagione. A scendere in campo sono anche il Comune di Sorrento, la Fondazione Sorrento presieduta dall´armatore Gianluigi Aponte, la Federalberghi Penisola Sorrentina guidata da Costanzo Iaccarino e l´Ascom. Dal 25 aprile e fino al 31 dicembre i turisti che soggiorneranno negli alberghi di Sorrento riceveranno infatti la “Sorrento Premium Card” con la quale sarà possibile ottenete riduzioni negli alberghi per il solo costo della camera e sconti dal 10% al 20% nelle strutture commerciali convenzionate. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)
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venerdì 1 maggio 2009
Crollo del 97% nel settore turistico
Sorrento - Paurosa discesa senza precedenti nella movimentazione turistica con impressionanti cali che hanno colpito arrivi e presenze nelle strutture alberghiere sorrentine. Diagramma negativo anche per i complessi extralberghieri con ripercussioni sfavorevoli soprattutto per l´indotto della ristorazione e del commercio. L´analisi del mese di marzo è terrificante con un ordine degli arrivi, solo 16.550, che ha raggiunto quota -97% rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente, ancora peggio il raffronto con il 2007 con l´ago della percentuale che scende addirittura a -161,66% registrando la costante assenza dei visitatori del Regno Unito e degli Stati Uniti d´America. Numeri impietosi anche sul fronte delle presenze, appena 98.501 a marzo, con un indice del -15,69% rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente e del -107,32% se raffrontato con il 2007. Insomma il turismo in penisola sorrentina soffre di una grave malattia derivante da incertezza economica, eccesso dei prezzi, scarsa organizzazione e carenze infrastrutturali che oltre a colpire i flussi turistici stranieri incidono fortemente anche sulla movimentazione dei connazionali. Solo 6.872 infatti gli italiani che a Marzo hanno scelto le strutture alberghiere sorrentine per vacanze e fine settimana con un indice di presenza fermo a 40.502, poco meglio gli stranieri con 9.103 arrivi per 55.827 presenze. Kappaò le strutture extralberghiere che hanno ospitato tra italiani e stranieri appena 575 visitatori. Nella classifica per nazioni restano sempre primi gli ospiti del Regno Unito seguiti dagli statunitensi, a ruota tedeschi, irlandesi e francesi, tutti però con numeri davvero scoraggianti rispetto al glorioso passato turistico di Sorrento e dintorni. Nello sconforto la costiera sorrentina si interroga davanti a bilanci di previsione alle prese con cambiamenti radicali per fronteggiare l´emergenza del comparto turistico. Nel mirino degli operatori del settore ci sono accoglienza, professionalità, qualità nel chiaro obiettivo di sfruttare il passaparola di ritorno. Stranieri o italiani che siano, oggi la gente se deve spendere vuole spendere bene, senza contare su rivoluzioni che dovrebbero interessare un settore che ha fatto la storia e la ricchezza della penisola sorrentina. Sotto questo profilo le maggiori difficoltà colpiscono il comparto del commercio con decine di aziende che ultimamente cercano di organizzarsi per arginare una crisi difficilmente risolvibile anche con l´arrivo dell´alta stagione. A scendere in campo sono anche il Comune di Sorrento, la Fondazione Sorrento presieduta dall´armatore Gianluigi Aponte, la Federalberghi Penisola Sorrentina guidata da Costanzo Iaccarino e l´Ascom. Dal 25 aprile e fino al 31 dicembre i turisti che soggiorneranno negli alberghi di Sorrento riceveranno infatti la “Sorrento Premium Card” con la quale sarà possibile ottenete riduzioni negli alberghi per il solo costo della camera e sconti dal 10% al 20% nelle strutture commerciali convenzionate. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)
lunedì 20 aprile 2009
Turismo, crisi alberghiera
Sorrento - Allontanare la recessione, superare la crisi dei mercati finanziari e l´inflazione ma soprattutto combattere la flessione dei consumi che sta colpendo direttamente l´avvio della stagione turistica sorrentina. Immancabile il calo della clientela nelle strutture alberghiere della penisola sorrentina con un confronto negativo rispetto allo stesso periodo dell´anno scorso quando già i primi grigiori cominciavano a delineare le difficoltà concretizzatesi dopo il crollo dei mercati finanziari. E con la crisi i turisti hanno cambiato i propri gusti, nonostante da mesi il settore alberghiero sorrentino abbia adottato una politica che non ha fatto registrare aumenti dei prezzi mantenendo tariffe invariate nonostante l´incremento del costo della vita. Se prima i conti andavano fatti con l´euro forte che ha massacrato l´economia portante della penisola sorrentina e del resto d´Italia con il turismo che sembra essere diventato quasi un lusso per pochi, ora bisogna fronteggiare le esigenze di vacanzieri mordi e fuggi che si spostano velocemente all´insegna del risparmio alloggiando in bed and breakfast o in appartamenti di comodo. In difficoltà il mercato americano che sta facendo registrare forti cali davanti a quello inglese, tedesco e francese, tutti visitatori che storicamente hanno fatto le fortune dell´economia turistica di Sorrento e dintorni. Non da meno la movimentazione nazionale con una brusca frenata anche da parte della clientela italiana. Diminuiscono arrivi e presenze e con esse anche i pernottamenti nelle strutture alberghiere facendo presagire un trend negativo che rischia di caratterizzare l´intera stagione turistica del 2009. A parte la competitività, con strutture sorrentine di prim´ordine comunque classificate tra le prime al mondo, l´economia sorrentina registra un calo turistico derivante dal problema della valuta e della liquidità oltre che per il colpo d´immagine subito lo scorso anno a causa dell´emergenza rifiuti in Campania. L´impresa alberghiera sorrentina continua comunque a lavorare seminando bene ma chiedendo anche di essere sorretta da un miglioramento delle infrastrutture e dei trasporti per facilitare il raggiungimento di mete vacanziere come Sorrento e dintorni. Ma il lavoro di rinascita parte anche dal discorso della promozione, cornice fondamentale di un settore dove l´organizzazione è tutto. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)
venerdì 17 aprile 2009
Turismo, il flop di Pasqua
Sorrento - Fumata nera sul fronte dei commercianti dopo le speranze vanificate da una Pasqua che benefici concreti di certo non ne ha portati, se non in misura minore per determinati settori come quello gastronomico. Il vero colpo lo hanno subito gli esercenti di articoli prettamente turistici, souvenir, intarsio ed altro che dopo l´exploit negativo della settimana santa temono il peggio anche per i prossimi ponti del 25 aprile e del primo maggio, anticamera della stagione estiva che sotto il profilo turistico non lascia presagire nulla di eccezionalmente positivo. Molte le attività che galleggiano a malapena, diverse quelle in odore di chiusura, a risentirne maggiormente è il comparto al dettaglio dove il turista è al momento quasi del tutto scomparso. “In tutta la giornata ho incassato dieci euro, dice G. S. titolare di un negozio di articoli turistici, souvenir, camei, bigiotteria e manufatti artigianali. Una ragazza americana mi ha invece fatto mettere sottosopra il negozio alla ricerca del cameo meno costoso da portare negli Stati Uniti come regalo per la madre; alla fine ho dovuto svendergli un pezzo che inizialmente costava 50 euro. Così non si può andare avanti, le cose devono cambiare, occorre una strategia politica ed economica che a Sorrento in questo momento non c´è. Bisogna cambiare anche atteggiamento sugli eccessi di valore prima che l´intera costiera rischi il tracollo. La settimana scorsa mi è stato offerto un locale da prendere in fitto come negozio ad un prezzo dimezzato rispetto alla richiesta iniziale; in poco più di due mesi la proposta di fitto è scesa da 2mila a mille euro, sintomo di un malessere economico che potrebbe causare l´implosione del comparto commerciale sorrentino”. Insomma la situazione dei negozi a Sorrento non è delle più felici. Il fermo dei consumi è gravissimo, molti confidavano nella boccata di ossigeno del periodo di Pasqua che invece non è arrivata. Decine le attività che nello scorso inverno hanno chiuso i battenti sotto il peso del crollo dei consumi e contemporaneamente delle spese fisse, in particolare per le attività di abbigliamento e dei generi voluttuari. In difficoltà anche le attività ristoratrici nelle quali dopo 35 anni hanno fatto ritorno i cartelli del prezzo fisso per invogliare la gente ad entrare per offrirgli il menù turistico con prezzi che oscillano tra i 18 ed i 25 euro. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli) Sorrento, il Correale riapre e cambia nome. Completamento prima dell’estate
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