giovedì 4 settembre 2008

Malasanità

Sorrento – “Attrezzature guaste, barriere architettoniche e porte arrugginite. Questo è l’ospedale di Sorrento. Una struttura sanitaria in cui mia madre ha dovuto attendere quattro ore per una tac. Era guasta ed è stato necessario trasportarla a Castellammare di Stabia. Una “denuncia” choc pubblicata dal quotidiano Metropolis. Quella di una figlia che ha soccorso la madre 76enne, vittima di un incidente stradale avvenuto domenica mattina in via degli Aranci. Investita da un’automobile in corsa. La donna anziana , in seguito al’urto, ha riportato la frattura del bacino, tre ematomi alla testa e contusioni lungo tutto il corpo.

Vico Equense – Tra i tanti disservizi dell’Ospedale “De Luca e Rossano”; carenza di medici e di personale infermieristico, il laboratorio di analisi chiuso, la sala operatoria e il pronto soccorso senza aria condizionata, aggiungiamo – che da alcuni giorni - l’ascensore riservato al pubblico è fuori uso.

Festa della canoa

Massa Lubrense - Da domani a domenica, settima edizione della «Festa della canoa in mare» a Massa Lubrense, la manifestazione sportiva dedicata agli amanti della canoa e del trekking, organizzata in collaborazione con l’area marina protetta, presieduta da Davide Gargiulo e diretta da Antonino Miccio. Finalizzata alla promozione degli sport ecocompatibili e alla valorizzazione dei territori tutelati dall'Amp, la festa della canoa sarà ospitata, come ogni anno, nel suggestivo scenario della riserva del parco marino. Base logistica di questa edizione del raduno, che coinvolgerà oltre cento canoisti provenienti da tutta Italia, sarà l’outdoor village Conca Sport, complesso turistico inaugurato quest’estate nel territorio del comune di Massa Lubrense. La kermesse parte domani mattina alle 10.30, presso la sala congressi della Conca Sport, con l’apertura delle iscrizioni al raduno e il meeting dedicato al tema «La canoa e l’incremento delle attività ecocompatibili all’interno delle Amp», al quale interverrà anche l’assessore provinciale allo Sport, Maria Falbo. Al termine del convegno sarà assegnato il trofeo Punta Campanella, prestigioso riconoscimento offerto dalla presidenza della Repubblica alle aeree marine protette che hanno aderito alla Marathon Open che si è svolta lo scorso 31 agosto. La prima tappa del raduno è prevista alle 16, con un’escursione guidata, in canoa o in trekking, diretta a Punta del Capo, presso i Bagni della Regina Giovanna, dove si potranno visitare i resti delle antiche ville marittime. Sabato, invece, si svolgerà nel tipico spirito che ha sempre caratterizzato la manifestazione, sintetizzato dallo slogan «Pagaia e forchetta», coniato dagli organizzatori per indicare la tradizionale associazione tra sport e momenti di degustazione di prodotti tipici. Alle 9 i canoisti partiranno dalla Marina di Puolo per una nuova escursione, alla volta di Crapolla e della Baia di Ieranto, dove assisteranno alla liberazione di due tartarughe da parte degli operatori del centro «Tarta Point» dell’area marina protetta Punta Campanella. Dopo il rientro, previsto per le 15.30, la giornata si concluderà all’insegna della buona tavola e dell’intrattenimento musicale sulle note dell’orchestra «Tribunal mist jazz band». Ultima tappa della manifestazione, in programma domenica, è la circumnavigazione dello scoglio del Vervece, situato in una zona solitamente inaccessibile dell’area marina protetta ma aperta in via straordinaria al pubblico nei giorni del raduno, in concomitanza delle celebrazioni dedicate all’omonima Madonnina. L’escursione proseguirà fino al porto di Marina Grande, a Sorrento, per una visita al centro storico della città. La festa si concluderà alle 16, con il rientro alla base, la spaghettata di saluto e lo scioglimento ufficiale del raduno. (Emiliana Pontecorvo il Mattino)

Diamoci una mossa

Le feste dell’Unità saranno pure un lontano ricordo ma Massimo D’Alema, appena arriva a Firenze, non manca di fare un giro per gli stand della festa del Pd. Come hanno sempre fatto i vertici del Pci prima, Pds e Ds poi. E tra applausi e strette di mano dei militanti, forse per la prima volta l’iniziativa fiorentina torna ad assomigliare un po’ alle vecchie kermesse, quando il giro serviva, soprattutto, a sondare gli umori degli iscritti. Ed è così per ammissione dello stesso ex ministro degli Esteri che appena sale sul palco dice: «Il messaggio che arriva da voi che siete qua è: ”diamoci una mossa”. Ma questa partecipazione è la dimostrazione che, sia pure con animo preoccupato e con una certa irritazione perchè molti che vengono qui sono arrabbiati e scontenti, la passione politica non è venuta meno». E dalla sala piena arriva un caloroso applauso di benvenuto. D’Alema arriva intorno alle 19 e viene accolto dai primi applausi all’ingresso dove, tra gli altri, saluta Carla Fracci, Sergio Cofferati, Nichi Vendola e Staino che gli dona una maglietta. Subito dopo un breve incontro con Giuliano Amato e con il presidente della Camera Gianfranco Fini prima del tradizionale giro tra gli stand alla Fortezza da Basso. Poi ai giornalisti che lo incalzano D’Alema risponde su due parole chiave di questa legislatura: dialogo e bipartitismo. «Il dibattito su dialogo sì, e dialogo no, francamente mi sembra una cretinata. Sinceramente non riesco a trovarne il senso» spiega l’ex ministro che aggiunge: «Auspico da sempre che sulle regole del gioco le forze, che si sono limpidamente contrapposte nella sfida politica, possano trovare delle intese. Naturalmente poi dipende dal merito, non è una discussione astratta». Sul bipartitismo, invece, è scettico semplicemente perché «in Italia non c’è: a destra, dove la Lega è determinante, e non c’è neppure nel centrosinistra». Sui futuri assetti aggiunge: «È importante che ci siano forze politiche fondamentali, un sistema politico più semplice, non frantumato, come è stato in questi anni. Il Pd è il grande pilastro del centrosinistra. Ma nessuno ha mai pensato che debba essere una forza monopartitica». Quindi dal palco, intervistato da Giovanni Floris, D’Alema sferra attacchi a Berlusconi raccogliendo l’ovazione dei militanti. «In Italia non esiste un pericolo fascista ma non c’è una democrazia proprio normale» perché «c’è una concentrazione di poteri finanziari, politico e mediatico. C’è una crisi di democrazia che nasce dalla mancanza del senso dello Stato della classe dirigente, e per questo Berlusconi ha preso il potere». Poi una battuta fulminante sulla leadership Pd: «Il giorno in cui servirà un’alternativa dovrà avere come minimo venti anni meno di me». E alla domanda se dovrà essere più giovane anche di Veltroni, risponde: «Se bisognerà sostituire Veltroni bisogna farlo con uno più giovane». E quel tonfo in mare dal gommone a Ponza immortalato da Novella 2000 e che ha fatto il giro dei giornali? Dice D’Alema: «Io sono un ammiratore di Novella 2000 e prima di tutto gli faccio i complimenti per come, tagliando una foto, ha imbrogliato tutta la stampa italiana che, per la verità, è ben predisposta». E spiega che il tuffo involontario in mare lo ha fatto quando le due persone che erano sedute dall’altra parte del gommone si sono buttate insieme per fare il bagno. (Il Mattino)


Pd, i signori delle tessere
Napolionline - la citta vista da dentro - giovedì 04 settembre 2008

Maestro unico

Il ritorno al «maestro unico» nelle scuole elementari trovato a sorpresa nel ddl del Ministero dell'Istruzione non ha convinto da nessun punto di vista. Ultima critica, sollevatasi da più parti, quella che vede nel regresso ad un unico insegnante la possibilità che venga meno il «tempo pieno». Ma il ministro Maristella Gelmini rispondendo ai microfoni di Radio Anch'io ha assicurato che quest'ipotesi è «solo frutto di una cattiva informazione». «Con il maestro unico verrà meno la compresenza degli insegnati ma non verrà meno il tempo pieno» ha detto il ministro. Insomma a detta della Gelmini non sarà il taglio di 87 mila posti in tre anni a creare scompensi all'orario prolungato. «Anzi - assicura - il governo ha calcolato che non solo manterremo il tempo pieno, ma addirittura riusciremo a migliorare il servizio ed ad estenderlo ad un numero maggiore di classi». Questo perché - spiega ancora la Gelmini - il governo si rende perfettamente conto che oggi nelle famiglie ci sono difficoltà economiche e che la maggior parte delle madri lavora e, quindi ci vuole una scuola che vada incontro alle esigenze delle famiglie» Ma poi il ministro ci tiene a sottolineare che quello delle ore in più di studio è solo un mito. «Bisogna sfatare il luogo comune che ad un maggior numero di ore corrisponda una maggiore qualità della scuola - dice la Gelmini. In Europa siamo quelli con il maggior numero di ore, dovremmo anche avere la scuola migliore e non è così». E a proposito di scelte didattiche quella di tornare ad un unico maestro per la Gelmini «è un'esigenza pedagogica. Il bambino, soprattutto nei primi anni di scuola, ha bisogno di una figura di riferimento. Il maestro guarda alla formazione del bambino, mentre lo specialista di una disciplina guarda alla sua materia».

Sul maestro unico altolà dei vescovi: «Ritorno al passato»

Festa della pasta

Gragnano - Si svolgerà dal 12 al 14 settembre, nel suggestivo scenario di via Roma, l’ottava edizione della «Festa della pasta», manifestazione che rievoca i primi cinque secoli di questo prodotto industriale diventato fulcro dell’economia di Gragnano. L’evento, che quest’anno festeggerà l’incontro con gli altri sapori gastronomici della Campania e con l’intramontabile sigaro toscano, è stato organizzato dal Comune e dal Consorzio pastai e si avvale del patrocinio del ministero delle Politiche agricole, di Regione, Provincia, Comunità montana Lattari – penisola sorrentina, Gori, Tess e Pro Loco. L’organizzazione della kermesse ha attirato l’attenzione del presidente della Repubblica, che a giorni potrebbe concedere l’alto patrocinio alla manifestazione, mentre è stato invitato a partecipare alla serata di gala di apertura anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Madrina dell’evento sarà invece Marisa Laurito, già testimonial della pasta gragnanese in occasione dell’avvio dei lavori del Museo dell’arte bianca in fase di ultimazione nell’ex chiosco Ungaretti. «La nostra festa – afferma Giuseppe Di Martino, presidente del consorzio al quale hanno aderito 12 pastifici cittadini – segna quest’anno un importante momento di svolta che, siamo certi, i buongustai non mancheranno di apprezzare. L’idea è portare in tavola la pasta di Gragnano attraverso un percorso che ci guidi nel cuore della storia di questa antica produzione, ma soprattutto sfruttando i molteplici connubi che la nostra pasta può raggiungere sposandosi con i prodotti tipici della Campania. Percorreremo pertanto un ideale itinerario nel centro storico della città, nella via degli antichi pastifici, con percorsi e spettacoli che riprendono le tradizioni dei maccaronari gragnanesi. Durante le tre serate saranno dunque proposti 12 menù, con l’obiettivo di esaltare accostamenti tra paste e produzioni tipiche campane, tra cui il pomodorino del piennolo, il provolone del monaco, il tartufo nero di Bagnoli, le alici di Cetara e le nocciole di Giffoni. Piatti a cui si aggiunge un ospite particolare: la riscoperta del sigaro toscano, ovvero un mito del nostro dopoguerra da gustare in combinazione con il Gragnano doc. «Questa manifestazione sancisce il valore internazionale del prodotto – afferma il sindaco Michele Serrapica - raggiunto soprattutto grazie al consorzio dei pastai. Adesso sarà nostro compito continuare su questa falsariga per far crescere l’immagine di Gragnano nel mondo e del suo inimitabile prodotto industriale». A ravvivare il carattere internazionale della festa della pasta sarà la presenza di una delegazione di esperti del settore provenienti dalla Russia, intenti a rinsaldare il legame tra la pasta gragnanese e il loro Paese dopo l’esposizione dell’arte bianca avvenuta la scorsa primavera all’Hermitage di San Pietroburgo. Ma nella città dei Lattari è atteso anche un gruppo di imprenditori australiani, che darà vita a un ponte commerciale per rivalutare ancora di più la pasta di Gragnano oltre oceano. Tutte e tre le serate saranno infine ravvivate da canti folkloristici e rappresentazioni teatrali, mentre a chiudere la manifestazione sarà il concerto di Monica Sarnelli, previsto per domenica 14 a via Roma. (Francesco Fusco il Mattino)

Riserva marina, arrivano i delfini

Massa Lubrense - Ospiti d´eccezione nelle acque della riserva marina di Punta Campanella dove ieri mattina un gruppo di dieci delfini ha attraversato la zona “A” dello “Scoglio del Vervece”, avvicinandosi al gommone del parco marino. L´avvistamento è avvenuto ad opera di Nicola Guida durante una attività di monitoraggio tra Massa Lubrense e Sorrento. Dopo circa mezzora di esibizione con giri e salti, quasi a salutare il personale dell´area marina protetta, i simpatici mammiferi si sono allontanati verso l´isola azzurra di Capri. Non si tratta del primo rilevamento del genere; tra giugno e luglio ne sono stati avvistati almeno una cinquantina al largo delle acque della baia di Nerano. Il passaggio dei delfini testimonia la presenza di acque pulite all´interno della riserva marina di Punta Campanella ma anche l´assiduo controllo del traffico di imbarcazioni da diporto il cui assordante rumore dei motori fuoribordo infastidisce molto questo genere di ospiti. Allontanatosi verso Capri il gruppo di dieci delfini si è con molta probabilità diretto nel canyon marino tra Ischia e Cuma dove vivono numerose famiglie di delfini per un totale di circa 150 esemplari. Si tratta dell´unico gruppo stanziale di delfini dell´intero mediterraneo che vive e si riproduce sul posto, evitando di migrare in acque lontane. Tra settembre ed ottobre alcuni delfini si allontanano dal canyon dirigendosi verso la penisola sorrentina, in direzione degli isolotti de Li Galli da sempre meta di passaggio di piccole balene, delfini e cetacei in genere. Sempre ieri sono stati recuperati nelle acque del golfo due esemplari di tartaruga, entrambi maschi, simpaticamente battezzati con i nomi di Francischiello e Ciro. Il primo della lunghezza di 74 centimetri e del peso di 55 chilogrammi presentava piccole ferite al carapace ed è stato trasportato al centro Tartanet di Santa Maria dell´Annunziata a Massa Lubrense, il secondo della lunghezza di 85 centimetri per un peso di 75 chilogrammi aveva invece una ferita da elica sul carapace ed è stato trasportato alla stazione zoologica “A. Dohrn” di Napoli. (Vincenzo Maresca – Positano News)

La vera magia? Fare in modo che il Premier non torni più

«Assieme a Silvio Berlusconi, appare oggi a Napoli anche il suo «doppio » satirico: con quel sorriso un po' così, con quel cappello a cono, con quella tunica trapunta di stelle, con quelle scarpe con il rialzo e con quella bacchetta magica sulla cui punta brilla lo stellone d'Italia, ecco a voi il premier in versione magica firmato Emilio Giannelli. E al vignettista principe del «Corriere della Sera» non potevamo non chiedere (oltre al disegno appositamente realizzato per il «Corriere del Mezzogiorno » che avete visto in prima pagina), anche su quale problema, tra i molti da cui la città è afflitta, dovrebbe concentrarsi il Mago Berlusca per fare il prossimo «miracolo». «Sinceramente, non essendo napoletano, ho qualche difficoltà a individuare il più urgente dei problemi da risolvere», risponde il disegnatore senese. Però, dopo una breve riflessione, aggiunge: «Ripensandoci bene, la vera magia potrebbe essere un'altra, e direi che dovrebbero essere proprio i napoletani a realizzarla». Quale? «Quella di non far tornare più Berlusconi a Napoli».Vorrebbe dunque dire che non ci sarebbe più bisogno degli interventi taumaturgici del premier? Eppure qua e là in periferia e in provincia i rifiuti stanno riprendendo ad accumularsi. Forse un nuovo «tocco» del Cavaliere-mago sarebbe d'uopo. «Non credo». Perché? «Perché i giochi di prestigio funzionano solo la prima volta. Dopo, scoperto il trucco, il colpo di bacchetta non serve più a niente». Niente miracolo-bis della monnezza, dunque. Però altri campi partenopei in cui esercitare i suoi superpoteri Berlusconi potrebbe trovarne a iosa. Penso, ad esempio, alle orde di tifosi cattivi che hanno di nuovo insozzato l'immagine della città. Magari Berlusconi agita la bacchetta e zac, fa sparire pure quelli. «Il Mago Berlusconi ha già fatto sparire i tifosi cattivi del Milan, squadra a cui tiene senz'altro più che al Napoli. E' stata una fatica non da poco, lasciamolo riposare ».Suvvia, Berlusconi è ancora giovanissimo e pieno d'energie. Almeno quello che disegna lei. «Sì, Berlusconi in versione mago è nato subito dopo le ultime elezioni politiche. A ispirarmi fu in verità lui stesso: in quell'epoca continuava a ripetere che i problemi italiani erano gravi, e che lui non aveva certo la bacchetta magica». E lei gliela mise sùbito fra le mani. «Anche se qualche volta la usa in maniera maldestra: come in quella vignetta dove pensa di trasformare Bossi in una mansueta pecora, e invece se lo ritrova con l'aspetto di un leone feroce...». Dica la verità: ma questo Mago Berlusconi è più Merlino o più Harry Potter? «Sicuramente il primo, visto che la mia prossima raccolta di vignette si intitolerà proprio "Mago Merlino". Per quanto riguarda l'altezza, invece, siamo più dalle parti del maghetto Harry Potter». (Antonio Fiore da il Corriere del Mezzogiorno)

«Criminalità organizzata dietro violenze»

mercoledì 3 settembre 2008

Torre d’Oro

Vico Equense - L’Associazione culturale Teatro Mio in collaborazione con la Città di Vico Equense, con il patrocinio della Regione Campania, organizza l’ottava edizione della rassegna teatrale denominata “Torre d’Oro - Festival - Città di Vico Equense –Rassegna Nazionale di Teatro Comico” che avrà luogo nel periodo compreso tra novembre 2008 e marzo 2009. Possono partecipare tutte le compagnie operanti sul territorio nazionale, inviando domanda di partecipazione intestata a : Associazione Culturale Teatro Mio, via Filangieri 158 – 80069 Vico Equense (Na), o e-mail: info@teatromio.it -teatromio@virgilio.it entro il 10 ottobre p.v..

I politici mi corteggiavano

«Omosessuali in Parlamento? Ci sono, ma si nascondono: soprattutto a destra tendono a non dirlo...». L’ex deputato di Rifondazione, e primo onorevole trans della storia repubblicana, Vladimir Luxuria si confessa con il settimanale ”Tu” in edicola oggi. E lo fa alla vigilia della partenza per ”L’isola dei Famosi”. «Sono stata corteggiata da famosi della politica e della tv. Ma non volevano amore, cercavano solo una botta e via» rivela l’ex onorevole che spiega come in Parlamento ci sono molti omosessuali: «È la verità e soprattutto a destra tendono a non dirlo... Credo che l’outing sia orrendo - spiega - ma chi ha una posizione di rilievo dovrebbe dichiararsi, sarebbe più etico». E poi, rispondendo ai militanti di Rifondazione che nelle scorse settimane hanno criticato aspramente la sua partecipazione al reality, motiva così la sua scelta di partecipazione: «Se dovessi vincere l’ho messo a contratto, metà del premio andrà a bambini disagiati».

Ipotesi camorra

La polizia ora dice: dietro gli scontri e le devastazioni ultrà c'è la camorra. A sostenerlo, all'unisono, sono - a distanza di pochi minuti - sia il capo della Polizia, Antonio Manganelli, sia il questore di Napoli, Antonino Puglisi, finito in questi giorni sulla graticola delle accuse. «Abbiamo modo di ritenere che dietro la conduzione degli incidenti provocati dai tifosi napoletani ci sia l’influenza della criminalità organizzata», dice il capo della Polizia, Manganelli. «Ho inviato a Napoli il prefetto Cavaliere, capo della Criminalpol - aggiunge il prefetto che ha telefonato anche al procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore - polizia e carabinieri sono in stretto contatto con la procura di Napoli, che non a caso ha affidato alla Dda questa indagine». Infatti è aperta da parte della Procura di Napoli un fascicolo che riguarda l'ipotesi di associazione per deliqnuere di stampo camorristico. «Oggi ci saranno riunioni nelle strutture investigative - conclude - per verificare le misure di contrasto non solo legate a questa vicenda ma a tutto quello che fa capo alla criminalità mafiosa».L’obiettivo del vicecapo della polizia Cavaliere e del direttore della direzione anticrimine centrale Francesco Gratteri è quello di mettere a punto una strategia operativo-investigativa che sia di supporto alle autorità locali di polizia, che stanno già lavorando in stretto contatto con la magistratura dopo quanto avvenuto in occasione della prima giornata di campionato. Nella serie di incontri previsti, non si esclude che possa essere deciso un rafforzamento del personale a disposizione per le indagini. (Tratto dal Corriere del Mezzogiorno)

Non saranno messi in vendita i biglietti di Napoli-Fiorentina, in programma nella seconda giornata di campionato, fino alle decisioni del giudice sportivo. Lo ha stabilito il Casms che ha anche disposto il divieto di trasferta per i tifosi del Gallipoli nella partita con il Potenza e la chiusura dello stadio per Vibonese- Cosenza

Tania Maria per la chiusura del Sorrento Jazz

La regina della musica brasiliana si esibirà domani sera al Circolo dei Forestieri (ore 22)

Sorrento - Sarà Tania Maria a chiudere la nona edizione di Sorrento Jazz. Domani sera, al Circolo dei Forestieri, la regina della musica brasiliana si esibirà in un concerto intitolato Intimidade, dal nome del suo più recente lavoro discografico. Ad accompagnare la sua frizzante vocalità e i suoi virtuosismi al pianoforte ci saranno Caio Mamberti alla batteria, Marc Bretaux al basso e Mestre Carnero alle percussioni. Tania Maria è nata in Brasile da una famiglia povera ma con la passione per la musica. Suo padre, un metalmeccanico con buone doti di cantante e chitarrista, sin dall’età di sette anni la spinge allo studio del pianoforte per farla suonare nelle sue jam session del fine settimana. A tredici anni Tania Maria è già leader di un gruppo di musicisti professionisti e con la sua band si impone in un premio locale. La samba, il jazz, il pop, il corho brasiliano cominciano ad influenzarla sin da adolescente. Si interessa subito sia al jazz che alla musica popolare brasiliana, e da questo connubio di atmosfere, suoni e melodie nasce l’inconfondibile mix di ritmi brasiliani e armonie jazz che l’ha resa famosa e acclamata in tutto il mondo. Attraverso i suoi componimenti ha ridato lustro alla musica popolare brasiliana, rendendola più internazionale. Anche per questa sua veste di ambasciatrice nel mondo delle melodie brasiliane, Tania Maria ha preferito trasferirsi a Parigi da dove le è più facile compiere tour in Europa e negli Stati Uniti.

Differenziata

Controlli dei vigili urbani in collaborazione con Terra delle Sirene

Vico Equense – Venti verbali in un solo giorno. Il 29 agosto la raccolta differenziata è stata oggetto di un blitz da parte della polizia municipale, in collaborazione con gli operatori di Terra delle Sirene, numerose le violazioni, soprattutto nel centro cittadino. “Raccogliere e differenziare in maniera corretta i rifiuti deve diventare un’abitudine – spiega l’assessore all’ambiente Giuseppe Cioffi al quotidiano Metropolis – e per ottenere questo risultato l’amministrazione deve insistere con la comunicazione ed i controlli”. Questi ultimi sono stati molto intensi nel periodo estivo, durante il quale sono state effettuate cinquanta contravvenzioni. Ad accentuare il problema durante la bella stagione, è senza dubbio l’aumento dei villeggianti. “Molti vacanzieri non sono allenati nell’effettuare la raccolta – continua l’assessore Cioffi – ma dobbiamo spronarli ad integrarsi con la cIttà e con le sue regole”.

Da AN si al confronto con l’UDC di De Mita

«Sì al confronto, ma senza esito scontato». Da Pasquale Viespoli, sottosegretario al Lavoro, arriva un tiepido «ni» rispetto a un’alleanza con l’Udc di Ciriaco De Mita. Il ministro Andrea Ronchi, portavoce di An, esclude una simile ipotesi. Lei si vede alleato di De Mita? «Intanto va fatta una premessa: al di là della continuità inerziale, il ciclo politico di questo centrosinistra si è profondamente esaurito lasciando peraltro irrisolti tutti i nodi». Questa è la premessa. E il resto? «È evidente che il Pdl abbia il dovere del dialogo perchè sono aperte grandi questioni che attengono al sistema che si intende costruire e io sono tra coloro che ritengono che con le aree di centro si debba discutere e confrontarsi». Il Pdl discuterà con De Mita? «Dopo i guasti di questi anni occorre pensare finalmente alla Campania e credo che ci si debba confrontare anche con chi ha alle spalle una lunga storia politica che peraltro abbiamo contrastato e continuiamo a contrastare. Non alzo steccati e non vedo perchè non debba esserci un confronto anche con De Mita. Con Ciriaco sono pronto a confrontarmi pubblicamente». Confronto o alleanza? «Il punto è proprio questo. Aprire un dialogo non significa stringere un’alleanza. Un confronto non ha mai esiti scontati e può anche sfociare nell’antagonismo». Ma c’è la tentazione, pur di vincere, che il Pdl possa fare patti anche con chi per anni ha combattuto aspramente? «La mia storia personale e politica dimostra chiaramente che non ho mai sostenuto alleanze che non siano di governo. Detto questo, aggiungo che bisogna stare attenti a non fare confusione: un conto è parlare del Pdl, cioè di come costruire un partito unitario; altro conto è parlare di alleanze che si fanno tra soggetti diversi, come succede a livello nazionale dove il Pdl è alleato di Lega e Mpa». Ma De Mita... «Guardi che l’Udc non è solo De Mita, ci sono anche tanti soggetti che hanno una forte volontà di dialogo con il Pdl. Pionati secondo lei guarda al centrosinistra? E comunque il problema sulle future alleanze più che nel Pdl sta nell’Udc». Vuol dire che gli elettori dell’Udc guardano già al centrodestra? «Sono convinto che sia così. C’è un elettorato moderato che ha sempre votato contro il centrosinistra e che guarda al centrodestra come alternativa di governo. Sta all’Udc scegliere da che parte stare. Ma una cosa è certa: la politica dei due forni non può essere riesumata e se l’Udc dovesse scegliere la strada terzista abbia il coraggio di percorrerla fino in fondo». A proposito del centro, è pronto a confrontarsi anche con il suo conterraneo Clemente Mastella? «Non mi chieda troppo. Per ora mi fermo a parlare di De Mita». (Paolo Maniero il Mattino)

Geremicca: Regione e Comune flop, meglio andare al voto

«Le ingerenze di Di Palma nelle questioni interne dell’IdV sono inaccettabili»

Il senatore Di Nardo accusa il presidente della Provincia di Napoli in merito alla nomina di Aniello Lauri a nuovo assessore in quota all’Italia dei Valori

«E’ inaccettabile che il presidente Di Palma si sia prodigato in maniera tanto operosa per determinare la scelta dell’uomo che avrebbe dovuto surrogare il neo senatore Giacinto Russo nella giunta del palazzo di piazza Matteotti». A poche ore dalla nomina del consigliere provinciale Aniello Lauri ad assessore in quota all’Italia dei Valori nella giunta provinciale, il senatore Nello Di Nardo critica l’atteggiamento del presidente Dino Di Palma. «Lauri rappresenta un’imposizione – spiega il senatore – che abbiamo dovuto accettare solo per spirito di coalizione. Certamente quanto accaduto è grave e dimostra come Di Palma sia entrato in modo arrogante nel merito delle questioni interne all’Italia dei Valori, provocando anche un evidente fermento tra gli amici del nostro partito». Quindi, il senatore si rivolge agli uomini in lizza fino a queste ore tra i papabili, poi esclusi, per il posto in giunta. «In questo modo – aggiunge – è stato premiato chi non ha lavorato alla crescita del partito. Una persona che alle ultime elezioni politiche certamente non si è impegnato per il successo dell’IdV». Infine, il senatore Di Nardo lancia un’ultima stoccata nei confronti del presidente provinciale. «Se Di Palma si fosse impegnato in uno dei tanti problemi che attanagliano la Provincia, come la questione rifiuti, allo stesso modo di come si è impegnato per determinare la scelta di Lauri nell’Italia dei Valori, a quest’ora i napoletani avrebbero certamente un problema in meno».

"Non maltrattate i cani randagi"

Castellammare di Stabia - Randagi maltrattati e seviziati dalle babygang sui boschi di Quisisana. E una giovane donna aggredita per aver cercato di difendere i cuccioli senza padrone dai giochi violenti dei teppisti del centro antico. La donna è stata presa di mira dai ragazzini prima con insulti e poi con spintoni, calci, pugni. La signora ha dovuto farsi medicare all’ospedale san Leonardo, poi ha presentato denuncia a carabinieri e polizia. «È assurdo, i cagnolini sono diventati i giocattoli preferiti dei bulli - racconta -. Li usano e li uccidono. Io amo gli animali e se ci riesco porto gli avanzi ai randagi. Non riesco ad assistere alle violenze senza ribellarmi. Perciò mi hanno aggredita, ma adesso devono intervenire le istituzioni e le forze dell'ordine perchè le babygang sono una piaga per il comprensorio e le associazioni di volontari da sole non possono fare fronte, soprattutto senza le sterilizzazioni dell'Asl che adesso interviene solo in caso di cani che mordono e sono morti». La preoccupazione è condivisa dall'associazione Adda. «Quest'estate è stata piena di episodi di intolleranza e violenza gratuita - commenta Rosaria Boccaccini, responsabile dell'ente a difesa degli animali -. Cani e gatti avvelenati, uccisi o lasciati morire sono la normalità dalle nostre parti, ma ormai da soli la nostra battaglia non possiamo più combatterla, serve la collaborazione di tutti per la sterilizzazione». (Titti Esposito il Mattino)

Velardi: "volevo dare una scossa"

«La scelta di una riunione di giunta unitaria Regione-Comune dimostra che non avevo avviato un dibattito fuori dal mondo ma che si tratta di un tema che ha senso e che ora bisogna ricondurre sulle cose da fare». Claudio Velardi, l´assessore regionale al Turismo che nei giorni scorsi era arrivato a ipotizzare uno scioglimento anticipato del Comune, rivela che il presidente Bassolino lo ha avvisato prima di concordare la supergiunta del 10 settembre con il sindaco Iervolino. Assessore Velardi, ma lei aveva parlato di scioglimento del Comune. E ora? «La scelta di una riunione congiunta a me va benissimo. Con il mio intervento, un intervento forte, certo, avevo in realtà voluto dare una scossa. Serviva una scossa: era necessaria, indispensabile. Per questo sono contento. Sono soddisfatto perché il mio segnale è stato raccolto nella maniera giusta». Una scossa solo per il Comune? «Una scossa per il Comune e anche per la Regione. Non per mettere sotto accusa Palazzo San Giacomo ma, piuttosto, per collaborare. Adesso l´unico modo per concretizzare esperienze e sinergie positive è dialogare assieme attorno a un tavolo». Ma l´idea di una riunione Regione-Comune è partita da lei o da Palazzo San Giacomo?«Io la chiedevo da tempo. La chiedevo perché la mia aspirazione, il mio vero obiettivo era ed è quello di puntare a un dialogo costante con il Comune come ho sempre cercato di fare da quando sono diventato assessore. E il modo migliore per farlo è mettere assieme le due amministrazioni per passare alla fase concreta degli interventi».Come si passa da giornate segnate da pesanti critiche ad una fase immediatamente costruttiva? «Per quanto riguarda il metodo è stata presa la decisione giusta. Tutti attorno a un tavolo. Ora, appunto, si passa ad una fase successiva. Ora si entra nel merito, si entra nei problemi concreti che sono i problemi dei cittadini. La convocazione della riunione congiunta da sola non risolve certo i problemi. Serve uno scatto da parte delle amministrazioni, bisogna rispondere ai cittadini». E da cosa bisogna ripartire?«Il mio giudizio negativo sull´azione del Comune di Napoli nasceva da esperienze negative, non da elucubrazioni politiche. Bisogna ripartire, dunque, dalle cose in piedi che sono già sul tappeto». Cioè? «Da tutti i problemi che riguardano la vivibilità quotidiana della città. Da piazza Garibaldi al centro storico e ad altre zone ancora. Da quando sono stato nominato assessore, il mio lavoro si è sviluppato su due filoni. Uno istituzionale, legato alle strategie necessarie per rimettere in moto il turismo dopo le mazzate della crisi. L´altro diretto alla società e al territorio». Lei il 10 settembre cosa dirà alla Iervolino? «Di lavorare assieme sulla vivibilità. Ora che abbiamo dato la scossa e che c´è una positiva reazione bisogna parlare solo di questo». E Bassolino condivide questa linea? «Parlo sempre con Bassolino. Mi ha informato anche prima di decidere la riunione congiunta con il Comune».Ma non si è lamentato per i suoi toni forti contro Palazzo San Giacomo? «No, non si è lamentato. Serviva una scossa e l´abbiamo data». (Ottavio Lucarelli da la Repubblica Napoli)

Berlusconi, domani ottava visita nei paesi ritorna l´immondizia
Napolionline - la citta vista da dentro - mercoledì 03 settembre 2008

Guida senza casco, sequestrati 7 motorini

Sorrento - Giro di vite nel centro urbano da parte dei militari dell´Arma con numerose pattuglie impegnate nei punti nevralgici della città in controlli sulla sicurezza della guida di veicoli e motoveicoli. Nell´arco di quarantottore i carabinieri della compagnia di Sorrento coordinati dal capitano Federico Scarabello hanno fermato e posto sotto sequestro 7 tra moto e motorini per guida senza casco da parte dei conducenti. I veicoli sequestrati saranno soggetti alle disposizioni della magistratura ed eventualmente messi in vendita all´asta. Risultati anche nei controlli dell´etilometro, accertata l´assunzione di alcol da parte di due giovani alla guida di automobili. Per entrambi è scattato il ritiro della patente; altrettante patenti sono state invece ritirate perché scadute e non rinnovate. I controlli sono estesi nel fine settimana sull´intero comprensorio della penisola sorrentina e sulla statale 145 in ingresso ed in uscita da Sorrento. Sorvegliati speciali discoteche, pub e locali di grossa affluenza dove agenti in borghese vigilano sulla sicurezza di zone ad alta concentrazione di locali notturni, senza alcuna discontinuità dalla mezzanotte all´alba. Il tutto in attesa anche in penisola sorrentina dell´applicazione del protocollo speciale che vedrà le forze dell´ordine affiancate ai posti di blocco da personale qualificato delle aziende sanitarie locali per verificare da parte dei guidatori non solo l´assunzione di superalcolici ma anche di sostanze stupefacenti la cui presenza non può essere accertata con l´utilizzo del solo etilometro. Ai posti di blocco ci saranno anche unità mobili attrezzate per eseguire al momento del fermo i test di controllo. Chi verrà fermato non potrà opporsi al test, se non nel caso del prelievo del sangue. (Vincenso Maresca Positano News)

martedì 2 settembre 2008

I Giudici danno ragione al Sindaco

Vico Equense – Il primo cittadino aveva chiesto ai vigili di stare in servizio fino alle due di notte nel mese di agosto. Alcuni sindacati avevano fatto ricorso al Giudice del lavoro lamentando una condotta illegittima da parte dell’amministrazione. Il responso ha dato ragione al Sindaco. Gli orari sono una prerogativa del Primo cittadino. Altro ricorso intentato da un dipendente trasferito dall’ufficio tecnico ai tributi - anche in questo caso – il Giudice del lavoro ha considerato legittimo il comportamento di Gennaro Cinque.

Tom Harrel per Sorrento Jazz

Il genio della tromba si esibirà domani sera al Circolo dei Forestieri (ore 22)

Sorrento
- Domani sera quarto appuntamento di Sorrento Jazz IX edizione. Il Circolo dei Forestieri ospiterà il concerto di Tom Harrell e il suo “Quintet Light On” in cui è accompagnato dal sassofono tenore Wayne Escoffery, dal pianista Danny Grisset, dal bassista Ugonna Okegwo e dal batterista Johnatan Blake. I critici musicali quando parlano di Tom Harrell, spesso lo paragonano a Chet Baker, a Dizzy Gillespie, a Fats Navarro, a Clifford Brown: per tutti è la più grande tromba del jazz contemporaneo, uno straordinario compositore, il virtuoso nell’improvvisazione dall’inesauribile vena solistica. Classe 1946, Harrell ha iniziato a suonare la tromba da bambino e già a 13 anni si esibiva in formazioni jazz della Baia di San Francisco. Dopo la laurea in composizione a Stanford e lo studio dell’arrangiamento con Tony Baker, ha cominciato a suonare nelle orchestre di Stan Kenton e di Woody Herman e poi nella band di Horace Silver. Si è affermato definitivamente nel quintetto di Phil Woods cui ha preso parte tra il 1983 e il 1989. A partire dall’anno successivo ha deciso di guidare proprie formazioni e pubblicato numerose registrazioni a proprio nome che si sono aggiudicate importanti riconoscimenti, tra cui per tre volte il premio della critica della rivista Jazztimes. Tom Harrell è stato inoltre eletto più volte migliore trombettista nel referendum della rivista Down Beat.

Elogiare il sindaco, un peccato ...

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Musica classica nel chiostro Piovani suona in quintetto

Sorrento - «Concerto in quintetto» con Nicola Piovani al pianoforte, Marina Cesari (sax e clarino), Pasquale Filastò (violoncello e chitarra), Gianluca Pallocca (contrabbasso) e Cristian Marini (batteria, percussioni e fisarmonica). L’evento in occasione del vernissage, lunedì prossimo alle 21 al chiostro di San Francesco, degli «Incontri musicali sorrentini», giunti alla 36ma edizione. In programma brani scritti per il cinema, per il teatro e per concerti, appositamente rivisitati e riarrangiati da Nicola Piovani, Oscar per la colonna sonora de «La vita è bella» di Roberto Benigni, in versione da piccolo gruppo di solisti, fra i quali spicca innanzitutto il ruolo del pianoforte, suonato dallo stesso compositore. Organizzata dalla Federalberghi della Penisola sorrentina in collaborazione con l’Azienda di soggiorno e turismo di Sorrento e Sant’Agnello, la manifestazione, in programma dall’8 al 25 settembre, è patrocinata dall’assessorato al Turismo della Regione Campania, dall’Ept di Napoli e dai comuni di Sorrento e di Sant’Agnello, con il contributo della Fondazione Sorrento. La kermesse, che si avvale della direzione artistica di Antonio Maione, alternerà alla tradizionale location del trecentesco chiostro di San Francesco di Sorrento due date organizzate nel centro storico di Sant’Agnello (piazzetta Angri e largo Annunziata). «La novità degli Incontri musicali sorrentini è nella formula – sottolinea Antonio Maione -. Abbiamo infatti previsto, assieme a serate dedicate alla musica classica con la presenza di grandi nomi della scena internazionale, come Leslie Howard, anche momenti in cui la recitazione si fonde con la musica d’arte, come l’appuntamento di lunedì 22 settembre con una voce recitante d’eccezione come quella dell’attrice Catherine Spaak». Ospiti della rassegna anche l’orchestra Le Muse, un ensemble tutto al femminile in programma il 10, i tanghi di Piazzolla interpretati dalla voce di Adria Mortari e dal pianoforte di Francesco D’Errico (14), il Funny Sax Quartet (15), Francesco Nicolosi (16), il mandolino di Michele Di Martino (18), i canti «a cappella» dei CamPet Singers (23) e il recital conclusivo (25) della pianista Leslie Howard, con musiche di Liszt. (Antonio Siniscalchi il Mattino)

Ruba una moto, in manette

Sorrento - Ruba uno scooter dopo aver ricevuto il foglio di via e viene arrestato. Marcello Adini, 27 anni, di Scafati, era stato fermato domenica pomeriggio da una volante e trovato in possesso di arnesi da scasso. Una precedente denuncia per lo stesso reato e una segnalazione per possesso di droga hanno fatto scattare il provvedimento di allontanamento. Il giovane, però, una volta lasciato il commissariato di Sorrento, ruba uno scooter impossessandosi con destrezza delle chiavi appoggiate dal proprietario su un tavolo di un bar del centro. Intercettato dalla stessa pattuglia che lo aveva fermato in precedenza, viene inseguito e bloccato dagli agenti del vicequestore Francesco Zunino. Arrestato, ieri mattina è stato processato per direttissima e condannato a un anno e 2 mesi, pena sospesa.

Partito democratico. Politica delegittimata

Nel Partito democratico provinciale di Napoli parte, in questi giorni, il tesseramento. In circa due mesi si arriverà alla costituzione dei circoli territoriali previsti a Napoli e in provincia; e all´avvio di quel radicamento strutturato del nuovo soggetto politico nato delle primarie di ottobre. Radicamento solo in parte avviato, tra molte difficoltà, nella fase del coordinamento provvisorio dell´ex segretario provinciale Emma Giammattei. Tra quelle difficoltà, a parte le incertezze regolamentari (cosa si dovesse fare, e come farlo) sia a livello nazionale che locale, una ha dominato su tutte: la delegittimazione della politica nella nostra regione e nella nostra provincia. Politica travolta da mille emergenze, a partire dalla catastrofe dei rifiuti. Delegittimazione che ha messo fortemente a rischio l´attenzione, e l´affezione, dei napoletani e dei campani al progetto del Partito democratico, che pure erano state di assoluto rilievo alle primarie di ottobre, che avevano visto quattrocentomila partecipanti. Ora è quel popolo delle primarie che dobbiamo riguadagnare, sì riguadagnare, al nuovo partito; perché in parte l´abbiamo perso. Prima ancora che il trasferimento delle appartenenze storiche, delle tradizionali militanze Ds e Margherita nel nuovo partito, dobbiamo sforzarci di portare all´adesione al partito, perché sia un partito effettivamente nuovo, e non la somma di due tradizioni in difficoltà, chi prima non c´era né nei Ds né nella Margherita. Noi abbiamo, ed in generale la politica in Campania ha, un disperato bisogno di linfa nuova, di nuove energie sociali. E da queste energie, se sapremo attrarle, che trarremo la capacità di rimontare il gap elettorale importante che abbiamo registrato alle ultime politiche nei riguardi del centrodestra; e più in generale di migliorare l´offerta politica nella nostra città e nella nostra regione. Sarebbe un grande successo se in un buon tesseramento, fatto innanzitutto di rispetto delle regole e della moralità della partecipazione alla militanza politica, ci fosse almeno un terzo di nuove adesioni, non ex Ds, né ex Margherita, cioè, al Partito democratico. Sarebbe un segno che il Partito mette radici veramente nuove nella società, e che la società ci crede. Per rinnovare davvero la politica in Campania, c´è bisogno più ancora che di liste civiche o della ricerca di un nuovo uomo della provvidenza, tutte operazioni dall´alto, di una partecipazione di massa e dal basso alla politica, che resta in buona parte legata alla qualità dei partiti presenti sulla scena. Un tesseramento onesto, trasparente, rinnovato in modo non marginale nella composizione sociale degli aderenti al Pd, dove i pozzi non siano avvelenati da pratiche truffaldine o da adesioni pilotate, è il presupposto di un Partito democratico che possa servire a Napoli, alla Campania, al Paese. Immagino, e potrebbe partire proprio da Napoli, smentendo un´immagine fortemente appannata che abbiamo offerto al Paese e al Pd nazionale, una grande operazione "Prima tessera", sia con i circoli territoriali, sia con quelli nei luoghi di lavoro, e on-line, modalità tutte previste dal regolamento. "Prima tessera" significa tante nuove soggettività che decidono di contare come persone nella vita del partito e nella politica, che vadano a votare ai congressi, e trovino adeguato risalto negli organi direttivi, che aiutino tutto il corpo del partito ad avere occhi diversi sulla realtà, una testa nuova all´altezza dei bisogni e delle difficoltà che abbiamo davanti. Invito tutto il popolo delle primarie, soprattutto chi non ha mai avuto tessere politiche in tasca, ad avere fiducia nel Partito democratico, a controllarne la qualità della proposta politica dall´interno, trovando la generosità della partecipazione alla democrazia, che significa anche un po´ di tempo dedicato a questo. La società civile si salverà dalla cattiva politica se tornerà a farla in prima persona, sanzionandola dall´interno dei processi che la rendono possibile. Compito del Partito democratico sarà di dare fiducia ai tanti nuovi che ci avranno dato fiducia. Proviamoci, provateci: ne va del contributo che vogliamo dare davvero al nostro futuro comune. (Eugenio Mazzarella da la Repubblica Napoli)

Il viaggio del terrore di un tifoso

“ Una violenza così, in vita mia, non l'ho mai vista”. Negli occhi di Antonio, ventiquattrenne napoletano, reduce dalla sanguinosa trasferta di domenica a Roma, si legge il terrore. Lui c'era, in mezzo a quei quattromila tifosi azzurri. Ma lui è un ragazzo come tanti, vive con i genitori nella zona flegrea, lavora in un ristorante e ha una passione smisurata per il Napoli da quando era bambino. «Dopo 14 anni di militanza in curva B, ho deciso di non seguire mai più il Napoli fuori casa. E al San Paolo non porterò mai la mia fidanzata, è troppo pericoloso». Dalle sue parole si riesce a percepire la rabbia, il sangue e l'escalation di brutalità inarrestabile che ha caratterizzato la domenica di Roma-Napoli. «Sono arrivato alle 10 a piazza Garibaldi — racconta il ragazzo — per prendere il treno delle 11, con il biglietto. A quel-l'ora ho iniziato a preoccuparmi. In stazione ho visto troppe mazze, martelletti, striscioni violenti e cori da battaglia. I turisti ci fotografavano, una ragazza olandese mi ha fatto intendere che non aveva mai visto un'adunanza del genere. Nell'Intercity mi sentivo come in un carro bestiame. Mi hanno spinto fino a farmi entrare nel bagno e ho trascorso lì dentro quattro ore, con una terribile. Il viaggio non finiva mai, avevo davvero paura. Non si parlava della partita, solo di come affrontare i tifosi avversari. Si aspettava solo un pretesto per iniziare a combattere». Il viaggio di Antonio sembra interminabile. A Roma si arriva alle 16.30. «Tutti urlavano, ritenendo voluto il ritardo, come se ci fosse stato un sabotaggio della trasferta. Non si faceva altro che insultare le forze dell'ordine e i romani. Alla stazione Termini ci hanno trattato come degli animali e lì mi sono vergognato ancora una volta: i turisti ci fotografavano come se fossimo degli extra terrestri. C'erano centinaia di agenti di polizia. Appena scesi dal treno, alcuni gruppi hanno lanciato petardi e fumogeni. Non aspettavano altro che scatenare un putiferio. Poi, quando la situazione si è un po' calmata, la polizia ci ha ammassato nei pullman verso lo stadio (cento in ogni bus)». Fuoro all'Olimpico ancora scontri. «Uno di noi si è ferito all'ingresso, perché c'erano solo due tornelli aperti per 4000 persone». Antonio dopo la fine della partita ha aspettato ben cinque ore sugli spalti prima di poter uscire. «Non ci hanno dato acqua, ero stremato, non avevo più la forza di parlare e intorno a me sentivo solo odio. A gara finita, per dissetarci, abbiamo invaso il campo e bevuto dai bocchettoni di emergenza dei pompieri». È riuscito a evitare il treno di ritorno, grazie a un amico è tornato a casa con l'auto a notte inoltrata. «I miei mi hanno riabbracciato che se fossi tornato salvo da una guerra». Come Antonio, ci sono altri tifosi non violenti che ora «si vergognano di essere napoletani». Le loro dichiarazioni invadono internet. Nel tentativo di dimostrare che esiste una parte non marcia delle curve A e B. «Quello non è calcio — dice "Giorgio G" — sono atti terroristici che non hanno niente a che vedere con lo sport. Io ho provato un senso di nausea — interviene "Formica Atomica" — sono bestie che di calcio non capiscono nulla. Servono iniziative serie e dure per bloccarli, oppure questo campionato sarà la tomba del calcio italiano». Per "Oric" «Quelli che hanno fatto casino alla stazione di Napoli e a Roma sono la fogna della città, che non si è riuscita a pulire. Ma per favore, la gente per bene non vuole essere confusa con questa melma». Condanne legittime, nei forum dei siti dei tifosi azzurri. Si usano soprannomi fantasiosi, per accusare gli atti di violenza inaudita. I nomi dei colpevoli, però, nessuno ha il coraggio di denunciarli. (Alessandra Barone da il Corriere del Mezzogiorno)

Ragazze aggredite dagli ultrà perché lesbiche

Monte Faito

Vico Equense - In riferimento a quanto affermato da alcuni consiglieri dell'opposizione a proposito del Monte Faito, il vicepresidente della Provincia di Napoli ed assessore al patrimonio, Antonio Pugliese ha dichiarato: 'Dopo l'acquisto da parte della Provincia e della Regione Campania dei terreni e delle strutture del Monte Faito, acquisto fatto per preservare e valorizzare uno dei beni ambientali più significativi dell'intera provincia, la presa in consegna del bene è avvenuta lo scorso mese di luglio'. 'E' già pronto - ha poi proseguito Pugliese - il protocollo d'intesa tra Provincia, Regione ed Ente Parco dei Monti Lattari, che aspetta solo di essere firmato alla ripresa dell'attività nel prossimo mese di settembre'.'Voglio inoltre precisare - ha aggiunto il vicepresidente - che l'atto di acquisto dell'area è avvenuto solo il 2 maggio 2007, poco più di un anno fa'.'La scelta di acquisire al patrimonio della Regione e della Provincia, quell'area è stata dettata dalla volontà, condivisa anche da tutti i sindaci della zona, di sottrarre questo pezzo di verde al degrado, alla speculazione e a un uso improprio'.'Del resto - ha proseguito il Vicepresidente - la prima vocazione di quel territorio è, per lo stato di conservazione e per la ricchezza della flora e della fauna, quella di un turismo naturalistico cui, con il contributo di finanziamenti finalizzati, POR ed altri fondi europei per la cui attivazione Provincia e Regione sono già impegnati, si potranno nel corso dei prossimi anni affiancare anche attività culturali e sportive'.'La necessità di garantire l'integrità del bene e la sua custodia, ci ha obbligato, in attesa del passaggio definitivo all'Ente Parco, a confermare alla società Fintecna s.p.a. i servizi di custodia. Ma mi sia consentito - ha poi concluso Antonio Pugliese - ringraziare i tanti volontari e le istituzioni, a partire dal sindaco di Vico Equense, Gennaro Cinque, che, con la loro opera, hanno contribuito in modo determinante a preservare il bene da speculazioni e danni di ogni tipo'.'L'impegno nostro, come già altre volte affermato - ha infine aggiunto Pugliese - è di costruire d'intesa con tutti i sindaci del comprensorio, già presenti nel consiglio dell'Ente Parco, un futuro per quell'area quanto più corrispondente alle esigenze di sviluppo e di vita delle popolazioni che li vivono'.

Rifiuti, il giudice di pace respinge la richiesta di risarcimento di tre cittadini

Castellammare di Stabia - Rifiuti, vittoria del Comune davanti al giudice di pace. Il magistrato onorario Ennio D'Alessio ha respinto la richiesta di risarcimento danni avanzata da 3 cittadini per la mancata raccolta in città, durante alcuni tra i momenti più critici dell'emergenza rifiuti regionale. E' la prima sentenza per questo genere di richiesta emessa dall'Ufficio del Giudice di Pace di Castellammare di Stabia. Allo stato sono pendenti circa 15 giudizi dello stesso tipo. I tre cittadini avevano chiesto un risarcimento danni di 1.032 euro al Comune, accusato di non avere provveduto adeguatamente al prelievo dei rifiuti nei mesi di giugno, luglio e agosto, senza però specificare l'anno. Un disagio che li avrebbe costretti a vivere con porte e finestre chiuse, influenzando negativamente la qualità della vita e la salute. Il Giudice di Pace, analizzando l'ampia documentazione prodotta dall'Avvocatura Municipale in relazione ai rapporti tra Comune e Commissariato di Governo per l'Emergenza Rifiuti, istituito nel 1994, ha rigettato l'istanza dei cittadini ed ha chiarito che non c'è stata alcuna condotta omissiva da parte dell'ente locale. Un passaggio della sentenza recita, infatti: “effettivamente la situazione che dal 1994 si è venuta a creare in questa Città e, più in generale, nella Regione Campania, con i relativi denunziati danni ambientali, non può essere semplicisticamente attribuita al Comune convenuto. Nella fattispecie, la figura dell'Amministrazione, che non aveva e non ha tuttora autonomia decisionale dovendo operare solo dietro precise direttive imposte dall'Organo statale, è stata ridotta a quella di un nudus minister, di un esecutore di ordini e, come tale, perseguibile soltanto in caso di specifica violazione di regole di cautela”. (StabiaChannel.it)

lunedì 1 settembre 2008

Dall’agave blu il gelato versione light

Vico Equense - La fantasia dei maestri gelatai della costiera vola fino in Messico. Per «rubare» il gusto dell’agave blu (la stessa pianta da cui i messicani ricavano la tequila) e inventare un nuovo gelato amico della linea. A firmare la trovata è il laboratorio di «Gabriele», tempio del gelato di Vico Equense, amato da Susanna Agnelli e da Hillary Clinton e da poco recensito dal Washington Post. Nella rinnovata struttura di corso Umberto I il gelato realizzato con il succo di agave blu biologica, un nettare a basso contenuto glicemico, spopola tra i protagonisti della movida estiva. «Anche quest’estate - spiegano Liberato e Raffaele Cuomo, eredi della missione gastronomica del celebre Gabriele - abbiamo cercato di coniugare innovazione e tradizione». Se il gelato al succo di agave è il must di questa estate l’innovazione va di pari passo con la tradizione. Così, gli amanti di coppe e coni possono scegliere anche il revival dei gusti che a partire dal 1967, anno di apertura del locale vicano, hanno fatto di Gabriele una meta obbligata, tutti serviti con il coinvolgente sorriso di Enza Di Martino, moglie di Liberato. Per chi, invece, è alla ricerca di sapori tradizionali legati all’antica arte casearia ecco la «gemma di Vico», il celebre provolone del monaco servito con stuzzicanti assaggi in un elegante piatto insieme ad altri dieci formaggi, tra cui «a me me piace ’o blues» di capra, o la cremosissima di mucca «Jersi», il tutto accompagnato dal nettare di uve napoletane delle «Vigne di Parthenope». (Umberto Celentano il Mattino)

Astapiana, l’ex monastero piace ai Nobel

Vico Equense - Quattro secoli di storia rivisitati in uno degli angoli più suggestivi della Terra delle Sirene. Una nobile famiglia che ha scelto di aprire la sua dimora agli ospiti di tutto il mondo per ammaliarli tra il verde e un panorama mozzafiato. Tutto questo è Astapiana, l’antico eremo dei camaldolesi, rinnovato grazie a Erminia e Giulia Elefante, discendenti della famiglia Giusso, che dal 1822 è proprietaria dell’ex cenobio collinare. Ora il fascino di questo luogo rivive nella veste di elegante agriturismo di «Villa Giusso Astapiana». Un restauro attento e amorevole, vissuto dalle due sorelle Elefante in prima persona con la collaborazione di Giovanna Rispoli, figlia di Giulia. Una famiglia unita nella titanica impresa di far rivivere un luogo in cui si sono succeduti un monastero di clausura, un sito reale dove ha soggiornato Gioacchino Murat, un opificio e una casa di campagna, trasformandolo in una «maison» dove turisti di tutto il mondo si sentono come a casa. «Cerchiamo di trasmettere ai nostri ospiti - dicono Erminia e Giulia Elefante - il nostro amore per Astapiana, dove storia e natura convivono armoniosamente». Una casa visitata da ospiti provenienti da tutto il mondo. Il suo fascino nel tempo ha conquistato numerosi uomini di cultura. È il caso dei premi Nobel John Nash e recentemente Paul J. Crutzen. Qui sono stati anche Mario Tozzi e Vittorio Sgarbi, oltre a numerose giovani coppie che scelgono Astapiana per festeggiare il loro giorno più bello scambiandosi un bacio davanti al cinquecentesco pozzo. (um. ce. Il Mattino)

Ultrà alla stazione termini

Stop alle trasferte

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Domani sera concerto di Al Di Meola

L’appuntamento è alle 22 sulla terrazza del Circolo dei Forestieri di Sorrento. Confermata la presenza di Tullio De Piscopo

Sorrento - Dopo le prime due serate al Chiostro di S. Francesco, Sorrento Jazz si trasferisce sulla terrazza del Circolo dei Forestieri per i tre eventi clou in calendario: i concerti di Al Di Meola, Tom Harrell e Tania Maria, rispettivamente il 2, il 3 e il 4 settembre. Confermata anche la presenza a tutte e tre le serate del Direttore Artistico Tullio De Piscopo. Il primo dei tre “big”, il chitarrista Al Di Meola, si esibirà domani sera (inizio del concerto alle 22). Sarà accompagnato da Gumbi Ortiz alle percussioni, Peo Alfonsi alla chitarra classica e da Fausto Beccalossi alla fisarmonica. Al Di Meola, più volte vincitore del premio come miglior chitarrista assegnato dalla rivista “Guitar Player Magazine”, è tra i massimi esponenti della cosiddetta “fusion”: mescolanza ibrida tra rock e jazz. Tra le sue innumerevoli collaborazioni si segnalano quelle con il bassista Stanley Clarke, il violista Jean-Luc Ponty, e i chitarristi John McLaughlin e Paco De Lucia. I suoi album hanno complessivamente venduto circa nove milioni di copie nel mondo. In Italia è anche noto per aver collaborato con l’indimenticabile Andrea Parodi in una lunga tournèe nella quale è stato registrato un cd live dal titolo “Midsumme night in Sardinia”. Recentemente ha lavorato ad un disco in duetto con Pino Daniele.

"Abbandonati nelle mani di quelle belve"

Molti rientravano a casa dopo le vacanze. Altri avevano appuntamento con i medici, c´erano madri con figli ammalati, anziani che trascinavano valigie pesanti. Sul volto di tutti la paura per la furia dei tifosi, per gli atti vandalici che si trasformano in rabbia e aggressione. Tensione e disordini alla stazione centrale di Napoli. Dopo aver aspettato quasi due ore sul treno per Torino, i viaggiatori sono stati invitati dai dipendenti delle ferrovie a scendere per far posto ai tifosi napoletani in trasferta a Roma. Anna R., la madre di un bambino ammalato urla sui binari, si rivolge al questore: «Deve farci partire, mio figlio deve arrivare al più presto all´ospedale Gaslini di Genova». Le fa eco un altro viaggiatore, che affronta il responsabile della polizia senza mezzi termini: «Siamo noi, con i soldi delle tasse, a pagarvi. Dovete garantirci il viaggio». Gli animi si esasperano ancora di più quando viene deciso un controllo ulteriore a bordo delle carrozze: due capotreni scortati da altrettanti agenti salgono a bordo chiedendo di mostrare il biglietto. Sperano così di smascherare i portoghesi favoriti dal parapiglia in seguito malore di un tifoso. Daniela Terrazzano, impiegata, deve arrivare a Torino in tempo per riprendere a lavorare: «È incredibile che si possa diventare ostaggi per una partita di calcio». Cinzia Vettosi, in viaggio con due bambini, li tiene stretti per mano: «Ho avuto paura di scendere dal treno di fronte a centinaia di tifosi che inveivano pretendendo di salire. Un´atmosfera da terrore». «Ce l´hanno intimato loro per primi, urlando - racconta un´anziana signora diretta a La Spezia - poi, dopo gli ultrà, sono stati i ferrovieri a chiedercelo. Dovevamo scendere per forza». Poco prima delle 12.30, in ritardo, si precipita dalle carrozze di testa, più lontane dalle forze dell´ordine, una giovane donna che piange terrorizzata: «Perché nessuno mi ha avvertito di scendere? Mi avete lasciato sola in balia di quelle belve». È una specie di passerella indesiderata, una gogna, anche se blindata dalla polizia, quella che i viaggiatori devono fare davanti ai tifosi imbestialiti. Alcuni accelerano il passo. Altri, anziani, sono impediti da pesanti trolley che trascinano sul marciapiedi. C´è chi ha problemi di salute in famiglia e aspettare potrebbe peggiorare la situazione. Come Maria M., pure costretta a scendere in attesa di un nuovo treno in partenza: «Devo raggiungere mia madre a Torino - dice tra le lacrime - era in vacanza da mio fratello, stava passando ferragosto con i nipotini, ma ha avuto un ictus. È assurdo quello che sta accadendo. Quando mi dicevano di lasciare Napoli, rispondevo che non l´avrei mai fatto, ma a questo punto... anche il calcio è diventato un problema in una città già difficile». Tanti i turisti stranieri che se ne tornano in patria, sconvolti dallo spiegamento di divise e dall´aggressività dei facinorosi in una mattinata di caos nella stazione di piazza Garibaldi: «Succede per il calcio? Incredibile». (Stella Cervasio da la Repubblica)

Ma De Laurentiis li ringrazia: sono sempre con loro
Napolionline - la citta vista da dentro - lunedì 01 settembre 2008

Rapina sulla spiaggia, 2 arresti e 2 denunciati

Vico Equense - Ancora manette ai polsi per Filippo Fileccia, soprannominato “o´ criminal bell”, arrestato per rapina e pestaggio ai danni di un 29enne di Gragnano e di un 19enne di Santa Maria la Carità a Marina di Seiano. Il 18enne di Arzano, titolare di un fascicolo penale di decine di pagine, era già stato arrestato il 24 agosto scorso dai carabinieri di Piano di Sorrento per furti sulla spiaggia di Alimuri di Meta di Sorrento, interrogato aveva ammesso di fare parte di una gang dedita alle rapine ai danni dei bagnanti. Processato per direttissima presso il tribunale di via degli Aranci di Sorrento era stato condannato ad un anno di reclusione, pena sospesa e scarcerazione immediata dietro il pagamento di una sanzione di 400 euro. A distanza di 7 giorni “o´ criminal bell” fa ritorno in penisola sorrentina e commette nuovamente lo stesso reato, stavolta in compagnia di un complice, Saverio Di Martino, 23enne di Trentola Ducenta in provincia di Caserta. Entrambi sono stati rintracciati ed ammanettati dai carabinieri della stazione di Vico Equense diretta dal maresciallo Antonio Lezzi e coordinati dal capitano Federico Scarabello della compagnia dell´Arma di Sorrento. I due dopo avere pestato con schiaffi e pugni due bagnanti gli avevano estorto 2 paia di occhiali da sole griffati, 2 telefoni cellulari ed i portafogli contenenti in tutto 350 euro in contanti. Le vittime, entrambe studenti, il 29enne di Gragnano ed il 19enne di Santa Maria La carità, sono state ricoverate all´ospedale “De Luca e Rossano” per avere riportato contusioni al volto ed alla regione cervicale con prognosi di 2 giorni. Dopo la denuncia i militari dell´Arma si sono sguinzagliati alla ricerca dei rapinatori, individuandoli ed arrestandoli mentre cercavano di dileguarsi a piedi in via Pezzolo. In seguito a perquisizione i carabinieri hanno trovato addosso ai fuggitivi la refurtiva sottratta ai due studenti che in seguito al confronto in caserma li hanno riconosciuti come gli aggressori della spiaggia. Accusati di rapina in concorso e violenze sono stati rinchiusi in cella in attesa del processo per direttissima. Nel corso di ulteriori indagini i carabinieri hanno identificato altri due complici, entrambi minorenni, un 17enne ed un 14enne ambedue di Sant´Antonio Abate. Denunciati in stato di libertà per concorso di reato i due minorenni sono stati affidati ai genitori. (Vincenzo Maresca – Positano News)

Metanizzazione: Vico entra in Seteap

Vico Equense - A poche settimane dalla designazione a presidente dell’Arips, Franco Gambardella dirigente della GORI, parla dell’ingresso della nostra Città in Seteap, la società mista pubblico-privata partecipata al 30 per cento dall’Arips e al 70 per cento dalla NapoletanaGas. "E’ un progetto che varammo venti anni fa, nel 1988. Era l’asse portante della nuova strategia che voleva vedere il Consorzio impegnato nel settore energetico. Occorre recuperare parte del tempo perso. Abbiamo aspettato ben18 anni per i contributi statali, ed altri due per avviare le prime gare. Qualcosa va precisato e migliorato”. “A mio avviso la quota di partecipazione del 30% all’Arips - ha detto – oggi non rispecchia il ruolo ed il contributo conferito dei Comuni”. "Credo che la Seteap debba avere sede nel territorio di competenza - ha aggiunto Gambardella durante un'intervista a Metropolis – L’Arpis è pronta a mettere a disposizione i locali necessari. E poi, la ridefinizione di un piano strategico della Penisola Sorrentina nel settore energetico non può prescindere dall’ingresso di Vico Equense in Seteap”.

Tonino Scala scrive a Bassolino sui precari

Regione Campania - L’On. Tonino Scala (SD) ha inviato una lettera aperta al Presidente della Giunta campana Antonio Bassolino per intervenire con vigore sulla questione della stabilizzazione del personale precario della dirigenza di primo livello del servizio sanitario regionale. Il Consiglio dei Ministri ha, infatti, impugnato la legge che regola tale stabilizzazione (L.R. n.5 del 14/4/2008) per una presunta questione di legittimità costituzionale (art.127). L’On. Scala, una volta apprese le motivazioni fornite dal Governo nazionale e dopo aver acquisito l’articolato giuridico che regge tale contestazione, ha sentito l’esigenza di denunciare al presidente Bassolino che “in questo caso la Regione ha subìto un attacco su base tutta politica e giuridicamente motivato da elementi molto deboli”. L’esponente di Sinistra democratica si rivolge al governatore affermando di essere “rimasto incredulo di fronte al cinismo mostrato dal Governo in tale vertenza, Governo che ha voluto ridurre il dramma della vita di tanti lavoratori e il lavoro fatto dal Consiglio Regionale in pedine di propaganda politica”. Dopo aver confutato analiticamente le tesi di incostituzionalità del consiglio dei ministri, Tonino Scala chiede a Bassolino “di rafforzare il suo impegno e intensificare la sua azione affinché difenda le ragioni che hanno condotto il Consiglio Regionale e il suo Governatore a promulgare una legge giusta, rispettosa della Costituzione e utile alla pubblica amministrazione”. Il Consigliere Regionale, inoltre, afferma che questa legge “investe due campi fondamentali della cosa pubblica che sono il lavoro e il diritto alla salute, argomenti che un governo di centrosinistra deve sentire come centrali difendendoli dagli attacchi portati dall’esecutivo nazionale di centrodestra, attacchi fondati sulle solite tesi inconsistenti e strumentali perpetrate con cinismo e per pura propaganda politica”. Infine l’esponente di Sinistra Democratica chiede al Governatore “di sensibilizzare l’avvocatura su tali questioni affinché la Regione Campania si difenda con la dovuta forza su una questione tanto importante sia per i cittadini campani sia per la credibilità politica del Governo Regionale”. Ancora una volta, quindi, l’On. Scala torna su una battaglia che sta conducendo da diversi mesi e che riguarda la concretizzazione di un processo di stabilizzazione dei precari della sanità in Campania equo e fruttuoso per il benessere dei cittadini e per la tutela della loro salute. Tale processo, che a distanza di un anno e mezzo dall’approvazione della DGR 514/07 ancora stenta a partire per le continue ostruzioni burocratiche provenienti da più parti, è in attesa della stesura di appositi elenchi regionali che l’assessorato alla Sanità sta preparando e che, si spera, permettano di far partire le prime trasformazioni di contratti a tempo indeterminato entro la fine dell’anno.