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venerdì 11 settembre 2009

Bocchino e Carfagna «battono» Cosentino Pd, il sindaco De Luca doppia Bassolino

Carfagna e Bocchino i candidati che in assoluto toccano la più alta percentuale di «fiducia». Nel centrosinistra spicca invece il nome di Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno. È il sondaggio Crespi sui candidati e le intenzioni di voto in vista delle elezioni regionali in Campania, anticipato dall'agenzia Il Velino. Dai dati raccolti emerge che nelle fila del centrodestra Italo Bocchino e Mara Carfagna risultano i candidati governatori più accreditati per fiducia e notorietà, mentre nel centrosinistra, Vincenzo De Luca surclassa l'attuale governatore Antonio Bassolino e il suo delfino Ennio Cascetta. Il sondaggio è stato condotto dall'istituto Crespi Ricerche tra il 7 e l'8 settembre su un campione di 800 elettori, suddividendo i candidati per notorietà e fiducia. (R.W. Corriere del Mezzogiorno)

Dati il Velino

domenica 19 aprile 2009

(Neo)trasformismi …

Dal Corriere del Mezzogiorno Vincenzo De Luca continua il lungo viaggio verso la conquista di Palaz­zo Santa Lucia. Bassolino secondo il Sindaco di Salerno ha rap­presentato per un po’ di tempo un tentativo di svolta, poi è fallita quella esperienza per­chè fondamentalmente è stata in linea con la storia di Napoli: era il trionfo del trasfor­mismo all'italiana. «Sono arrivato ad una conclusione —continua il sindaco di Saler­no — il consenso è basilare per la democra­zia. Ci si arriva o con l'uso privato delle isti­tuzioni, la clientela di massa, oppure sulla base di un'opera di trasformazione della re­altà. A Napoli sono stati tutti falsi gli ultimi congressi politici a sinistra, lo sanno tutti. C’erano falsi tesserati che venivano conteg­giati. Non siamo mai riusciti ad avere l’elen­co degli iscritti dei Ds di Napoli nonostante le sollecitazioni a D’Alema e Veltroni. In Campania non siamo né riusciti a fare, né aver dato un senso al fare. Non è solo il pra­ticismo, è la trasformazione della realtà di una città, è la sfida più dura e in tante parte del mondo progressista non esiste questa idea». Invece, nell’editoriale di oggi di Paolo Macry parla di neotrasformismo, per anni, la componente ex-Dc aveva vis­suto alla grande nel sistema bassoliniano, ne era stata un puntello elettorale imprescindibile (basta farsi un po’ di conti), aveva gestito un’enorme fetta delle risor­se pubbliche. Oggi, traghet­tata da Casini, approda ai li­di della destra.

mercoledì 17 dicembre 2008

De Luca governatore, subito lite

I bassoliniani: no a fughe in avanti

Regione Campania - Vincenzo De Luca che parla da governatore fa discutere il Pd ma trova consensi tra i cittadini: a un sondaggio de il mattino.it, alla domanda se il sindaco di Salerno può essere il candidato alla presidenza della Regione, ha risposto sì l’82,5 per cento; no il 16,5; non saprei l’1 per cento. Nel partito, invece, c’è molta cautela rispetto al sindaco di Salerno. Fra l’altro il suo attacco ai consiglieri regionali («non perdiamo tempo a chiedere le dimissioni della giunta perchè i consiglieri non rinuncerannno mai ai loro 15mila euro al mese») ha provocato la dura reazione degli interessati. «De Luca - dice Mario Sena - ha preso a misura se stesso: eletto sindaco non si dimise da deputato mantenendo il doppio incarico. Battute a parte, restiamo in Consiglio per affrontare i problemi della Campania, a partire dalla nuova programmazione dei fondi europei e del relativo Parco Progetti di cui chiediamo alla giunta di fare chiarezza. De Luca candidato? Tutti i movimentismi in una fase così delicata sono dannosi. Chi si vuole candidare lo dica apertamente senza ricorrere ad argomentazioni strumentali». Per il vicesegretario provinciale Pasquale Sommese, «occorre evitare generalizzazioni che rischiano di impoverire il dibattito politico anche se di De Luca restano alcune considerazioni assolutamente condivisibili». Anche Michele Caiazzo è critico. «Vedo - dice - troppi protagonismi, troppi individualismi, troppe fughe in avanti. Bisognerebbe lavorare per costruire una coalizione e elaborare un programma e poi, con regole democratiche e partecipate, scegliere il candidato». L’affondo più duro è di Felice Iossa. «Nè Napoli nè la Campania hanno bisogno di populisti. De Luca - dice il consigliere del Pd - solleva una questione morale dicendo che i consiglieri guadagnano 15mila euro e perciò restano al loro posto. È falso. Se io resto al mio posto, nonostante le tante difficoltà, è per evitare che gente come lui possa aspirare e poi diventare presidente della giunta regionale. Lui che è inquisito e che è stato rinviato a giudizio non ha diritto a sollevare questioni morali». Pone paletti anche Gianfranco Valiante, che di De Luca è stato assessore al Comune di Salerno. «Come amministratore - dice - ha tutte le carte in regola per potersi misurare ma da qui a ritenerlo candidato ce ne vuole. Bisogna lavorare per creare sinergie e programmi condivisi con l’obiettivo di rinnovare la classe dirigente. De Luca è una risorsa ma a condizione che non spari sempre addosso a tutti». (p.mai. il Mattino)

martedì 18 novembre 2008

Il primo cittadino studia da governatore «Ecco il piano per salvare la Campania»

Studia da governatore Vincenzo De Luca e respira, sempre di più, l’aria partenopea. Dopo aver acquisito per molti anni consenso e popolarità a Salerno facendo della lotta al napolicentrismo il suo cavallo di battaglia, ora il sindaco «di ferro» si sente pronto per il salto di qualità. Nella corsa da Palazzo di Città a Palazzo Santa Lucia, ha anche cambiato approccio: ora Napoli è il male da guarire, è la città da salvare, la sfida da vincere. Tant’è che all’ombra del Vesuvio De Luca ci sta molto più spesso, tre volte negli ultimi due mesi. Ieri poi, al teatro Mercadante, De Luca ha persino indicato, senza mezzi termini, il suo progetto per voltare pagina e far ripartire la Campania. Un piano da cinque miliardi di euro che si sviluppi in venti anni. Al centro della strategia c’è, naturalmente, il capoluogo partenopeo con i suoi quartieri abbandonati. Poi la fascia costiera e gli aiuti al ceto medio e ai poveri attraverso l’urbanistica e l’edilizia. La ricetta è gustosa, gli ingredienti rari: «Lotta alla burocrazia, aiuti concreti agli investitori, tempi record per le opere pubbliche». Che cosa manca? L’investitura dei partiti, l’ostacolo più arduo. È proprio su questo terreno che si gioca la partita decisiva, la finalissima. Anche qui il sindaco di Salerno ha fatto passi da gigante: dopo aver lottato contro Antonio Bassolino, qualche mese fa ha ricucito siglando un accordo storico. Ben visto persino dall’elettorato di centrodestra per i suoi metodi duri ma efficaci, deve vedersela ora con quella fetta del Partito democratico che alla Regione vorrebbe l’ex ministro Luigi Nicolais. Lui, però, confida nelle primarie e nel voto popolare (che, appoggiato solo da un paio di liste civiche, lo ha già portato a trionfare nel 2006 a Salerno contro tutto il centrosinistra) e, dopo la vittoria impossibile di Obama, ci crede davvero. (ger.aus. il Mattino)

Autisti d’oro, nuova bufera sulla Regione Campania

domenica 12 ottobre 2008

De Luca: "Basta consulenti e perditempo in Regione"

«Sono qui solo per un gesto di amicizia». Tenta di schermirsi così Enzo De Luca, sindaco di Salerno, ieri in trasferta a Napoli per un convegno sul federalismo fiscale organizzato dalla "Costituente ecologista e riformista", costola nata dai Verdi dopo il disastro elettorale e la scomparsa dalla scena dell´ex leader Alfonso Pecoraro Scanio. Padrone di casa il consigliere regionale Michele Ragosta, salernitano autore dell´invito al conterraneo De Luca. Però siamo a Napoli, all´Hotel Tiberio Palace, a due passi dal Centro direzionale: basta un niente e il blitz di De Luca a Napoli si trasforma nell´ennesima catilinaria su quella Regione dove molti lo vedrebbero bene in futuro al posto di Bassolino. A quest´ultimo De Luca rende la solidarietà per la lettera di minacce ricevuta venerdì. Poi però mette la quarta: «Arrivando qui ho visto aree di devastazione territoriale, zone dove il pensiero di attraversarle di notte fa paura e che avranno bisogno di generazioni di lavoro per risanarle dal degrado». Sottinteso che non potrà farlo chi ha ora il coltello dalla parte del manico. Concetto spiegato all´assessore Mariano D´Antonio, accorso al convegno per parlare di federalismo: «Date segnali veri - incalza De Luca - azzerate tutte le consulenze alla Regione, mandate a casa i dirigenti che passeggiano al Centro direzionale e che fanno perdere tempo agli amministratori per iter burocratici lunghissimi che frenano lo sviluppo». C´è un´altra gamba dalla quale la Regione zoppica in queste ore, la sanità, e De Luca porta il tackle: «D´accordo a cancellare strutture parassitarie, ma a patto che il numero dei posti letto sia uguale in tutta la regione, visto che i cittadini sono costretti a pagare di più la benzina per una tassa varata appositamente per sanare il debito della sanità». Niente figli e figliastri dunque. Applausi sul passaggio per il termovalorizzatore di Salerno. Infine il lavoro: no al reddito di cittadinanza che viene dato anche ai professionisti dei cortei, sì invece alla concentrazione delle risorse in dieci progetti di sviluppo regionale in grado da qui ai prossimi 5 anni di creare occupazione. Considerato che era ospite di amici verdi che «hanno un modo nuovo di fare ambientalismo, non "talebano"», il tutto somiglia molto a una piattaforma elettorale con tanto di abbozzo di alleanze. (r. f. da la Repubblica Napoli)

Ganapini "No al quinto termovalorizzatore"

sabato 30 agosto 2008

De Luca precisa

Regione Campania - Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, precisa il senso di alcune dichiarazioni rese ad un noto quotidiano locale nei giorni scorsi riguardo ad una sua presunta candidatura alla Regione Campania. Nel corso della consueta intervista del venerdì a LiraTv, il primo cittadino ha parlato di forzature giornalistiche nella titolazione e nell’interpretazione del suo pensiero, ritenendo prematuro ogni dibattito sul futuro della Regione. «Io non punto alla Regione, non punto a nulla; voglio solo continuare a lavorare serenamente per Salerno. Poi si vedrà». De Luca rimanda a non prima di due anni ogni riflessione sulle candidature, perché è il 2010 la scadenza naturale del mandato: «non credo che si voterà entro il 2009», ha ribadito il sindaco. Ogni dibattito sui programmi e sul rilancio della Campania non potrà avvenire prima di due anni.

Regione. L'effetto De Luca scuote la sinistra
Napolionline - la citta vista da dentro - venerdì 29 agosto 2008

sabato 31 maggio 2008

Primarie e anche "secondarie" non bastano...

Il “dietro le quinte” della politica campana segnala grandi fibrillazioni e notevoli “stanchezze”. La partita per la Regione è aperta da tempo ed i contendenti sono parecchi. Da quelli palesi - l’ex ministro Nicolais, il sindaco di Salerno De Luca, l’assessore Cascetta – a quelli in attesa degli eventi, ai famosi “out sider” o, anche, a quelli “last minute”, perché qui da noi non ci si fa, giustamente, mancare niente. Ma la verità è che il partito di Veltroni in questo momento è davvero in difficoltà. La navigazione è a vista: troppi gli equilibri, le aspettative, le spaccature, le volontà di rivalsa che si evidenziano con sempre maggiore chiarezza. La sensazione è che ci si prepari ad uno scenario già visto in ottobre: tutti contro tutti a tutelare chissà che cosa. E Roma ancora una volta si prepara al peggio: le primarie in Campania già si sono rivelate per una catastrofe organizzativa e mediatica. Meglio lavorare per un accordo preventivo – dicono in molti – ma manca al momento ogni credibile traccia di percorso da intraprendere. E, quindi, ciascuno è libero di costruirsi il proprio personale sentiero: le fughe in avanti sono all’ordine del giorno, il partito è sempre più distante “dai territori”, dalle cose che i cittadini avvertono come essenziali. Se solo il centrodestra si ritrovasse su un candidato credibile e di spessore, non ci sarebbe partita (dicono analisti e addetti ai lavori). Ma, intanto, via libera al grande caos di un partito non liquido, ma liquefatto. (New Press on Line)

venerdì 30 maggio 2008

De Luca ha chiesto una designazione ufficiale

Ha chiesto una designazione ufficiale del Pd per evitare le primarie per la guida della Regione o arrivarci con un largo consenso, Vincenzo De Luca nel suo incontro con Walter Veltroni. Il sindaco ha illustrato la crisi profonda del partito democratico in Campania, le concrete prospettive di sconfitta elettorale, indicando la sua ricetta. Ma le primarie, secondo il segretario nazionale, andranno fatte. Punto ribadito anche dal segretario regionale Iannuzzi: «Il candidato alla carica di governatore della Campania dovrà essere scelto in una grande consultazione popolare». Giornata romana, per il sindaco di Salerno, diviso tra il presente dell’emergenza spazzatura e il futuro che lo vuole candidato alla guida della Regione. Perciò Vincenzo De Luca ha incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta per la comune verifica di una serie di argomenti inerenti le realizzazione del termovalorizzatore di Salerno. Poi il faccia a faccia con Veltroni sottolineando lo stato non felice del Pd in Campania. Tre i punti cari al primo cittadino: primo verificare il gradimento di una sua candidatura alla Regione. Secondo capire come sarebbe accettata dal Pd una lista del presidente con il logo Progressisti, sempre presentata nelle elezioni al Comune di Salerno. Infine il nodo più spinoso: come evitare le primarie. De Luca, infatti, teme sia che il partito napoletano, numericamente troppo più forte, possa compattarsi al momento della scelta del candidato cancellando ogni possibilità per l’uomo di Salerno, sia che si moltiplichino candidature solo di chi vuole porre condizioni o ricatti. L’altra opzione chiesta da De Luca è un appoggio totale del Pd alla sua candidatura, visto che negli anni si è rivelato come l’unico politico a saper intercettare anche i voti del centrodestra. Veltroni ha però ribadito che al momento la strada per la scelta del candidato-governatore resta quella delle primarie. Posizioni sottolineata successivamente anche da Tino Iannuzzi: «Il candidato sarà scelto con le primarie - dice il segretario regionale del Pd - per il cui svolgimento sarà necessario definire preventivamente il perimetro della nuova coalizione da costruire sulla base di proposte programmatiche chiare, nette e totalmente vincolanti per le forze politiche che ne faranno parte». (Fulvio Scarlata il Mattino)

giovedì 29 maggio 2008

Iossa: Il governo ombra deve incontrare il Partito Democratico

Walter Veltroni deve al più presto fissare una riunione del governo ombra del Partito Democratico a Napoli” è questa la richiesta avanzata dall’onorevole Regionale Felice Iossa “dobbiamo di discutere nel capoluogo partenopeo i temi che devono essere affrontati con maggiore fermezza". "E’ in Campania e nel Mezzogiorno che ci sono le maggiori emergenze da quelle ambientali a quelle del lavoro, dallo sviluppo in generale alla lotta alla criminalità. Il Partito Democratico deve diventare il partito del Mezzogiorno e del lavoro. La politica oggi si accapiglia solo sulle nomine. Non si riesce a dare risposte concrete alle richieste della gente". "Non possiamo pensare in questo momento di fare le primarie del Partito Democratico con una situazione di grande emergenza dovuta alla questione rifiuti che sta generando una fortissima tensione sociale. Il segretario Iannuzzi ed il gruppo dirigente del Pd devono tenere in considerazione questi aspetti". "E’ irrealistico pensare di chiamare i cittadini alle primarie senza idee e senza un programma. Sarebbe più utile indire una conferenza programmatica prima dei comitati per le primarie. Studiare, confrontarci e poi presentare un’idea di società, un progetto per far diventare il Pd il partito del mezzogiorno e del lavoro”. (Metropolis)

Pd, quattro senatori campani nell’area Marini-Franceschini

Nel Pd si disegnano nuovi equilibri e ieri sera, a Roma, al ristorante Chigi si è riunita l’area dei cattolici democratici. C'erano Franco Marini, Dario Franceschini e Giuseppe Fioroni e con loro, tra gli altri, quattro senatori campani, Teresa Armato (foto), Riccardo Villari, Alfonso Andria, Enzo De Luca. Non nasce una corrente, tengono a far sapere gli interessati, piuttosto si rafforza un’identità, quella dei cattolici democratici, che sostiene il segretario nazionale Walter Veltroni. Questi nuovi equilibri sono destinati a incidere anche sugli scenari regionali, a partire dalla segreteria provinciale del Pd per finire al futuro candidato alla presidenza della Regione.



mercoledì 28 maggio 2008

De Luca va da Veltroni e gli chiede di correre da governatore

Salvo proroghe il commissariamento all’emergenza rifiuti di Gianni De Gennaro terminerà il 25 giugno e Antonio Bassolino, a quel punto, si dovrebbe dimettere, come aveva detto. Comunque nel 2009 lascerà la presidenza della Campania: il futuro lo vedrà, molto probabilmente, tra i banchi del Parlamento europeo e, dunque, a sinistra si comincia a ragionare sul candidato presidente, ruolo cui al momento ambirebbero Ennio Cascetta, l’assessore stimato ovunque, e Luigi Nicolais, pronti alle primarie, come ha detto l’ex ministro. Ma c’è un altro nome a scompigliare i giochi. Enzo De Luca, infatti, ha tutta l’intenzione di candidarsi e domani sarà a Roma per spiegarlo con molta nettezza a Walter Veltroni. L’incontro, previsto in mattinata, non sarà facile: da un lato, infatti, De Luca porterà le sue ragioni di sindaco di Salerno votato anche dal popolo di destra perchè bravo, perchè nella sua città non si è mai accumulato un sacchetto di immondizia, perchè da subito ha offerto la disponibilità ad ospitare sul proprio territorio un termovalorizzatore. Dall’altra il segretario del Partito democratico gli ricorderà di aver ribadito solo qualche giorno fa, a Milano, che tutte le candidature, per qualsaisi carica, saranno sottoposte a primarie. Ciò detto non sarà comunque semplice resistere al primo cittadino salernitano: basta scorrere brevemente il suo curriculum per capirlo. Due sindacature tra il 93 e il 2001 lo hanno visto trionfare alla testa della lista Progressisti per Salerno con cui - dopo la parentesi parlamentare - lo scorso anno ha sfidato sia il centrosinistra che il centrodestra. Al ballottaggio ha vinto ancora perchè senza alcun apparentamento anche da destra ha ottenuto voti che non gli hanno, però, impedito di formare una giunta di centrosinistra, dopo aver ricucito i rapporti. Anche con lo storico avversario politico, Antonio Bassolino, ha ripreso a dialogare grazie alla mediazione di Massimo D’Alema, il quale nello scorso fine settimana ha organizzato la sua summer school a Marina di Camerota, a un’oretta di macchina da Salerno - e infatti De Luca è andato a salutare il presidente di Italianieuropei. Insomma De Luca metterà nel piatto la sua forza politica oltre che elettorale e a Veltroni spiegherà che comunque si candiderà con le proprie insegne (c’è chi dice che da destra gli avrebbero proposto di capeggiare una lista civica apparentata con il Pdl), le stesse che lo hanno fatto sempre vincere. Cosa risponderà Veltroni? Intanto l’altro giorno il segretario regionale Tino Iannuzzi alla domanda sulle primarie con i candidati Nicolais e Cascetta precisava: «Prima bisogna ragionare sulle alleanze. Non possiamo certo fare le primarie solo all’interno del Pd». (di Rosanna Lampugnani Corriere del Mezzogiorno)

sabato 24 maggio 2008

E' di sinistra (?), eppure sembra di destra...

Dice cose di destra. Sostiene di essere ancora di sinistra. Ma, intanto, riempie di complimenti - ricevendone in cambio elogi e citazioni – esponenti di primo piano del centrodestra. Insomma, la sensazione di un netto smarcamento dalla “melassa” del Partito Democratico è chiara e ben visibile: Vincenzo De Luca è ormai sempre più un uomo solo al comando di se stesso. La conferma dei poteri commissariali – nonostante il malcontento del centrodestra provinciale e regionale – e la piena sintonia con il neo-Sottosegretario Bertolaso sembrano confermare una sensazione diffusa. Quale? Accreditare il più possibile – anche in maniera mediaticamente rudimentale – la sensazione che De Luca potrebbe essere il perfetto primo Governatore “bipartisan” della Campania. Insomma, in considerazione del plauso conquistato sul campo, il sindaco di Salerno potrebbe presentarsi ad un vasto ed articolato elettorato che spazia da sinistra, al centro e, naturalmente, a destra. Sono in tanti a chiedersi se la strategia del sindaco di Salerno sia realmente questa oppure quello che sta accadendo sia, invece, il frutto di un mix mediatico che esalta l’intuizione di alcuni temi centrali per l’opinione pubblica in questo particolare momento: sicurezza, rifiuti, identità territoriale. Nei palazzi della politica niente è chiaro in questi giorni. Si attende, si aspetta chissà che cosa. Nel Pd salernitano si palesa una sola certezza: De Luca deciderà come sempre da solo. (er.pa. - Newpressonline)

lunedì 28 aprile 2008

De Luca schiaffeggiato

Foglio di via obbligatorio. Ma la giovane rumena non gradisce di essere controllata dai vigili urbani e così aggredisce il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, che si trovava con la pattuglia della polizia municipale per seguire personalmente i controlli sul territorio che lui stesso aveva disposto. La donna rompe gli occhiali del primo cittadino, costretto ad andare in ospedale per farsi medicare.De Luca stava procedendo a bordo della sua autovettura, scortato da una pattuglia di vigili urbani in motocicletta quando ha notato l'avvenente squillo che fermava gli automobilisti in transito per offrire una «serata alternativa». Sul tipo di serata nessun dubbio: che si trattasse di un'offerta a pagamento era molto evidente, sia per gli abiti succinti della donna, sia per la coda di autoveicoli che si era formata lungo l'asse viario. Anche l'auto di De Luca si è accostata al marciapiede e dopo il primo contatto ad opera dell'autista del sindaco è stato lo stesso De Luca a intervenire, chiedendo a gran voce alla lucciola di «andare a fare quel mestiere da un'altra parte». La reazione La rumena, per niente intimorita dalle parole del primo cittadino, ha reagito con forza iniziando a inveire contro il sindaco con epiteti in slavo e arrivando a mollare un ceffone in pieno volto a De Luca.

mercoledì 5 marzo 2008

Rifiuti: due mesi dopo è sempre emergenza

Anche se sono passati molti giorni e ci siamo ormai assuefatti alle immagini di cumuli di rifiuti, di proteste, di roghi, la situazione in Campania non è migliorata. Anzi negli ultimi giorni è peggiorata. Sono circa 4.000 le tonnellate di rifiuti presenti nelle strade di Napoli. Le difficoltà nel conferimento agli impianti di cdr verificatesi nella giornata di martedì hanno consentito solamente la «tenuta delle giacenze». La spazzatura è presente nelle strade del centro così come in periferia. L’Asia, l’azienda che si occupa dell’igiene urbana in città, sta lavorando per rimuovere sopratutto cartoni, imballaggi e rifiuti voluminosi abbandonati vicino ai cassonetti. La Regione ieri ha firmato un’intesa con il Comune di Salerno stanziando settantacinque milioni di euro per la realizzazione del termovalorizzatore. L'impianto servirà sia Salerno che la provincia e sorgerà nella Piana di Sardone in cui cantieri potrebbero essere inaugurati il prossimo mese di settembre. Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, si è affrettato a ribadire che il suo ufficio sorgerà nell’area del termovalorizzatore. «Perchè così - dice - dimostrerò ai cittadini, in prima persona, che non c’è nessun rischio per la salute».

A causa dell'emergenza rifiuti, da domenica chiude il ristorante Caruso del grand hotel Vesuvio sul lungomare di Napoli. Nel locale, sulla terrazza con vista sul mare ed ora anche sulla spazzatura, hanno pranzato, tra gli altri, durante il G8, l'allora presidente degli Usa, Bill Clinton, e Silvio Berlusconi. Il ristorante sarà sostituito da una piccola sala nei pressi della hall.

sabato 16 febbraio 2008

Il Pd? Si spacca in quattro a Salerno

La questione è molto semplice. Bisogna fare i conti con i numeri, che dicono: due seggi alla Camera e due al Senato per il Partito Democratico in provincia di Salerno. I calcoli in queste ore convulse si fanno sugli uscenti (Iannuzzi e De Luca a Montecitorio; Manzione e De Simone a Palazzo Madama). E, allora, si comprende bene che la partita è giocata sul filo di equilibri regionali ben noti: bassoliniani e demitiani da una parte (Iannuzzi-De Simone) e deluchiani-antidemitiani dall’altra. Se – per esempio – l’anima popolare decidesse di fare scendere in campo Alfonso Andria (da Roma segnalano quotazioni al rialzo), è chiaro che si indebolirebbe la candidatura di Andrea De Simone (stessa area, che con Iannuzzi e Andria arriverebbe a contare tre candidature su quattro). Insomma, per un Vincenzo De Luca che resta a fare il sindaco e candida Alfredo D’Attorre, manca ancora all’appello il secondo nome di osservanza anti-bassoliniana di area ex diesse. E a complicare le cose arriva la sorpresa del cinquanta per cento di quote “rosa”: se passerà definitivamente questa regola in tutta fretta sarà necessario individuare una candidata. E a questo punto la questione si ingarbuglia ulteriormente perché non è detto che Iannuzzi debba per forza andare alla Camera e Andria al Senato: potrebbe anche accadere che Iannuzzi capeggiasse la lista al Senato e Andria, quindi, si ritroverebbe alla Camera. Sempre in attesa di sciogliere il nodo De Mita per il quale, comunque, sarà richiesta la deroga.

sabato 19 gennaio 2008

Poggioreale (1)

«Nessuno scandalo per l’inchiesta della magistratura: si svela un sistema di clientele da far impallidire Antonio Gava». Vincenzo De Luca attacca a tutto spiano la classe dirigente regionale del centrosinistra: «C’è un sistema clientelare diffuso - dice il sindaco - Nella sanità qualsiasi inchiesta avrà una sola fine: Poggioreale. La sanità è oggetto di mercato, ogni concorso per primario è falsato senza parlare della gestione di assicurazioni, appalti, sistemi informatici. In Campania non si sceglie in base alle professionalità ma all'appartenenza politica. Siamo alla degenerazione della Prima Repubblica. C'è una democrazia malata». De Luca parla anche di rifiuti, «una sconvolgente prova di mancanza di governo del centrosinistra su cui i dirigenti del Pd hanno dato una risposta penosa: se questo è il nuovo, meglio chiuderlo questo partito. (tratto dal mattino)

Poggioreale (2)

L´udienza, nella gestione del ciclo di smaltimento dei rifiuti in Campania, contro 28 imputati tra i quali il governatore Antonio Bassolino si è svolta nell´aula bunker di Poggioreale, per motivi "logistici", dopo una serie di eccezioni procedurali da parte degli avvocati della difesa, è stata rinviata a lunedì prossimo. Ed è il secondo rinvio dopo quello del 14 gennaio scorso.

martedì 8 gennaio 2008

De Luca è il Sindaco d’Italia

Vincenzo De Luca, primo cittadino di Salerno, è il sindaco d'Italia più apprezzato dai suoi cittadini, secondo la ''Governance Poll 2007'' del Sole 24 Ore. De Luca che ha scalato due posizioni rispetto al 2006, precede il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, stabile nel consenso al secondo posto, e quello di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, in netta ascesa negli ultimi dodici mesi. Secondo l'indagine del Sole 24 Ore, fra i pochi sindaci che non sarebbero rieletti se si votasse oggi, si incontrano Umberto Scapagnini, che guida una Catania in lotta per la sopravvivenza contro i deficit di bilancio, e Rosa Russo Iervolino, a cui il nuovo capitolo dell'infinito dramma rifiuti del napoletano non ha certo giovato. Mentre a Bologna Sergio Cofferati, anche lui da tempo ai ferri corti con parte della sua maggioranza, divide la città in due parti uguali, dopo aver perso per strada in un anno quasi il 6 per cento. Il segno meno accompagna anche Walter Veltroni, che perde 7 punti rispetto al 2006 e per la prima volta si allontana dalle posizioni di testa dei sindaci più amati. A Firenze Leonardo Domenici, al centro dell'infuocata polemica sulla nuova metrotramvia che dovrebbe lambire Santa Maria del Fiore, rimane ancorato al 60%, sei punti sotto il livello raggiunto nelle elezioni del 2004, a Venezia Massimo Cacciari guadagna qualcosa, ma continua a viaggiare a metà classifica mentre a Milano Letizia Moratti, stretta fra i no all'Ecopass e le indagini sulle sue nomine comunali, se si votasse oggi avrebbe vita difficile nella corsa a Palazzo Marino. (Asca)

giovedì 29 novembre 2007

L’anno zero della tolleranza

Il diessino Vincenzo De Luca, nell’ambito di una campagna per la sicurezza all’insegna della tolleranza zero che lo ha visto già in precedenza impegnato contro immigrati clandestini e abusivi, questa volta si è indirizzato verso le lucciole. Ha chiesto l’allontanamento di undici prostitute identificate dalla polizia municipale di Salerno nel corso di un’operazione di controllo sul territorio cittadino. «La presenza delle prostitute sul territorio cittadino - ha detto De Luca - crea notevoli problemi di sicurezza, ordine pubblico e decoro». De Luca ha sottolineato che l’ impegno dell’amministrazione comunale «è tentare con gli strumenti normativi ed operativi a disposizione di prevenire e stroncare questo turpe mercimonio del sesso». «La prostituzione offende la dignità delle persone e va combattuta - ha sottolineato il sindaco - nonostante qualche orientamento tollerante che sembra emergere anche a livello normativo nazionale». Per De Luca la presenza delle prostitute crea problemi alla circolazione stradale per gli improvvisi rallentamenti delle vetture di curiosi e clienti, ostacola lo svolgimento delle attività commerciali nella zona e turba le famiglie ed i minori che transitano nell’area dove le prostitute esibiscono il loro corpo. «Per queste ragioni - ha concluso - continueremo ad intensificare i nostri controlli e le iniziative a tutela dei cittadini che più volte hanno denunciato la grave situazione». Se il Sindaco fosse stato ospitato, ad Annozero, sarebbe stato perfettamente d’accordo con la Mussolini …

domenica 4 novembre 2007

Napoli – Salerno

A Napoli, l’assessore Giulio Riccio PRC afferma che, ove mai il prefetto dovesse farsi venire in mente di arrivare a espulsioni generalizzate, è pronto a trasferire il suo assessorato nel campo rom di Scampia. E teme gli effetti perversi dei nuovi provvedimenti: diversi prefetti potrebbero adottare atteggiamenti variabili — spiega — e ciò può determinare flussi di rom che vanno a rifugiarsi nelle città più tolleranti. Le quali, ovviamente, avrebbero a quel punto ulteriori problemi a gestire la questione. Il sindaco di Salerno, invece, Vincenzo De Luca, PD già noto per l’attenzione che da sempre dedica alle questioni di sicurezza, è certo che partecipare personalmente alle azioni contro le attività illegali gestite dagli immigrati — che si tratti di cacciare prostitute romene o ambulanti marocchini e cinesi — sia il modo migliore per dare ai concittadini «un segnale forte e concreto di come chi hanno scelto per rappresentarli si interessi a loro e alla città. E poi è giusto che io sia con gli uomini che debbono operare, anche per incoraggiarli».

martedì 23 ottobre 2007

Iannuzzi tra le correnti …

L’Ufficio di Presidenza del comitato 14 ottobre ha proclamato Tino Iannuzzi segretario regionale del Pd campano. Da circa dieci giorni non si parla d’altro, quello di cui non si parla, o che manca, nel dibattito concernente il futuro Partito Democratico, è una ferma critica del fenomeno del "correntismo", che rischia di riproporsi, con effetti nefasti. Presenti sia nei DS che nella Margherita, le correnti politiche, che nell'accezione corretta rappresentano una specie di anello di congiunzione tra il territorio e la classe dirigente del partito, si atteggiano il più delle volte a micro-partiti nei partiti che utilizzano e sfruttano la forza delle tessere, o delle deleghe, per imporre la propria volontà. Sarà allora importante che il Partito Democratico preveda un meccanismo idoneo a limitare gli effetti negativi del correntismo. Detto ciò, la segreteria provinciale di Napoli toccherebbe al Ministro Nicolais che sarebbe premiato. Salerno spetta a De Luca, a Caserta lo sceglie De Franciscis e ad Avellino non poteva mancare un De Mita nipote dell’ex Presidente del Consiglio. Che il principio del “correntismo”, è sicuramente ricco di difetti e di contraddizioni lo sappiamo, ma altrettanto chiaramente possiamo affermare che il Pd non ha trovato soluzioni migliori.