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lunedì 9 febbraio 2009

Omicidio: Cinque le piste per l’inchiesta

Castellammare di Stabia - Cinque le piste finora prese in considerazione dagli inquirenti per fare luce sull’agguato al consigliere comunale Gino Tommasino. Ipotesi sulle quali gli investigatori stanno acquisendo documentazione, materiale e informazioni non solo a Castellammare. La prima pista emersa è quella del business dei rifiuti e della presunta costruzione di un termovalorizzatore nella zona di Castellammare. Vicenda nella quale è stato ipotizzato un presunto coinvolgimento di Tommasino in veste di mediatore. Ma i riscontri finora non avrebbero incoraggiato molto gli addetti ai lavori. La seconda è quella degli appalti e della gestione delle terme a Castellammare. Gli appalti perché in città starebbero per arrivare consistenti somme per opere pubbliche e progetti di riqualificazione urbane e del lungomare. La terza pista è in qualche modo collegata con la seconda e riguarderebbe appalti e servizi per l’Azienda sanitaria Napoli 5, quella che comprende il territorio di Castellammare e dei comuni della Costiera sorrentina. La quarta pista è quella dei debiti e del presunto giro di usura che avrebbe costretto il consigliere ucciso a chiedere con urgenza un mutuo di 150mila euro. La quinta pista riguarda la lite e le successive minacce. L’ipotesi di una vendetta passionale è stata finora scartata. (il Mattino)

Minacce al consigliere, caccia al mandante

venerdì 6 febbraio 2009

La città saluta Gino Tommasino

Castellammare di Stabia - Un migliaio di persone si sono riunite questo pomeriggio a piazza Giovanni XXIII per dare l’ultimo saluto al consigliere comunale Gino Tommasino, ucciso due giorni fa in un agguato di chiara matrice camorristica. Per qualche ora, quindi, si sono messe da parte le ipotesi legate ai moventi dell’omicidio, per riaffermare con forza ancora una volta, in attesa della manifestazione di domani mattina, il “no” alla criminalità organizzata. Il rito funebre è stato celebrato nella Cattedrale stabiese dal vescovo Felice Cece, alla presenza di centinaia di persone. In Chiesa si sono riuniti i parenti e le istituzioni, rappresentate da tutti i sindaci della zona e le alte cariche politiche provinciali e regionali, nonché il mondo delle associazioni tanto caro a Gino Tommasino, con la sua Itaca, e le associazioni Città Viva, Nuova Carmina, Riscoprire Stabia, Aliante. Le forza dell’ordine, in collaborazione con la protezione civile, il Cems, e i radioamatori, l’Ari, hanno provveduto a “blindare” la piazza. L’aria tesa e la commozione delle persone accorse in massa hanno fatto si che un clima surreale circondasse il centro di Castellammare. Durante la sua breve ma intensa omelia, monsignor Felice Cece ha ricordato l’importanza della politica e dell’impegno civile contro la criminalità organizzata. “Siamo qui – ha detto il vescovo – per celebrare un nuovo funerale di una cara persona uccisa dalla camorra. La politica non deve dimenticare il suo ruolo fondamentale, ovvero quello di essere veicolo di legalità. Una legalità intesa come base per i valori di democrazia e giustizia”. Monsignor Cece ha poi condannato fermamente la criminalità organizzata che continua a spargere sangue nelle strade della provincia napoletana. Sul finire della cerimonia, i parenti del consigliere del Partito Democratico ucciso due giorni fa, hanno dato lettura del loro personale ultimo saluto a Gino, descrivendolo come un uomo di pace, un punto fermo per la famiglia, una persona solare e disponibile. Poi, fra le lacrime del fratello di Gino, il medico Giovanni Tommasino, la bara trasportata in spalla fuori la cattedrale. Ad attendere il corteo funebre, come già accennato sopra, un migliaio di persone circa. Diversi minuti di applausi all’uscita dalla Chiesa, prima dell’inizio del corteo, terminato poi al corso Vittorio Emanuele, di fronte ai suoi negozi di abbigliamento. Ancora una volta, insomma, la città si è fermata a salutare il consigliere Tommasino vittima della criminalità organizzata. Le istituzioni si aspettano che ciò avvenga anche domani, quando alle 9, sempre da piazza Giovanni XXIII, partirà la manifestazione anticamorra che attraverserà le strade del centro. (Francesco Ferrigno StabiaChannel.it)

giovedì 5 febbraio 2009

Il consigliere ucciso il suo nome in un'inchiesta sui rifiuti

Il nome di Gino Tommasino, secondo la Dda di Napoli, era in un'inchiesta su rifiuti, appalti e camorra. E il timore che Tommasino sarebbe stato presto chiamato a rendere dichiarazioni, magari facendo rivelazioni sul conto di esponenti della malavita organizzata, potrebbe essere il movente dell'omicidio. I magistrati che coordinano le indagini - il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i pm della Dda Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa - si sono incontrati stasera con il pm di Potenza Henry John Woodcock nella sede della procura al Centro Direzionale. Il magistrato, che nei prossimi mesi si trasferirà a Napoli, ha trasmesso infatti di recente ai colleghi della procura partenopea un'informativa riguardante un'indagine su alcune ditte legate a clan camorristici e su un giro di tangenti per appalti relativi allo stoccaggio dei rifiuti. Nell'indagine sarebbero emersi, non si sa a che titolo, diversi nomi di persone di Castellammare, tra cui anche quello di Tommasino. Non si esclude, nell'ambito di questo scenario, che i killer abbiano agito anche per conto di soggetti non camorristi. Ma l'agguato sembra avere anche - spiegano i magistrati - un significato intimidatorio per le modalità con le quali è stato attuato: «Tredici colpi - spiega un inquirente - tutti a bersaglio esplosi da una moto contro un'auto in movimento è un'azione che solo un killer abilissimo è in grado di realizzare. La scelta poi di agire in pieno giorno, mentre il consigliere era in compagnia del figlio, fa pensare a una intimidazione indirizzata nei confronti di chi intenda ostacolare il clan». In serata, soprattutto per approfondire le questioni relative ad appalti, dovrebbe recarsi in procura il sindaco di Castellammare, Salvatore Vozza, per essere ascoltato in qualità di persona informata dei fatti. (Il Mattino.it)

Saranno celebrati oggi alle 15.30 in Cattedrale i funerali di Luigi Tommasino. Il comune di Castellammare di Stabia ha indetto il lutto cittadino. ''La camorra ha rialzato la testa nella nostra città - ha detto il sindaco, Salvatore Vozza - noi non abbassiamo la nostra.'' Il consiglio comunale ha annunciato la costituzione di parte civile in giudizio.

mercoledì 4 febbraio 2009

Si indaga sui rifiuti

Castellammare di Stabia - Il giorno dopo la barbara uccisione di Gino Tommasino è caccia ai Killer. Per quanto riguarda il movente del delitto - dal Mattino.it - si indaga soprattutto sulla pista dei rifiuti e sulle posizioni ambientaliste di Tommasino, presidente dell'associazione Itaca. Una delle sue ultime denunce riguardava il «troppo cemento lungo i rivoli e i torrenti stabiesi». Solo a ottobre scorso Tommasino, tramite l'associazione, aveva chiesto all'amministrazione comunale di Castellammare di far sospendere i lavori al tunnel della statale sorrentina. «A Castellammare, dove i problemi idrogeologici per le numerosi falde acquifere sono tante (zona termale), si è aggiunto anche la costruzione in collina (strada statale sorrentina) del tunnel che dovrebbe alleggerire il traffico verso la penisola sorrentina e che sta creando non pochi problemi. Ci vengono segnalati - scrive Tommasino - dagli abitanti del borgo Madonna di Pozzano e della strada che porta al Monastero della Madonna della Libera, problemi agli edifici, smottamenti dei terreni, vibrazioni durante gli scavi degli edifici, non ultima la scoperta di una villa romana». L'associazione Itaca si domandava se, «prima di iniziare quest'opera, sono stati fatti i dovuti controlli dai vari enti competenti per: falde acquifere, visto che a valle ci sono le terme; eventuali smottamenti delle zone sottostanti visto che con le grosse piogge, il centro antico è soggetto ad alluvioni; eventuali reperti archeologici, come è successo in questi giorni la scoperta di una villa romana. Per questo chiediamo - concludeva Tommasino - all ‘amministrazione di bloccare i lavori e di creare una commissione di vigilanza, con tecnici dei vari enti competenti, per fare chiarezza e monitorare tutta l'area interessata, sia a monte che a valle, compresa quella del centro antico».

martedì 3 febbraio 2009

Consigliere comunale ucciso in un agguato

Castellammare di Stabia - Agguato choc in pieno centro: poco dopo le 15,30 è stato ammazzato il consigliere comunale del Partito democratico, Luigi Tommasino. Il raid a pochi metri dall´ex Pretura. Sul posto, carabinieri e polizia, che hanno circoscritto l´intera area teatro dell´agguato. Luigi Tommasino, 42 anni, titolare di una boutique sul corso stabiese, era in compagnia del figlio 15enne, entrambi a bordo di una Lancia Musa: sarebbe stato avvicinato dai sicari all´altezza di Unieuro ed è stato colpito a morte. Inutili i soccorsi. I sicari si sono affiancati all´auto del consigliere che procedeva lungo Viale Europa: almeno sette i colpi che hanno infranto i vetri della vettura. La vittima si è accasciata sul volante e la vettura è finita contro la vetrata del negozio Unieuro. (Metropolisweb.it)

Luigi Tommasino, chiamato da tutti Gino, era stato eletto per la prima volta in consiglio comunale nel 2005, prendendo, in pratica, il posto del fratello, Giovanni, medico al “San Leonardo” di Castellammare di Stabia ed ex assessore all' urbanistica con la giunta guidata da Ersilia Salvato nel 2001. Gino Tommasino, prima di confluire nel Pd, era stato segretario cittadino della Margherita. In consiglio comunale era componente della commissione politiche sociali. Poco in vista, descritto come una personalità non forte, il consigliere ucciso sosteneva l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Vozza, della Sinistra democratica, appoggiata da una parte del Pd, e dall' Udeur. Venerdì scorso, quando al Comune di Castellammare di Stabia stava per aprirsi la crisi politica, Tommasino era stato tra i firmatari, con altri 17 consiglieri, di un documento di appoggio al sindaco Vozza. Poco fa è giunto il sindaco Salvatore Vozza, che è scoppiato a piangere. Sono presenti anche assessori e consiglieri comunali. Pochi i commenti raccolti finora, ma quello più ricorrente definisce "inspiegabile" l' accaduto. I sicari hanno agito in una zona molto centrale ed affollata, parecchi tra i presenti riferiscono di aver udito sette-otto colpi di arma da fuoco Gino Tommasino non sembrava disporre di grande potere e non era un politico molto in vista a Castellammare di Stabia. Commerciante, gestiva un negozio di camice e cravatte di qualità. La moglie è titolare di un altro esercizio commerciale. (Ansa)

Convocata per domani sera alle 18,30 una seduta straordinaria di consiglio comunale. "Siamo innanzitutto vicini alla famiglia, colpita dal tremendo dolore per la perdita di Gino - scrive Vozza, in una nota insieme a consiglio comunale e giunta - Una morte inaudita, che sconvolge tutti quanti noi. La bestialità che è andata in scena oggi pomeriggio ci inorridisce, ma non ci ferma. Non ferma la condanna piena e assoluta che tutti noi facciamo della camorra e della violenza". "Davanti alla tragedia della morte di Gino Tommasino - prosegue la nota - siamo convinti della necessità che l'intera città di Castellammare di Stabia gridi il suo no alla camorra. In un momento di dolore così forte, esprimiamo piena fiducia nell'operato delle forze dell'ordine e della magistratura. Castellammare può farcela. Lanciamo un appello a tutti i cittadini che possano essersi trovati nelle vicinanze del luogo, al momento dell'omicidio, affinché forniscano agli inquirenti elementi utili alla ricostruzione del fatto. La loro collaborazione potrà essere utile anche a dimostrare che Castellammare di Stabia è una città che non ha paura. Non deve vincere la rassegnazione, ma la parte migliore della nostra comunità, fatta di tanti uomini e donne onesti e coraggiosi". (Il Mattino.it)

SKY TG 24 (Video)

(Foto Ansa)