Repubblica Napoli, stamani, parla dell’anomalia Di Palma. Il presidente della provincia uscente, a giugno, non sarà il candidato del centrosinistra. Gliel´ha comunicato venerdì scorso il commissario Pd Morando. L´ha ribadito di fatto Bassolino lunedì alla Mostra, parlando di primarie, di attenzione per l´Udc e di sguardo da rivolgere a un nome che provenga dalla società. Insomma: non Dino Di Palma. Nel Pdl invece nasce un ticket. Il candidato presidente Cesaro ha chiesto a Pina Castiello (An) la disponibilità a fargli da vice. Addii anche a sinistra, non si pronuncia mai la parola scissione ma a Chianciano, questo fine settimana, rifondazione si dividerà. Sul Corriere del Mezzogiorno chi va e chi resta nella sinistra campana. In casa Piddina, invece, interviene Benito Visca, che puntualizza su alcune inesattezze e polemizza con Berardo Impegno “… le ragioni di nominare un commissario, nel 1993 come oggi, vanno ricercate in ragioni più profonde, da rintracciare nelle radici stesse del Pd e nella sua eredità politica e culturale, se non addirittura morale, e nelle sue contraddizioni. E il tutto si ritrova nelle motivazioni di nomina del commissario, decise, viene sostenuto, per aiutare il partito a ritrovare se stesso, dandogli nello stesso tempo un colpo mortale, impedendo cioè ai suoi militanti di esercitare un primo, elementare diritto: quello cioè di eleggere almeno il segretario; e facendo prevalere l'ottusa logica di una presunta integrità del partito rispetto ai diritti di chi ad esso dà vita e sostegno; anzi, per essere più chiari, di un partito dominato ancora da una burocratica visione centralistica, convinto di ricreare la sua immagine nominando commissari”.Castellammare, padani invitati dal sindaco Vozza (a sue spese)