Roma - La potenziale discesa in campo di Alessandro Di Battista con l'associazione "Schierarsi" rischia di far saltare i piani strategici del centrosinistra. Secondo un sondaggio riservato realizzato da Ipsos, una lista guidata dall'ex deputato del Movimento 5 Stelle si attesterebbe oggi al 3,2% su base nazionale, una percentuale apparentemente ridotta ma sufficiente a superare la soglia di sbarramento e a sottrarre voti decisivi all'alleanza del cosiddetto "campo largo". La rilevazione dell'istituto demoscopico evidenzia come la figura di Di Battista intercetti un bacino di elettori potenziali ben più ampio, stimato fino al 13%. Si tratta principalmente di un elettorato deluso dalla progressiva istituzionalizzazione del Movimento 5 Stelle a guida Giuseppe Conte e critico nei confronti delle posizioni del Partito Democratico, in particolare sui temi della politica estera, del pacifismo radicale e della sovranità economica. I flussi elettorali stimati da Ipsos indicano che la nascita di questa formazione colpirebbe in modo diretto le forze progressiste. Il Movimento 5 Stelle subirebbe l'emorragia maggiore, cedendo la quota più identitaria e nostalgica del movimento delle origini. Allo stesso tempo, il Partito Democratico e l'Alleanza Verdi-Sinistra perderebbero consensi sul fianco sinistro, attratti dalle posizioni radicalmente anti-sistema dell'ex esponente grillino. In un sistema politico frammentato, dove le elezioni si vincono sul filo dei decimali, la sottrazione di un 3% all'area progressista rappresenta una minaccia concreta per le ambizioni di governo del centrosinistra. Di fatto, la candidatura di Di Battista rischierebbe di trasformarsi in una "lista civetta" involontaria, capace di indebolire l'alternativa al centrodestra senza però avere i numeri per governare in autonomia.

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