Vico Equense - Ci sono immagini capaci di imprimersi a fuoco nella memoria collettiva di una nazione, sintetizzando in un unico fotogramma una stagione storica intera. La fotografia in bianco e nero che ritrae l'arresto di Leoluca Bagarella, catturata dall'obiettivo di Letizia Battaglia, è senza dubbio una di queste. Non è solo la testimonianza visiva di un successo dello Stato contro la criminalità organizzata; è lo scontro ravvicinato, drammatico e plastico tra il volto spietato di Cosa Nostra e il rigore delle forze dell'ordine. L'immagine risale al 24 giugno 1995, giorno in cui la Direzione Investigativa Antimafia assesta uno dei colpi più duri alla mafia corleonese dopo la cattura di Totò Riina. Leoluca Bagarella, noto con i sinistri soprannomi di boss dagli occhi di ghiaccio o luchino, non è un mafioso qualunque. È il cognato di Riina, nonché uno dei killer più spietati e sanguinari della storia di Cosa Nostra, stratega della stagione delle stragi del 1992-1993 e mandante di decine di omicidi eccellenti. Dopo quattro anni di latitanza dorata trascorsa a Palermo, Bagarella viene bloccato mentre si sposta in auto. La notizia del suo arresto scuote la città e l'Italia intera, facendo vacillare ulteriormente il mito dell'invincibilità dei corleonesi. Quando il boss viene scortato fuori dagli uffici della DIA per essere trasferito, in mezzo alla calca dei giornalisti c'è lei, Letizia Battaglia, la fotografa che per decenni ha raccontato Palermo e la sua guerra di mafia attraverso il mirino della sua macchina fotografica. La composizione dell'immagine si rivela potente e claustrofobica. Bagarella occupa la porzione mediana dell'inquadratura, stretto nella morsa degli agenti, mentre il suo maglione chiaro contrasta nettamente con le divise scure e i guanti in pelle nera dei poliziotti.
domenica 8 novembre 2026
Vico Equense. Il volto del terrore in catene: l'arresto di Leoluca Bagarella negli scatti di Letizia Battaglia
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