Vico Equense - C’è una macchina invisibile che muove la cultura, il turismo e gli eventi dei nostri territori. Una macchina che non consuma carburante pubblico, non grava sui bilanci comunali e non timbra cartellini. È quella alimentata da chi scrive, fotografa, racconta e condivide per il puro piacere di farlo. Eppure, troppo spesso, questa macchina corre nell’indifferenza di chi, dal palazzo pubblico, quella stessa cultura dovrebbe tutelarla e promuoverla. Facciamo un passo indietro e guardiamo le cose per come stanno. All’interno delle istituzioni locali – che si tratti di Comuni, enti provinciali o regionali – la macchina organizzativa è chiara e strutturata. Gli assessori firmano le delibere, i dirigenti gestiscono i budget, gli impiegati danno forma ai progetti. Ciascuno di loro svolge il proprio ruolo, legittimamente e doverosamente retribuito. C'è uno stipendio per chi programma, c'è un gettone per chi presenzia. Poi, però, arriva il momento in cui l'iniziativa deve uscire dalle stanze del comune e arrivare alla gente. Ed è qui che lo scenario cambia. Accanto ai canali ufficiali e alla stampa di settore, si muove un esercito di appassionati. Persone che gestiscono blog culturali, pagine social di informazione locale, newsletter di quartiere o forum di discussione. Chi scrive su queste piattaforme spesso non lo fa per un giornale, non ha un editore alle spalle e non riceve alcun compenso. Ci mette il proprio tempo, le proprie competenze e, non di rado, i propri soldi.
domenica 8 novembre 2026
Vico Equense. Il valore (invisibile) della passione: se la promozione del territorio si regge sul silenzio delle istituzioni
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