Visualizzazione post con etichetta DS. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta DS. Mostra tutti i post

giovedì 15 gennaio 2009

Fremono i DS!

L’emozione è inarrestabile: i Ds veraci sono pronti all’ammutinamento. Non c’è tempo da perdere. A dettare i tempi della tanto bramata riscossa saranno l’insofferenza nei confronti di WalterEgo e l’agrodolce nostalgia per i giorni in cui l’eroico segretario Fassino, sfidando i menagramo di Palazzo e i detrattori sui giornali, garantiva credibilità e voti al centrosinistra. E’ stato piacevole cazzeggiare all’allegra sagra del Pd, ma come è noto il gioco bello dura poco e per i nuovi Ds è giunta l’ora di fare sul serio. Nelle case delle vecchie segretarie di partito, agli angoli delle strade, tra gli scaffali delle biblioteche piuttosto che nelle sale d’attesa dei centri benessere, si svolgono fugaci e clandestine riunioni con l’intento di progettare al meglio il colpo di coda. L’impresa non sarà certo facile; per questo pare che i più militanti stiano distribuendo ai combattenti per la buona causa un ‘kit di sopravvivenza del perfetto Ds’. Il contenuto ci commuove: un paio di vecchi maglioni, la raccolta delle poesie in forma di rosa di Pasolini, una bottiglia di Sassicaia, il calendario 2009 delle commesse, il contatto Facebook di Piero Fassino. E un trombone da orchestra. Per suonare prepotentemente la carica a quei tromboni del Loft. (Pierluigi Diaco “Il Foglio”)

martedì 20 novembre 2007

L’otto settembre dei diessini

Assieme a tanti militanti e dirigenti Ds ho condiviso tutto il percorso di formazione del Partito democratico. Esprimo, anche a nome di tanti compagni e amici che incontro, una grande amarezza sulla vicenda napoletana e su molti errori che hanno reso possibile la confusione e le cadute di stile che da mesi accompagnano a Napoli la nascita del Pd. Tra questi errori gravi c’è innanzitutto la condotta imperdonabile del gruppo dirigente napoletano dei Ds che, molto prima dello svolgimento delle primarie di ottobre, ha inopinatamente abbandonato il proprio posto di direzione e responsabilità. Una sorta di 8 settembre alla napoletana che ha lasciato migliaia di compagni, decine di sezioni del partito senza ordini né indicazioni di sorta. Uno scioglimento anticipato del partito che ha generato confusione e comportamenti penosi di tanti che hanno solo pensato a garantirsi un posto sull’ultima scialuppa di salvataggio. Alla testa di questa scomposta ritirata c’erano proprio quelli che avrebbero dovuto restare al proprio posto, pur sapendo che si andava verso la costituzione di un nuovo partito. Evidentemente il tema non è solo napoletano se è vero che da un giorno all’altro il segretario nazionale dei Ds è come scomparso, sostituito da Veltroni. Probabilmente l’accelerazione spasmodica del percorso è stata determinata dalla paura delle elezioni anticipate che, fortunatamente, non ci sono state. Proprio perché il clima politico si è disteso, io chiedo a tutti i dirigenti del costituendo Pd di dare adesso attenzione e ascolto alle organizzazioni di base di tutti i soggetti costituenti per evitare che la sindrome dell’8 settembre ne inneschi un’altra fatalmente, quella del “tutti a casa” per fare posto a un partito di capi corrente e di tanti feudatari dei territori della regione e della città. Sarebbe un errore tragico perché il Pd senza organizzazioni territoriali efficienti, organizzate e democraticamente costituite avrebbe subito il fiato corto. Altri sono molto più bravi di noi a praticare il terreno della politica virtuale o televisiva. Ma soprattutto si negherebbe una delle ragioni fondative del Pd, quella dell’incontro fecondo di esperienze e storie diverse se nella città, nei quartieri e nelle sezioni di partito non si incontra più nessuno. di Vincenzo Serio (Capogruppo Ds alla Municipalità San Ferdinando-Chiaia-Posillipo)

Pd, Caiazzo: "Un errorre arroccarsi in correnti" - Metropolis

giovedì 15 novembre 2007

“Far qualcosa”

Vico Equense - Da, quando Enzo Biagi è morto i particolari della sua emarginazione, sono venuti a galla. Le sue parole ferivano più di una spada, quindi, qualcuno, ha dato ordine di “far qualcosa”. Lo hanno emarginato, gli hanno impedito di far conoscere il suo pensiero, e hanno chiuso il volume della sua voce. Semplice. La camorra uccide con la pistola, in altri ambienti si sopprime un’anima, un cervello con il volume della voce. Questo accade ancora, con vari metodi. Questo è successo nella sezione dei Ds a Vico, e l’illusione è che, nel nuovo Pd, non si preferisca lo stesso metodo e le stesse persone. A proposito del coinvolgimento, della rappresentanza di genere, della rappresentanza generazionale, tuttora non si vede nulla di tutto ciò.

mercoledì 7 novembre 2007

Margherita ti amo, ma separiamo i beni …

Un matrimonio in regime di separazione di beni. La Margherita porta in dote le tessere, i Ds gli immobili. Nella pratica la coppia democratica ha deciso di mantenere ben distinte le proprietà come in una moderna famiglia in cui, però, un coniuge ha più ricchezze dell'altro. Per questo motivo è stato deciso di creare due fondazioni ad hoc che gestiranno i beni della Quercia e della Margherita separatamente. Dunque è partita la caccia per cercare le sedi del Partito democratico che, come vuole Veltroni, saranno nuove di zecca. Ma dicevamo un partito porta le tessere, l'altro i beni. Ebbene mica sono messi male. Tutt'altro. Gli eredi del glorioso Pci avranno sì lasciato da tempo la storica sede di via dei Fiorentini, ma in regione tra federazioni e sezioni (escludendo quelle in affitto) possiedono all'incirca 33 appartamenti. Il grosso ovviamente a Napoli. Di proprietà è, infatti, la federazione provinciale in via Toledo. Nello stesso palazzo c'è anche la segreteria regionale ma è in affitto. La fondazione creata ad hoc avrà sede proprio nell'appartamento dove fino a pochi giorni fa c'era il segretario provinciale Massimo Paolucci. Ma a Napoli ci sono altre 24 proprietà diessine, a Caserta 3, altre 3 a Benevento, una ad Avellino e una a Salerno. Oltre agli immobili, la Quercia ha un archivio storico preziosissimo. Da via dei Fiorentini dovrebbe essere stato portato a Pomigliano d'Arco. Dell'archivio fanno parte il quadro di Emilio Notte, «Primo maggio» (il figlio dell'artista ha chiesto al partito di donarlo al Madre), ma anche opere di Ricci, litografie di Valenzi, e tante tante foto. Gli eredi della Dc, invece, portano in dote per lo più il doppio delle tessere della Quercia (più di 80 mila contro 50 mila). Ma di beni, pare, neanche l'ombra.

venerdì 28 settembre 2007

Ds: "Le procedure sono illegittime"


Vico Equense - Da più di un anno l’unico consigliere comunale dei Ds, replica pateticamente che le “procedure sono illegittime” con riferimento alla costruzione di qualsiasi opera pubblica è annunciata sul suolo vicano. Pontificare dalla propria posizione privilegiata, fustigando il malcostume, senza essersi mai confrontato con nessuno, ma soltanto con le persone di sua fiducia, non ci meraviglia. A parole siamo tutti decisi, risoluti, nei fatti, mai nessuna “illegittimità” è stata riportata alle autorità competenti. E’ sempre così: quando il cammino si fa incerto e si smarriscono i punti di riferimento, si guarda sempre alle memorie di famiglia. Ritratti a cui ci si aggrappa come naufraghi su mezzi di fortuna. Nel caso specifico, la politica che si è preferito fare è quella che si operava, quando esisteva il PCI e si stava all’opposizione. Eppure sono state più di 300 le richieste presentate al Comune per l'aggiudicazione del diritto di superficie, per 99 anni, sui 106 box e di alcuni depositi commerciali nel parcheggio a tre piani di piazza Mercato. In quel caso si grida all’illegittimità, per screditare la maggioranza di centro destra, ma non si pensa che i cittadini hanno bisogno di parcheggi. Al contrario nessuna risposta convincente è ancora venuta: né sul merito dell'accordo, sottoscritto tra Governo, Regione e società proprietaria dell'immobile; né sull'opportunità di siglarlo, per quanto riguarda l’Alimuri. Un regalo ai privati, che premia chi ha fatto una pura speculazione immobiliare. In una Regione in cui non si riesce a riciclare una bottiglia di plastica, la moglie dell’assessore Cozzolino ha trovato il modo di riciclare gli ecomostri, ed ovviamente, per il consigliere comunale non esiste nessuna “illegittimità da avanzare.” Questi fatti sconcertano e fanno pensare, ma tant’è. Non se ne abbia a male, il nostro fustigatore, depositario delle verità più nascoste della politica, ma non avendo neanche stavolta la possibilità di dire la mia lo faccio così.

venerdì 14 settembre 2007

Altro che rinnovamento!


Poche settimane ci dividono dalle primarie del Partito Democratico. Il contraddittorio tra i candidati alla segreteria nazionale è acceso. La situazione peggiora se guardiamo a cosa accade a livello regionale.
In Campania la profonda spaccatura sia nello schieramento della Quercia che in quello della Margherita, dove ampie fila di esponenti politici non digeriscono l'indicazione dell'asse De Mita – Bassolino, si è concretizzata con la presentazione di tre candidati collegati a Veltroni. Il rischio maggiore a livello locale è di gran mucchio a sostegno di Walter, con la presentazione di più liste per pesare la forza delle diverse correnti dei DS e della Margherita. La preoccupazione è fondata, anzi avvalorata dai nomi della vecchia nomenclatura che già sappiamo far parte integrante del nuovo soggetto politico. Altro che rinnovamento! Si chiacchiera di massimo spazio alla democrazia, pluralismo e rispetto reciproco; programmi ed idee condivisi. Peccato che nei fatti, soprattutto a livello locale, si faccia tutto il contrario di quello che si propone. Ecco perchè occorre partecipare, non possiamo lasciar soli personaggi che continueranno a gestire potere sulle spalle dei cittadini onesti. Non proteste qualunquistiche, dunque, ma critica severa, senza sconti, sulle scelte che si andranno a fare.