Sorrento - Una petizione per chiedere la modifica del progetto di riqualificazione di piazza Veniero affinché vengano portati alla luce i reperti archeologici individuati nel sottosuolo. La sezione sorrentina del Partito Democratico domenica mattina ha dato il via alla raccolta di firme, sottoscritta in una sola giornata da oltre 400 persone. L’intervento per il restyling della piazza ha preso il via all’inizio dell’anno, per poi essere sospeso dopo il rinvenimento di una domus dell’epoca romana, in parte riportata alla luce dai tecnici della Soprintendenza. «La mancanza di fondi da destinare al recupero e alla valorizzazione dei resti da parte della Soprintendenza - ha spiegato il sindaco Marco Fiorentino - impone di ricoprire il tutto e proseguire con il progetto originario, salvo poi, in futuro, avviare nuovi scavi che non troveranno preclusioni nelle opere realizzate in superficie». Di parere opposto, invece, alcune associazioni e anche gli esponenti del Pd sorrentino che hanno avviato la petizione. «Durante i lavori - si legge nel testo - sono venuti alla luce reperti archeologici di rilevante valore e in buono stato di conservazione. Tale scoperta, se adeguatamente valorizzata, potrebbe rappresentare una grande opportunità per la nostra città». «La riqualificazione di piazza Veniero – prosegue la nota - come previsto dal progetto dell’amministrazione comunale, potrebbe permettere a sorrentini e visitatori di avere esclusivamente una piazza pedonale munita di un ulteriore chiosco bar. Noi riteniamo, invece, che dovrebbe essere uno spazio pubblico da dove si possa partire per un viaggio alla scoperta della Sorrento dei nostri antenati». Gli organizzatori dell’iniziativa, inoltre, lamentano che «l’attuale sistemazione delle lamiere intorno al cantiere causa grandi disagi ad abitanti e operatori commerciali della zona». «Con questa petizione - spiega il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Ivan Gargiulo - chiediamo di modificare il progetto di restyling di piazza Veniero per valorizzare le scoperte archeologiche e assicurare una completa fruibilità pubblica di questi spazi, reperire le risorse per rendere ciò possibile e predisporre le opportune azioni per ridurre i disagi che un eventuale allungamento dei tempi dei lavori potrebbero essere arrecati ai cittadini e alle attività commerciali della zona». (Massimiliano D’Esposito il Mattino)
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mercoledì 8 ottobre 2008
Petizione a Sorrento più spazio ai reperti
Sorrento - Una petizione per chiedere la modifica del progetto di riqualificazione di piazza Veniero affinché vengano portati alla luce i reperti archeologici individuati nel sottosuolo. La sezione sorrentina del Partito Democratico domenica mattina ha dato il via alla raccolta di firme, sottoscritta in una sola giornata da oltre 400 persone. L’intervento per il restyling della piazza ha preso il via all’inizio dell’anno, per poi essere sospeso dopo il rinvenimento di una domus dell’epoca romana, in parte riportata alla luce dai tecnici della Soprintendenza. «La mancanza di fondi da destinare al recupero e alla valorizzazione dei resti da parte della Soprintendenza - ha spiegato il sindaco Marco Fiorentino - impone di ricoprire il tutto e proseguire con il progetto originario, salvo poi, in futuro, avviare nuovi scavi che non troveranno preclusioni nelle opere realizzate in superficie». Di parere opposto, invece, alcune associazioni e anche gli esponenti del Pd sorrentino che hanno avviato la petizione. «Durante i lavori - si legge nel testo - sono venuti alla luce reperti archeologici di rilevante valore e in buono stato di conservazione. Tale scoperta, se adeguatamente valorizzata, potrebbe rappresentare una grande opportunità per la nostra città». «La riqualificazione di piazza Veniero – prosegue la nota - come previsto dal progetto dell’amministrazione comunale, potrebbe permettere a sorrentini e visitatori di avere esclusivamente una piazza pedonale munita di un ulteriore chiosco bar. Noi riteniamo, invece, che dovrebbe essere uno spazio pubblico da dove si possa partire per un viaggio alla scoperta della Sorrento dei nostri antenati». Gli organizzatori dell’iniziativa, inoltre, lamentano che «l’attuale sistemazione delle lamiere intorno al cantiere causa grandi disagi ad abitanti e operatori commerciali della zona». «Con questa petizione - spiega il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Ivan Gargiulo - chiediamo di modificare il progetto di restyling di piazza Veniero per valorizzare le scoperte archeologiche e assicurare una completa fruibilità pubblica di questi spazi, reperire le risorse per rendere ciò possibile e predisporre le opportune azioni per ridurre i disagi che un eventuale allungamento dei tempi dei lavori potrebbero essere arrecati ai cittadini e alle attività commerciali della zona». (Massimiliano D’Esposito il Mattino)
lunedì 8 settembre 2008
Piazza Veniero, i ritrovamenti tornano sottoterra
La soprintendenza: niente fondi. Le associazioni locali: recuperare la storia Sorrento - Nel giro di alcuni giorni riprenderanno i lavori per la riqualificazione di piazza Andrea Veniero. L’annuncio è stato dato dal sindaco Marco Fiorentino. Lo slittamento nell’esecuzione delle opere è legato al ritrovamento nel sottosuolo della piazza di una domus risalente all’epoca romana. Gli scavi hanno portato alla luce i reperti che testimoniano l’esistenza nella zona di una villa risalente al I secolo dopo Cristo. L’intervento per riportare alla luce i reperti è costato circa 40mila euro «interamente sovvenzionati dal Comune di Sorrento e versati in 3 tranche successive», tiene a puntualizzare il sindaco Fiorentino. Ora, però, vista l’impossibilità ad eseguire azioni di valorizzazione del sito, le antiche testimonianze saranno nuovamente interrate. «Abbiamo chiesto alla Soprintendenza di predisporre un progetto che garantisse la fruizione del sito – spiega ancora il primo cittadino di Sorrento – ma ci è stato risposto che mancano i fondi». Non è escluso che in futuro si possa decidere di riprendere gli scavi per portare alla luce i reperti. «Se si verificheranno le condizioni necessarie per la valorizzazione del sito – chiosa il sindaco Fiorentino – basterà rimuovere la pavimentazione». Intanto, alcune delle principali associazioni culturali della penisola sorrentina, si mobilitano perché venga garantita la conservazione dei reperti affiorati dagli scavi e si dicono disponibili a collaborare. Con una missiva inviata alle autorità competenti, i presidenti dei club Rotary e Lyons, Renato Colucci e Giacomo Aiello, della Fidapa, Rosa Russo Gargiulo, della Cyprea, Cecilia Coppola, del centro Bartolommeo Capasso, Enzo Puglia, dell’Associazione studi storici sorrentini, Nino Cuomo, dell’Ascom, Raffaele Maresca e l’archeologo Mario Russo chiedono al Comune di rendersi «tutore della memoria storica della città, evitando il depauperamento del patrimonio della collettività» e alla Soprintendenza di tutelare «il valore storico dei ritrovamenti». (Massimiliano D’Esposito il Mattino)
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