lunedì 6 aprile 2026

Faito: il peso di un anniversario senza ancora una verità

Castellammare / Vico Equense - Esistono date che si imprimono nella memoria di una comunità come cicatrici profonde, segni indelebili di un prima e di un dopo. Il 17 aprile è una di queste. A un anno esatto dalla tragedia della funivia del Monte Faito, il silenzio che avvolge i piloni d’acciaio e le stazioni silenziose non è solo un segno di lutto, ma un monito che interroga le coscienze. Ricordare, oggi, non può essere un semplice esercizio di retorica o una deposizione rituale di corone di fiori. Il modo migliore per onorare le quattro vite spezzate in quel tragico pomeriggio del 2025 è pretendere la trasparenza. Come emerso dalle cronache e dai documenti dell'inchiesta, il dibattito si è subito incagliato tra rassicurazioni su "verifiche regolari" e l’evidenza brutale di una fune traente che si è spezzata. Un anno dopo, le famiglie delle vittime e l'unico sopravvissuto attendono ancora risposte definitive. L’inchiesta che vede coinvolti vertici e dipendenti dell’EAV non è solo una pratica giudiziaria da sbrigare nelle aule di tribunale – con la prossima udienza fissata per il 7 maggio 2026 – ma è un debito morale che le istituzioni hanno verso il territorio. Non si può accettare che un’eccellenza del trasporto turistico, un gioiello che collega il mare alla montagna, si trasformi in una trappola mortale per un cedimento strutturale. Se la "grande famiglia" dell’azienda dichiara di non aver mai risparmiato sulla sicurezza, allora la verità deve emergere con la stessa forza di quel cavo che ha ceduto.

 

Il 17 aprile deve diventare il giorno dell'impegno civile. Onorare le vittime significa trasformare l'indignazione in una vigilanza costante, affinché la manutenzione non sia solo un timbro su un registro, ma una pratica maniacale di protezione della vita umana. Castellammare di Stabia e Vico Equense oggi si stringono in un abbraccio silenzioso. Ma sotto quel silenzio vibra la richiesta di una comunità che non vuole più aver paura di guardare verso la cima. Il Faito merita di tornare a essere una meta di bellezza, ma potrà farlo solo quando la sua funivia non sarà più associata al rumore sinistro di uno schianto, ma alla certezza di un viaggio sicuro.

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