lunedì 6 aprile 2026

Moiano: il grido di pace dei bambini nelle lettere ai fabbricanti d'armi

Vico Equense - Sabato 11 aprile 2026, alle ore 18:30, Moiano ospiterà un appuntamento di profonda caratura etica e sociale. L'associazione "La Casa di Tutti ETS", in sinergia con la libreria Ubik, presenterà il libro “Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi”, un’opera necessaria che dà voce all’innocenza violata nei teatri di guerra più caldi del pianeta, da Gaza all’Ucraina. L'incontro non sarà una semplice presentazione editoriale, ma una vera testimonianza collettiva. I bambini delle Parrocchie di Moiano, Arola e Ticciano, insieme ai ragazzi dell’associazione “Oltre il guscio”, presteranno le proprie voci per leggere alcuni estratti del volume. Sarà un momento di "disarmo della parola", dove lo sguardo puro dell'infanzia metterà a nudo le contraddizioni degli adulti, trasformando il racconto del dolore in un appello universale alla coscienza civile. La serata vedrà l'eccezionale contributo, in collegamento da remoto, di Arnoldo Mosca Mondadori, co-autore del libro insieme ad Anna Pozzi e Cristina Castelli. L'introduzione sarà curata da Salvatore Buonocore e Margherita Celentano, mentre a moderare il dibattito sarà Giovanna Starace della libreria Ubik di Vico Equense. Il volume riunisce lettere, racconti e disegni provenienti da Gaza, Ucraina, Repubblica Democratica del Congo, Myanmar e Sud Sudan, offrendo uno sguardo autentico sulla quotidianità dei più piccoli nei territori colpiti dai conflitti. Oltre ai testi dei bambini, il libro include materiali di approfondimento per educatori e insegnanti, schede geopolitiche e un’appendice con riproduzioni anastatiche dei disegni originali. Il cuore dell'opera risiede nel coraggio di interpellare direttamente chi produce strumenti di morte: le domande dei bambini, nella loro estrema semplicità, diventano quesiti filosofici e morali ineludibili. È un invito a fermarsi e ad ascoltare chi non ha responsabilità nei conflitti ma ne paga il prezzo più alto, proponendo un cammino di empatia per provare a costruire, insieme, una cultura della non-violenza.

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