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giovedì 18 giugno 2009

Faito: WWF contro Gennaro Cinque

Vico Equense – Con una lettera inviata alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, alla Compagnia Carabinieri, alla Soprintendenza di Napoli e Provincia, all’ A.S.L. di S.Agnello, al Parco dei Monti Lattari, al Corpo Forestale dello Stato di C/Mare di Stabia, al Coordinatore della Segreteria Demanio e Patrimonio, all’ Assessore all’Ambiente - Difesa del suolo - Parchi e Riserve Naturali e all’Assessore all’Urbanistica e Politiche del Territorio della Regione Campania, il WWF Penisola Sorrentina ha segnalato, in località Monte Faito, a valle del Villaggio Sportivo, taglio di alberi secolari e lavori che sembrano assumere caratteri che esulano dalla semplice manutenzione di un'area destinata a spazio fieristico. I lavori così come osservati e messi in essere dall’alba fino a tarda sera, senza che sia affissa e/o visibile alcuna tabella come previsto dalla legge, sembrano essere propedeutici a futuri e prevedibili interventi. La realizzazione di nuove strade di accesso allo storico castagneto, la creazione di terrazzamenti, di ampi spiazzali e di possenti palificate modello far-west, i notevoli sbancamenti e taglio di alberi plurisecolari, la distruzione dell’intero sottobosco, assieme alla messa in opera di impianti elettrici e idrico-fognari, stanno di fatto comportando una sostanziale e grave modifica dello stato dei luoghi e il danneggiamento e la perdita di un’area boscata naturale di inestimabile valore paesistico e ambientale, vista anche la vetusta età degli esemplari arborei presenti che raggiungono in taluni casi oltre 2 secoli di vita e, in alcuni esemplari eliminati, addirittura 300 anni!!! Nell’area interessata dai lavori, gestita dall’Associazione Volontari Faito, sono già stati edificati tutta una serie di baracche e manufatti, utilizzati come stands espositivi per una Sagra locale dedicata alla Castagna ma che, col tempo, hanno poi perso i caratteri di “strutture precarie e provvisorie” andando a configurare l’ipotesi di un sostanziale tentativo di urbanizzazione dell’intera area naturale preesistente. I manufatti ed i chioschi visibili sono infatti saldamente ancorati al suolo anche su massetto di cemento, alcuni sono dotati di allacci a bombole di gas e canne fumarie, sono visibili porte e finestre e coperture in laminati coibendati, inoltre alcune cabine ospitano all’interno servizi igienici…il tutto abilmente mascherato da tronchi e pannelli in legno. Inoltre nell’area in oggetto sono state effettuate drastiche e scellerate operazioni di capitozzatura dei grossi castagni di dimensioni tali da compromettere l'integrità e la sopravvivenza del tessuto degli alberi stessi. La quantità di legna e massa organica eliminata è stata enorme con produzione di numerose tonnellate di tronchi!!! La legna tagliata giace ora un po’ dovunque…anche a casa del sindaco!!! “L’ho presa solo per fare un piacere – ci ha riferito il Sindaco di Vico Equense – la legna di castagno nel camino scoppietta e perciò non la vuole nessuno…abbiamo dovuto pregare le persone per prendersela!!!” Ora qualsiasi siano state le motivazioni addotte alle potature non giustificano affatto lo scempio perpetuato ai danni degli esemplari arborei. Coscienti criteri di potatura prevedono l'effettuazione di potature, se necessarie, da eseguirsi sempre con moderazione. Invece i tagli, come appunto effettuati, appaiono realizzati con assoluta imperizia ed equivalenti certamente ad una amputazione della struttura arborea tale da danneggiare irrimediabilmente la stessa vitalità della pianta. I tagli infatti sono stati eseguiti con inclinazione sbagliata, talvolta a raso, senza lasciare rami di ritorno e con pericolosi ed antiestetici monconi e cortecce slabbrate che renderanno difficile, laddove non impossibile, la compartimentazione e la guarigione delle ferite da taglio, lasciando la via aperta all’attecchimento di tutta una serie di gravi patologie con danni anche postumi e probabili insorgenze di marciscenze e di carie, oltre a possibile aggravio di patologie da cancro corticale. L’area oggetto della segnalazione è sottoposta a vincolo paesaggistico ex-legge in quanto coperta da bosco, nonché a vincolo paesaggistico particolare in quanto compresa nel Piano Particolare Paesistico della Costiera Sorrentino-Amalfitana L.R.35, inoltre essa è inserita a pieno titolo all’interno dell’Area del Parco Regionale dei Monti Lattari. Visto che l’intervento nel sito in oggetto, così come messo in atto, ha di fatto comportato una sostanziale modifica dello stato dei luoghi e delle caratteristiche vegetazionali e paesaggistiche dell’area, il WWF ha chiesto: - di conoscere con quali finalità, modalità e competenze siano state effettuate le potature arboree e i tagli a raso nei modi descritti, contrastanti con la Circolare Ministeriale citata e lesivi di Bellezze naturali secondo quanto definito dall'art.1 sexies della L. 431/85 e dalla L.1497/39, - di conoscere se per i tagli operati sussista il parere favorevole degli Enti preposti; - di conoscere se la ditta che ha operato il taglio degli alberi abbia rispettato i dettami contenuti nell’eventuale capitolato d’appalto o procedura affine e fornito sufficienti garanzie durante l'esecuzione dei lavori in relazione a tutte le norme antinfortunistiche così come previsto dalla Legge per chi esegue lavori ad altezze elevate; - di verificare la destinazione finale del legname asportato visto che lo stesso costituisce un Bene Pubblico (facilmente vendibile sul mercato) e non già rifiuto da smaltire e di conoscere come altresì siano state smaltite le enormi quantità di frasche e ramaglie asportate dalle chiome degli alberi; - di verificare il rispetto di tutte le normative vigenti in materia di sicurezza e igienico-sanitario per quanto concerne il cantiere, gli impianti, i servizi igienici e i pozzi di raccolta-scarichi allocati sottoterra; - di accertare la provenienza del materiale utilizzato per colmare i terrazzamenti realizzati; - di verificare la legittimità di tutte le opere edili realizzate e/o in corso d’opera nell’area descritta. Il WWF spera che gli enti preposti e le forze dell’ordine facciano chiarezza sulla vicenda e si augura di riuscire a frenare i futuri interventi sul Monte Faito che prevedrebbero, tra l’altro, il sacrificio di oltre 7000 Faggi che vegetano sulla montagna!!! (tratto da Positano News)

lunedì 8 giugno 2009

Reportage Wwf, le polemiche

Sorrento - Ha provocato un vespaio di polemiche il reportage realizzato dal Wwf penisola sorrentina sulle condizioni del mare in costiera. Ad alimentare le rimostranze del sindaco di Sorrento, Marco Fiorentino, il video realizzato dagli ambientalisti al borgo di Marina Grande e postato su YouTube. Le riprese mostrano un tubo che sversa in mare dell’acqua che gli attivisti definiscono «putrida e puzzolente». «In realtà – spiega Marco Fiorentino – la tubatura scarica in mare solo le acque del rivolo Conca. Si tratta di un bypass realizzato per consentire i lavori per lo scavo della galleria attraverso la quale saranno canalizzate le acque del rivolo che non defluiranno più all’interno della baia di Marina Grande, ma saranno convogliate verso il mare aperto». In pratica, quindi, quelli ripresi nel video non sarebbero liquami fognari, ma acque pluviali contenenti il terreno depositatosi nell’alveo del rivolo. (Il Mattino)

giovedì 4 giugno 2009

Denuncia Wwf: «Inquinato il mare della costiera sorrentina»

Il mare della Penisola Sorrentina è inquinato. Lo denuncia, in una nota, il Wwf. «In questi giorni le acque sono verdi, torbide e a tratti schiumose e maleodoranti - spiega il presidente di Wwf Penisola Sorrentina, Claudio d'Esposito - e la qualità media riscontrata nel maggio di quest'anno è apparsa di gran lunga peggiore rispetto a quello del 2008». «Sono 908 le segnalazioni, di cui 10 in soli 30 giorni, in cui abbiamo individuato e fotografato discariche abusive nei punti dove il mare appariva inquinato - aggiunge - e la responsabilità non è certo da attribuire solo alla correnti e alle temperature». «Per questo motivo - conclude - sindaci, imprenditori e società che gestiscono gli impianti della Penisola devono rendersi conto che la cura delle acque marine è un dovere morale, prima ancora che civile o penale». (Il Mattino)

lunedì 25 maggio 2009

Il Wwf: «Veleni nel mare di Sant’Agnello»

Dossier dei volontari alla Procura: continui sversamenti all’altezza della spiaggia di Caterina

Sant'Agnello
- Liquami in mare nello specchio d'acqua antistante la spiaggia di Caterina nella zona prospiciente lo sbocco in mare del vallone di San Giuseppe. A lanciare l'allarme sono i volontari del Wwf che in una dossier chiedono alla Procura della Repubblica, alla polizia provinciale ed all'azienda sanitaria Napoli sud tre di accertare l'origine del fenomeno e rimuoverne le cause. Nel mirino degli ambientalisti ci sono sia i lavori di adeguamento dello sbocco a mare dell'alveo di San Giuseppe e riqualificazione dell'arenile con attrezzature per la balneazione, sia gli interventi di recupero della spiaggia di Caterina, entrambi realizzati dal comune di Sant'Agnello e finanziati dall'unione europea nell'ambito del progetto integrato sulla portualità turistica. «A tale scopo le acque provenienti dal rivo San Giuseppe, sono state deviate e convogliate in un vasto canale parallelo alla scogliera del porto di Piano. Il canale finisce sotto le attrezzature per la balneazione che si stanno realizzando e da giorni sono stati osservati liquidi presumibilmente di natura fognaria che si riversano direttamente a mare», dice Claudio D'Esposito, presidente della locale sezione del Wwf. Non a caso, nelle scorse settimane analoghi episodi di sversamento di liquami sono stati segnalati dagli abitanti del luogo ai sindaci di Sant'Agnello e Piano, comune quest'ultimo che con la marina di Cassano rischia di avere i danni maggiori dall'eventuale inquinamento dello specchio di mare al confine. «Visto che l'episodio osservato si ripete con periodicità da tempo e che la natura dei liquidi osservati lascia presupporre che si tratta di scarichi fognari, con gravi conseguenze per la qualità delle acque del mare del punto di sbocco del canale chiediamo un immediato intervento per accertare fatti e responsabilità ed evitare che eventuali reati possano portare conseguenze dannose per l'ambiente e la salute pubblica, oltre a promuovere ogni azione per l'immediata bonifica del sito inquinato», si legge nel dossier degli ambientalisti. L'allarme per la zona prospiciente il vallone di san Giuseppe arriva a pochi mesi di distanza da quello per il rivo di Lavinola, al confine tra i comuni di Piano e Meta. In più di una occasione, infatti, sempre i volontari del Wwf hanno documentato un copioso sversamento di liquami che da un impianto di natura fognaria disegnato al di sotto di un antico tracciato pedonale che termina a cascata all´interno del sito paesaggisticamente vincolato e ricadente nel Parco Regionale dei Monti Lattari. Il passaggio pedonale, attualmente interdetto da una barriera in cemento, collega Piano di Sorrento con Vico Equense attraverso la strada di Casanocillo e sbuca nella frazione collinare di Arola. Ad essere incriminati sono una serie di tombini che insistono su un tracciato in cemento a pelo al di sopra dell´antico sentiero pedonale. L´intero alveo, infatti, da anni è sottoposto a un fenomeno di inquinamento al punto che nella scorsa estate, nel mese di agosto, furono proprio i dati della sezione scientifica dei militari dell´Arma a lanciare l´allarme inquinamento dopo avere riscontrato nelle acque della foce della spiaggia del Purgatorio a Meta una presenza di coliformi fecali con percentuali sei volte superiori alla norma e con una concentrazione di enterococchi fecali con un tasso decine di volte più ammassato rispetto ai limiti di legge. (Francesco Aiello il Mattino)

venerdì 24 aprile 2009

Stop al taglio degli aranci il Wwf lancia l’appello

Piano di Sorrento - No al mega-distributore di carburanti previsto lungo via dei Platani in un’area dove attualmente sorge uno dei più antichi aranceti della costiera sorrentina. A chiederlo sono i volontari della locale sezione del Wwf che in un dossier hanno segnalato lo sbancamento di terreno ed il conseguente taglio di decine di alberi in corso nella zona destinata ad ospitare l’impianto. «Da diversi giorni sono in corso lavori con uno scavatore che hanno già comportato l’eliminazione di tutti gli agrumi per lasciare spazio al nuovo distributore di carburanti la cui realizzazione causerà la trasformazione di 1700 metri quadrati di fondo agricolo per lasciare posto a depositi, bar, autolavaggi, parcheggio, spogliatoi e servizi igienici», si legge nella nota inviata alle forze dell’ordine e alla Procura della Repubblica. In realtà il braccio di ferro sul distributore è iniziato alla fine dello scorso anno quando gli ambientalisti chiesero di poter visionare degli atti relativi al progetto depositati al comune. Immediato il rifiuto della Violante Petroli srl, che si oppose alla richiesta giudicandola «generica, inammissibile e irragionevole», sostenendo che «si tratta di atti che non possono incidere sui fattori dell’ambiente», e ritenendo inoltre che l’accesso al progetto violasse i «diritti di proprietà industriale e intellettuale» della società che «opera in un mercato ad altissima concorrenzialità». Tuttavia, nonostante il parere contrario degli interessati dal Comune, con il conforto dell’ufficio legale, hanno ugualmente consentito alla visione degli atti da parte dei volontari del Wwf. Risultato? «Visto che nell’area interessata dai lavori l’estirpazione degli alberi è avvenuta senza rispettare il regolamento edilizio, e considerato che la delocalizzazione di una stazione di rifornimento debba avvenire in conformità con le normative urbanistiche che prevedono l’obbligo di rispettare i volumi e le dimensioni di quella preesistente, chiediamo di sospendere immediatamente le opere in cantiere», dice il presidente del Wwf locale Claudio d’Esposito. (Francesco Aiello il Mattino)

venerdì 17 aprile 2009

Abbattuti alberi secolari, esposto di Wwf

Massa Lubrense - Abbattuti querce ed ontani secolari che facevano da filari ad uno dei sentieri più suggestivi della penisola sorrentina nel percorso che porta a Marina di Crapolla nel pieno della riserva protetta di Punta Campanella. Una devastante operazione di taglio a raso di alberi di oltre un secolo di vita è stato effettuato lungo la via di Crapolla che conduce tra sterrati e scale fino alla caratteristica spiaggia di pescatori passando per l’antica cappella dedicata a San Pietro. Un gran numero di querce ed ontani sono spariti, abbattuti dalla mano dell’uomo, in una vasta proprietà al confine del sentiero. Sul posto sono intervenuti i volontari del Wwf sezione penisola sorrentina che dopo avere documentato l’accaduto con un nutrito dossier fotografico hanno inviato un esposto alla soprintendenza di Napoli e Provincia, corpo forestale dello Stato di Castellammare, Comune e Vigili di Massa Lubrense segnalando il disboscamento dell’area e chiedendo la verifica per la legittimità delle operazioni di taglio a raso per gli alberi secolari. «Molto probabilmente i grossi alberi sono stati tagliati per ricavarne legna da ardere ed avere in tal modo un immediato vantaggio economico - dice Claudio d’Esposito presidente del Wwf, senza comprenderne o considerarne l’enorme valore che tali esemplari hanno da vivi riferendomi a quelli che avevano raggiunto o superato il secolo di vita. Veri e propri patriarchi arborei, giganti cresciuti in situazioni estreme su un terreno soggetto a venti caldi, siccità ed incendi». Parte dei grossi tronchi recisi giacciono ancora a terra assieme a cenere e cumuli di segatura, alcune ramaglie sono state invece bruciate sul posto o gettate sulla sponda dell’alveo sottostante. Gli arbusti costituivano un habitat naturale per diverse specie di animali oltre che rappresentare un naturale rinforzo per i terrazzamenti in area a rischio idrogeologico. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

lunedì 16 marzo 2009

Puolo e gli ambientalisti

Massa Lubrense - Wwf e Italia Nostra, in una nota congiunta, manifestano soddisfazione per la determinazione assunta nella conferenza di servizi dall’assessore regionale all’Ambiente Gabriella Cundari e dalle associazioni ambientaliste che allontana l’ipotesi di un project financjng per lo sviluppo del porticciolo turistico e da pesca e l’invariante di Marina di Puolo. «È giusta – spiegano Andrea Fienga e Massimo Maresca, in rappresentanza delle sezioni di Wwf e Italia Nostra penisola sorrentina - la valutazione dell’assessorato regionale al governo del territorio sul progetto di porto turistico a Marina di Puolo che lo ha di fatto bloccato, in quanto era stato ignorato il vincolo della legge regionale 35/87, che vieta esplicitamente l’ampliamento delle strutture portuali. Nell’ultima conferenza dei servizi Italia Nostra e Wwf hanno chiarito ancora una volta come questi progetti non facciano altro che deturpare le bellezze della costiera e il suo patrimonio naturale andando in netta antitesi proprio con quello sviluppo turistico che vorrebbero invece perseguire». (Il Mattino)

sabato 28 febbraio 2009

Pineta Le Tore, partite le operazioni di sfoltimento sulla collina

Sorrento - Iniziate le operazioni di sfoltimento nell’area collinare della pineta “Le Tore” che dall’alto dei 526 metri sul livello del mare rappresenta il punto più alto della dorsale da Sant’Agnello a Punta Campanella in una posizione geografica che si affaccia sui golfi di Napoli e Salerno e sugli isoloti de Li Galli. L’intervento di disboscamento è realizzato dal personale della comunità montana ma solo in seguito ad una relazione agronomica che interessa il monte Le Tore, un sito ricadente nella rete “Natura 2000” che individua le aree destinate alla conservazione della biodiversità presente sul territorio ed alla tutela dell’habitat. La gestione della pineta, che si estende su un’area di 20 ettari di proprietà del Comune di Sorrento, fu affidata nel 1994 all’associazione ambientalista del Wwf che grazie al rinnovo della convenzione realizzò all’interno della pineta un vero e proprio rifugio Wwf. Dal 2003 la convenzione non fu più rinnovata e l’intera oasi della pineta tornò ad essere terra di nessuno. Davanti all’intervento già reso operativo di diradamento gli ambientalisti si augurano oggi che vengano rispettate le indicazioni fornite nella relazione agronomica, tecnicamente definita di non significatività, per le operazioni di taglio degli alberi che dovranno essere completate entro la prima decade di marzo per non provocare alterazioni alla fauna presente nel sito all’indomani dell’intensa attività di bracconaggio, oltre che degli incendi della scorsa estate. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)

giovedì 12 febbraio 2009

WWF, cronaca di un dissesto annunciato

Vico Equense - Quando in penisola sorrentina piove …e piove molto …e la penisola si “sgretola e disgrega” tra frane e smottamenti …c´è ancora chi si meraviglia e invoca lo stato di calamità naturale e auspica soluzioni di emergenza. E dopo la “tragedia” appaiono, come da copione, le “parole chiave”… che rendono possibile ogni successivo investimento e intervento: “somma urgenza”, “ad horas”, “pericolo per la pubblica e privata incolumità”. Il WWF da anni documenta e testimonia quello che quotidianamente accade, denunciando anche le responsabilità della politica, spesso incapace (o non interessata) a risolvere le emergenze ambientali che affliggono il nostro territorio e preoccupata solo a far tacere tali voci, con la convinzione che le denunce del wwf diano un´immagine negativa della “cartolina” (ormai infranta) della penisola sorrentina. Ma tantissimi sono i gravi fatti segnalati negli anni dalla nostra associazione. A Vico Equense, - si legge nel documento pubblicato da Positano News - sulle sponde del Rivo d´Arco, un “furbo” (uno dei tanti), per simulare l´esistenza di un muro preesistente, decise di “ingabbiare” in una rete, sostenuta da tondini di ferro legati a vecchi alberi di ulivo, diverse tonnellate di pietre calcaree (precedentemente estratte dalla montagna per ricavare un locale abusivo). Immediato fu la denuncia del wwf che documentando accuratamente i fatti previde anche “la futura catastrofe”. Meno immediato fu l´intervento di chi doveva o poteva intervenire…fatto sta che, come da previsione, crollò tutto, ulivi secolari compresi, e il privato “furbescamente” chiese ed ottenne di poter “ricostruire” il muro crollato, per contenere il terreno sceso rovinosamente a valle. Inutile dire che tale muro fu costruito in difformità rispetto alle presunte autorizzazioni. Dopo anni, il wwf si accorse che i lavori abusivi continuavano e quando, alle 22 di una sera di qualche mese fa, mandò l´ennesimo fax alle Forze dell´Ordine, accadde che il mattino successivo, un povero ed onesto uomo di 72 anni già colpito da alcuni infarti, venisse aggredito e percosso dai proprietari del fondo, oggetto dei molteplici abusi, credendolo l´informatore del wwf. Il mistero è che in quel giorno non c´era stato nessun intervento delle Forze dell´Ordine…che tardò ad arrivare dopo oltre una settimana…a causa della nota fax del wwf definita “illeggibile”!!! Ma i proprietari evidentemente “presagirono” la denuncia e malmenarono “preventivamente” il presunto informatore. E sempre nel Rivo d´Arco si verificò un crollo nell´alveo di numerosi cubi di cemento e di terreno messi in opera sulla sponda a contenimento di terrazzamenti e sbancamenti realizzati per ottenere un percorso carreggiabile di prolungamento ad un parcheggio utilizzato da una ditta di calcestruzzi. Sempre a Vico, nel Rivo di via Antignano è accaduto che, a seguito di lavori di allargamento della stradina, finanziati con fondi POR e realizzati dallo stesso Comune, tutto il materiale estratto (terreno, pietre e quant´altro) venisse rovinosamente sversato nelle sponde dell´alveo, creando una grave modifica dello stato dei luoghi e una situazione di pericolo.

domenica 1 febbraio 2009

Porti turistici, il Wwf: il Tar dà ragione a noi, non al Comune

Massa Lubrense - Continuano a far discutere le procedure attuate dall’amministrazione comunale di Massa Lubrense per il varo dei progetti sulla realizzazione dei porti di Marina della Lobra e di Marina di Puolo. Dopo le sentenze della prima sezione del Tar Campania i rappresentanti del Wwf Campania, in una nota diffusa ieri, ribadiscono le loro argomentazioni che hanno alimentato il braccio di ferro con il Comune di Massa Lubrense e la Regione Campania, centrate sul concetto che la «valutazione d’impatto ambientale» rappresenta un requisito essenziale accanto alla «valutazione d’incidenza ambientale». Per il Wwf le sentenze del Tar «non affermano, al contrario di quanto dichiarato dal sindaco di Massa Lubrense, la legittimità degli interventi approvati dall'amministrazione comunale e quindi della non necessità della preventiva valutazione di impatto ambientale. Affermano, invece, che i ricorsi sono improcedibili in quanto, pur essendo stata omessa la ”obbligatoria” valutazione di impatto ambientale prima dell'approvazione dei progetti, essa è stata, poi, espletata prima dell'avvio dei lavori, pendenti i giudizi». Insomma, secondo gli ambientalisti, «il Wwf ha conseguito il suo obiettivo: ha costretto l'amministrazione a rispettare le norme nazionali e comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale». E il braccio di ferro continua. (ge.pa. il Mattino)

giovedì 15 gennaio 2009

Ritrovata poiana ferita, allarme del Wwf

Massa Lubrense - Continuano i ritrovamenti di uccelli feriti. L’altro giorno gli ambientalisti Wwf della costiera hanno soccorso un esemplare di poiana (Buteo-buteo), colpito in volo. Il rapace, rinvenuto da un cittadino di Massa Lubrense, presentava una ferita dell’ala sinistra, all’altezza del carpo-metacarpo, una frattura già calcificata, con decine di pallini di piombo conficcati nel corpo. Ad alimentare l’allarme degli ambientalisti è Claudio d’Esposito, presidente del Wwf penisola sorrentina, che sottolinea come sia «impossibile confondere un uccello rapace con apertura alare di quasi un metro e mezzo, con qualsiasi altra specie».

lunedì 15 dicembre 2008

Il WWF: stop all’abbattimento selvaggio

Sorrento – “Abbatti un albero per Natale”. Sembrerebbe questa l’intenzione dell’amministrazione comunale sorrentina nei confronti dei sopravvissuti pini di via del Mare, già ferocemente tartassati dagli ultimi e recenti interventi di giardinieri ed agronomi nel buon nome del verde pubblico. L’ennesimo segnale di pericolo arriva dal Wwf sezione penisola sorrentina dopo che un colpo di vento ha fatto barcollare uno degli ultimi giganti verdi di Sorrento determinando il rialzo di un basolo della strada. Sul posto sono giunti i caschi bianchi della polizia municipale ed i vigili del fuoco mentre il Comune di Sorrento ha già commissionato una perizia agronoma per decidere le sorti del grande pino. Paradossalmente la perizia sembra sia stata commissionata allo stesso agronomo che aveva sempre sostenuto la pericolosità dei pini di via del Mare, quasi un invito a nozze, per una decisione che oramai sembrerebbe già presa. Il grande pino dovrà essere abbattuto nonostante le numerose reazioni negative da parte dei cittadini. Abbattere alberi è diventato un business visto che per la pianificazione e l’eliminazione di un solo albero, tra perizie, relazioni tecniche, messa in sicurezza, scelta dell’appalto, smaltimento del legno, possono essere richieste diverse migliaia di euro. Abbattere un grande pino può richiedere un costo anche vicino ai 7mila euro. «È imbarazzante e vergognoso constatare come l’amministrazione di Sorrento continui ad investire migliaia di euro per eliminare gli alberi, dichiara Claudio d’Esposito presidente del Wwf, sostenendo che si tratti di alberi pericolosi e a rischio crollo e producendo tutta una serie di perizie agronomiche, spesso discutibili ed incomplete». Sull’argomento è intervenuto l’assessore Apreda che ha assicurato il reimpianto di nuove specie arboree. (vinmar il Giornale di Napoli)

martedì 9 dicembre 2008

Atto vandalico all´auto del Presidente WWF

Piano di Sorrento - L'auto del presidente del WWF Penisola Sorrentina, Claudio d' Esposito, è stata trovata di nuovo con le ruote bucate. Questa volta due (altre due stavano vicino al muro e non si potevano bucare) ed il fatto è avvenuto all´interno del Parco dove vive probabilmente nel tardo pomeriggio di sabato, l´altra volta all'esterno della sua abitazione dopo le tre di notte. Il presidente del WWF ultimamente sta combattendo lo scempio del verde pubblico, i parcheggi e le lottizzazione in Penisola Sorrentina. Probabile che vi sia qualche legame con le sue attività. Le ultime sue battaglie sono state quelle per l'oasi Vallone Porto a Positano in Costa d' Amalfi e quelle contro la speculazione edilizia a Mortora a Piano di Sorrento. Attivissimo nella protezione della natura in Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina, con continue denunce fra Vico Equense e Sorrento, Claudio d'Esposito non è la prima volta che viene minacciato o intimidito ed è stato addirittura aggredito qualche anno fa a Meta per il suo attivismo. Difficile trovare un ambientalista più impegnato di lui in Campania e la sua intransigenza gli ha procurato non pochi nemici. Da parte di tutta la redazione di Positanonews la più ampia solidarietà ma vorremmo che si intervenisse in maniera seria per capire chi siano i responsabili. Abbiamo esitato a scrivere, ma crediamo che il silenzio sia l´atteggiamento preferito da chi fa malaffare, bisogna parlare e far luce. (Michele Cinque Positano News)

mercoledì 3 dicembre 2008

Il WWF denuncia una megadiscarica

Massa Lubrense – Nel cuore del Parco marino di Punta Campanella "sbuca" l’ennesima megadiscarica a cielo aperto, l’ennesimo sversatoio di materiali edili e di risulta a mezzo dell’ennesimo dossier di denuncia del Wwf inviato alla Procura di Torre Annunziata, ai carabinieri di Sorrento e all’Asl di Sant'Agnello Ufficio Igiene e Profilassi Ambientale. In località Metrano, imboccando via Colarusso e proseguendo verso il mare per una stradina originariamente sterrata ed ora cementificata, costeggiando il rivo Sciulia sfilano nell'alveo grossi cumuli di materiali edili, rifiuti ingombranti, copertoni, taniche contenenti olio minerale esausto e numerosi pannelli e manufatti in amianto accatastati, a quintali."Ancora un esempio di sottocultura e arretratezza - dichiara Claudio d´Esposito Presidente del WWF Penisola Sorrentina - cosa oramai comune quando si ha a che fare coi rivi e valloni della penisola sorrentina, considerarati (complice una diffusa malformazione mentale) nient´altro che baratri da riempire con lingue d´asfalto e da colmare con materiali di ogni sorta…finanche pericolosi e tossico-nocivi per la salute e per l´ambiente!!!…abbiamo fotografato tra l´altro diverse grosse taniche in plastica piene di olio esausto di motori, che giacciono in mezzo ai rifiuti, all´eternit in decomposizione sull´orlo del canyon, e tra la vegetazione secca della macchia mediterranea…una vera bomba innescata, posizionata in un area ad alto rischio incendio e già percorsa dalle fiamme!!! E pensare che sarebbe bastata una "ronda" di ispezione anche una volta al mese - aggiunge Claudio d´Esposito- perché la discarica da noi individuata è stata (e lo è tuttora) usata sfacciatamente ed impunemente per anni e, cosa ancor più grave, riteniamo con molta probabilità proprio da abitanti del luogo…incuranti della presenza di coltivazioni e di ulivi al confine con i rifiuti pericolosi: da un lato l´olio-dop e gli ulivi secolari… dall´altro l´olio esausto di combustione e i manufatti in amianto!!!"

giovedì 20 novembre 2008

Ok del Tar al Wwf

Sorrento - La prima sezione del Tar della Campania accoglie il ricorso del Wwf contro una delibera di Giunta regionale adottata alcuni mesi fa con la quale si stabiliva l’equivalenza tra alcuni tipi di scarichi industriali, tra cui quelli delle piscine, alle acque domestiche. «È davvero grave - commentano dal Wwf Campania - che si sia voluto far passare per acque domestiche gli scarichi industriali di alberghi e piscine di tutta la Regione e, soprattutto, della penisola sorrentina, della costiera amalfitana e delle isole». «Ci saremmo aspettati – aggiungono gli ambientalisti in una nota - anche l’intervento contro questa delibera degli enti che gestiscono gli impianti di depurazione considerato che tale scellerato atto della giunta regionale avrebbe potuto portare a compromettere i già «precari» processi depurativi, innalzando i costi di gestione degli impianti di depurazione e, in diversi casi, non garantendo l’efficacia degli stessi».

domenica 24 agosto 2008

Massalubrense, gli scempi in un dossier del Wwf

Non solo liquami a mare. Sfogliando il dossier del Wwf della penisola sorrentina si scopre, infatti, che negli ultimi anni la cala di Mitigliano, nel comune di Massalubrense, in piena riserva marina di Punta Campanella è stata più volte oltraggiata. Lo stesso Capitan Cook, ristorante e stabilimento balneare sequestrato venerdì dalla Procura di Torre Annunziata, era finito numerose volte nel mirino del Wwf. Le prime segnalazioni risalgono al 2003. Gli ambientalisti evidenzano che a Mitigliano, in inverno, i bracconieri posizionano le proprie trappole. Scattano inoltre foto di ceneri provenienti dalla combustione dei rifiuti sulla roccia. Documentano che lungo i camminamenti e nelle scarparte a ridosso del lido c´è chi deposita o scarica materiali di ogni genere. Il 28 ottobre 2006 l´associazione torna alla carica: «In località Marciano è stata realizzata una nuova arteria sterrata per raggiungere il mare nella zona denominata "le Fontane"». Precisano gli ambientalisti: «Il nuovo tracciato che prosegue da via Baccoli è apparso nella montagna ed è il terzo segnalato in tre anni». Altre immagini riprese dal Wwf ritraggono proprio i lettini di Capitan Cook, su una piattaforma in cemento, dove prima erano gli scogli. L´associazione denuncia dunque che i gestori del lido avrebbero illegittimamente guadagnato spazio per le proprie strutture e per i propri clienti, a scapito della roccia. I conduttori del lido-ristorante respingono ogni addebito e rivendicano il pieno rispetto delle normative a tutela ambientale. L´ultimo capitolo, almeno per ora, è quello scritto venerdì dalla Procura di Torre Annunziata, col sequestro della struttura. Contestato peraltro dai gestori, i quali confidano che sia accolto il ricorso che hanno già presentato. La manomissione del territorio di Mitigliano ripropone con forza il tema della tutela dell´ambiente in penisola sorrentina. Del mare, ma non solo. Il Wwf denuncia infatti anche lo scempio "legale" dei parcheggi pertinenziali. Sono quelli previsti dalla legge Tognoli. Da Vico Equense a Massa Lubrense pregevoli agrumeti sono stati devastati per scavare box da destinare alle auto. Sono stati poi ricoperti con un sottile strato di terreno e qualche rachitica pianticella, per simulare un ripristino ambientale impossibile da realizzarsi. Lauti guadagni per geometri e tecnici vari; una perdita secca per la tipicità dei luoghi. Denunciano Andrea Fienga e Claudio d´Esposito, dell´associazione ambientalista: «Stiamo sventrando la nostra penisola ed i nostri storici giardini, e con essi la nostra stessa storia, per costruire "camere da letto" per gli autoveicoli. Il fantomatico metro di terreno, sul quale sarebbero dovuti "rinascere" impianti di limoni Dop. al posto dei preesistenti agrumeti "malati e sterili" (definiti tali da compiacenti agronomi che si sono spesso dimenticati di censire ciliegi e noci centenari e ulivi plurisecolari!!!), in molti casi non è stato proprio messo oppure, dove il "velo" di terreno vegetale ha coperto i box auto, non sono stati impiantati gli alberi. In altri casi si è proceduto a "posizionare alberi nani" del valore di pochi euro che sono successivamente morti». L´associazione chiede dunque la verifica del rispetto degli obblighi di legge per quanto concerne la sistemazione a verde dell´area interessata dalla costruzione di parcheggi interrati. «In difetto», ricordano Fienga e d´Esposito, «si dovrà procedere all´immediata acquisizione del bene al patrimonio» (Fabrizio Geremicca da il Corriere del Mezzogiorno)

sabato 14 giugno 2008

Troppi i parcheggi realizzati in difformità il wwf chiede l´acquisizione al patrimonio comunale

Con nota inviata a tutti i Responsabili degli Uffici Tecnici Comunali della Penisola Sorrentina, alla Soprintendenza di Napoli e Provincia, alla Compagnia Carabinieri di Sorrento e alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, il WWF- Penisola Sorrentina ha chiesto di verificare se, ad oggi, nella realizzazione di parcheggi interrati pertinenziali siano stati rispettati tutti gli obblighi di legge, con particolare riferimento alla sistemazione a verde della copertura delle strutture, così come prescritto nei titoli abilitativi e conformemente alla Legge 19/01 che al comma 7/quater testualmente recita: “L´inosservanza degli obblighi di cui ai commi 7bis e 7ter comporta l´acquisizione al patrimonio comunale secondo le procedure di cui all´art.31 del DPR n.380/01” Ovvero: qualora non sia stata risistemata l´area sovrastante i parcheggi interrati con adeguato spessore di terreno ed adeguato reimpianto di alberi ed arbusti in eguale numero, specie ed età dei preesistenti, i comuni hanno l´obbligo di procedere all´acquisizione del bene ai sensi dell´art.31 del DPR 380/01. “Riteniamo che ormai il “business” dei box interrati abbia tradito tutti i millantati propositi e le false promesse di risolvere il problema della circolazione delle auto e di ridurre l´inquinamento acustico ed atmosferico inoltre esso ha creato e sta creando danni irreversibili, ormai sotto gli occhi di tutti, all´ambiente, al paesaggio e al territorio!!! Stiamo sventrando la nostra penisola ed i nostri storici giardini, e con essi la nostra stessa storia, per costruire “camere da letto” per gli autoveicoli…che trovano mercato nella speranza di trasformarsi in seguito in tutt´altro: negozi, palestre, depositi, uffici. Il fantomatico metro di terreno, sul quale sarebbero dovuti “rinascere” impianti di limoni D.O.P. al posto dei preesistenti agrumeti “malati e sterili” (definiti tali da compiacenti agronomi che si sono spesso dimenticati di censire ciliegi e noci centenari e Ulivi plurisecolari!!!), in molti casi non è stato proprio messo oppure, dove il “velo” di terreno vegetale ha coperto i box auto, non sono stati impiantati gli alberi…in altri casi si è proceduto a “posizionare alberi nani” del valore di pochi euro che sono successivamente morti…in altri ancora si è allestito un parco giochi-solarium, senza neanche un pò di ombra, dove fare “abbrustolire” al sole bambini e genitori!!! In questo triste panorama riteniamo pertanto che rivesta importanza decisiva la verifica, da parte degli enti e delle autorità competenti, del rispetto degli obblighi di Legge per quanto concerne la sistemazione a verde dell´area interessata dalla costruzione di parcheggi interrati, dovendosi in difetto procedere all´immediata acquisizione del bene”. Il WWF ha chiesto inoltre di verificare se siano stati rispettati gli obblighi di legge anche in riferimento alla vendita in regime di pertinenzialità dei posti auto nel termine di 36 mesi dalla data di scadenza del procedimento abilitativo, che in caso di inottemperanza costituirebbe, per la relativa parte dell´opera, difformità totale dal titolo edilizio. (Positano News)

giovedì 28 febbraio 2008

Una poiana ferita e due tassi uccisi

Due tassi uccisi, uno investito da un automobilista e l’altro colpito da un cacciatore, una poiana ferita da un’arma da fuoco. È il bilancio delle attività di bracconaggio denunciate dal Wwf della costiera sorrentina. Nei giorni scorsi i volontari dell’associazione ambientalista hanno soccorso a Punta Campanella, un volatile della specie Poiana (buteo buteo), ferito da arma da fuoco, e successivamente sottoposto ad intervento chirurgico. Il rapace è ora in degenza al Centro recupero Lipu di Caserta. Ad Agerola, invece, il Wwf e il Corpo forestale di Castellammare hanno tentato, invano, di salvare un esemplare raro di tasso (meles meles) del peso di otto chili, imbrigliato in un laccio di bracconieri. L’animale, ancora vivo al momento del ritrovamento, è deceduto a causa delle ferite riportate. Immediati sono scattati i controlli del Corpo forestale di Castellammare, coordinato da Alberto Voccia, per trovare i lacci dei bracconieri e rimuoverli. Un altro tasso, di dieci chili, è stato trovato morto a Meta, in località Alberi: probabilmente investito da un’auto. «Dal 31 gennaio scorso – protesta Claudio D’Esposito, responsabile settore flora e fauna del Wwf – si è chiusa la stagione venatoria, ma non l’attività dei cacciatori fuorilegge». (an. si. Il Mattino)

domenica 17 febbraio 2008

La denuncia del Wwf

Vico Equense - Doveva essere un esempio per le nuove generazioni e per l’attenzione alla salvaguardia ambientale, ma la pineta di 500 alberelli piantati a fine marzo dello scorso anno sulle pendici del Faito è tutta seccata, vanificando il pur lodevole impegno dell’amministrazione comunale. La denuncia è del Wwf penisola sorrentina: «Il Comune di Vico Equense, ha meritoriamente deciso di sfruttare i finanziamenti regionali per gli alberi, ma la poco oculata organizzazione dell’operazione ha prodotto solo effetti negativi - rileva Claudio d’Esposito, responsabile del settore flora del Wwf penisola sorrentina - il bosco ricreato su un versante del monte Faito in località Bosco Casoni, non ha resistito alle temperature e alla siccità estiva». La notizia è stata comunicata dagli ecologisti alle autorità comunali, alla Comunità Montana penisola sorrentina, al corpo forestale di Castellammare e all’assessore regionale Andrea Cozzolino. Gli ambientalisti riconoscono che nell’area stabiese-sorrentina il Comune di Vico Equense è ai primi posti nell’ottemperanza della legge «un albero per bambino» mentre oltre una decina di enti locali sono a oggi manchevoli. L’amministrazione vicana aveva anche organizzato il 27 marzo una manifestazione con scolaresche, autorità civili e religiose. Una festa con ogni albero piantato individuato mediante una targhetta riportante il nome e l’anno di nascita per i bambini nati o adottati nel biennio 1999-2000. Il tutto per un contributo regionale di circa seimila euro. Quali le cause del fallimento? Il Wwf ne individua molteplici. Tra esse la scelta della specie di pianta che per legge dev’essere adatta alla fascia vegetazionale del sito. Contestata anche la natura resinosa del Pino d’Aleppo, sconsigliabile – secondo gli ambientalisti - anche perché facilmente infiammabile per la sua natura resinosa. Altra scelta infelice evidenziata è il periodo di piantumazione, ormai troppo avanzato verso l’estate. Ora con il suo esposto il Wwf ha chiesto di individuare eventuali responsabilità: «Si deve rimediare con solerzia al fallimento dell’operazione – conclude Claudio d’Esposito - prevedendo sin da oggi il reimpianto di tutti gli alberi morti avendo, stavolta, l’accortenza di mettere le piante giuste al posto giusto e nel periodo più idoneo». (Umberto Celentano il Mattino)

domenica 3 febbraio 2008

Brevi

Castellammare di Stabia - Tre persone contuse e un tamponamento a causa dell’asfalto reso scivoloso dai lanci di uova. Questo il bilancio provvisorio del weekend che precede il Carnevale. Non più scherzi di ragazzini ma attentati di bulli e babygang che nascosti attendono le loro vittime per «festeggiare». Così, armati di uova andate a male, di arance o limoni congelati qualche giorno prima per renderli pesanti come pietre e addirittura estintori al posto delle classiche bombolette spray, la cui vendita nei giorni di Carnevale è stata vietata anche quest’anno, comincia la guerriglia urbana. Solo poche ore e i feriti cominciano a essere medicati nel locale pronto soccorso. Niente di grave per fortuna: solo contusioni ed ecchimosi.

Castellammare di StabiaCrisi politica

Piano di Sorrento - Partono i lavori di consolidamento e messa in sicurezza del costone tufaceo della Marina di Cassano e scoppia la polemica tra ambientalisti e Comune. Al centro della querelle sugli interventi la modalità scelta per realizzare l’opera di bonifica della parete rocciosa e le consistenti modificazioni che al termine delle opere subirà l'immagine del tratto di costa. «Per chi si è affacciato dal belvedere di Marina di Cassano, ed ha gettato la sguardo su quello che è uno degli angoli di paesaggio più caratteristici della penisola sorrentina, lo spettacolo non è certo stato dei più consolanti - denuncia il Wwf - Spariti ulivi e arbusti, ora è possibile vedere solo un'immensa copertura metallica che imprigiona la parete». Fonte il Mattino