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sabato 12 settembre 2009
Aggressione presidente wwf
venerdì 11 settembre 2009
Strada abusiva nella pineta di Moiano, sei denunce
Rogo dopo i sigilli: potrebbe essere una reazione all’intervento degli agentiVico Equense - Sequestrato dalla polizia un cantiere nella frazione collinare di Moiano dove si lavorava alla cementificazione abusiva di una strada per un tratto di 300 metri di lunghezza. Gli agenti del commissariato di Sorrento sono intervenuti sulla base di un esposto presentato dal Wwf penisola sorrentina nel quale veniva segnalato il movimento sospetto nelle ore serali di mezzi pesanti. Il successivo sopralluogo effettuato dalla polizia ha consentito di individuare l’area dove erano in corso le opere di cementificazione. I controlli effettuati hanno evidenziato che la cementificazione della strada stava avendo luogo senza le necessarie autorizzazioni amministrative. L’arteria, della lunghezza complessiva di circa un chilometro, era stata realizzata nel 1996 ed anche allora non erano state rilasciate concessioni in merito. Si tratta di una strada che collega via Raffaele Bosco con la zona di Monte Comune dove sono ubicate stalle e pascoli di bovini che producono il latte utilizzato per il famoso provolone del monaco igp». «Lo sventramento nella montagna di località Selva Ranna per creare la strada abusiva – sottolinea Claudio D’Esposito, presidente del Wwf penisola sorrentina - ora ultimata grazie alla posa di rete elettrosaldata e alla successiva colata di cemento, è avvenuto in zona R4, ovvero classificata a rischio frana dall’Autorità di bacino del Sarno, oltre ad essere situata all’interno dell’area del Parco regionale dei Monti Lattari. La cosa assurda è che ancora una volta si è riusciti sfacciatamente e in barba ad ogni regola a continuare un abuso portando uno scempio preesistente alle estreme conseguenze». Dal sodalizio ambientalista ci si chiede anche «come sia stato possibile che nessuno abbia notato il transito sospetto per giorni di camion e mezzi pesanti?». Il sequestro operato dalla polizia ha anche provocato pericolose reazioni. Gli stessi volontari del Wwf, infatti, fanno sapere che «poco dopo l’intervento della polizia nella zona, da più punti è stato appiccato un incendio boschivo che si è sviluppato in un enorme rogo che, al momento, ancora divampa». La polizia di Sorrento, coordinata dal vice questore Antonio Galante, ha deferito per abusivismo edilizio alla procura della Repubblica di Torre Annunziata cinque uomini e una donna, ritenuti responsabili della cementificazione della strada. (Massimiliano D'Esposito il Mattino)
mercoledì 9 settembre 2009
Pesca sotto costa vietata, raffica di segnalazioni
Operazione della capitaneria di portoSorrento - Raffica di segnalazioni per pesca vietata sotto costa da parte di provetti cacciatori di prede che spesso all’oscuro delle ordinanze che regolano la materia nelle acque della riserva marina protetta di Punta Campanella si lasciano andare a veri e propri raid armati di fucile ad arpione. Ad occuparsi del tour de force sono in questi giorni i militari della capitaneria di porto di Sorrento che a bordo dei gommoni e della motovedetta di servizio stanno perlustrando nelle ore di punta spiagge ed insenature comprese tra Sorrento e Massa Lubrense. Decine le segnalazioni arrivate anche al numero “Sos Ambiente” della sezione sorrentina del Wwf con il presidente Claudio d’Esposito che si è più volte attivato recandosi sui luoghi. L’intenso fenomeno non lascia spazio ad alcuna organizzazione di pesca, di fatto si tratta quasi sempre di persone del posto che con il semplice ausilio di maschera da sub e fucile a molla si immergono sottocosta tra una selva di bagnanti alla ricerca di polipi e piccole prede. Il mese scorso fu proprio la guardia costiera a cogliere in flagrante un provetto cacciatore che stava seminando il caos tra i vacanzieri aggirandosi in acqua con un fucile ad arpione, in seguito sequestrato dai militari. In quel caso il trasgressore si trovava all’interno della zona C della riserva marina protetta di Punta Campanella al cui interno la piccola pesca professionale e le immersioni subacquee sono esclusivamente autorizzate dall’ente parco marino. Diverse al momento le diffide verbali nei confronti di pescatori trovati sottocosta a scrutare gli anfratti delle rocce alla ricerca di piccole prede e mitili. La capitaneria ricorda che in ogni caso a carico di pescatori subacquei armati di micidiali fucili ad arpione sono previste sanzioni anche fino a mille euro. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)
lunedì 7 settembre 2009
Salvata una volpe vittima di bocconi avvelenati
domenica 6 settembre 2009
Nuovo allarme ambientale in Penisola sorrentina
La chiazza si è diffusa tra ”La Tonnarella" e ”Santa Fortunata”Sorrento - Scompiglio nell’angolo naturale del lido “La Tonnarella” dove ieri mattina un improvviso allarme per la presenza in mare di una grossa chiazza marrone ha fatto accorrere sul posto i militari della capitaneria di porto di Sorrento ed il presidente del wwf sezione penisola sorrentina Claudio d’Esposito. L’evento si è verificato intorno alle 10 quando uno scroscio proveniente dal rivo compreso tra il campeggio “Santa Fortunata” ed il lido “La Tonnarella” ha originato nello specchio d’acqua antistante la spiaggia privata una enorme chiazza che ha fatto pensare al peggio. Nessun cattivo odore però, la capitaneria non ha aperto nessun fascicolo di indagine tenuto conto che nel volgere di circa mezzora la grossa chiazza si è dileguata grazie al gioco delle correnti. L’allarme inquinamento, l’ennesimo in questa travagliata estate per il mare del golfo, è dunque rientrato ma resta da scoprire da dove possa essere sopraggiunta l’enorme massa d’acqua che dopo avere attraversato il rivo è sfociata nello specchio d’acqua antistante il lido privato de “La Tonnarella”. Intanto un primo sopralluogo effettuato personalmente dal presidente del wwf Claudio d’Esposito ha portato allo scoperto qualcosa di imprevisto. Nell’impervio districarsi della folta vegetazione del rivo che da Via Capo attraversa nel mezzo il campeggio di “Santa Fortunata” e la struttura alberghiera de “La Tonnarella” sono state viste e fotografate ranocchie ed altre specie animali che testimoniano l’esistenza della vita del regno animale in un sito che si pensava abbandonato e dove di solito scorrono solo le acque provenienti da qualche ruscello di montagna. «Non ci aspettavamo la presenza di specie animali in quel posto, spiega il presidente Claudio d’Esposito, ma vista l’occasione creata da questo allarme ambientale, per fortuna rientrato, programmeremo nei prossimi tempi una esplorazione del sito con l’obiettivo di realizzare un dossier fotografico ed una classificazione delle specie animali e vegetali presenti nel vallone da mettere a disposizione del pubblico nella nostra sezione». (Vincenzo Maresca – il Giornale di Napoli)
sabato 11 luglio 2009
Fuga dalle spiagge per salvaguardare i bimbi
Vento e correnti spostano l’immondizia, i bagnanti disertano i lidi Meta - Fuga dalla spiaggia e ritorno a casa per tutti coloro che pensavano di trascorrere una beata giornata di relax sul lungomare metese tra la Marinella e la Conca. A convincere i bagnanti è stata di fatto una enorme chiazza di sporcizia del diametro di almeno cinquanta metri che ha scoraggiato anche i più temerari nel mettere piede in acqua. Dunque alla carovana di mamme e bambini non è rimasto altro che fare dietro-front non senza lasciarsi alle spalle imprecazioni di vario genere rivolte all’amministrazione comunale ed ai gestori del depuratore di Punta Gradelle, a sua volta ritenuto responsabile dell’insalubrità dell’acqua di mare del litorale metese. Probabilmente sono state le stesse correnti marine che sino all’altro giorno hanno ”tormentato” Massa Lubrense, e il fortissimo vento che ha caratterizzato l’intera giornata di ieri, a ”spostare” immondizia e inquinamento. «I motivi di questo sistematico inquinamento sono da ricercare nel troppo pieno di alcuni stabilimenti balneari oltre che nell’occlusione delle griglie del depuratore di Punta Gradelle alle quali non viene prestata la minima attenzione e manutenzione» commenta Claudio d’Esposito, presidente del Wwf sezione penisola sorrentina. «Siamo alle solite. Dopo i proclami dello scorso anno il mare della costiera è tornato sporco e puzzolente, nonostante la campagna per sensibilizzare gli enti di competenza sia partita con largo anticipo». (vinmar il Giornale di Napoli)
venerdì 10 luglio 2009
lunedì 22 giugno 2009
Crolla il muretto di «Pane, amore e...
Sorrento - Un fiume in piena ha travolto, all’alba, il muro di contenimento delle ultime rampe della scala che conduce a Marina Grande di Sorrento, set del film «Pane, amore e…». Un angolo suggestivo dell’antico borgo dei pescatori, dove nel 1955 Dino Risi ambientò le scene che ritraggono Sofia Loren e Vittorio De Sica. Nella zona, attualmente, è in fase di completamento una condotta che raccoglie le acque piovane che si incanalano dal centro cittadino e dal rivo Conca. Poco dopo le cinque di ieri mattina, gli abitanti di Marina Grande sono stati svegliati da un rumore cupo: la condotta che si dirama all’interno dei tornanti della scala non ha retto al notevole accumulo di acqua travolgendo una delle pareti di tufo sottostanti una volta. L’impeto della cascata d’acqua si è riversata sul parapetto opposto, divelto nell’ultima rampa che conduce alla banchina. Sono stati gli stessi abitanti di Marina Grande a lanciare l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale con i vigili del fuoco. Un sopralluogo è stato effettuato anche dal direttore dei lavori per accertare le cause del dissesto. L’episodio ha alimentato l’attenzione degli ambientalisti del Wwf, i quali all’inizio di questo mese avevano manifestato perplessità sull’articolazione delle opere e sull’origine delle acque. «In questa circostanza – spiega il presidente del Wwf penisola sorrentina, Claudio d’Esposito – abbiamo avuto la conferma delle perplessità manifestate nella nota inviata alla procura della Repubblica il 6 giugno scorso, dove abbiamo segnalato la pericolosità della struttura e i dubbi sulla natura della cascata d’acqua che si riversa direttamente in mare». (Antonino Siniscalchi il Mattino)
giovedì 4 giugno 2009
Denuncia Wwf: «Inquinato il mare della costiera sorrentina»
Il mare della Penisola Sorrentina è inquinato. Lo denuncia, in una nota, il Wwf. «In questi giorni le acque sono verdi, torbide e a tratti schiumose e maleodoranti - spiega il presidente di Wwf Penisola Sorrentina, Claudio d'Esposito - e la qualità media riscontrata nel maggio di quest'anno è apparsa di gran lunga peggiore rispetto a quello del 2008». «Sono 908 le segnalazioni, di cui 10 in soli 30 giorni, in cui abbiamo individuato e fotografato discariche abusive nei punti dove il mare appariva inquinato - aggiunge - e la responsabilità non è certo da attribuire solo alla correnti e alle temperature». «Per questo motivo - conclude - sindaci, imprenditori e società che gestiscono gli impianti della Penisola devono rendersi conto che la cura delle acque marine è un dovere morale, prima ancora che civile o penale». (Il Mattino)lunedì 25 maggio 2009
Il Wwf: «Veleni nel mare di Sant’Agnello»
Dossier dei volontari alla Procura: continui sversamenti all’altezza della spiaggia di CaterinaSant'Agnello - Liquami in mare nello specchio d'acqua antistante la spiaggia di Caterina nella zona prospiciente lo sbocco in mare del vallone di San Giuseppe. A lanciare l'allarme sono i volontari del Wwf che in una dossier chiedono alla Procura della Repubblica, alla polizia provinciale ed all'azienda sanitaria Napoli sud tre di accertare l'origine del fenomeno e rimuoverne le cause. Nel mirino degli ambientalisti ci sono sia i lavori di adeguamento dello sbocco a mare dell'alveo di San Giuseppe e riqualificazione dell'arenile con attrezzature per la balneazione, sia gli interventi di recupero della spiaggia di Caterina, entrambi realizzati dal comune di Sant'Agnello e finanziati dall'unione europea nell'ambito del progetto integrato sulla portualità turistica. «A tale scopo le acque provenienti dal rivo San Giuseppe, sono state deviate e convogliate in un vasto canale parallelo alla scogliera del porto di Piano. Il canale finisce sotto le attrezzature per la balneazione che si stanno realizzando e da giorni sono stati osservati liquidi presumibilmente di natura fognaria che si riversano direttamente a mare», dice Claudio D'Esposito, presidente della locale sezione del Wwf. Non a caso, nelle scorse settimane analoghi episodi di sversamento di liquami sono stati segnalati dagli abitanti del luogo ai sindaci di Sant'Agnello e Piano, comune quest'ultimo che con la marina di Cassano rischia di avere i danni maggiori dall'eventuale inquinamento dello specchio di mare al confine. «Visto che l'episodio osservato si ripete con periodicità da tempo e che la natura dei liquidi osservati lascia presupporre che si tratta di scarichi fognari, con gravi conseguenze per la qualità delle acque del mare del punto di sbocco del canale chiediamo un immediato intervento per accertare fatti e responsabilità ed evitare che eventuali reati possano portare conseguenze dannose per l'ambiente e la salute pubblica, oltre a promuovere ogni azione per l'immediata bonifica del sito inquinato», si legge nel dossier degli ambientalisti. L'allarme per la zona prospiciente il vallone di san Giuseppe arriva a pochi mesi di distanza da quello per il rivo di Lavinola, al confine tra i comuni di Piano e Meta. In più di una occasione, infatti, sempre i volontari del Wwf hanno documentato un copioso sversamento di liquami che da un impianto di natura fognaria disegnato al di sotto di un antico tracciato pedonale che termina a cascata all´interno del sito paesaggisticamente vincolato e ricadente nel Parco Regionale dei Monti Lattari. Il passaggio pedonale, attualmente interdetto da una barriera in cemento, collega Piano di Sorrento con Vico Equense attraverso la strada di Casanocillo e sbuca nella frazione collinare di Arola. Ad essere incriminati sono una serie di tombini che insistono su un tracciato in cemento a pelo al di sopra dell´antico sentiero pedonale. L´intero alveo, infatti, da anni è sottoposto a un fenomeno di inquinamento al punto che nella scorsa estate, nel mese di agosto, furono proprio i dati della sezione scientifica dei militari dell´Arma a lanciare l´allarme inquinamento dopo avere riscontrato nelle acque della foce della spiaggia del Purgatorio a Meta una presenza di coliformi fecali con percentuali sei volte superiori alla norma e con una concentrazione di enterococchi fecali con un tasso decine di volte più ammassato rispetto ai limiti di legge. (Francesco Aiello il Mattino)
venerdì 24 aprile 2009
Stop al taglio degli aranci il Wwf lancia l’appello
Piano di Sorrento - No al mega-distributore di carburanti previsto lungo via dei Platani in un’area dove attualmente sorge uno dei più antichi aranceti della costiera sorrentina. A chiederlo sono i volontari della locale sezione del Wwf che in un dossier hanno segnalato lo sbancamento di terreno ed il conseguente taglio di decine di alberi in corso nella zona destinata ad ospitare l’impianto. «Da diversi giorni sono in corso lavori con uno scavatore che hanno già comportato l’eliminazione di tutti gli agrumi per lasciare spazio al nuovo distributore di carburanti la cui realizzazione causerà la trasformazione di 1700 metri quadrati di fondo agricolo per lasciare posto a depositi, bar, autolavaggi, parcheggio, spogliatoi e servizi igienici», si legge nella nota inviata alle forze dell’ordine e alla Procura della Repubblica. In realtà il braccio di ferro sul distributore è iniziato alla fine dello scorso anno quando gli ambientalisti chiesero di poter visionare degli atti relativi al progetto depositati al comune. Immediato il rifiuto della Violante Petroli srl, che si oppose alla richiesta giudicandola «generica, inammissibile e irragionevole», sostenendo che «si tratta di atti che non possono incidere sui fattori dell’ambiente», e ritenendo inoltre che l’accesso al progetto violasse i «diritti di proprietà industriale e intellettuale» della società che «opera in un mercato ad altissima concorrenzialità». Tuttavia, nonostante il parere contrario degli interessati dal Comune, con il conforto dell’ufficio legale, hanno ugualmente consentito alla visione degli atti da parte dei volontari del Wwf. Risultato? «Visto che nell’area interessata dai lavori l’estirpazione degli alberi è avvenuta senza rispettare il regolamento edilizio, e considerato che la delocalizzazione di una stazione di rifornimento debba avvenire in conformità con le normative urbanistiche che prevedono l’obbligo di rispettare i volumi e le dimensioni di quella preesistente, chiediamo di sospendere immediatamente le opere in cantiere», dice il presidente del Wwf locale Claudio d’Esposito. (Francesco Aiello il Mattino)
venerdì 17 aprile 2009
Abbattuti alberi secolari, esposto di Wwf
Massa Lubrense - Abbattuti querce ed ontani secolari che facevano da filari ad uno dei sentieri più suggestivi della penisola sorrentina nel percorso che porta a Marina di Crapolla nel pieno della riserva protetta di Punta Campanella. Una devastante operazione di taglio a raso di alberi di oltre un secolo di vita è stato effettuato lungo la via di Crapolla che conduce tra sterrati e scale fino alla caratteristica spiaggia di pescatori passando per l’antica cappella dedicata a San Pietro. Un gran numero di querce ed ontani sono spariti, abbattuti dalla mano dell’uomo, in una vasta proprietà al confine del sentiero. Sul posto sono intervenuti i volontari del Wwf sezione penisola sorrentina che dopo avere documentato l’accaduto con un nutrito dossier fotografico hanno inviato un esposto alla soprintendenza di Napoli e Provincia, corpo forestale dello Stato di Castellammare, Comune e Vigili di Massa Lubrense segnalando il disboscamento dell’area e chiedendo la verifica per la legittimità delle operazioni di taglio a raso per gli alberi secolari. «Molto probabilmente i grossi alberi sono stati tagliati per ricavarne legna da ardere ed avere in tal modo un immediato vantaggio economico - dice Claudio d’Esposito presidente del Wwf, senza comprenderne o considerarne l’enorme valore che tali esemplari hanno da vivi riferendomi a quelli che avevano raggiunto o superato il secolo di vita. Veri e propri patriarchi arborei, giganti cresciuti in situazioni estreme su un terreno soggetto a venti caldi, siccità ed incendi». Parte dei grossi tronchi recisi giacciono ancora a terra assieme a cenere e cumuli di segatura, alcune ramaglie sono state invece bruciate sul posto o gettate sulla sponda dell’alveo sottostante. Gli arbusti costituivano un habitat naturale per diverse specie di animali oltre che rappresentare un naturale rinforzo per i terrazzamenti in area a rischio idrogeologico. (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)
lunedì 9 marzo 2009
Sversamenti nel rivo Lavinola, è allarme
Piano di Sorrento - Nuovo allarme ambientale all’interno del rivo Lavinola dove gli ambientalisti del Wwf sezione Penisola sorrentina hanno documentato un copioso sversamento di liquami che da un impianto di natura fognaria disegnato al di sotto di un antico tracciato pedonale termina a cascata all’interno del sito paesaggisticamente vincolato e ricadente nel Parco Regionale dei Monti Lattari. Immediato l’esposto alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata con relative segnalazioni al comando dei carabinieri ed al sindaco di Piano di Sorrento, Giovanni Ruggiero; sul posto sono già intervenuti i tecnici della Gori spa per prendere atto dello stato dei luoghi ed individuare le eventuali responsabilità. L’antico tracciato pedonale, attualmente interdetto da una barriera in cemento, collega Piano di Sorrento con Vico Equense attraverso la strada di Casanocillo che sbuca nella frazione collinare di Arola. Ad essere incriminati sono una serie di tombini che insistono su un tracciato in cemento a pelo al di sopra dell’antico sentiero pedonale. Tutti i liquidi reflui cadono nell’alveo del rivo Lavinola che raccoglie le acque meteoriche provenienti dalla catena dei Monti Lattari. Per quanto documentato dal Wwf lo sversamento di liquidi fognari si ripete oramai con cadenza pressoché quotidiana già da circa un mese con discrete quantità di acque reflue che dopo avere attraversato fondi coltivati sfociano in mare nella baia della spiaggia del Purgatorio in prossimità degli stabilimenti balneari di Meta di Sorrento. L’intero alveo è da anni sottoposto ad un fenomeno di inquinamento al punto che nella scorsa estate, nel bel mezzo del mese di agosto, furono proprio i dati della scientifica dei militari dell’Arma a lanciare l’allarme inquinamento dopo avere riscontrato nelle acque della foce della spiaggia del Purgatorio una presenza di coliformi fecali con percentuali 6 volte superiori alla norma e con una concentrazione di enterococchi fecali con un tasso decine di volte più ammassato rispetto ai limiti. Altre indagini avevano fatto presumere la presenza di ulteriori sostanze altamente inquinanti come mercurio e cadmio. Sul finire dell’estate ancora l’alveo del rivo Lavinola fu ridotto ad un cimitero a cielo aperto con la presenza di decine di carcasse di topi, piccioni e cani, tutti uccisi da una azione di avvelenamento tramite il cospargimento sul terreno da parte di ignoti di migliaia di semi di girasole combinati con sostanze tossiche. «Ancora una volta, l’ennesima, il wwf denuncia l’avanzato stato di inquinamento a cui è sottoposto il rivo Lavinola - commenta Claudio d’Esposito presidente dell’associazione sorrentina - dove nonostante gli altalenanti interventi di carabinieri, personale sanitario dell’asl e tecnici del Comune di Piano di Sorrento la situazione rischia di raggiungere già nei prossimi tempi, con l’arrivo della primavera e poidell’estate, livelli di assoluta criticità. Sembra quasi di parlare di zona franca dove ignoti si rendono padroni di un vasto territorio di proprietà demaniale. Fiorente sulle sponde del rivo Lavinola è anche l’industria dell’abusivismo edilizio, ripetutamente segnalata dalla nostra associazione, al punto da renderci oggetto in diverse occasioni di attacchi verbali con minacce ed in alcuni casi di percosse ed aggressioni. L’augurio è che per la prossima estate non si debba ancora una volta assistere al proliferare di un insieme di conseguenze dannose per l’ambiente, salute pubblica ed ignari bagnanti». (Vincenzo Maresca il Giornale di Napoli)
venerdì 6 marzo 2009
Pompa di benzina al posto degli aranci
Piano di Sorrento - Al posto degli alberi di arancio e di limone – piante che da secoli contraddistinguono il paesaggio della costiera sorrentina e ne rappresentano il marchio che attira turisti da ogni parte del mondo - costruiranno una pompa di benzina, con autolavaggio per bus. Accade a Piano di Sorrento, dove tra pochi giorni le ruspe inizieranno a sbancare il terreno dello storico agrumeto di via dei Platani. Un appezzamento di circa 25.000 mq che risale alla fine dell’ottocento ed è stato anche oggetto di interesse della trasmissione televisiva “La Domenica del Villaggio”, condotta da Davide Mengacci su Rete 4. L’area destinata al distributore di carburante sarà di 1700 mq. Agip avrebbe voluto di più: 3000 mq. La Soprintendenza ai Beni Ambientali ha però vincolato il rilascio del nulla osta al ridimensionamento del progetto. Giovanni Ruggiero, il primo cittadino di Piano, difende la scelta dell’amministrazione: «Bisognava delocalizzare il distributore di piazza Cota, perché è troppo vicino alle abitazioni. Il piano carburanti adottato dal Comune e ratificato dalla Regione prevede appunto il trasferimento della pompa di benzina in via dei Platani. Il parere favorevole della Sovrintendenza garantisce circa la sostenibilità dell’impatto ambientale». La pensa diversamente Claudio D’Esposito, del Wwf: «Di tutto c’è bisogno in Costiera, meno che di tagliare alberi per fare spazio ai distributori di benzina. Quell’agrumeto ha un valore storico, ambientale ed anche economico, perché il nipote del colono, laureato, ha scelto di impegnarsi lì e di continuare a coltivarlo». Riflette: «C’è una evidente miopia degli amministratori che si attardano su modelli di sviluppo sbagliati. E’ folle adottare un piano carburanti che preveda di delocalizzare un distributore in un terreno di arance e limoni». Incalza: «Proprio mentre il nostro territorio è sotto l’attacco continuo , frenetico ed inarrestabile della speculazione edilizia ed in preda al fantomatico business dei parcheggi interrati, è vergognoso che si sacrifichi un aranceto storico a precisi interessi privati». Il caso non è tra l’altro isolato. Sempre a Piano e nell’ambito dell’identico piano carburanti è previsto di spostare la stazione di carburante della Esso di via Bagnulo. I gestori hanno presentato un progetto di trasferirlo in un altro agrumeto, alla fine di via dei Platani, angolo col Cavone. Per ora Comune e Sovrintendenza hanno detto no. Come già accaduto con l’Agip, però, potrebbero cambiare idea in cambio del ridimensionamento dei metri quadri previsti. A maggio i turisti che passeggeranno in via dei Platani potrebbero odorare vapori acri di benzina, invece del profumo dei fiori di arancio. (Fabrizio Geremicca il Corriere del Mezzogiorno)
giovedì 15 gennaio 2009
Ritrovata poiana ferita, allarme del Wwf
lunedì 15 dicembre 2008
Il WWF: stop all’abbattimento selvaggio
martedì 9 dicembre 2008
Atto vandalico all´auto del Presidente WWF
Piano di Sorrento - L'auto del presidente del WWF Penisola Sorrentina, Claudio d' Esposito, è stata trovata di nuovo con le ruote bucate. Questa volta due (altre due stavano vicino al muro e non si potevano bucare) ed il fatto è avvenuto all´interno del Parco dove vive probabilmente nel tardo pomeriggio di sabato, l´altra volta all'esterno della sua abitazione dopo le tre di notte. Il presidente del WWF ultimamente sta combattendo lo scempio del verde pubblico, i parcheggi e le lottizzazione in Penisola Sorrentina. Probabile che vi sia qualche legame con le sue attività. Le ultime sue battaglie sono state quelle per l'oasi Vallone Porto a Positano in Costa d' Amalfi e quelle contro la speculazione edilizia a Mortora a Piano di Sorrento. Attivissimo nella protezione della natura in Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina, con continue denunce fra Vico Equense e Sorrento, Claudio d'Esposito non è la prima volta che viene minacciato o intimidito ed è stato addirittura aggredito qualche anno fa a Meta per il suo attivismo. Difficile trovare un ambientalista più impegnato di lui in Campania e la sua intransigenza gli ha procurato non pochi nemici. Da parte di tutta la redazione di Positanonews la più ampia solidarietà ma vorremmo che si intervenisse in maniera seria per capire chi siano i responsabili. Abbiamo esitato a scrivere, ma crediamo che il silenzio sia l´atteggiamento preferito da chi fa malaffare, bisogna parlare e far luce. (Michele Cinque Positano News)
mercoledì 6 agosto 2008
Liquami e detersivi in mare
Penisola sorrentina - I carabinieri di Piano coi colleghi di Sorrento e l'Arpac hanno individuato grossi scarichi abusivi con presumibili residui di allevamenti bovini alla foce del vallone Lavinola tra i Comuni di Piano e Meta che, provenienti da Casa Nocillo, sfociano proprio sulla spiaggia del Purgatorio nei pressi di un ristorante. I liquami, che dall'odore nauseabondo si presumono fognari, viaggiano nel corso d'acqua asciutto per poi incanalarsi sottoterra a pochi metri dalla spiaggia, fuoriuscendo però dalla sabbia e in mare, che si presenta schiumoso e visibilmente sporco. I carabinieri hanno ordinato il prelievo di campioni d'acqua e sabbia e sono in corso analisi che dovrebbero essere pronte per il fine settimana. Intanto il tratto di mare resta balneabile. Per addentrarsi nell'area, i militari diretti da un nuovo comandante, De Marini, hanno chiesto la collaborazione del Wwf della Penisola Sorrentina. Gli ambientalisti inoltre hanno affittato un gommone per 48 ore per mappare, fotografandoli, tutti gli scarichi abusivi della costiera da Meta a Massa Lubrense e Torca. L'osservazione ha prodotto una sorta di dossier degli scempi. A bordo, col presidente Claudio D'Esposito e due aiutanti, c'era anche un esperto biologo. L'equipe ha censito tutti i rivi che gettano in mare acque maleodoranti e schiume, ed i punti della costa in cui l'acqua cambia colore diventando scura o marrone. A partire da Punta Gradelle, dove condotte fognarie prive di depurazione sversano direttamente nel mare di Vico, al Golfo del Pecoriello a Sant'Agnello, a Massa Lubrense dove nei pressi del Delfino c'è un rivo da Schiazzano che sversa schiume e detersivi; davanti alla Conca Azzurra, invece, il Wwf ha notato «eutrofizzazione» (alghe) in eccesso e schiume galleggianti ma non individuando scarichi. «Parecchi scaricano di notte — dice D'Esposito — oppure bypassano le reti ordinarie tramite condotte aggiuntive che danno direttamente nei rivi». Altro punto dolente è ancora il rivo sotto il depuratore di Torca prima di Crapolla: chiudere la cascata di liquami del depuratore due anni fa (smistandola nell'impianto di Marina della Lobra già saturo di suo) non è servito: «C'è ancora un'enorme presenza di materiale fognario, l'acqua è schiumosa con scaglie scure». Grandi chiazze marroni e schiumose sono state fotografate anche a Puolo, dove la visibilità pure in profondità è ridotta a zero. Al largo dei Galli, invece, il Wwf si è imbattuto in una vastissima macchia di nafta. E mentre a Marina Piccola di Sorrento resta interdetta la balneazione per la presenza di colibatteri fecali in eccesso, verso Seiano la situazione del mare peggiora: le foto ritraggono assorbenti igienici galleggianti davanti la spiaggia al confine con Vico. Invece l'acqua di Ieranto a Nerano finalmente è apparsa cristallina. «In questi giorni — dice D'Esposito — il mare nei pressi dei siti da noi visitati ha assunto un colore tra il verdognolo ed il marrone, la visibilità sott'acqua è nulla, le alghe proliferano, per la presenza in eccesso di nitrati e fosfati sversati con gli scarichi e con esse i mitili che mangiamo. Si sa chi scarica abusivamente: aziende, caseifici, lavanderie, attività zootecniche e campeggi mettono a dura prova la capacità di autodepurazione del mare sversando nei rivi e valloni, quando già i pochi depuratori d'estate sottodimensionati spesso collassano per "problemi tecnici", con rischi batteriologici e virali e rendendo l'aria irrespirabile nei pressi degli impianti». «Inoltre il nostro mare — continua D'Esposito — è stato purtroppo colpito anche da un inquinamento chimico- tossico, con pesticidi ed altre sostanze scaricate abusivamente negli impianti anche da ditte di trattamento fanghi e rifiuti chiuse l'anno scorso dalla magistratura. In queste acque sporcate si rischiano congiuntiviti, gastroenteriti, salmonellosi, epatiti A e B, parassitosi intestinali. E col bioaccumulo nella fauna di sostanze tossiche queste finiscono nel ciclo alimentare. Quel che si vede, sono tanti bagnanti spesso costretti a nuotare facendo gimkane tra plastiche, assorbenti e schiume. È auspicabile che gli Enti preposti si adoperino con urgenza con capillari controlli per individuare e punire i responsabili degli sversamenti fuorilegge e per tutelare soprattutto tanti bambini che inconsapevolmente ed allegramente sguazzano in acque non più pulite». (Luca Marconi Corriere del Mezzogiorno)
giovedì 28 febbraio 2008
Una poiana ferita e due tassi uccisi
Due tassi uccisi, uno investito da un automobilista e l’altro colpito da un cacciatore, una poiana ferita da un’arma da fuoco. È il bilancio delle attività di bracconaggio denunciate dal Wwf della costiera sorrentina. Nei giorni scorsi i volontari dell’associazione ambientalista hanno soccorso a Punta Campanella, un volatile della specie Poiana (buteo buteo), ferito da arma da fuoco, e successivamente sottoposto ad intervento chirurgico. Il rapace è ora in degenza al Centro recupero Lipu di Caserta. Ad Agerola, invece, il Wwf e il Corpo forestale di Castellammare hanno tentato, invano, di salvare un esemplare raro di tasso (meles meles) del peso di otto chili, imbrigliato in un laccio di bracconieri. L’animale, ancora vivo al momento del ritrovamento, è deceduto a causa delle ferite riportate. Immediati sono scattati i controlli del Corpo forestale di Castellammare, coordinato da Alberto Voccia, per trovare i lacci dei bracconieri e rimuoverli. Un altro tasso, di dieci chili, è stato trovato morto a Meta, in località Alberi: probabilmente investito da un’auto. «Dal 31 gennaio scorso – protesta Claudio D’Esposito, responsabile settore flora e fauna del Wwf – si è chiusa la stagione venatoria, ma non l’attività dei cacciatori fuorilegge». (an. si. Il Mattino)
giovedì 1 novembre 2007
Rivo d’Arco e abusivismo
Vico Equense - Claudio D’Esposito responsabile settore flora e fauna del WWF Penisola Sorrentina parla dell’abusivismo citando la località Seiano – Rivo d’Arco. Come sia possibile che in una zona sottoposta a vincoli paesistici ed idrogeologici si possano tagliare ulivi secolari, costruire strade e muri senza soluzione di continuità nel corso degli anni e nonostante le numerose segnalazioni? “Su questa vicenda ci è sorto un dubbio legittimo ed abbiamo chiesto a chi di competenza di confrontarci almeno sul fatto che le opere segnalate sul nascere fossero tutte legittime ed autorizzate”.”E’ altrimenti non si sarebbe spiegato perché esse siano continuate per anni, alla luce del sole, portando ad una modifica grave e sostanziale dello stato dei luoghi!!! La risposta è arrivata dalla Soprintendenza di Napoli e Provincia che chiariva di non aver rilasciato alcuna autorizzazione e sollecitava le forze dell’ordine locali ad un controllo più assiduo ed incisivo di quell’area già oggetto di decine di denunce!!!”.
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