Vico Equense è stata formalmente riconosciuta come "zona disagiata" sotto il profilo sanitario dal Consiglio regionale della Campania tramite la legge regionale numero 11 del 22 luglio 2025. L'inserimento del comune costiero, inizialmente non previsto nella proposta originale focalizzata solo sulle isole del golfo e su altri tre municipi della terraferma, è diventato realtà grazie a un emendamento mirato presentato dai consiglieri regionali del Pd Massimiliano Manfredi e Bruna Fiola. L'emendamento ha trovato il consenso dell'intera assemblea campana, che ha approvato il provvedimento all'unanimità per tutelare i servizi sanitari essenziali, ottimizzare la medicina territoriale e salvaguardare i punti nascita. A distanza di un anno dall'entrata in vigore del testo legislativo, il riconoscimento di Vico Equense come "zona disagiata" si è rivelato un provvedimento puramente cartaceo che non ha prodotto alcun beneficio reale per la sanità della penisola sorrentina. Oltre alla totale mancanza di risvolti pratici, oggi questa legge sembra essere stata completamente dimenticata dalle istituzioni regionali, scivolata nel disinteresse generale e priva di qualsiasi monitoraggio o aggiornamento sul suo effettivo stato di attuazione. L'errore d'impostazione principale risiede nell'inserimento di Vico Equense all'interno di un unico grande "calderone" normativo insieme a realtà profondamente eterogenee come le isole di Ischia, Capri e Procida, e i comuni della terraferma Sessa Aurunca, Piedimonte Matese e Sapri.

































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