Tra dirette social e futuro: se l'ex rettore non dovesse (ri)candidarsi...
di Luca Marconi - Il Corriere del Mezzogiorno
Napoli - Qualche tempo fa Matteo Cosenza - sul Corriere del Mezzogiorno - lo ha definito un politico necessario , proprio per il suo insistere sulle storture urbane al punto di litigare spesso e volentieri. E quest'estate l'eterna battaglia di Francesco Borrelli, deputato Avs già consigliere regionale, si è spostata sulle spiagge, a caccia - come già il comitato civico Mare Libero o il sindaco di Bacoli Gerardo Della Regione - di prepotenze private o veri e propri abusi. E l'ultimo risultato arriva da Pozzano, a Castellammare di Stabia. Dove, annuncia lo stesso Borrelli, «dopo sopralluoghi ed esposti la Capitaneria ha sequestrato un cancello realizzato da un albergo che impediva il passaggio dei cittadini al mare lungo la battigia. Ma nonostante il provvedimento delle autorità, la tensione resta alta e siamo tornati sul posto insieme a un gruppo di bagnanti per una manifestazione di protesta, chiedendo di poter accedere al mare attraverso la struttura, ma il passaggio viene negato dalla direzione dell'hotel». Il tema è quello del bene comune. E Borrelli ci sta spendendo l'estate. Come comincia la sua giornata? Come sceglie dove andare a fare sopralluoghi? «La giornata inizia molto presto con le email e coi messaggi che mi scrivono i cittadini e alcuni mi colpiscono profondamente, ad esempio, un padre di Maiori mi ha raccontato che è andato sulla spiaggia libera ma quando stava montando l'ombrellone gli si sono avvicinati due soggetti che hanno l'autorizzazione al fitto di ombrelloni e sdraio - si tratta d'una spiaggia libera attrezzata, cioè c'è chi offre servizi - e in modo minaccioso e violento gli hanno detto che doveva prendersi per forza il loro ombrellone o doveva andarsene.
Mi ha impressionato l'umiliazione che questo padre ha dovuto subire davanti ai figli, questi soggetti gli hanno praticamente detto che solo un pezzente non ha i soldi per pagare un ombrellone. Una canzone che purtroppo si sente spesso. E il genitore ha preferito andarsene per paura di arrivare alle mani con questi individui. Oggi ho raggiunto questa spiaggia per una verifica e quest'uomo aveva perfettamente ragione: l'ho trovata completamente occupata da ombrelloni e sedie ma quasi tutti vuoti, gli stessi soggetti che hanno allontanato il genitore mi hanno detto che i bagnanti erano "andati tutti a mangiare". Poi hanno cominciato ad insultarmi, pretendevano che me ne andassi e sono dovuti arrivare i carabinieri per evitare tafferugli». Una cosa che le sta accadendo spesso. Le situazioni più complicate? «Quando trovo muri e recinzioni quasi sempre abusive e installate da anni sulle quali non c'è stato alcun intervento, ad esempio a Pozzano, o a Sorrento dove in un uliveto ho trovato un parcheggio non autorizzato e quando ho chiamato la polizia uno dei gestori è stato fermato e poi denunciato a piede libero per tentata corruzione». E i risultati migliori? «A Castel Volturno e in buona parte della Penisola Sorrentina sono riuscito a ottenere che i bambini sotto i 12 anni entrassero gratis nei lidi, si tratta di una legge regionale che incredibilmente quasi nessuno conosce, ma alcuni gestori si sono già inventati una formula per aggirarla: fanno pagare lo stesso per i piccoli ma per l'uso dei servizi igienici. Sto già lavorando per modificare la legge affinché i bambini accompagnati non paghino affatto. E poi ancora a Castel Volturno, quando un lido è stato sequestrato per abusi su suolo demaniale, siamo riusciti ad ottenere la riapertura del passaggio sulla battigia per i bagnanti. Qui sono stati gli stessi cittadini a prendere coraggio e a denunciare gli abusi. Le dirette social trascinano e convincono. E a Vico, dopo il mio intervento, il sindaco ha prolungato l'apertura delle spiagge libere fino alle 23: prima chiudevano alle 20 ufficialmente per ragioni di sicurezza, ma a differenza dei lidi privati». L'attività sul territorio e quella parlamentare, differenze e convergenze? «Ho il 95% di presenze in parlamento e quello che faccio in spiaggia lo faccio nel mio tempo libero. Penso che non potrebbe esistere la mia attività parlamentare senza quella svolta sul territorio, perché è da quest'ultima che prendo spunti per le mie battaglie: faccio un esempio, la Rc Auto, oppure le stesse spiagge libere magari attrezzate anche per le persone diversamente abili, o la proposta delle norme sui parcheggiatori abusivi, sono tutte cose che nascono dal territorio». Tantissimi lodano le sue attività, altri ne criticano il piglio securitario, lei spazia da proposte senza mezze misure storicamente di destra alle battaglie per i beni comuni invece di sinistra. «Non sono mai stato convinto che la sicurezza sia un tema di destra e l'ho sempre messa avanti con grande determinazione, Pio La Torre fu tra i più convinti sostenitori della nomina del generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa a prefetto di Palermo, sebbene incarnasse l'opposizione parlamentare con il Partito Comunista Italiano spinse con forza affinché il governo introducesse una figura autorevole e di rottura per contrastare la mafia. Questo teorema della sicurezza "tema di destra" per me non calza proprio. E certamente mi sono sempre battuto per i beni comuni, ma attenzione, sono per la spiaggia libera per tutti ma sono contrario a quelli che le trasformano in immondezzai, perché il bene comune va rispettato e il primo controllore del bene comune siamo noi cittadini, non le forze dell'ordine, che non possono stare ovunque. Appunto». Ed è tutta politica o ci sono anche slanci a beneficio della popolarità e dei social? «Io mi auguro che nel prossimo futuro ci siano sempre più politici che si battano pubblicamente per i diritti dei più deboli, vede, è troppo facile predicare e poi non essere in prima linea, la prima linea è sempre faticosa e non sempre sono applausi. I social sono uno strumento indispensabile per promuovere le proprie battaglie e in più, la diretta social, che fanno in pochissimi, è rischiosa, ma onesta, ti espone alle critiche in prima persona e ritengo sia la forma più limpida di comunicazione col pubblico». Borrelli si candiderà mai a sindaco? «Ogni cosa avverrà a suo tempo, per essere candidato a sindaco occorrono tre cose: la determinazione e l'amore per il proprio territorio, una coalizione che ti sostenga e una notevole conoscenza della macchina amministrativa. In questo momento per quanto mi riguarda il sindaco c'è già e la discussione si aprirebbe se Manfredi non si candidasse per il secondo mandato». Conoscere la macchina amministrativa»? «Vale a dire che oltre alla gestione politica bisogna intervenire in modo netto su alcune figure dirigenziali che in alcuni casi non hanno prodotto risultati positivi per la nostra città. Dobbiamo riparlarne». Lei è esponente storico dei Verdi e Napoli è ai minimi storici col verde pubblico: i parchi sono a pezzi, chiusi o cantierati, le aiuole date in affido e dagli anni '90 ad oggi persino le archistar hanno spogliato tutte le piazze della città, che ora ribollono, d'ogni traccia di verde. «Se c'è uno dei punti più critici su cui bisogna lavorare in modo diverso è certamente il verde pubblico, sono anni che faccio duelli rusticani su chiusure dei parchi, lavori infiniti o persino sull'impossibilità di donare per ripiantumare: per donare tremila euro per gli alberi di piazza Carlo III io e mia madre ci abbiamo messo otto mesi, la burocrazia è un delirio. E il verde pubblico resterà uno dei punti più critici in prospettiva visto il riscaldamento globale. La cultura dominante, all'interno delle pubbliche amministrazioni, dell'abbattere gli alberi e del ridurre il verde per non avere responsabilità e spese, contrasta con la mia visione per un aumento radicale del verde pubblico sul territorio, che è uno dei modi migliori in questo momento, tra i pochi che ci restano, per resistere al riscaldamento globale».

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