Vico Equense - Il progetto di riqualificazione di Marina di Aequa finisce nel mirino dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. A sollevare il caso è il senatore Orfeo Mazzella, che dopo un’interrogazione parlamentare e un’istanza formale ha ricevuto una risposta netta dall’ente di tutela ambientale: nessuna richiesta di parere preventivo o verifica di compatibilità è mai stata presentata dal Comune di Vico Equense o dai privati per l'opera da oltre 15 milioni di euro. La risposta dell'Autorità di Bacino evidenzia criticità gravissime sul piano della sicurezza idrogeologica. L'area interessata dai lavori è infatti sottoposta a vincoli e perimetrazioni di rischio idraulico e da frana di massimo livello. Nello specifico, si tratta di aree classificate come P3 (elevato trasporto solido) e zone R4 (rischio molto elevato per l'incolumità umana). Nonostante la delicatezza del sito, l’Autorità ha confermato con un secco "no" la totale assenza di interlocuzioni preventive da parte dell'amministrazione comunale. Di conseguenza, l'ente ha attivato i propri poteri, imponendo al Comune di Vico Equense la trasmissione immediata di tutta la documentazione progettuale e dello stato del procedimento. Il fulcro delle contestazioni riguarda l’intenzione di coprire la foce del Rivo d'Arco per realizzare una piazza pedonale. "Ripianare o coprire un corso d'acqua a rischio idraulico elevatissimo – spiega il senatore Mazzella – significa dover realizzare imponenti opere di mitigazione. Interventi speciali senza i quali esiste un rischio concreto di inondazione e mareggiate". Questi interventi integrativi, secondo il parlamentare, faranno lievitare i costi del progetto in maniera esponenziale rispetto ai 15 milioni di euro preventivati, ponendo un'incognita sulla reale consapevolezza dei privati promotori.
La preoccupazione più grande espressa da Mazzella riguarda le ricadute economiche sulla comunità locale. Se i privati dovessero ritirarsi di fronte all'insostenibilità economica dei costi aggiuntivi, o se l'opera venisse bloccata per motivi di sicurezza, il Comune rischierebbe di esporsi a contenziosi e penali milionarie. "A pagare il conto saranno unicamente i cittadini", attacca Mazzella, definendo l'operazione "una vera e propria cambiale in bianco sulla pelle della comunità". Il senatore ha assicurato che continuerà a monitorare l'evoluzione della vicenda presso il Ministero dell'Ambiente e l'Autorità di Bacino per garantire che la tutela dell'incolumità pubblica e del denaro dei contribuenti prevalga sulle scorciatoie procedurali.

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