Napoli - Presidente Savarese, il protocollo per Bagnoli è stato presentato in ACEN come un punto di svolta. Qual è il cuore pulsante di questo accordo? «Il cuore pulsante è la prevenzione. Per la prima volta non ci limitiamo a intervenire dopo che un’irregolarità è stata commessa. Con questo protocollo, la legalità e la sicurezza diventano elementi intrinseci alla costruzione dell’opera. I controlli non saranno più solo ex post, ma accompagneranno ogni singola fase dell’esecuzione dei lavori. È un cambio di paradigma necessario per un’area complessa come Bagnoli». Si parla molto di "sicurezza vera" nei cantieri. In che modo questo protocollo protegge concretamente i lavoratori? «La sicurezza non può essere solo un adempimento burocratico. Grazie alla concertazione con le parti sociali, i sindacati e gli enti ispettivi, monitoriamo l’origine stessa dei processi. Questo significa verificare che le imprese che entrano in cantiere abbiano non solo i requisiti legali, ma anche quelli tecnici e formativi per operare in contesti delicati come le bonifiche ambientali. Un cantiere sicuro è un cantiere dove la trasparenza e la professionalità sono garantite a monte». Il Sindaco Manfredi ha definito Bagnoli un "punto di riferimento nazionale". Lei crede che questo schema sia replicabile altrove? «Assolutamente sì, ed è il nostro auspicio. Quello che stiamo sperimentando a Napoli è uno standard che può e deve essere esportato. La rigenerazione urbana e le grandi opere del nostro territorio hanno bisogno di procedure amministrative fluide ma rigorose. Dimostrare che si può costruire legalmente, rispettando i tempi e la dignità del lavoro, è il miglior messaggio che possiamo dare al mercato e ai cittadini». Qual è il ruolo dell'ACEN in questa "cabina di monitoraggio" che passerà sotto la lente i lavori? «Il nostro ruolo è quello di garanti della qualità imprenditoriale. L'Associazione dei Costruttori è in prima linea per assicurare che la libera impresa cammini di pari passo con l’etica. Partecipiamo attivamente al confronto con la Prefettura, Invitalia e il Commissario straordinario perché crediamo che solo una sinergia totale tra istituzioni e associazioni di categoria possa schermare i cantieri dai rischi di infiltrazione malavitosa». In sintesi, cosa significa per il futuro di Napoli la firma di questo atto? «Significa che Napoli non aspetta più il cambiamento, lo guida. Con questo protocollo mettiamo un sigillo di garanzia sulla rinascita di Bagnoli. Stiamo costruendo non solo edifici o parchi, ma un nuovo modo di fare impresa: trasparente, sicuro e profondamente legato alla legalità».

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