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mercoledì 29 luglio 2009

Lettera aperta di Claudio Fava per "I Siciliani"

Cari amici,
Dopo l'assassinio mafioso di Giuseppe Fava, il 5 gennaio 1984, i redattori de I Siciliani scelsero di non sbandarsi, di tenere aperto il giornale e di portare avanti per molti anni la cooperativa giornalistica fondata dal loro direttore, affrontando un tempo di sacrifici durissimi in nome della lotta alla mafia e della libera informazione. Anni di rischi personali, di stipendi (mai) pagati, di concreta solitudine istituzionale (non una pagina di pubblicità per cinque anni!) Oggi, a un quarto di secolo dalla morte di Fava, alcuni di loro (Graziella Proto, Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza e Lillo Venezia, membri allora del CdA della cooperativa) rischiano di perdere le loro case per il puntiglio di una sentenza di fallimento che si presenta - venticinque anni dopo - a reclamare il dovuto sui poveri debiti della cooperativa. Il precetto di pignoramento è stato già notificato, senza curarsi d'attendere nemmeno la sentenza d'appello. Per paradosso, il creditore principale, l'Ircac, è un ente regionale disciolto da anni. E' chiaro che non si tratta di vicende personali: la redazione de I Siciliani in quegli anni rappresentò molto di più che se stessa, in un contesto estremamente difficile e rischioso. Da soli, quei giovani giornalisti diedero voce udibile e forte alla Sicilia onesta, alle decine di migliaia di siciliani che non si rassegnavano a convivere con la mafia. Il loro torto fu quello di non dar spazio al dolore per la morte del direttore, di non chiudere il giornale, di non accettare facili e comodi ripieghi professionali ma di andare avanti. Quel torto di coerenza, per il tribunale fallimentare vale oggi quasi centomila euro, tra interessi, more e spese. Centomila euro che la giustizia catanese, con imbarazzante ostinazione, pretende adesso di incassare per mano degli ufficiali giudiziari. Ci saranno momenti e luoghi per approfondire questa vicenda, per scrutarne ragioni e meccanismi che a noi sfuggono. Adesso c'è da salvare le nostre case: già pignorate. Una di queste, per la cronaca, è quella in cui nacque Giuseppe Fava e che adesso, ereditata dai figli, è già finita sotto i sigilli. Un modo per affiancare al prezzo della morte anche quello della beffa. La Fondazione Giuseppe Fava ha aperto un conto corrente (che trovate in basso) e una sottoscrizione: vi chiediamo di darci il vostro contribuito e di far girare questa richiesta. Altrimenti sarà un'altra malinconica vittoria della mafia su chi i mafiosi e i loro amici ha continuato a combatterli per un quarto di secolo. Elena Brancati, Claudio Fava, Rosario Lanza, Graziella Proto, Lillo Venezia


I bonifici vanno fatti sul cc della "Fondazione Giuseppe Fava" Credito Siciliano, ag. di Cannizzaro, 95021 Acicastello (CT) iban: IT22A0301926122000000557524
causale di ogni bonifico: per "I siciliani"

mercoledì 11 febbraio 2009

Da onorata società a spa

La camorra si è rifatta viva con tutta la sua violenza proprio nella sua Castellammare di Stabia, pochi giorni fa, uccidendo un consigliere comunale. Coincidenza amara vuole che domani (oggi per chi legge ndr) esca il libro ("Da onorata società a spa") del consigliere regionale Tonino Scala che affronta il tema della criminalità organizzata in Campania. "Oggi, come allora, il nostro Sud era insanguinato dalle mani armate della camorra così come della mafia. A Napoli, a Palermo, nella mia Castellammare, nelle vicina Torre Annunziata si moriva a ogni ora del giorno. Ero uno studente, allora, e insieme a tante altre ragazze e ragazzi sentimmo l’esigenza di riunirci e metterci in movimento Le riunioni seduti in cerchio, i cortei da organizzare, gli incontri, i sit-in. Il nostro sud doveva ribellarsi. Sfilavamo quotidianamente con gli striscioni colorati e la resistenza alla maglietta. Era un movimento il nostro di giovani, di studenti medi e universitari che parlavano di legalità e di lotta alla camorra - è scritto nelle prime righe -. Ora che la parola legalità è tornata a essere un vocabolo da riempire di contenuti ecco montare la necessità di riprenderci le nostre terre, di dire con forza no a chi vorrebbe amministrare vite e sogni, offuscando col colore del sangue le nostre strade". La prefazione è vergata Claudio Fava, il leader del partito di Scala (Sinistra democratica) ma soprattutto uno che sulla sua pelle ha vissuto la ferocia della mafia. "Chi conosce Tonino sa che questo libro non serve a fare curriculum: è il punto di approdo di una lunga nonostante la sua giovane età, riflessione su anni di esperienza civile e politica. Tonino nasce nei movimenti anticamorra che all'inizio degli anni novanta attraversarono questa regione e segnarono una stagione di nuovo e radicale impegno. Era il tempo della capitolazione di una vecchia, impresentabile e corrotta classe dirigente, che aveva saccheggiato una terra, privandole persino del diritto di sognare". (Velino Campania)

martedì 23 dicembre 2008

Fava, "Il rimpasto è un´aspirina"

La Sinistra democratica entra a gamba tesa nella vicenda comunale di Napoli e boccia il rimpasto annunciato dal sindaco Iervolino. La stroncatura arriva dal segretario nazionale, Claudio Fava che la definisce «soluzione inadeguata». «Il rimpasto è un´aspirina - afferma - c´è un problema più strutturale, non soltanto napoletano. Siamo in presenza di un asservimento della politica al partito degli affari, che riporta in primo piano la questione morale». Con Fava ci sono il coordinatore regionale Raffaele Porta e Salvatore Vozza, sindaco di Castellammare di Stabia. Sd ha chiesto da subito alla Iervolino l´azzeramento della giunta. Occorre ristabilire l´autonomia della politica, incalza Fava. L´urgenza, spiega «è la somma dei silenzi che accompagnano tutte queste vicende nazionali». Il partito degli affari. Il "caso Romeo", «un imprenditore già condannato per le stesse cose di cui si stanno occupando i magistrati oggi». Il bersaglio non è tanto il sindaco di Napoli, «la responsabilità di quanto accade è del suo partito che su questa vicenda ha fatto una scelta di profilo bassissimo». Poi Fava attacca Veltroni: «Nella riunione del Pd la questione base di riformare la politica è stata messa in secondo piano. Si è preferito seguire Berlusconi sul piano della riforma della giustizia e affiancare il Pdl nel respingere l´autorizzazione a procedere nei confronti di Margiotta». Ancora Veltroni e i «segnali sbagliati»: «Da un lato chiede a Saviano di fare una lezione in una delle "summer university" del Pd e dall´altro chiede di sostituire un assessore con un altro. Io forse a Saviano avrei chiesto di fare altro per la città». Anche la Regione è sotto accusa: «Già con l´ultimo rimpasto fummo molto critici». Per il momento, nessuna decisione dalla Sd, se appoggiare la giunta comunale o uscire dalla maggioranza. «Valuteremo se il Pd è ancora un interlocutore attendibile. Ribadiamo solidarietà e affetto al sindaco Iervolino, ma chiediamo un segno che chiuda una fase e ne apra un´altra». Osserva Porta: «Certo, se il coordinatore del primo partito in Campania è il sottosegretario all´Economia, Nicola Cosentino, che cinque collaboratori di giustizia hanno dichiarato organico alla camorra, e Italo Bocchino è ancora portavoce del Pdl alla Camera, allora c´è un problema molto più preoccupante della crisi di un solo partito». (P. C. da la Repubblica Napoli)

L´allarme del prefetto per la provincia "Un comune su due a rischio camorra"

giovedì 18 dicembre 2008

Cedimento strutturale della politica

“Quello che è accaduto a Napoli è il segno di un cedimento strutturale della politica sul piano morale. Occorre prenderne atto e reagire con scelte politiche forti, urgenti e trasparenti''. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Democratica, Claudio Fava. ''Al sindaco Iervolino - prosegue il leader SD - chiediamo di azzerare immediatamente la giunta in carica e di costruire, assieme alle forze sane della politica e della città, una proposta di governo cittadino che abbia in sè tutti i segni della concreta discontinuità''. Secondo Fava al di là delle responsabilità che verranno accertate a carico dei singoli amministratori, gli arresti di ieri rivelano, comunque, ''una drammatica trasversalità nella corruzione e un'assoluta subalternità di tutta la politica campana a poteri forti, imprenditoriali e criminali''. Sospensione dal Pd per i quattro componenti della giunta comunale di Napoli, due assessori in carica e due ex, arrestati oggi nell'ambito dell'inchiesta sulla Global Service che avrebbe favorito l'imprenditore Alfredo Romeo. Lo annuncia una nota congiunta del segretario regionale Tino Iannuzzi e di quello provinciale, Gino Nicolais. Entrambi ''nel ribadire fiducia nell'operato della Magistratura e nel rispetto della presunzione costituzionale d'innocenza per le persone indagate'' hanno deciso di ''sospendere da ogni attività ed incarico di partito gli assessori comunali Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio e gli ex assessori Enrico Cardillo e Giuseppe Gambale (foto), in attesa dell'accertamento dei fatti''.''Ancora non ho visto gli assessori, nè i partiti della coalizione. Il discorso va aperto con loro. Dopo, il sindaco serenamente deciderà''. Così Rosa Russo Iervolino, primo cittadino partenopeo, ha risposto a chi le chiedeva se intendesse dimettersi dopo la bufera giudiziaria che ha investito il comune partenopeo.

Provinciali, ultima chance

martedì 4 novembre 2008

Sd: la camorra è una montagna di m...

«Saviano è amico mio», «Facciamo neri i camorristi» e «La camorra è una montagna di merda». Sono i tre slogan di una campagna-choc che Sinistra democratica lancerà giovedì, nel corso di una manifestazione a Castelvolturno, e che è stata presentata ieri da Claudio Fava e Arturo Scotto. Gli slogan compariranno su 70mila manifesti (scritta bianca e nera su sfondo rosso) che saranno affissi nella zona controllata dal clan dei Casalesi. «La politica — ha detto Scotto — ha rimosso la questione della lotta alle mafie e alla camorra». Di qui la decisione di Sd di lanciare questa campagna nel tentativo «accendere i riflettori su questi temi, soprattutto con un governo che da una parte garantisce l'ordine pubblico con l'uso dell'esercito, dall'altra mostra al suo interno omertà, come mostra la vicenda del sottosegretario Cosentino». I due manifesti esprimono «una solidarietà non formale» a Saviano, ha spiegato Fava. «Alcuni colleghi giornalisti — ha rilevato il coordinatore di Sd — hanno sottolineato che Saviano è uno scrittore, dimenticando che è un giornalista. Dire che è scrittore è quasi un voler affermare che le tante cose da lui scritte sono sì belle ma poco aderenti alla realtà. Invece noi ribadiamo che Saviano ha scritto nomi e cognomi ed è un eccellente giornalista, e quindi è amico nostro». Il secondo slogan («La camorra è una montagna di merda»), riprende invece un'espressione di Peppino Impastato coniata per la mafia. «Ogni altro aggettivo o sostantivo — ha detto Fava — sarebbe sbagliato». Sd lancerà quindi la campagna giovedì pomeriggio partendo da Castelvolturno, con l'affissione di manifesti con i due slogan, che saranno attaccati, ha spiegato Scotto, per coprire le scritte con le minacce a Saviano. All'iniziativa di Castel Volturno, a cui parteciperà anche Moni Ovadia e numerose associazione laiche e cattoliche, si concluderà nel centro Caritas con una cena multietnica. (Corriere del Mezzogiorno)

domenica 29 giugno 2008

Fava a Veltroni: o parla con noi o con Cuffaro

Al termine della tre giorni di Chianciano Claudio Fava è stato confermato nel ruolo di coordinatore nazionale di Sinistra Democratica, ruolo che già ricopriva pro tempore dopo le dimissioni per motivi di salute di Fabio Mussi. I delegati hanno eletto i 250 membri del Consiglio nazionale di Sd (col 42% di donne), i quali a loro volta hanno eletto con voto palese i 70 membri della Direzione nazionale. Questi ultimi hanno rieletto all'unanimità Fava con voto segreto. E in giornata anche lo statuto di Sd vedrà la luce. Sinistra democratica si definisce più nettamente e insieme lancia il sasso per un cerchio più grande, da realizzare con una «costituente della sinistra»: idea lanciata formalmente nell'intervento inaugurale dell'assemblea dallo stesso Fava e ripresa nelle conclusioni. Un'idea del resto da sempre ancora del progetto degli ex Ds che non hanno aderito al Pd. E che era in qualche modo sottesa anche al progetto- partito male però e finito peggio- della Sinistra e l'Arcobaleno. Della costituente però all'epoca della cosiddetta "Cosa Rossa", non se ne fece niente. Finì per prendere le forme di una federazione di partiti e anime assai diverse e divergenti, con gli esiti elettorali che si sono visti. Ora Fava rilancia il progetto originario. La costituente dovrebbe essere dunque il primo passo verso la realizzazione di un nuovo soggetto politico, qualcosa di più simile a un partito che a un raggruppamento di sigle. Riguardo al rapporto col Pd, il coordinatore di Sd si dice felice che il partito di Veltroni abbia raggiunto «la consapevolezza» dell'impossibilità del dialogo con Berlusconi, ma anche che Veltroni abbia superato «il mito dell'autosufficienza e ci piacerebbe sapere quando si parlerà assieme del nuovo centrosinistra da costruire e se il Pd vuole farlo con la sinistra o con il partito di Cuffaro». Sd è pronta a aprire un canale di dialogo con il Pd ma, non volendo prendere altre porte in faccia, precisa che «il dialogo è una parola che pretende un rapporto paritario, pari dignità e rispetto delle reciproche autonomie», e che per dialogare «ci vuole un padrone di casa e un gradito ospite».

domenica 11 maggio 2008

Sinistre …

Claudio Fava è da poche ore il nuovo coordinatore di Sinistra Democratica, dopo l’abbandono di Fabio Mussi. E ha già ricevuto la prima proposta: quella di incontrarsi, e confrontarsi, con il Pd. Il segretario Veltroni gli ha scritto per fargli «i migliori auguri per l'incarico di coordinatore della Sinistra democratica». Ma soprattutto per ricordargli che «il voto ci consegna una situazione politica profondamente mutata e impone a ciascuno di dare risposte ai problemi del Paese. Per questo motivo, nel pieno rispetto delle diverse posizioni espresse dal Partito democratico e da Sinistra democratica e della loro reciproca autonomia – scrive Veltroni – credo sia opportuno fissare in tempi ravvicinati un incontro di lavoro».Praticamente immediata la risposta: «Caro Walter - scrive Fava - sono pronto ad incontrarti. Sarà occasione per mettere nuovamente al centro del nostro comune sforzo per un nuovo centrosinistra in questo Paese. Ciascuno - prosegue - con l'autonomia delle proprie posizioni e del proprio percorso, ma sapendo che, su un piano di pari dignità, una collaborazione proficua è possibile tra Pd e il nostro progetto di Costituente di Sinistra».

Nichi Vendola è disponibile a candidarsi al prossimo congresso di Prc per succedere a Franco Giordano. E' questa la novità emersa nella prima giornata dei lavori del comitato politico nazionale del partito. “Se la comunità mi chiederà una disponibilità - ha detto il presidente della Regione Puglia -, io sono pronto a riflettere”. In realtà, da quanto trapela, il via libera di Giordano e di Bertinotti alla candidatura di Vendola sarebbe già nelle cose.