mercoledì 7 gennaio 2026

La carica dei sindaci 24 Comuni al voto: test per le coalizioni

LO SCENARIO 

di Francesco Gravetti - Il Mattino

Sono molti, alcuni sono importanti e arrivano al voto dopo mesi in alcuni casi anni di instabilità politica e istituzionale, altri per le ambizioni dei primi cittadini. La prossima primavera la Città Metropolitana di Napoli sarà attraversata da una delle tornate amministrative più dense degli ultimi anni: saranno infatti 24 i Comuni chiamati alle urne, tra scadenze naturali e ritorni anticipati al voto. Un numero significativo, che racconta un territorio in pieno cambiamento dal punto di vista politico e amministrativo. Resta ancora incerta la data del voto, che dovrebbe collocarsi tra maggio e inizio giugno, in attesa del decreto del ministero dell'Interno. Un'incertezza che pesa su partiti, coalizioni e possibili candidati, già al lavoro in uno scenario frammentato e tutt'altro che lineare. Resta poi l'incubo dell'astensione, che ha caratterizzato le ultime tornate elettorali. 

EFFETTO REGIONALI

Tra i grandi Comuni al voto anticipato, i casi politicamente più rilevanti sono quelli di Portici, San Giorgio a Cremano ed Ercolano. Qui si torna alle urne sostanzialmente a causa delle recenti elezioni regionali. A Portici Vincenzo Cuomo ha lasciato qualche giorno fa dopo il suo ingresso nella giunta di Roberto Fico, mentre Giorgio Zinno e Ciro Buonajuto, ex primi cittadini di San Giorgio ed Ercolano, hanno lasciato Palazzo di Città per intraprendere il percorso verso il consiglio regionale, peraltro con successo. Una scelta che ha interrotto anticipatamente la consiliatura e aperto una fase commissariale, con un voto che avrà inevitabilmente riflessi anche sugli equilibri politici sovracomunali, considerato il nuovo ruolo dei tre ex sindaci. E da consigliere regionale assisterà al voto nel suo ex Comune anche Massimo Pelliccia di Casalnuovo, che a suo tempo scelse la strada della incompatibilità per decadere da sindaco. A Casalnuovo, però, i cinque anni di mandato sarebbero comunque terminati nel 2026. 

COMUNE SCIOLTO 

Caso a parte, ma altrettanto rilevante, è Melito di Napoli, che tornerà al voto dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose avvenuto a marzo 2024 al termine di una inchiesta che portò al coinvolgimento del sindaco e alcuni amministratori. Dopo due anni di purgatorio si tratta ora di restituire pienamente la guida della città ai cittadini dopo la gestione di una commissione straordinaria, in un contesto che richiede credibilità e trasparenza. 

CRISI POLITICA 

Tra i Comuni al voto anticipato spicca Ottaviano, dove la consiliatura si è interrotta dopo appena due anni per una crisi politica interna culminata con la caduta dell'amministrazione di Biagio Simonetti. Una frattura che ha portato al commissariamento dell'ente e che ora rimette in gioco assetti, alleanze e leadership locali, in una città storicamente centrale nel panorama vesuviano. Alle urne prima della scadenza anche Afragola, Sorrento, Saviano, Somma Vesuviana e San Vitaliano, tutti Comuni che arrivano al voto dopo dimissioni dei sindaci o dei consiglieri. A Sorrento e a San Vitaliano due indagini distinte hanno portato all'arresto dei sindaci Massimo Coppola e Rosalia Masi, mentre ad Afragola, Somma Vesuviana e Saviano l'addio di Antonio Pannone, Salvatore Di Sarno e Vincenzo Simonelli è arrivato dopo una lunga fase di instabilità. 

FINE MANDATO 

Accanto ai voti anticipati, ci sono poi i Comuni che arrivano alla naturale conclusione del mandato: Terzigno, Frattamaggiore, Calvizzano, Sant'Anastasia, Cardito, Mugnano, Casalnuovo (di cui si è già detto), San Paolo Belsito, San Gennaro Vesuviano, Procida, Mariglianella e Lacco Ameno. Particolare attenzione meritano Pompei e Massa Lubrense, dove la fine della consiliatura, già fissata al 2026, è stata segnata dalla scomparsa dei sindaci in carica, Carmine Lo Sapio (morto qualche settimana fa) e Lorenzo Balducelli (defunto a maggio) con il passaggio delle funzioni ai vice sindaci. Nel complesso, la prossima tornata amministrativa nella Città Metropolitana di Napoli si preannuncia ampia, frammentata e politicamente delicata. Ventiquattro Comuni significano decine di liste, nuove alleanze e vecchi equilibri da ricostruire. Una primavera elettorale che sarà un vero banco di prova per la politica locale e per la capacità delle comunità di ritrovare stabilità e visione.

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